30.7.14

(Replica) Pulizie

9.05.2011 Gli ultimi giorni cinesi sono corsi via tra commissioni (va e vieni da Wendy per prendere i vari vestiti e cappotti ordinati), ricerche di piccoli souvenir (quasi impossibile, visto che il mondo e' inondato di
cineserie e le cose piu' decenti che produce la Cina sono direttamente esportate, senza passare dai negozi e dai mercati di qui), saluti alle persone conosciute in queste settimane, lavaggi e preparazione delle valigie, alleggerite dei venticinque chili di omogenizzati e latte in polvere dell'andata portati per  la Viatrix, ma sostituiti dai Wendy vestiti, dalle lanterne rosa, dai dvd, dai libri, dai quadri e dai regalini vari..



In questa atmosfera di chiusura di un capitolo e ritorno ad un libro pu' grande, ritornare significa ritornare ad internet senza censura, a tutti i giornali possibili, al non dover camminare con in borsa mezzo kg di documenti di identita', permanenza, permesso di questo, permesso di quello, all'aria respirabile, alle persone che si fermano quando attraversi anche se non ci sono le strisce, all'insalata fresca, alla famiglia e agli amici a soli trecento km da casa...ma anche ritornare a far le pulizie, la spesa e le commissioni della vita domestica.
Mi sono riposata tanto in questi ventiquattro giorni senza dover passare lo straccio o lavare un piatto, e il tempo libero e' servito per esplorare una citta' enorme e giocare con mia figlia, senza aver l'orecchio teso verso il fischio della pentola a pressione o se la lavatrice ha finito la centrifuga.
Mentre scambiavo due chiacchere con una expat inglese che abita nel residence al sedicesimo piano, questa mi  raccontava  che ormai sono 5 anni che abita li e non si immagina nemmeno di tornare in Europa perche' non sopporterebbe di non avere una cameriera ogni giorno per pulire, sistemare, cucinare e fare le commissioni noiose. In questi giorni in cui ho gioito del rientrare nell'appartamento dopo otto ore di cammino e trovare tutto sistemato dalla fatina delle pulizie, molte expat che abitano qui mi hanno elencato tra i principali motivi per cui sono contente di vivere qui il fatto di avere la servitu'. Servitu'. Hanno proprio usato questa parola. E la cosa mi ha fatto rabbrividire.
Non sono moralista o che, oltretutto queste persone danno del lavoro impiegando full time aiuto domestico. Ma diventarne dipendenti a tal punto di preferire di abitare nel secondo o nel terzo mondo, o piu' semplicemente, in un paese non libero, perche' la Cina  e' tuttora un paese non democratico, cosi' ci si puo' permettere di fare i ricchi e avere la servitu', ecco, mi sembra un ragionamento povero.
Certo, e'  stancante tenere a modo 100mq quando ci si occupa anche di una bimba piccola e non si ha nessun aiuto parentale nei paraggi e il marito e' sempre via in viaggio e quando e' a casa e' stanchissimo.
Ma la liberta' di muoversi, parlare, scrivere, fare, vale molto di piu' di due ore con in mano scottex e glassex.

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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