3.10.11

ITA & ENG Poveri ma belli - Poor but handsome

(english version below the italian text)
Tra  rimanere in Italia a faticare come un somaro per guadagnare da avvocato e/o dottoressa di ricerca la metà di quello che prende uno che lava i vetri ai semafori, o andare all'estero, intraprendendo il mestiere più bistrattato e sottovalutato del mondo, privo di ferie, mutua e bonus, ho scelto la seconda. Sono una dei molti che ormai hanno deciso: l'Italia va bene per le vacanze, per il resto non mi frega più, inutile continuare  a faticare per poi farsi tagliare la strada da nipoti e leccapiedi e nel frattempo pagare un delirio di tasse e contributi (per una pensione a cui io avrò diritto probabilmente a 99 anni). Pur provando ogni giorno nostalgia verso i miei ed i miei amici, pur avendo crisi di astinenza da formaggi, salumi, vini e persino da Ortolina, sono una dei molti che appena ritorna, si ricorda perchè è andata via e non sopporta (elenco non esaustivo):
lo sporco, gli scioperi, cinque sportelli ma un solo impiegato, l'esame di stato da avvocato, i concorsi pubblici truccati, chi salta le code, le commesse che non salutano quando si entra e si esce dai negozi, le auto parcheggiate col muso sul marciapiede che nessun passeggino può passare, gli stages non retribuiti,  la risposta "forse ma non è mia competenza" a parimerito con "no ma hai tutta la vita
 davanti", i libri che costano tre volte tanto che a Londra, i piccioni, i bagni sporchi anche quando sono a pagamento, i furbi che campano senza fare un tubo sulle spalle degli onesti che invece hanno voglia di lavorare, i quasimille parlamentari che da mesiannidecenni campano sulle nostre vite e non fanno davvero mai nulla di buono per gli stessi cittadini che gli mettono il pane in bocca. Eccetera eccetera.
Insomma, quando mi chiedono com'è l'Italia, non ho mai argomenti di celebrazione.

Ma sabato notte, prima di addormentarmi avvolta di gioia, ho ripensato a me, al Senator e a quella cinquantina di giovani uomini e donne sconosciuti fino a dodici ore prima, con i quali abbiamo festeggiato gli sposi.
Siamo una generazione con piu' fatiche e meno prospettive davanti rispetto a molti nostri coetani europei. Nonostante ciò, siamo ancora i migliori nel cogliere e vivere le cose che contano: l'amore, l'amicizia, la vita.
La prossima volta che mi chiedono come sono gli Italiani, avrò una risposta da occhi lucidi.

ENG Poor but handsome
Having the choice between staying in Italy to work hard like a donkey as a lawyer and / or Ph.D researcher to earn half of what it gets the one who washes the screenwindows at the traffic lights, or going abroad, undertaking the most underevaluated and maglined job in earth, with no vacation, no sick leave and no bonus (yes, the housewife), I went for the latter. I am one of the many Italians who have decided that Italy is good for the holidays but it will not rip me off anymore, there is no point in continuing to work hard and then be overtaken by nephews and butt lickers while paying a frenzy of taxes and fees (including  compulsory statal pension taxes while  my generation will be entitled to retire at 99 years old). Despite trying every day nostalgia for my parents and my friends, having withdrawal symptoms from cheeses, hams,salame, wines and even from the Ortolina, I am one of those many Italians that everytime they come back, they remember why they left. I can't stand (non-exhaustive list ):dirt, strikes, five desks but only one employee, the state exam for barristers, the rigged public competitions, those who always try to jump the queue, shop assistants  that do not say hi when you enter and bye when you go out , those who park their cars so much on the sidewalk that no stroller can pass by, unpaid internships, the answer "maybe, but it is not my responsibility" to dead heat with "No, but you have the whole life ahead to get it", books that cost three times more than in  London, the pigeons, the fact that bathrooms are dirty  even when you pay to enter them, the cunning people that live without moving a finger on the shoulders of the honest people willing to work, the almostonethousand parliamentars that since monthsyearsdecadeshalfcentury live out of public money and never do anything good for their fellow citizens that provide the food into their mouth, Et cetera.In short, when people ask me how it is Italy, I dont have subjects to cherish.But last saturday night before falling asleep wrapped in joy, I thought about myself,  the Senator and the fifty young men and women who were unknown to me twelve hours before and with which we celebrated all day long our newlywed friends.Our generation has to cope with a lot more hard work and a lot less prospects than many other europeans of our age. Nevertheless, we are still the best in the art of grasp and cherish the things that matter: love, friendship, life.The next time someone will ask me how are the Italians, I will answer with bright eyes.

7 comments:

  1. complimenti, vale, stupendo anche questo!

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  2. Ciao Vale, sono d'accordo con te. Lavorativamente parlando, qua è un disastro... ma quando il mattino mi sveglio e vedo il Monviso, quando il w-e non so cosa fare, se bagnarmi nel Mediterraneo o andare in montagna, quando ho degli amici con cui posso fare lunghe chiacchierate a cena... mi chiedo perchè un così bel Paese stia andando a fondo...

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  3. totalmente d'accordo. Tornata dopo 10 anni faccio davvero fatica a riabituarmi. Con la testa sono ancora altrove. L'unica consolazione e' il sole e non fare piu' la pendolare.

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  4. i tuoi ultimi post sono uno più bello dell'altro. scusami se non commento ma sono senza pc e sempre di corsa. prometto di rimediare! (quello del trasloco lo stampo :-D)
    silvietta

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  5. mio fratello è in australia da un anno (no, non si tratta di fuga di cervelli.. quale cervello?!? XD)
    questa cosa me la dice sempre, ma conoscendo l'australia e gli australiani, l'ho un po' vissuta anche io: il senso che l'italiano ha della famiglia, degli amici, anche delle tradizioni, è difficile da trovare in altri stati. almeno di questo dobbiamo darci atto.

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  6. oggi ero in chat su skype con un'amica inglese che lavora come insegnante a Barcellona dopo aver vissuto 2 anni in australia, e mi diceva che lei, tra tutti, ama gli italiani perche' siamo davvero capaci di essere felici delle piccole cose come delle grandi e siamo disposti a dividere la nostra gioia con tutti. Ho concluso io dicendo che effettivamente, per quanto senza una lira dopo una giornata di m, ci bastano veramente due bicchieri di vino e un piatto di pasta per fare festa :-)

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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