6.12.10

ITA - UP IN THE AIR - quelli che viaggiano tanto

Quelli che viaggiano tanto in aereo hanno in comune molte cose. Per un certo periodo, anche io sono stata una di loro: non ero una viaggiatrice business bensì low cost, ma tant'è che una volta ad Orio al Serio, salendo sull'ennesimo Ryanair del venerdì sera per Charleroi, lo steward mi ha chiesto se ero stata male perché il venerdì prima non mi aveva visto a bordo.

Quando prendi l’aereo con più frequenza dell’autobus (e l’autobus che prendi infatti è solo quello per andare all’aeroporto) diventano naturali certi comportamenti.

PARTENZA DA CASA/UFFICIO
Sai esattamente quanto ci vuole  ad arrivare all’imbarco in base a quel giorno della settimana e a quell’ora, quindi una volta stabilito l’orario di partenza non guardi più l’orologio nel tuo spostamento da casa/ ufficio fino all’ aeroporto. Ormai il trasbordo ascensore – scalini – macchina /autobus/metro lo potresti fare ad occhi chiusi: sai esattamente nella metro dov’è la scala mobile che funziona per andare su col trolley fino in superficie, senza ritrovarsi ulteriori scalini (Se scendete alla fermata Milano Centrale è quella tutta a sinistra), che gimcana fare tra lavori in corso perenni, strisce e parcheggi per arrivare il più velocemente possibile alla navetta per l’aeroporto (A Milano sai anche già quale delle due compagnie fa la fermata a Cascina  Gobba aumentando il tragitto di 15 minuti e quindi scegli sempre l’altra, anche se parte 15 minuti dopo). Quando sali sull’autobus cerchi il posto lato corridoio davanti all’ uscita posteriore in modo da essere il primo a scendere senza la ressa che si accumula tra i passeggeri davanti. In  prossimità dell’aeroporto, se sei in auto sai già qual è l’uscita per il parcheggio dove c’è meno coda per entrare (Normalmente l’ultimo e ti dirigi subito al livello interrato più basso o al livello sopraelevato più in alto, a seconda della costruzione: lì c’è sempre posto, mentre i novellini perdono mezz’ora a girare in lungo e in largo il primo piano d’ingresso), se sei nell’autobus alzi finalmente gli occhi dal giornalino gratuito della metro esattamente due minuti prima di arrivare a destinazione, per posizionarti davanti alla porta posteriore. E sai che mancano due minuti all’arrivo perché hai un tuo segnale nel panorama circostante che hai già visto mille volte. (Per me, arrivando a Orio, l’insegna  Caffè Carissimi: mando persino l’sms ai miei per dire che sono arrivata all’aeroporto scrivendo semplicemente “ Caffè Carissimi, vi telefono prima dell’imbarco”. L’sms è salvato nelle bozze, così non lo devo scrivere ogni volta.)

IN AEROPORTO
Sei arrivato in aeroporto esattamente con i minuti contati per individuare lo sportello di check in (se hai da lasciare il bagaglio nella stiva: normalmente se il viaggio è di 1-3 gg compatti tutto nel trolley bagaglio a mano non solo perché è gratis ma anche perché così non perdi tempo al recupero del bagaglio all’arrivo),  fare la coda ai controlli di sicurezza, quella al controllo passaporti se voli extra schengen,  raggiungere il cancello di imbarco quando la procedura è iniziata in modo da non restare in piedi a ciondolare in attesa che aprano l’imbarco e ritrovarti a fare una coda in più per salire sulla navetta che porta all’aereo.
Lungo questo percorso cerchi di schivare, riconoscendoli solitamente dall’atteggiamento spaesato, dalla valigia di proporzioni monumentali e dal fatto che tengono il biglietto in mano, anziché in tasca, quelli che non viaggiano spesso o che non viaggiano affatto,perché rallentano la tua efficiente procedura a passo rapido, né lento né affannato .
Al check in del bagaglio di stiva sono quelli che discutono con la hostess per convincerla a chiudere un occhio sul fatto che il limite per bagaglio è 20 kg mentre  loro ne hanno 12 in eccesso. Normalmente iniziano cadendo dalle nuvole, dicendo di non sapere che fosse così, nonostante fosse scritto a caratteri cubitali nella procedura di acquisto del biglietto, poi tentano il discorso economico (eh ma sono 5 euro per kg, più del biglietto stesso, su per favore,  cerchi di capirmi) infine provano a scongiurare la pietà della poveretta che deve però applicare il regolamento. Alla fine pagano, convinti di aver subito un torto e coprendo di improperi la poveretta e la compagnia: se ne vanno accigliati senza neanche accorgersi di tutti gli improperi di chi è stato in coda dietro di loro per  almeno 15 minuti in più del previsto.
Ai controlli di sicurezza tu che viaggi tanto hai già disposto sul nastro il bagaglio a mano in ordine di recupero post controllo il vassoietto con computer e macchina fotografica da rimettere nel bagaglio a mano, il vassoietto con la giacca/cappotto, il vassoietto con gli oggetti da riposizionare nelle tasche della giacca/cappotto ed infine le scarpe (non è richiesto in tutti gli aeroporti ma nel caso che suonino,meglio levarle direttamente prima): non solo,  ma prima di lasciar casa già ti sei vestito per il viaggio mettendo la maggioranza dei pezzi metallici (cinture, gioielli, gemelli, orologio, occhiali) nel bagaglio a mano, in modo da non dover perdere tempo a levarli e rimetterli addosso.
Quelli che non viaggiano spesso o che non viaggiano affatto sembrano immuni al bombardamento informativo circa gli oggetti non ammessi al trasporto (oltre alle armi e agli infiammabili, all’aeroporto di Dublino è specificatamente vietato il trasporto di fionde), le restrizioni per i liquidi e l’operazione di svestizione  (cartelli in 18 lingue, display 50 pollici che ripetono all’infinito le stesse immagini , personale di terra che ripete costantemente con voce da strillone: mettete nei vassoi cappotti, oggetti metallici, cellulari, computer portatili etc). Inesorabilmente, arrivati ai metal detectors lo faranno suonare tre volte (oh non sapevo che dovevo togliere la penna dal taschino ,oh non sapevo che dovevo togliere la cintura, oh non sapevo che dovevo svuotarmi le tasche dalle monetine) e poi questionano con le guardie circa il fatto che la bottiglia di coca cola nel bagaglio a mano non è un liquido ma è coca cola e alla fine piuttosto che buttarla la trangugiano tutta d’un fiato a costo di soffocarsi di bollicine di traverso.
Dopo aver fatto l’eventuale coda al controllo passaporti, se il tuo calcolo dei tempi è corretto (ed è corretto) e l’aereo non è in ritardo (ma questo non dipende da te) raggiungi il cancello d’imbarco quando già questo  è in corso, in modo da non perdere tempo in coda per salire sull’aereo.
Se invece capita del tempo di attesa (cioè l’aereo è in ritardo), vai a lavorare con il blackberry nella lounge a cui accedi in quanto possessore prima della carta d'argento, poi di quella d'oro e infine della platinum dei programmi frequent flyers. Là troverai altri frequent flyers altrettanto efficientemente intenti a lavorare con il blackberry,in attesa del loro aereo in ritardo. Se si tratta di viaggi con le low costs, vai a comprarti la mezza naturale e il panino  al bar da  portarti dietro piuttosto che comprare le M&M's e la minilattina di sevenup a bordo.
Durante l’imbarco se viaggi low cost senza posto assegnato, non c’è da sgomitare per salire sulla navetta che porta all’aereo: di fatti chi sale per ultimo, rimanendo accanto alle porte della navetta, ne esce per primo e sale per primo sull’aereo,scegliendosi con calma il posto, solitamente quello sulle ali dove ci sono le uscite di sicurezza perché c’è più spazio per le gambe.

IN AEREO
Ti sistemi nel sedile in coincidenza delle uscite di emergenza per stare comodo con le gambe o, in alternativa, nella prima fila, in modo da uscire subito all’arrivo. In entrambi i casi sistemi tutte le tue cose e la tua giacca/cappotto nella cappelliera perché sai, ed è comunque scritto sugli adesivi posti davanti ai sedili, che non è permesso tenere oggetti nelle file delle uscite. Quelli che non viaggiano spesso o che non viaggiano affatto guardano le scritte e la figura della valigetta sbarrata ed eventualmente fanno finta di nulla come con i limiti di peso del bagaglio e le restrizioni dei liquidi, salvo offendersi tantissimo quando il personale di volo passa a domandare di ritirare la borsetta o il cappotto nella cappelliera perché,indovinate un po’, quei posti sono in coincidenza delle uscite di sicurezza e non è permesso intralciare l’eventuale fugadi emergenza con degli oggetti. Con aria scocciata consegnano all’assistente di volo le loro cose e mugugnano che non voleranno mai più con quella compagnia aerea, anche se dentro sanno benissimo che nessun’altra compagnia quel giorno volava sul quel tragitto per 30 euro.
Tu che viaggi spesso capisci all’istante se il tuo vicino è uno che ha paura di volare e ha bisogno di chiacchierare logorroicamente, e a meno che tu non abbia proprio voglia di socializzare, sprofondi nel sonno immediato o ti rifugi in un tomo di 900 pagine scelto accuratamente per intimorire qualunque approccio di conversazione,meglio ancora se scritto in una lingua sconosciuta ai più (polacco su un ginevra – parigi o catalano su un bergamo – dublino). Se invece viaggi in business class avrai probabilmente accanto uno che già ha acceso il portatile per lavorare off line e non ti resta che accendere anche il tuo, sapendo di poter lavorare o dormire tranquillo per tutta la durata del volo.
Prima del decollo non guardi il balletto di dimostrazione delle misure di sicurezza  degli assistenti di volo ma osservi un professionale silenzio, intanto che leggi. Quelli che non viaggiano spesso o non viaggiano affatto fanno commenti nervosi sul concetto di unlikely event. (Se sei in Italia, su un volo low cost e almeno una delle assistenti di volo è carina, parte il solito ollellè ollallà da stadio.). All’atterraggio non applaudi mai perché il fatto di riportarti sano e salvo a terra non è un favore ma è il mestiere del capitano di bordo.

ARRIVO
Una volta arrivato la tua appartenenza alla categoria di quelli che viaggiano spesso rispetto a tutti gli altri passeggeri diventa ormai ovvia: in quell’aeroporto ci sei già stato e conosci il tragitto più breve verso il  controllo passaporti con deviazione bagno,prima dell’eventuale ritiro bagagli. Se non hai il cellulare aziendale, tiri fuori dal portafoglio la sim prepagata per quel paese (o se ancora non l’hai la compri alla prima edicola/negozio di telefonia dentro l’aeroporto, dove acquisti anche una ricarica per la tua sim, in modo da non spendere nemmeno 1 minuto di roaming), mandi un sms per avvertire che sei arrivato e poi ti avvii altrettanto spedito verso l’uscita dove ti aspetterà qualcuno che ti sta a cuore oppure qualcuno con un cartello col tuo nome o un logo aziendale (quanti mr Vodafone e mr Accenture esistono nel mondo?) o, semplicemente, un altro autobus/taxi/treno metropolitano.

CONCLUSIONI
Che differenza c’è tra quelli che non viaggiano spesso e quelli che non viaggiano affatto? Che i primi se riconoscono uno di quelli che viaggiano tanto, lo seguono perché così anche loro fanno prima.
Così vive il viaggio in aereo chi è spesso up in the air. Ma c’è  anche qualcuno che vive lo stesso viaggio in parallelo: le mogli di quelli che viaggiano spesso.

Alla prossima puntata :-D

1 comment:

  1. vẫn khiến cho nàng có cảm giác , nhất là khi Diệp Âm Trúc nhìn nàng với ánh mắt chuyên chú , càng khiến cho Hải Dương có cảm giác thống khổ không sao tả xiết . Lúc này gương mặt nàng đã hoàn toàn lộ ra , mặc dù đây không phải là lần đầu , hơn nữa đối với Âm Trúc nàng lại có vài phần hảo cảm nhưng trong lòng Hải Dương vẫn tràn ngập các trạng thái tình cảm phức tạp .
    " Ta , ta không thể tiếp tục " . Hải Dương bối rồi nhìn Tô Lạp đang giữ mái tóc dài của mình , lại bị một bên Hương Loan án ngữ .đồng tâm
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    chém gió
    " Hải Dương , cố lên , có lẽ đây đúng là một cơ hội đấy " . Hương Loan vội trấn an nàng , dụng tay ngăn trở con mắt của Hải Dương , khiến nàng không thể nhìn thấy Diệp Âm Trúc . Làm như vậy tâm trạng của Hải Dương mới buông lỏng vài phần .
    Gương mặt của Hải Dương cơ hồ bị phá hủy tám phần , bộ da héo rúm , có màu đỏ sậm , khiến người ta có cảm giác kinh khủng . Mặc dù lời nguyền ám ma pháp đã bị thanh trừ nhưng thương tổn mà nó để lại khiến trong lòng Diệp Âm Trúc không khỏi dâng lên cảm giác thương tiếc mãnh liệt . Hắn hoàn toàn có thể tưởng tượng vì vết thương trên mặt mà Hải Dương đã phải chịu rất nhiều thống khổ . Quang mang màu vàng xuất hiện trên hữu thủ của Diệp Âm

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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