8.12.11

ITA Post logorroico di confessione sulla difficolta' di far amicizia qui

A dover scegliere due aggettivi positivi su me stessa, posso dire senza remore e senza peccare di superbia di essere estroversa e alla mano. Ho sempre avuto facilita' a comunicare, a esprimermi, a fare amicizia, o per lo meno conoscenza, in ogni ambiente. Per questo, quando a 25 anni mi sono ritrovata a Pavia, per motivi riconducibili al fatto che a far la pratica legale non si guadagna una lira e i miei ci si erano trasferiti da qualche anno, e' stato un bel trauma. Fino al giorno prima abitavo da 23 anni a Torino, che e' 12 volte piu' grande e nonostante questo ogni giorno incontravo per caso almeno paio di facce note, mentre andavo su e giu' tra gli amici della biblioteca, quelli del bar,  quelli del primo anno, quelli del secondo, quelli del terzo, le coinquiline etc, la sera il problema era scegliere dove andare perche' c'erano sempre piu' inviti, piu' novita', piu' posti che tempo per andarci.
A Pavia non conoscevo nessuno e, quel che e' peggio, non riuscivo a far amicizia con nessuno: quando mi capitava la possibilita' di tornare a Torino a trovare le mie amiche, quelli erano momenti di enorme gaudio.Poi tornavo un fantasma trasparente che si spostava tra casa  studio e tribunale. Mi sono anche domandata se la colpa fosse di Pavia o mia, poi sono andata a Dublino e dopo tre giorni li' avevo gia' un giro di amici e
conoscenti, i commessi del super sottocasa mi chiamavano per nome e il cameriere del bar italiano dove andavo a prendere il caffe' anche. Tornata a Pavia, di nuovo inghiottita nel nulla.
Spostatami su Milano per il lavoro, dite quello che volete di male su Milano, pero'  di colpo ho avuto di nuovo dei colleghi con cui andare a pranzo, dei compagni  di pendolarismo che mi tenevano il posto in fondo (quello da 4) sul  pulman delle 7.30 perche' io arrivavo sempre all'ultimo minuto. Il mio ultimo giorno di lavoro ho portato pizze e focacce e birre e abbiamo fatto un festone in ufficio e i miei colleghi, tanto mi conoscevano bene, che mi hanno regalato un trolley bianco, da sposa.
E ho trovato un'amica che  e' tutt'ora tra le mie piu' care.
Cosi' dopo aver ripreso ad avere una vita  sociale anche sul posto e non solo in trasferta  (cioe' quando vado a trovare le persone care nei vari posti dove sono dislocate), nel giro di una settimana  mi sono dimessa, sposata e trasferita a Ginevra.
Miseria ladra che posto dal vuoto umano: sara' il calvinismo forse, quell'essere ricchi sfondati (una famiglia su dieci e' milionaria) ma non avere un ristorante dal servizio decente e accettare di farsi spennare cento franchi per due pizze e il vino della casa, per punirsi dell'aver desiderato uscire di casa? Per farla breve, per il primo anno e mezzo che sono stata qui ho ricercato i materiali e  scritto la mia tesi di dottorato. Il giorno dopo aver finito la tesi ho fatto il test di gravidanza ed era positivo, per cui non sono stata impiegabile nemmeno per 24 ore. Poi e' nata la Viatrix e ora la Viatrix ha 14 mesi. In questi tre anni e mezzo ho continuato a viaggiare per andare a trovare le persone a me care quando il Senator e' via , ho ricevuto un sacco di amici come ospiti, ho fatto da mangiare per un sacco di persone di passaggio su Ginevra e ho fatto conoscenza con le mie vicine francesi, con le quali non ho nulla in comune, ma che sono estremamente gentili.
Ieri pomeriggio sono andata alla festicciola per i bambini organizzata dove lavora il Senator. Fosse successo tre anni fa, avrei sprizzato gioia da tutti i pori, felice di avere una possibilita' di conoscere altre mamme e magari non dico trovare un'amica ma almeno una persona con cui prendere un caffe' e scambiare una chiacchera interessante. Ma sono tre anni e mezzo che sono qui e non ho piu' fiducia.
Infatti e' stato orribile: meta' delle mamme presenti erano impiegate e stavano chiuse in circolo tra di loro, l'altra meta' erano accompagnate dai mariti che lavorano li' (il Senator lavorava al piano di sotto, non poteva staccare) e si introducevano tutti tra di loro mantenendo saldi i confini.
D'altro canto, quale contributo avrei potuto dare a discussioni del tipo; Ommioddio ti capisco, e' cosi' stressante trovare una nanny decente, noi ne abbiamo cambiate cinque prima di trovarne due che si alternano ogni dodici ore! Oppure: Hai provato la nuova Spa dell'Hotel venticinquestelle? Io non posso piu' vivere senza andarci almeno due volte alla settimana!
Io ero una mamma ne' impiegata li', ne' scortata dal marito. Pericolosa, suppongo. E poi mia figlia che cammina a malapena va incontro a tutti i bambini sorridendo per giocarci insieme. Ancora piu' pericolosa.
E' riuscita a giocare solo coi bimbi che erano stati temporaneamente abbandonati dai genitori assorti nelle chiacchere, perche' tutti gli altri venivano strattonati e allontanati dalle madri.
Abbiamo giocato mezz'ora con un  bimbo piccolo come lei, quando finalmente si e' palesato il padre, anziche' ringraziarmi o dirmi hi, ha solo gridato il nome del bambino e se l'e' portato via in braccio.
Ho incrociato alcuni colleghi di mio marito per i quali ho imbandito la tavola di casa nostra, non mi hanno riconosciuto.
Ho salutato una collega che ci ha invitato a casa sua questa domenica a pranzo e le ho chiesto se le fa piacere che porti il tiramisu': da come ha sgranato gli occhi ho capito che non aveva la piu' pallida idea di chi fossi, anche se e' stata a casa nostra un mese fa.
E' normale, loro vedono un sacco di gente ogni giorno, io no.
O forse ho solo piu' memoria visiva.
Tre mamme ci sono passate davanti mentre facevamo la coda per la foto con Babbo Natale.
Due tizie tronfie e giulive si stringevano al petto due scatolone di fattoria duplo sussurrando: sai, il lego lo hanno regalato solo ai figli dei direttori in su', mica a tutti.
Appena usciti con l'auto dal raggio delle telecamere a circuito chiuso, ho vuotato il mio sacco delle frustrazioni.
Lo so che dovunque puo' andare cosi', ma il motivo per cui tutto questo mi sembra intollerabile e' che queste persone sono tutte istruite, con dei cv pazzeschi, hanno abitato in mezzo mondo, parlano tutti almeno tre lingue se non piu'..possibile che siano cosi' chiuse e superficiali?
Poi oggi pomeriggio ho ricevuto una mail dalla moglie del capo del Senator: ieri non c'era ma le e' venuto in mente di chiedermi se mi farebbe piacere vederci per un pranzo.
E allora mi dico, continua a crederci, che prima o poi a forza di zappare qualcosa cresce.

16 comments:

  1. Ah, che fatica! Certi posti sono più facili di altri per le amicizie? Probabile, ma conta anche l'età e il modo in cui si viene introdotti nella nuova cerchia (io sono fortunata perché ho ereditato gli amici di mio marito, eppure faccio ancora fatica a trovare un'amica con cui uscire a tu per tu, e spesso quelle che trovo sono italiane). Comunque sì, continua a coltivare, che qualcosa spunterà :-)

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  2. fino ad ora solo amiche italiane ed una indiana.
    per i colleghi del marito stendo un velo pietoso, sono davvero chiusi nonostante hanno più o meno le caratteristiche dei colleghi del tuo. mah...
    portoghesi: non pervenuti.

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  3. Sì, continua a crederci, io sono ottimista!
    Comunque è vero, certi ambienti sono più chiusi degli altri...
    Sarà comunque più facile quando la Viatrix andrà a scuola.

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  4. Ciao Valentina,

    spero mi scuserai se mi intrufolo cosi nel tuo blog, ma leggendo un po' i tuoi post mi sono ritrovata moltissimo in quel che dici. Anche per me e' dura stabilire amicizie, io vivo negli States. Molti conoscenti, ma amici nessuno purtroppo. Io ho la fortuna di lavorare e quindi ho allacciato dei rapporti con molta gente, anche se solo di cortesia, mai di amicizia. Sembra che nessuno sia interessato a rapporti un po' piu' impegnativi. Ti capisco davvero. Un abbraccio virtuale.

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  5. oddio che panorama che descrivi. certo che fa scoraggiare... pero' posso dire che nelle mie esperienze quando mi sono scoraggiata ho perso belle occasioni. Forse non aiuta molto quello che dico, perche' allo scoramento si puo' comandare fino ad un certo punto. Pero' concentrati su quel che ti piace e fai di tutto per restare positiva tu, perche' se ti fai devastare dal panorama poi e' la fine.
    un abbraccio
    squa

    p.s. Senti non ti ho mai risposto alle tue domande via email, scusami, ci provo al piu' presto. Ma dimmi avete piani di trasloco?

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  6. ragazze, vi ringrazio per i vostri pat pat virtuali, io sono una ottimista di natura, ma ogni tanto lo sfogo ci vuole. grazie anche ad Emigrante di aver lasciato il suo commento, benvenuta.

    Sono d'accordo che certe fasi della vita aiutino piu' di altre, ma la mia esperienza fin qui e' stata di trovare il mio giro a Dublino, Bruxelles, Milano e persino Varsavia (roba che in un mese, agosto 2006, ho fatto proprio amicizie mie, non ereditate dal marito, anche se non parlavo una parola di polacco)sia da studente che da lavoratrice, sia da single che da fidanzata.

    Qua a Ginevra sono a zero amicizie dopo tre anni e mezzo: per fortuna mi sposto io dagli amici che gia' ho o li ricevo come ospiti, altrimenti qua sarebbe un eremo. E da quando e' nata la Viatrix le mie vicine francesi mamme sono appunto molto gentili quando ci troviamo per le merende o a far giocare le creature al parco. Il problema e' che non salta fuori un discorso che non sia collegato alle creature, e per me che non lavoro, e' un po' limitante.

    L'anno nuovo portera' un po' di cambiamenti che prevederanno piu' spostamenti e di conseguenza piu' possibilita' di vedermi con i nostri amici sparsi tra Italia, Polonia ed Europa, quindi probabilmente anche se qua continuero' a essere isolata mi pesera' assai di meno perche' ci staro' meno tempo e dovro' riprendermi dalle valigie da sfare e quelle da rifare. In piu' per magno culo un amico del Senator, la cui moglie e' anche molto amica mia, iniziera' a lavorare qui, quindi mi ritrovo per la prima volta in anni, un'amica sotto casa.
    So gia' che quando andremo a prenderci il primo caffe' nel mentre della spesa, mi commuovero'

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  7. Valentina, non sai quanto ti capisco...da quando son qui a Basel zero amicizie (ancora ancora a Zurigo, dove tra corsi di lingua e il fatto che lavoravo era un po' diverso (non una vita sociale incredibile, o amicizie travolgenti intendiamoci, ma almeno non la solitudine dell'eremo..Insomma era ben diverso!). Invece qui zero. le mamme al parchetto non ti guardan nemmeno, abbian invitato gente che non ha mai ricambiato l'invito (non è quello eh, posso invitare anche sempre e solo io, ma dopo un po' penso di starti sul culo, tutto qui..), organizzato aperitivi, incontri, ma NULLA! è deprimente, diciamocelo! E pensare che prima di venir in Ch pensavo: vabbìe vengo da Milano, non ^e che sia facilissimo far amicizia, son già rodata...seeeeee..

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  8. Oh mi spiace per Pavia, io sono pavese ma ho sempre avuto piu' amici stranieri o fuorisede..la mia migliore amica dei tempi dell'università, beh lo è tuttora, è di cuneo. In effetti ora che mi ci fai pensare credo di essere stata l'unica amica pavese per molti fuorisede, quando dicevo che a pavia c'ero nata mi prendevano per pazza..in effetti i miei concittadini sono un po' snob, conosco benissimo il genere dato che ho frequentato anche il liceo in di pavia (taramelli)
    Per la svizzera..a zurigo ma in particolare a winterthur io amici ne ho, anche meglio di quelli italiani a volte, per dire stiamo ristrutturando casa ed essendo quasi tutti nel ramo edile (due ingegneri e un architetto) ci hanno dato un sacco di dritte e consigliato a chi rivolgerci e sono svizzeri tedeschi doc, beh forse piu' aperti dato che viaggiano molto in america latina (costa rica) e amano l'italia.
    Chiudo il papiro dicendoti di non disperare..ho un amico di neuchatel e anche lui parla male dei suoi concittadi e recentemente ho conosciuto uno svizzero che ha studiato a ginevra e anche lui mi parlava della difficoltà di fare amicizia, e lui era madrelingua svizzero francese.

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  9. benvenuta pinguino ( e grazie per la segnalazione su expatclic!)
    sicuramente fare amicizia dipende da molti fattori: avere un lavoro (io qua non ce l'ho), avere un figlio che va a scuola (la mia e; ancora troppo piccola), avere contatti coi locali in generale...ginevra e' estremamente divisa tra il circolo degli expat - nazioni unite che se la tirano a pacchi e i ginevrini che non sono di carattere per nulla aperti..
    in any case, il 2012 portera' un paio di novita' che diminuiranno assai la mia solitudine!

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  10. Ciao. Ho letto il tuo post e anche se le mie esperienze sono molto diverse, in fondo mi sono sentita identificata con il tuo "senso di vuoto" riguardo alle amicizie. Io sono spagnola e mi sono trasferita nel piccolo paesino siciliano di mio marito. Non è facile trovare delle persone affini dopo che una prende il ruolo di "mamma" e "sposa" expat. All inizio mio marito mi presentava tutte le moglie dei suoi parenti ed amici nell'esperanza che io trovavo una amica, ma è stato inutile e talvolta anche controproducente: come l'amore, l'amicizia viene dal cuore, e se non c'è feeling non si può forzare. In cinque anni qua, ho trovato soltanto una amica "sincera" che mi ha dato tanto affetto, ma purtroppo era molto malata e ci ha lasciato quest'anno. Adesso non spero più di trovare una amicizia, tanto io le amicizie vere ce li ho (in Spagna), ma piuttosto cerco sempre di rimanere me stessa e non imitare gli altri, non cercare di assomigliare a qualcosa che non sono io per venire ben accetta. Puoi andare in capo al mondo, ma non riuscirai mai ad allontanarti di te stessa... di conseguenza, che non ti importi quello che dicono/fanno gli altri: c'è chi ti vuole per quello che sei veramente.

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  11. ciao Syrah, benvenuta. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, anche io ho le tue stesse convinzioni riguardo alla spontaneita' e alla sincerita' dell'amicizia.
    Mi auguro che tu abbia passato un buon periodo di feste e ti mando un abbraccio virtuale

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  12. Io ho l'esperienza di essermi trasferita varie volte, per lo più nel nord Italia, e devo dire che francamente ho praticamente rinunciato all'idea di riuscire a fare delle amicizie ... E' vero che ho poco tempo a causa del lavoro (sul quale non si riescono a stringere amicizie), purtroppo non ho figli, ma questa difficoltà di trovare persone amiche con cui condividere qualcosa non l'avrei mai immaginata. Si vive lo stesso, ma e' un po' malinconico, e anche poco arricchente dal punto di vista umano ....

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  13. Ciao Valentina,

    mi intrufolo nel blog e nel post - un po' datato, ma l'argomento è evergreen ;-) - per dirti che anch'io come te sono un tipo molto socievole e ho sempre creduto che questo mi avrebbe aperto le porte della vita sociale ovunque. Sbagliato!...

    Ho fatto la tua stessa esperienza (gente colta ma vuota, ricca fuori e povera dentro) in Francia, dove vivo da ben 11 anni e sono giunta a una amara conclusione: mi tengo le amiche italiane in Italia (quelle che avevo qui sono tornate nel Belpaese) ma con gli autoctoni non ho proprio affinità.
    Considera che ho 3 bambini e ho conosciuto tonnellate di mamme, vicine, ecc. Ma niente da fare... il fatto è che neanche tra di loro fanno amicizia - ovvero, fanno conoscenza, si salutano e scambiano 4 frasette. Basta...

    Se me lo avessero raccontato 10 anni fa non ci avrei mai creduto ma è così. Purtroppo! Per questo preferisco restare me stessa e coltivare le buone amicizie a 900 km di distanza piuttosto che fingere di essere un'altra per un caffè al mese o una conversazione a semestre ;-)

    Un abbraccio virtuale ma solidale,
    ;-)
    Barbara

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    1. benvenuta Barbara....il proseguo confermò che a varsavia son stata in grado di far di nuovo molte amicizie e perfino a houston, che trovo orrenda per vivere, da quando osno arrivata ho incontrato molte italiane e straniere davvero aperte e pronte a mettersi in gioco per costruire legami non puramente superficiali!|

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    2. alla fine il detto meglio sola che male accompagnata è verisismo...in che zona di francia sei? io alla fine trovai un'amica vera proprio gli ultimi sei mesi prima di partire|

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    3. ciao, ho visto solo ora la tua risposta ;-)... sono in Provenza, che a prima vista sembra tanto mediterranea, ma la gente - dietro una patina di formale cordialità - è chiusissima. E non chiusa come può esserlo (faccio un esempio autobiografico) un piemontese, che dopo averti conosciuto bene diventa amico eccome (ho vissuto a Torino).

      Qui l'amicizia equivale a una conoscenza formale, niente a che vedere con quello che intendiamo noi italilani. Della serie Paese che vai, amicizia che trovi.

      C'est la vie, c'è sicuramente di peggio - almeno il clima è ottimo! - ma per me l'aspetto sociale e umano conta moltissimo. Non mi ci vedo a invecchiare da queste parti, ecco!
      Sì perché il rischio statistico c'è, essendo 2/3 della mia prole di cultura francese (e il marito tedesco, tanto per complicare ulteriormente l'assetto)...

      Un bel pasticciaccio, voilà!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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