25.4.11

ITA L'amicizia tra donne expat

L.ha due anni meno di me, e' laureata e specializzata in comunicazione, parla tre lingue, e' intelligente, aperta e curiosa del mondo. E' arrivata a Pechino un anno e mezzo fa, seguendo il marito finlandese diplomatico spostatosi qui per lavoro qualche mese prima di lei: non le conviene lavorare perche' con un reddito cinese perderebbe diritto alla diaria diplomatica finlandese e guadagnare in yuan quello che percepisce in euro sarebbe assai difficile. Non lavorando fuori di casa, e' difficile farsi un giro di conoscenze locali, visto i ritmi frenetici e i tempi lunghi di commuting che ogni pechinese affronta ogni giorno: i cinesi aspettano il weekend per riposarsi, non per fare vita sociale. Cosi' L.e il marito frequentano prevalentemente altri expat. Pero' la citta' le offre un sacco di stimoli e questi sopperiscono alla mancanza di un contesto professionale suo. Mentre non lavora, studia per un dottorato all'universita' e sta pensando se non valga la pena utilizzare questo periodo della sua vita per avere un bambino, ma l'idea di far nascere una creatura nell'inquinamento pechinese, al confronto con l'aria pulita finnica, le pone parecchi dubbi.

Io sono arrivata nel paesello alle porte di Ginevra alla stessa eta' di L. Parlo tre lingue, sono laureata e avvocata secondo l'Unione Europea, cosa della quale al mondo lavorativo della Confederazione Elvetica importa assai poco. Se lavorassi per l'Italia, il guadagno annuo che riceverei in Euro secondo i parametri di remunerazione per i trentenni del Belpaese, sarebbe certamente inferiore allo sgravio fiscale annuo previsto dalla Confederazione sullo stipendio di mio marito per moglie (e ora figlia) a carico. Non lavorando, e' difficile farsi un giro di conoscenze locali, visto quanto sono chiusi ed elitari i ginevrini: gli svizzeri aspettano il weekend per riposarsi, non per fare vita sociale. Cosi' io e P. usiamo i weekend o per ricevere come ospiti i nostri amici di prima di arrivare qui, o per andare da loro. La citta' non mi offre stimoli e questo mi rende ancora piu' isolata, oltre alla mancanza di un contesto professionale mio. Non lavorando, ho finito un dottorato e utilizzato questo periodo della mia vita per avere una bambina, nata in un luogo dove probabilmente acqua, cielo, aria e terra sono tra le piu' pulite del mondo occidentale.

Dopo quindici minuti sedute a chiaccherare sullo stesso lato del tavolo, mentre io imboccavo la Dea nel passeggino e L. metteva nelmio piatto i vari assaggini e mi preparava gli involtini dell'anatra alla pechinese, era chiaro per entrambe che saremmo diventate amiche, nonostante la distanza.

Ps. L. e' cinese di lingua cantonese, cresciuta in una regione a quattro ore di volo da Pechino: ha fatto l'universita' a Hongkong e poi si e' spostata per il master in Finlandia, dove e' rimasta cinque anni e ha trovato l'amore. Poiche' la Cina non riconosce la possibilita' di avere due nazionalita' ai suoi cittadini, L.non e' piu' cittadina cinese ma finlandese, diventando espatriata nella sua stessa Cina.

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