5.12.10

ITA & ENG - Viatrix Advenit - La nascita di Beatrice

La viaggiatrice è arrivata con noi il 6 Ottobre, domani sono 2 mesi e sembra trascorso già così tanto tempo, lei è 10 cm più lunga, sorride se le sorrido, sgrana gli occhi quando la sollevo in alto in quello che per lei dev'essere una specie di teletrasporto, reagisce alle mie canzoncine stonate. Questo è il racconto di quei giorni di ottobre ancora caldi e pieni di sole quando da 2 siamo diventati 3.

Martedì 5 era il giorno della vigilia e io l'ho cominciato spignattando in cucina in modo da lasciare di che cibarsi a P e mia mamma nelle sere di ritorno dall’ospedale trascinandomi sui miei ormai 16 kg: le ultime due settimane mi sono detta che ormai i kg presi erano presi e con P. ci siamo dati a lautissimi pasti di ogni forma calorica ricombinata possibile. In un impeto di ipercinesi ho anche provveduto a far le pulizie di TUTTA la casa ..INSOMMA HO FATTO DI TUTTO PER ARRIVARE IN OSPEDALE LA SERA DI MARTEDì TOTALMENTE DISTRUTTA DI STANCHEZZA FISICA, IN MODO DA RIUSCIRE A DORMIRE E NON FARE L'INSONNE DA PAURANSIA.

Pauransia di che? del diventare madre? del non essere all'altezza? macchè. Paura dell'operazione. Detto così sembra davvero una stupidaggine, ma per me che non sono mai stata in ospedale se non 2 ore in odontoiatria per togliermi i denti del giudizio e una volta in pronto soccorso al liceo per uno svenimento,è stato davvero difficile digerire l'idea di farmi tagliare, di essere anestetizzata, anche se sarei rimasta sveglia. Mi passavano davanti tutte quelle brutte storie lette sui giornali in questi ultimi mesi di parti che dovevano essere parti normali e sono finiti male e si, ora è molto più semplice ammetterlo, io la sera prima dell' intervento anziché pensare " domani conoscerò mia figlia",  pensavo  "domani spero di non morire". Me la sono raccontata per due settimane, dal giorno della visita che ha confermato la posizione sbagliata della viaggiatrice, che non era una tragedia, che oggigiorno è una roba di routine, che anzi c'è gente che paga per avere il cesareo programmato anche se non ne ha bisogno, e ho passato due settimane bellissime con P. nell'attesa dell'evento..ma alla fine, all'ultimo miglio di questa bellissima maratona, questa è stata la mia paura più grande, che non sono riuscita a dividere con nessuno, nemmeno con P.

Il mattino del 6 questa tensione tra due livelli, la mia paura più profonda, e le normali operazioni relative all'atterraggio della viaggiatrice (monitoraggio, presa del sangue, parla con l'ostetrica, parla con l'anestesista etc), mi ha portato a staccarmi sempre di più dalla realtà, non mi sembrava più che stesse per succedere a me, nè di essere prossima all'operazione, nè di essere prossima al diventare madre. Ho iniziato a focalizzarmi sulle cose più pratiche. Del tipo, mi hanno dato da farmi la doccia, capelli compresi (e io che il giorno prima mi ero fatta la piega per benino), con una lozione che si chiama betadine e che serve a sterilizzare il paziente...così mi sono ritrovata i capelli coi riflessi mogano e la pelle giallo isole lampados, come le truzze che al sabato pomeriggio si fanno la doccia solare per andare in disco la sera. Poi mi hanno dato il camice per la sala operatoria: sarà che siamo in Francia, ho molto apprezzato la scelta dell'indaco, che qua è sicuramente il colore fashion per l'inverno. Poi l'abbinamento col mio betadinesco colorito era sicuramente molto electric pop. Aggiungete le calze antitrombo (in tutti i sensi) che mi ha ordinato di mettere il mio ginecò folle (nonchè chirurgo della situazione ): bianche spesse con bordini arancioni in cima e in fondo: se mi avesse visto Lady Gaga sarebbe morta di invidia!!!!

P.e mia mamma erano entrambi ai miei lati, lui con la consegna di occuparsi della piccola viaggiatrice durante la mia permanenza post sala operatoria: nè io nè P. volevamo che lui assistesse al parto, fosse stato naturale o meno, perché preferiamo pensare alla nascita come ad un momento da dolce stilnovo e non splatter..ed è meglio non avere certi ricordi, per avere certi pensieri :-D

Così, un inserviente mingherlino è arrivato a prendermi per portarmi al pian terreno in sala operatoria, in tutto il mio splendore giallo-indaco. Il poveretto non ce la faceva a guidare il letto con sopra me medesima e cosi P.si è lanciato in un impeto da Doug Ross, ha scavallato l'inserviente, afferrato la testiera del letto e mi ha guidato lui verso l'ascensore: io gli sorridevo pensando NON TI PREOCCUPARE VEDI COME SONO SERENA, e dentro di me morivo di paura e lui mi sorrideva pensando NON TI PREOCCUPARE VEDI COME SERENO. Moriva di paura anche lui, me lo ha confessato solo dopo, quando sono tornata dalla sala operatoria, che in queste due settimane aveva, sotto sotto, paura dell'intervento per lo stesso motivo per cui ne avevo paura io.

Conversazione da ascensore (da maternità a sala operatoria)
Inserviente mingherlino (gay): Madame, ma che bel pezzo di ragazzo, suo marito!
Io: eh, grazie
Inserviente mingherlino: chi è il suo dottore?
Io: eh, il dottor G.
Inserviente mingherlino:  ah bene bene il dottor G. è uno pieno di stile!
Io (risatina nervosa) (che poi G. me lo sono scelto e mi fido ciecamente di lui e mi sta simpa proprio perchè è un po' il Morgan dei ginecologi eh): eh, si è un tipo particolare
Inserviente mingherlino: ah anche se io dovessi farmi un tour in sala operatoria, sceglierei lui di sicuro.

Ho provato ad immaginare che cosa possa essere un tour in sala operatoria: l'inserviente mingherlino con le orecchie pieni di piercing di strass, io vestita da lady Gaga partoriente e il dottor G. tutto in verde chirurgo che  canta la Marsigliese, ma  siamo arrivati e il mingherlino mi  parcheggia fuori dalla sala operatoria, au revoir madame! Nel frattempo, una voglia di far pipì terribile, eppure l'ho fatta 5 minuti prima: pipi vera o me la sto facendo sotto dalla paura? Comincio a raccomandarmi al Signore, mi viene la tremarella, mi viene da piangere, mi scappa la pipì sempre di più, e poi ovviamente ho sempre le contrazioni preparatorie, perché comunque sono alla 38°settimana...probabilmente ho un'aria da madonnino trafitto tremenda, perché ogni singolo dottore, infermiera, ausiliario delle pulizie che passa accanto a me butta un occhio sulla mia cartella, legge cesareo e si ferma a chiedermi se è maschio o femmina, a dirmi di stare tranquilla che è una roba di routine (soprattutto quello delle pulizie me l'ha ripetuto più volte mentre andava su e giù con i sacchi di monnezza medica). Dopo 10 minuti tutto il blocco operatorio sa  il mio cv: sono italiana, mio marito è polacco, la bambina si chiamerà beatrice, comme béatrice en français, mi scappa la pipì, non ho mai avuto un'operazione e  ho tanta paura. L'anestesista mi dice di tenere duro con la pipi che mi mettono la sonda dopo l'anestesia cosi manco mi fa male...ma si sa, quando ti scappa la pipì, un secondo sembra eterno. Arrivano due assistenti del mio dottore, uno dei due si lancia subito in inglese tutto contento perchè non ha mai occasione di parlarlo in sala operatoria (che strano, neh?), l'anestesista inizia il suo mestiere, mettono su un tendone che mi impedisce di vedere che combinano del resto di me, riesco solo a vedere che quello che sa l'inglese mi passa accanto con in mano un secchio di betadine e un pennello  tipo pennello cinghiale e probabilmente mi sta spennellando tutta, io nel frattempo mi sento diventare le gambe e la pancia di plastic..che strana sensazione...e arriva lui, il dottor G, il ginecò con stile, trionfalmente canticchiando alors alors ma petite valentina ..bon on y va, sono tutti premurosi e gentili mentre io sento gli spasmi e cerco di focalizzarmi con la poca lucidità che mi ha lasciato l'anestesia (si, sei sveglia ma non è che sei pienamente in te) sul fatto che sta arrivando Beatrice, che  è vero, che tra poco la vedrò. Dopo qualche momento  sento un vagito leggero, non un pianto disperato come nei film, e poi un altro e poi non mi ricordo com'è ma di botto ritrovo accanto sulla spalla una bambina piccolissima,perfetta miniatura, che piange facendo la bocca quadrata come faccio io ed è mia figlia. Le dico piccola, piccola, non riesco a piangere, non riesco a pensare, sono felice di vedere quella manina piccola e perfetta e quel visino che spuntano in una copertina azzurra...poi l'ostetrica ha preso la mia piccola e l’ha portata su da P., che ancora non sapeva se era una bimba o un bimbo.  Sono uscita dalla sala operatoria con il dottor G. che mi faceva ciao ciao e proseguiva cantando verso la prossima partoriente, dopodiché ho passto 2 ore in sala di risveglio, man mano che l’anestesia andava via i movimenti dell’utero erano tremendi… non so come, mi era sfuggito il concetto che anche dopo il parto l’utero si contrae, e continuerà a farlo per un pezzo dovendo tornare da pallone da basket a pallina da tennis! 
Beatrice era nata ed era sana, io ero viva. Adesso finalmente potevo gioire pienamente, senza ombre. Con un male fisico tremendo addosso, ma ho provato tanta, tantissima gioia…non vedevo l’ora di risalire su, di rivedere P., di vedere lei di nuovo e il resto di quel faccino e quella manina sbucata dalla coperta azzurra sulla mia spalla.
L’inserviente mingherlino mi ha riportato su:
-          Madame, com’è andato il tour?
Questa volta ho riso, squassata dal male all’utero, ma ho riso davvero.
Non scorderò mai quando sono entrata nella mia stanza e ho visto P., mi ha baciato, mi ha detto quelle parole che non dimenticherò mai (e si, era felicissimo che fosse una bimba) ma che aveva avuto tanta paura per me e non vedeva l’ora che tornassi su, che aveva vestito la bimba seguendo le mie istruzioni (ah lo spirito sassone!)  e che le prime parole gliele aveva dette in italiano! Poi ho rivisto lei , in un lettino con le pareti trasparenti di plexiglas accanto a me, vestita con il maglioncino bianco e giallo fatto da mia mamma per la mia nascita. Non potevo toccarla, avevo troppo male a tirarmi su ma la vedevo a pochi cm, con la testa rivolta verso di me attraverso quel plexiglas: dormiva con gli occhi chiusi e la bocca distesa in un sorriso. Mentre P. usciva finalmente fuori a telefonare al mondo per annunciare la lieta novella, mia mamma si è sciolta nel doppio ruolo di madre e nonna. Mancava solo mio padre, che nel frattempo era in autostrada e guidava da Torino mentre io ero in sala operatoria..è riuscito ad arrivare 10 minuti prima che finisse il permesso di visita ed era emozionato forse ancora più di noi, che abbiamo diviso per tre nelle ore precedenti tensione e eccitazione. Non potendomi abbracciare stretta perché ero tutta dolorante, ha stretto fortissimo P. 
Cara Beatrice, mia piccola viaggiatrice, sei nata di 38 settimane appena iniziate, leggera leggera ma proporzionata, mentre eri  accanto al mio letto io mi allungavo per darti l’indice e tu lo stringevi fortissimo con quella tua  manina dal colore diafano, con le dita lunghe lunghe e sottilissime. Di notte  ti hanno portato di nuovo da me,  per appoggiarti sul mio petto, tu ti sei subito aggrappata cercando il latte che ancora non avevo, e hai aperto per la prima volta i tuoi occhi blu su di me.  Non mi è venuto, né allora né poi,  nessuno di quei pensieri possessivi del tipo: sono tua madre, ti ho fatto io…. Ho pensato che sei una mini persona che ho il piacere di scoprire e accompagnare nella tua vita, giorno dopo giorno. Nei giorni successivi in ospedale mi è arrivato il latte, ho imparato a farti il bagnetto,  a cercare di capire i tuoi pianti , ma mi sono sentita madre davvero,per la prima volta, ferma e sicura di me in questo ruolo, domenica, quando la pediatra ha detto la sua non richiesta opinione e io ho pensato TU DI MIA FIGLIA NON CAPISCI NIENTE!!!! 
Beatrice è nata mercoledì, Valentina come mamma, ad occhio, domenica :-D


ENG - Viatrix Advenit, 
our little Voyager finally arrived on the 6th of October.
Since we got confirmation on the 20th September that  the little Voyager didn’t turn in the write exit position and so the c-section was scheduled on the 6th, me and P. made our best to enjoy this last time of wait: we lived those days as a kind of joyful march to the finishing of a long marathon.
At the Eve of the Voyager’s Arrival my inner tension between the fear for the intervention and the amazement for meeting finally this wonder of life inside of me was overwhelming, but the morning of the 6th I woke up feeling totally abstracted from reality: I felt like it was not going to happen to me. My focus was absorbed by practical things: the nurse instructed me to get a double shower top to toe with a lotion called betadine that made my whole skin yellow like after solarium and my hair a bit red. Then I had to wear a surgery gown indigo color, curiously considered one of the most fashionable in France for this fall/winter season. The contrast between my yellow skin and the purple was already quite electric pop, but after fitting on my legs the white anti-thrombosis stockings with orange edges that the doctor ordered me, I can tell you Lady Gaga would have die to have such an outfit!
When a skinny attendant came to bring me to the surgery room, my nerves broke down and I really felt full of fear while the he tried to make conversation with me in the lift
Attendant: Madame, who’s your doctor? 
Me: Doctor G.
Attendant: oh well, doctor G. is full of style! If I would have to make a tour in the surgery room, I’ll definitely go for him.
I was trying to imagine what could be a tour in the surgery room, the skinny attendant with the ears full of Swarovski piercings, me dressed up like Lady Gaga and Doctor G. fully dressed in surgeon green, singing the Marseillaise?  but the lift travel was already over. I was probably looking very scared because while I was waiting to be brought to the surgery room, every single doctor, nurse, attendant, janitor and cleaning guy passing by my bed looked at my clinic folder (c-section) and stopped to ask if it was boy or girl, that I shouldn’t be upset at all (especially the cleaning guy  kept telling me 3 times that it was a routine operation). The assistants of my doctor came to pick me showing off his English (Oh Madame I’m so glad to speak English with you, I don’t have a lot of occasions of practice here in the surgery room!). Eventually Doctor G. entered the room singing, as his usual, alors alors ma petite Valentina quelle musique pour vous auourd’hui? The anesthetics was already going in me so I just said “rock”, without thinking about it. Well, doctor, anesthetist and assistant blew out of their lungs their rock repertory and I didn’t even realize the operation was already ongoing until Doctor G. stopped the choir and said “on y va” . here we go, soon I was going to meet our daughter: few seconds later I heard the little quiet cry of a baby, and straight after a perfect small face appeared on my shoulder, all wrapped in a blue blanket, with just a little perfect tiny hand getting out. I was overwhelmed, I just told her Piccola, piccola, and then they brought her out to P.. When a couple of hours later the same skinny attendant came to pick me back to my room, he naturally asked:
-Madame, how it was the tour?
And finally I came back to P. and Beatrice. He told me those words I won’t forget in our lifetime; she was sleeping, so small but so perfect, in the same white & yellow sweater my mother knitted for my birth, I wasn’t able to touch her cause I couldn’t  lift myself high enough from my bed, but I was looking at her beautiful face through the plexiglass of the crib. Later in the days at the hospital I carried on taking confidence with this small person that I have the joy to accompany through life, learning from the nurses all these actions for taking care of a baby…I can tell you that I felt for the first time filled with the authority of being a mother and fully self confident on Sunday, when the pediatrician given her not requested opinion on some matter and I thought, looking at her, YOU DONT KNOW ANYTHING ABOUT MY DAUGHTER!
Baby Beatrice was born on wensday, Valentina as a mother on sunday!

5 comments:

  1. post bello, emozionante :)

    provo ad immaginare il primo incontro tra me e la mia piccolina e gia' mi sento ebbra di felicita' e d'amore per il mio piccolo esserino :)

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    1. giễu cợt . " Ta hôm nay tới cảm tạ Hải Dương ngày hôm qua đã chiếu cố tới ta " .
      " Không cần cám ơn , là ngươi đã cứu chúng ta trước " . Hải Dương lạnh nhạt trả lời , lúc này ánh mắt nàng đã khôi phục lại trạng thái bình thường .
      " Còn nữa , ta tới để xem có thể giúp ngươi phục hồi lại gương mặt được hay không " . Diệp Âm Trúc cuối cùng đã nói ra mục đích của mình khi đến đây .
      " Ngươi nói cái gì ? Ngươi có thể trị thương cho gương mặt của Hải Dương ? " . Hương Loan giật mình nhìn Diệp Âm Trúc , ánh mắt tràn đầy sự kinh hãi .
      Hải Dương sắc mặt đại biến , ánh mắt càng thêm lạnh lùng : " Ngươi đi đi . Ta không cần ngươi giúp ta " .đồng tâm
      game mu
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      http://we-cooking.com/
      chém gió
      Cho dù đang ở phía sau Diệp Âm Trúc nhưng Tô Lạp vẫn cảm giác được lãnh khí trên người nàng phóng thích ra mãnh liệt , không khỏi trong lòng thầm mắng Diệp Âm Trúc là đại ngốc tử , trực tiếp nói với nữ tử chỗ đau của họ . Hải Dương có lòng tự tôn rất mạnh , hắn làm vậy không phải là tự chuốc khổ vào mình sao .
      Diệp Âm Trúc đương nhiên không hiểu được tâm tư của nữ tử , vội hỏi : " Hải Dương học tả , ta

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  2. bello vale, non avevo ancora letto questo post. mi fa venire voglia di.. no, non lo dico che poi cambio idea XD

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  3. .......non ho parole. Bellissimo, mi sono emozionata. E ho visto tutta la scena! Dolcissima Vale. :*

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  4. io, che sono negata a razionalizzare così bene le emozioni, ho versato una lacrimuccia prima della riga 10 :)

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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