24.10.11

In aereo con il baby II - Sorriso e decisione!

Viaggiare in aereo con un pargoletto richiede una certa organizzazione tecnica e una certa attitudine, che a mio avviso vale durante tutti gli spostamenti: in aereo soprattutto a causa dello spazio ristretto che si condivide con gli estranei, in treno perche' non ci sono assistenti di volo pronti a dare una mano, indipendentemente dalla buona volonta' dei co-passeggeri.
Da mamma viaggiatrice, sono consapevole dell'organizzazione e dell'attenzione che devo prestare a mia figlia per far si che stia serena e di conseguenza non disturbi, ma contemporaneamente pretendo una ragionevole comprensione da parte degli altri passeggeri.
Purtroppo non tutti gli esseri umani si rendono conto di essere stati bambini e di avere ottime probabilita' in futuro di essere genitori, quindi non si puo' contare sul fatto che tutti i co-passeggeri siano
spontaneamente capaci di fornire quel piccolo aiuto con i bagagli o  di portare un pochino piu' di pazienza se, nonostante tutta la buona volonta' dei genitori nel dedicarsi al piccolo, quello frigna. Ancora peggio, non tutti coloro che sono o potrebbero essere genitori, si rendono conto che viaggiare con un bambino non e' una stranezza, ma una normalita', una liberta' di cui loro non usufruiscono ma a cui gli altri non hanno motivo di rinunciare.
Per cui ci vuole gentilezza nel richiedere un aiuto, dallo spostare un bagaglio al mettere le cose nella cappelliera, dallo scavalcare il vicino per andare in bagno col pupo (anche se la cosa migliore e' chiedere di avere il posto lato corridoio) al domandare il recupero del ciuccio-macchinina-pupazzetto finito sotto il sedile del vicino. Ma ci vuole anche fermezza nel pretendere rispetto della vostra situazione di adulti responsabili di un piccolo e, di conseguenza, meno svelti e piu' ingombranti: fermezza nel passare avanti all'imbarco, (dopo i passeggeri con priorita'), nel salire con calma la scaletta perche' si ha il pupo in braccio, nel prendersi il tempo necessario a sistemarsi  a modo nel sedile. Se quelli dietro si lamentano o premono, girarsi con sguardo diretto e dire forte e chiaro: vedra' quando sara' lei a viaggiare con un bambino. E se nessuno offre una mano spontanea per aiutare con il bagaglio, piazzatevi tra i primi davanti all'uscita: vi aiuteranno se non altro per la fretta di scendere.
Affrontate il viaggio con la tranquillita' della vostra organizzazione e con l'allegria che e' per un bambino l'avventura di andare in aereo, lasciate che interagisca con coloro che si mostrano interessati dalla sua presenza e fregatevene degli arcigni!

Altri post su come viaggiare, spostarsi e volare in gravidanza o con bambini piccoli

2 comments:

  1. Ottimi consigli! Spesso quando viaggio con Filippo mi sento in difetto verso gli altri passeggeri. Proprio per le circostanze che elencavi tu. Addirittura pochi giorni fa abbiamo usufruito all'aeroporto di Catania di un fast track famiglie. "Saltando" una fila lunghissima. Mi sono sentita una ladra. Invece dovrebbe essere la norma.

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  2. ciao mammadifilippo, benvenuta!
    non devi assolutamente sentirti in difetto, ci sono cosi' pochi aeroporti che hanno la fast track per le famiglie, piu' le mamme le usano e ne parlano in giro, piu' la cosa puo' essere presa ad esempio!!!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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