6.9.11

ITA 11 mesi dopo

On the Eurocity from Geneva to Milano with the Viatrix  - listening to 21 Guns - Green Day
Rispetto  ai precedenti viaggi in treno verso l'Italia, questa volta sono partita leggera e comoda: borsa piccola con documentibigliettisoldicellulare a tracolla, zaino- trolley sulle spalle*, mano destra impegnata a tirare il trolley secondo O'Leary** e mano sinistra addetta a guidare per un manico il passeggino con dentro la Viatrix. Niente letto-tenda, culla portatile, panettone, prosecco, dolcetto, umidificatore, regali assortiti. Non sembravo uno sherpa, un cammello, una nave cargo: semplicemente una mamma fisicamente resistente ai pesi.
Rispetto ai precedenti viaggi, questa volta lascerò la Viatrix dai nonni  qualche giorno per raggiungere il Senator: dopo undicimesieduegiorni, saremo soli noi due (e una dozzina di nostri amici con cui lui ha già preso appuntamento per ogni pranzo e cena). Mi sono ritrovata così a preparare la valigia come facevo nei tempi antichi, quando ero una specialista nel comprimere dentro le ryanairesche dimensioni lo stretto necessario per ogni eventualità mondana e privata, diurna e notturna. Ho tirato fuori i vestiti ed i collant, i primi senza temer d'esser vomitati di Fruttolo, i secondi senza pericolo di essere smagliati da ditina leste. Ho riaperto il cassettone pieno di orecchini pendenti e braccialetti di perline. Soprattutto, ho preso dalla mensola un libro di parecchie centinaia di pagine (Bill Bryson, At home) e il lettore mp3, perchè passerò diverse ore in aereo ed in treno da sola e potrò leggere indisturbata.
Poco prima delle gallerie del confine la Viatrix si è appisolata tra le mie braccia: non ho resistito a mettermi le cuffiette e ad accendere finalmente la musica.

Do you know what's worth fighting for?
21 Guns dei Green Day. Di colpo mi rendo conto che sono passati esattamente undici mesi dall'ultima volta che ho caricato della musica sul lettore: era il giorno prima di andare in  ospedale per il cesareo.
Avevo ascoltato 21st Century Breakdown per tutta la gravidanza e 21 Guns è la mia canzone di panza.
E' stato uno di quei momenti in cui le note portano velocissime alla mente un sacco di immagini e ci si ritrova con due lacrimoni che rotolano giù dalle guance, sorridendo verso il finestrino (mentre fuori è buio pesto perchè il treno è in galleria).
Subito dopo è iniziata un'altra canzone evidentemente selezionata per farmi compagnia in ospedale alla vigilia del parto: Don't stop Believe  dei Journey: è' ricominciato il juke box mentale. Da una domenica sera in Temple Bar all'indietro nel tempo fino a un giorno di Pasquetta, quando arrivai in stazione a Strasburgo con una valigia grossa come un elefante: vidi una ragazza dallo sguardo sincero e affidabile e le chiesi se poteva guardarmi la valigia mentre andavo all'ufficio turistico in fondo alle scale.Così è nata una delle migliori amicizie della mia vita: ci basta immaginare l'altra per vedere noi stesse e ricordarci in cosa crediamo e come vogliamo vivere.

Quando sono arrivata, mamma mi ha chiesto se ho fatto un buon viaggio.
Si, bellissimo.

* Per chi fosse sopra i 30 e non avesse figli o nipoti: la new generation degli zaini invicta per andare a scuola prevede ruotine, manico telescopico e bretelle: altro che i nostri tempi, quando  si camminava curvi sotto il peso della cultura e si odiava il giorno di disegno tecnico perchè toccava pure portarsi dietro la polionda con i fogli fabriano, le righe, le squadre e il rapidograf.
**Il bagaglio a mano di Ryanair è piu' piccolo di quello stabilito dalla maggior parte delle compagnie, d'altronde chi ti porta in giro per il mondo a meno? Per amore di equità però mi piacerebbe che il machiavellico Michael stabilisse un bonus di qualche kg extra di bagaglio a mano per i passeggeri sotto il peso umano medio (70kg).

un altro utilizzo del Mei Tai

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