4.8.11

La mia prima licenza dal servizio materno - Il Concerto dei Take That a San Siro, 16 Luglio 2011

Il 12 luglio 2011 per me e' una data storica: non perche' quella sera sono andata insieme ad una delle mie migliori amiche ed altre quarantamila persone allo stadio di San Siro a vedere (di nuovo) i Take That, ma perche' quella sera, per la prima volta da quando e' nata, non ero accanto alla Dea nel Passeggino.

I conti sono semplici da fare: abito in prossimita' di Ginevra, mia madre e' a  330 km di distanza, mia suocera a 1600 e rotti, non ho sorelle, cognate o amicizie fidate sul luogo. Vado al supermercato, dal parrucchiere, dal dentista, dal ginecologo, a buttare i vetri alla campana della raccolta differenziata, sempre con lei. E viaggiare, viaggio sempre con lei: da quella volta in treno a Lione  che aveva tre mesi, per farle il passaporto, in poi.

Salutati Dea e nonni con duecento raccomandazioni (come se non avessero gia' cresciuto me), gia' dopo qualche minuto sul treno per Milano
mi sembrava impossibile non avere le mani occupate dai manici del passeggino, dalle braccine della Dea o dal biberon, dalla muccoca, dai pannolini, da niente. Da un lato avevo timore che la Dea piangesse e facesse passare una notte di inferno ai nonni, dall'altra ero io terrorizzata di non poter intervenire se fosse successo qualcosa.

Cosi' ho inviato prima un sms di confessione del mio stato d'animo da madre improvvisamente impanicata alla Panzabanco
(le nostre figlie sono nate a distanza di 22 giorni e ci facciamo compagnia morale giornaliera fin dal suo test di gravidanza positivo) e poi  al Senator. La Panzabanco mi ha subito tranquillizzato : e' normale che tu ti senta cosi', andra' tutto bene, i nonni si occuperanno di lei, lei sara' serena e domani ti fara' un bel sorriso quando la rivedrai, stai serena, goditi il concerto. Il Senator, piu' laconico,  la prossima volta lasciala anche piu' giorni, senno' diventi una madre apprensiva e pesante.

A Centrale ho trovato Sara e dopo averle sciorinato i miei dubbi da crisi materna lungo la strada, siamo infine giunte a San Siro, abbiamo osservato quelle che sono rimaste ore fuori dai cancelli sotto il sole per accaparrarsi il posto prato, abbiamo assistito alla corsa dopo l'apertura dei cancelli, scattato varie foto ricordo e poi, sciolte nei quarantagradi al sole, ci siamo prese due birre. Non mi ricordo quanti secoli erano che non mi sedevo a bere qualcosa di alcolico con un'amica senza dondolare il passeggino
col piede. Sicuramente 9 mesi della Dea + i 9 mesi di gravidanza. Basta, basta, piantala di pensare costantemente a lei, concentrati sul fatto che il momento di cazzeggiare, di parlare di stupidaggini, di rivangare i tempi che furono e di ridere di tutti e di tutto e' qui e ora.  Nel mentre e' arrivata Laura  un'altra compagna dei tempi del liceo, con delle altre sue amiche. Il sentimento di rimpatriata che avvolge tipicamente i concerti dei Take That, l'equivalente f
emminile del raduno degli Alpini, ha abbracciato anche me. Mentre chiaccheravamo del piu' e del meno abbiamo fatto il conto che in 5 ragazze facevamo un blister di furadantin, uno di antispasmina colica, 2 bustine di moment, una scatola di neocibalgina e 3 bottiglie di acqua dopate al polase. Non si puo' dire che gli anni siano passati invano, a giudicare da tanta saggezza farmaceutica nelle nostre tasche di thatters d'annata.
Avevamo dei posti laterali, ma lo stadio a differenza del Forum di Assago e' talmente grande che non si vede moltissimo, a meno che non si sia sotto il palco o nella costosissima tribuna frontale. D'altronde di passare quelle ore nel caldo pigiata a terra non ce l'avrei fatta, sono pur sempre una madre che negli ultimi 9 mesi ha affrontato poppate, coliche, denti e quant'altro. Ci sono ancora molti posti vuoti mentre arrivano i Pet Shop Boys a scaldare il pubblico, io telefono ai miei per sapere se la Dea sta bene (dopo che ho inviato a vuoto due sms a mia madre che non aveva sentito la suoneria) e finalmente mi libero dalle ansie strillando gooo weeest anche io!
In attesa dello spettacolo partono le ole, che pero' per tre volte si smontano allo stesso punto del settore centrale...finalmente al quarto tentativo ce la si fa e si va avanti cosi' fnche tutti e tre gli anelli eseguono la pratica alla perfezione...si abbassano le luci, le tribune sono piene e il prato per 2/3 anche,tutto sommato non pensavo ci sarebbero state cosi' tante Alpine.
Arrivano i nostri eroi, iniziando con Rule the world, il mio cervello materno e' completamente annientato dallo spirito alpino goliardico et invasato che immediatamente mi pervade.

Lo spettacolo e' pieno di scenografie e coreografie che a raccontarle si sminuiscono soltanto, i quattro ex ragazzi cantano ancora a pieni polmoni mentre lasciano il ballettamento  (per il momento) ad acrobati e ballerini che condividono il palco con loro.
Bravi, bravissimi.

E pure boni, che sia detto senza complessi e senza imbarazzi: Gary - ho - la - voce - di - velluto - pure- se -leggo- l'elenco - telefonico  e' cento volte piu' figo ora di quando era il cicciobombocannoniere di Elio, Howard e' un monumento ai quarantreanni ben portati, Mark nonostante i problemi recenti con la buta, sembra sempre l'Orsetto del Cuore tutto da abbracciare, Jason e' praticamente l'incarnazione vivente di Ken, l'ex fidanzato di Barbie.

Su richiesta di Mark, inspiegabilmente vestito da carabiniere spagnolo, le quarantamila alpine (ma di questi almeno diecimila erano in realta' alpini o accompagnatori di alpine) intonano tutto l'inno nazionale da Fratelli al si' finale, incluso il parapam parapam papampanpam nel mezzo. Le canzoni sono quelle del disco della reunion, beautiful world: rule the world, patience, shine  e del successivo the circus: the greatest day, hold up a light. Tra ballerini, luci, coriandoli, bolle di sapone, bruchi, api, bianconigli e quant'altro, non mi ricordo neanche che manca Robbie Williams.

Ah si, che questo e' il tour in cui  e' tornato anche Robbie Da quando i Take That si sono riuniti, tutti i giornalisti non hanno fatto altro che chiedere se Robbie sarebbe tornato con loro. Adesso che ha partecipato al loro ultimo album, non fanno altro che chiedere se rimarra' ancora nella band o no. Nessun giornalista ancora si e' reso conto che i Take That campano benissimo sia musicalmente che finanziariamente anche senza Robbie, e soprattutto che per moltissime Alpine la presenza di Robbie o l'assenza..e' lo stesso. Se c'e' fa piacere, senno' si fa festa uguale.


In un carrozzone di suoni e colori alla Sergent Peppers, i 4 spariscono e appare lui, da solo, con le sue canzoni: Robbie Fucking Williams. L'inizio con let me entertain you e fuochi che scoppiano da ogni parte del palco e' davvero rock. Paradossalmente il piu' giovane e bello dei cinque, e' il piu' segnato: qualche chilo di troppo sapientemente aggirato nei vestiti neri (la sarta di Gary si sara' occupata anche di lui), piu' capelli bianchi degli altri, tanta messa in scena di energia, sorrisi e volgarita' completamente non necessarie allo spettacolo, visto che era in gran forma con la voce e ha cantato benissimo...tra ogni canzone  tanto pathos del tipo mi amate, ma quanto mi amate, e mi pensate ma quanto mi pensate? lacrime e non ho mai avuto un pubblico come voi (gia' sentito a miliardi di concerti in ogni luogo del globo) , passaggio sopra le teste del pubblico appeso  ad un braccio di metallo durante l'esecuzione di feel ma sicuramente il momento piu' bello e' Angels: ai tempi in cui la gente fumava, ci sarebbero stati quarantamila accendini.

Esaurita la parte Williams, comincia la terza parte dello spettacolo: piove nello stadio, dopo tutto il giorno di sole, e piove sul palco dove dei ballerini acrobati si muovono sotto delle cascate, intanto che sopra di loro ben chiusi nei cappotti, tutti e cinque intonano The Flood. Non ho mai capito con tutto il caldo che fa ai concerti, com'e' che i Take That amino tanto mettersi il cappotto mentre cantano, eppure sono 20 anni che e' cosi'. Intanto il robottone che siede in centro al palco inizia a muoversi, praticamente il concetto e' che mano a mano che le canzoni del nuovo album, Progress(ed) avanzano, il robottone sempre piu' grande da seduto si mettera' in piedi. Le canzoni del nuovo album sono molto elettroniche ma se all'ascolto mi avevano detto poco, viste dal vivo con tutto l'ambaradan di luci e scenografie, mi catturano del tutto. Ci sarebbe stata bene in mezzo una cover di Discoteca Labirinto,  chissa' se Stuart Price, il produttore del nuovo album, conosce anche lui i geni dell'elettronica torinese :-) . E in questo segmento dello spettacolo che Jason e Howard fanno della break dance dall'alto dei rispettivi 41 e 43 anni...io e Sara ci sentiamo scricchiolare le ginocchia solo a guardarli e peraltro, dopo la serie indiavolata  di canzoni da ballare (sos, underground machine, kidz) penso: se la prossima non e' lenta, mi siedo comunque perche' crollo. Beh, devono averci pensato anche loro: quella dopo e' una ballad lenta: tutto lo stadio si siede in contemporanea in un tonfo unico mentre scorre dolcemente Pretty things, cantata da Gary e Robbie, intanto che una ballerina di classica volteggia sulle punte.

Scatta il momento piano bar  delle vecchie canzoni, quello che le Alpine, specie coloro che non sono state al concerto del 2007, attendevano con piu' commozione: dopo essersi auto presi per i fondelli in una rivisitazione di take that and party turutututtutu', parte la sfida sarabanda col pubblico:  da do what you like a babe, da million love songs a everything changes, le sappiamo tutte...tutto lo stadio grida Back for Good e poi iniziano le note di Pray: o nostri attaccano il  relativo balletto puro anni 90, accolti  dalle Alpine con allegria e complicita', viste le movenze non proprio leggiadre di Gary e Robbie :-)

Il robottone riprende vita e diventa tutto rosa fluo per ospitare una nuova ambientazione alla star trek durante la canzone Love Love, poi i nostri tornano al palco fronte tribuna per la tradizionale Never Forget con tutte le Alpine che battono le mani a tempo, saluti e God Bless...

Scende il buio e stanno per arrivare le ultime canzoni...quali saranno? scio' so scio' e le evocative maglie a rete? love ain't here anymore?reach out? ...si accendono delle fiammelle...ora, se nel mondo takethattiano 1 sassofono e' = Million Love Songs, una qualunque forma di fuoco e' = Rilai ma faia ior lov is mai onli disaia. Sicuro al cento per cento.
Riemergono dal pavimento e....mentre tutte le Alpine sono gia' sull'acca di help me escape this feeling of insecurity ah ah, quelli attaccano No Regrets di Robbie. Ma che palle! Per fortuna dura poco e finalmente zompano fuori ballerini, diavolessi et quantaltro ed e' per davvero Relight my fire!
Saluti finali mentre Gary canta da solo 8 letters e poi giro intorno al palco a salutare le Alpine del prato,raccogliere bandiere, cappelli, pupazzi e regali vari. Mezz'ora dopo uscendo dallo stadio, passiamo accanto ad un ragazzo in barella  e  Sara nota lieve: non avra' retto il confronto. Te credo.

Dormito 6 ore di fila, senza sveglie per risistemare ciuccio disperso o passare il dentinale sulle gengive. Mi son sentita riposatissima.

Alle 9 e 1 minuto sono rientrata a casa dei miei, la Dea nel Seggiolone stava bevendo il suo latte e mi ha guardato un po' sorpresa ma contenta di vedermi. Io l'ho tirata fuori per spupazzarmela un attimo come se fossi stata via un mese.

Sono gia' una mamma apprensiva e passero' i prossimi cinquantanni a cercare di moderarmi!

1 comment:

  1. Io sono quella che potrebbe riempire qualche altra pagina per dire cosa si prova a rimettere indietro di anni 31 l'orologio biologico e rimanere con una bambina improvvisamente affidata,che quasi ti conosce appena...e temi entri in crisi da no-mamma-qui-ed-ora.Comunque è andata bene,basta dare cento su cento di attenzione a questa Dea del passeggino,allora lei sorride,mangia dorme...BEATA!Rita_nonna

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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