1.4.11

ITA & ENG Essere la madre di una celebrita' – Being a celebrity's mother

Taking pics of the Goddess in the Stroller

(english version below the italian one)

Abbiamo notato subito che la nostra creatura attira molte attenzioni e sorrisi, ma nulla poteva farmi presagire cosa sarebbe successo andando in giro per Pechino. Approfittando del bel sole, siamo andate con la nostra guida al Palazzo d'Estate, una residenza degli Imperatori che si dipana tra padiglioni, patii, gallerie aperte, laghetti e laghi.
Gia' in metropolitana tutti la guardavano e sorridevano e facevano complimenti (La guida mi ha tradotto le frasi  Che bello?a, e' un bimbo o una bimba? Quanti mesi ha? E gia' ora so rispondere da me). Una volta arrivata ai padiglioni del Palazzo d'Estate e' scattata la follia: un sacco di persone si sono avvicinate per fotografare mia figlia, o, meglio ancora, per farsi fotografare vicino a lei. Tutti in coda, prima fotografavano il trono vuoto della Dragon Lady e poi Viatrix sul Passeggino. La guida mi spiega che per loro e' rarissimo vedere di persona un bambino cosi piccolo con gli occhi azzurri perche' gli stranieri che passano di qui normalmente hanno gia' bambini piu' grandi, quindi  i bebe' con gli occhi azzurri li vedono solo nelle pubblicita'. Il giorno dopo una signora infatti mi ha detto, indicando la Viatrix: Pampers! Model Pampers! Siamo entrate dentro un palazzo – mercato (una sorta di Zona Paolo Sarpi all'ennesima potenza concentrata in verticale) dove normalmente non si vedono turisti e mentre spingevo il passeggino si  sono due ali di persone eccitatissime che ricoprivano di flash la Dea nel Passeggino, addirittura molte ragazze si sono messe a correre per superarmi e vedere la bimba. La guida mi ha insegnato a dire Per favore non le tocchi il viso (100 carezze al giorno non sono igiene) e ad un certo punto il mio iniziale imbarazzato piacere si e' trasformato in paura: tutta questa isteria intorno a mia figlia mi ha fatto pensare che non posso mai, mai, mai, permettermi neanche per un secondo di mollare la presa delle maniglie perche' qualcuno potrebbe anche pensare di portarsela via. Il solo pensiero mi ha mandato il cuore a mille e ho iniziato a camminare sempre piu' veloce per uscire dalla bolgia.
La sera, tornando a casa stanchissima dopo aver inutilmente cercato il supermercato (vicinissimo, ma nessuno są dirmi correttamente come arrivarci) ho sentito un bambino gridare e correre dietro di me. Non ne avevo pie' voglia, ma ho deciso di fermarmi lo stesso perche' era un bambino: aveva tre o quattro anni e sorrideva brandendo un pomodoro,  poco dopo raggiunto dalla mamma, che mi ha ripetuto le frasi che ho imparato a distinguere grazie alla guida.  Il bambino si e' fatto fare una foto con il telefonino vicino alla bimba, offrendomi in cambio il pomodoro.
Sono due giorni che dovunque vado impiego il triplo del tempo normale: il doppio per attraversare la strada data la nozione cinese di verde e rosso, il triplo perche' lungo i marciapiedi tutti mi fermano per guardare e fotografare la bimba. Un poliziotto  ha sfidato la sua posizione di guardia in servizio per farle una foto da spedire col telefonino alla moglie. Ho passato due ore dentro il supermercato, la meta' ferma nell'angolo tra shampoo e assorbenti, assediata da commesse, donne delle pulizie e clienti, mentre Viatrix sorrideva piacevolemente divertita a tutti, posando ferma per ogni foto (quando io devo farle 20 scatti per averne uno fermo) e dispensando beatitudine. Ad un certo punto e' arrivato il manager, preoccupato perche' cosi' tante commesse avevano abbandonato i loro posti di combattimento: si e' fatto fotografare pure lui con l'iphone vicino alla Dea nel Passeggino e poi mi ha chiesto se potevo tornare il giorno dopo in modo da permettere alle altre commesse di vedere la Dea senza monopolizzare ulteriormente la forza lavoro per oggi. Al ritorno, ho reincontrato il bambino del pomodoro e la sua mamma, che lavora in un negozietto sulla via tra il supermercato e casa. Di nuovo mille feste.
Per fortuna la Dea nel Passeggino non są scrivere, che se firmasse pure gli autografi non riuscirei nemmeno a fare 500 metri in una giornata!

ENG Being a celebrity's mother
We noticed right away that our baby attracts a lot of attention and many smiles, but nothing could make me predict what was going to happen walking around in Beijing. On our second day, taking advantage of the beautiful sunshine, we went with our guide to the Summer Palace, a residence of the Emperors that unfolds its beauty through pavilions, patios, open galleries, ponds and lakes.Already in the Subway everybody was looking at her, smiling and making compliments (My guide  translated me the phrases So beautiful! Is a boy or a girl? How many months? and I have already learned the answers). Once arrived to the halls of the Summer Palace the madness started: a lot of people approached us to take pictures of my daughter, or, to be more precise, to be photographed next to her. Everyone in queue first to take a picture of the empty throne of the Dragon Lady and then of the Viatrix,a kind of little Goddess in the Stroller. The guide explained to me that for the Chinese people is very rare to see in person such a small child with blue eyes cause foreigners tourists have usually already older kids, so they see babies with blue eyes only in the advertising images. The next day, in fact, a lady told me, pointing at the Viatrix: Pampers! Model Pampers!  
Later on, we entered into a market building (a sort of Paolo Sarpi area in vertical position) where they don't see normally tourists: while I was pushing the stroller through the shop  two wings of excited people formed at my sides, flashing of pcitures the Goddess in the stroller, and many girls were running to pass in front of me and watch closely at the baby. The guide taught me to say Please do not touch your face (1000 strokes a day are not hygiene) and at one point my initial embarrassment and pleasure became fear: all this hysteria about my daughter made me think that I can never, never, never, even for a second allow me to let g the handles because someone might think to take her away. The very thought speed  my heartbeat and I started walking faster to get out of the pit.In the evening, returning home tired after having unsuccessfully sought the supermarket (very close, but no one can tell me how to get there properly) I heard a child screaming: he was running after me. I didnt have any want but I decided to stop anyway cause he was a child: he had three or four years and he was smiling brandishing a tomato, his mother reached us shortly after. She repeated the phrases that I learned from the guide. The child got his picture next to the baby and offered me in exchange the tomato.So, since two days wherever I go it takes me three times the normal time it would be needed: twice to cross the road because of the chinese concept of red and green, three times cause of everyone stopping me  to watch and photograph the Viatrix. A policeman abandoned his position as guard on duty to make a photo of the Goddess in the Stroller with the mobile and send it to his wife. I spent two hours in the supermarket, stuck in the the corner of the shampoos and tampoos, besieged by shop assistants, customers and cleaning ladies, while Viatrix was smiling pleasantly amused to everybody, posing still for every picture (when I have to take 20 shots to have still) and dispensing bliss. At a certain point the manager of the supermarked came worried because so many shop assistants had left their places of combat, so first he had himself photographed with the iPhone next to the Goddess in the stroller and then he asked me if I could come back the next day in order to enable the rest of the employees to see the Goddess without further monopolizing the labor force for today. On the way back , I met again the child of the tomato and his mom, who works in a shop on the way between the supermarket and home. Again numerous scenes of affections.Fortunately, the Goddess in the stroller can not write, because if she would have to sign autographs I could not even make 500 meters in one day!

2 comments:

  1. Ciao cara,

    questo è di gran lunga il post pechinese più spassoso! Fantastico immaginarvi lì!

    Baci,

    Fra

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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