25.4.11

ITA Qualcosa non mi torna II

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Camminando lungo marciapiedi grattacieli e hotel scintillanti tra straccivendoli e muratori coperti di polvere, spendendo sette euro per comprare un litro di latte cinese e un pacco di cereali per la colazione,
osservando le impiegate cinesi mangiare un succo per pranzo e poi picchiarsi per comprare i vestiti made in china destianti all'esportazione (perche' sono piu' belli di quelli che loro stessi fabbricano per il mercato interno, ma costano uguale che da noi in euro),
rischiando di essere ugualmente investita da carretti carichi di cartoni e lamborghini fiammanti,
e' chiaro quello che tutti i giorni ripete la rubrica asia businessnews sulla bbc: la Cina continua a crescere ma l'inflazione sale e la distanza tra le condizioni di vita dei poveri e dei ricchi diventa ogni secondo piu' grande. La classe media e' ancora troppo piccola e nuova per non rimanere livellata verso il basso dall'inflazione galoppante e (mi permetto di aggiungere, io che non sono un'economista ma vado in giro e guardo) dalla mania di acquistare compulsivamente migliaia di cose dovunque, indipendentemente dalla qualita' e dall'utilita'.
I prezzi degli appartamenti stanno salendo vorticosamente, gli stipendi sono gli stessi di due anni fa.
Nelle fabbriche di Pechino iniziano ad esserci posti vuoti: tradizionalmente lo stipendio da operai attirava i braccianti delle campagne ed era incluso un letto per dormire e un pasto al giorno, ma adesso e' troppo basso per permettere di vivere a Pechino.
In un paese con cosi' tanti abitanti, anche un gdp positivo ma inferiore all'anno precedente sara' una crisi economica e quali saranno gli effetti sull'economia mondiale se la Cina rallenta, proprio ora che anche il Giappone ha problemi di produzione a causa delle carenze energetiche (il terzo esportatore mondiale, dopo Germania e Cina)? Saremo tutti disposti a comprare di meno e a spendere di piu'? Che la riscossa delle manifatture tessili di Prato sia in agguato? Ma soprattutto, ce la faranno i cinesi che hanno sudato mille camicie per avere una vita migliore ad acciuffarla e mantenerla prima che arrivi la botta?

ITA L'amicizia tra donne expat

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L.ha due anni meno di me, e' laureata e specializzata in comunicazione, parla tre lingue, e' intelligente, aperta e curiosa del mondo. E' arrivata a Pechino un anno e mezzo fa, seguendo il marito finlandese diplomatico spostatosi qui per lavoro qualche mese prima di lei: non le conviene lavorare perche' con un reddito cinese perderebbe diritto alla diaria diplomatica finlandese e guadagnare in yuan quello che percepisce in euro sarebbe assai difficile. Non lavorando fuori di casa, e' difficile farsi un giro di conoscenze locali, visto i ritmi frenetici e i tempi lunghi di commuting che ogni pechinese affronta ogni giorno: i cinesi aspettano il weekend per riposarsi, non per fare vita sociale. Cosi' L.e il marito frequentano prevalentemente altri expat. Pero' la citta' le offre un sacco di stimoli e questi sopperiscono alla mancanza di un contesto professionale suo. Mentre non lavora, studia per un dottorato all'universita' e sta pensando se non valga la pena utilizzare questo periodo della sua vita per avere un bambino, ma l'idea di far nascere una creatura nell'inquinamento pechinese, al confronto con l'aria pulita finnica, le pone parecchi dubbi.

Io sono arrivata nel paesello alle porte di Ginevra alla stessa eta' di L. Parlo tre lingue, sono laureata e avvocata secondo l'Unione Europea, cosa della quale al mondo lavorativo della Confederazione Elvetica importa assai poco. Se lavorassi per l'Italia, il guadagno annuo che riceverei in Euro secondo i parametri di remunerazione per i trentenni del Belpaese, sarebbe certamente inferiore allo sgravio fiscale annuo previsto dalla Confederazione sullo stipendio di mio marito per moglie (e ora figlia) a carico. Non lavorando, e' difficile farsi un giro di conoscenze locali, visto quanto sono chiusi ed elitari i ginevrini: gli svizzeri aspettano il weekend per riposarsi, non per fare vita sociale. Cosi' io e P. usiamo i weekend o per ricevere come ospiti i nostri amici di prima di arrivare qui, o per andare da loro. La citta' non mi offre stimoli e questo mi rende ancora piu' isolata, oltre alla mancanza di un contesto professionale mio. Non lavorando, ho finito un dottorato e utilizzato questo periodo della mia vita per avere una bambina, nata in un luogo dove probabilmente acqua, cielo, aria e terra sono tra le piu' pulite del mondo occidentale.

Dopo quindici minuti sedute a chiaccherare sullo stesso lato del tavolo, mentre io imboccavo la Dea nel passeggino e L. metteva nelmio piatto i vari assaggini e mi preparava gli involtini dell'anatra alla pechinese, era chiaro per entrambe che saremmo diventate amiche, nonostante la distanza.

Ps. L. e' cinese di lingua cantonese, cresciuta in una regione a quattro ore di volo da Pechino: ha fatto l'universita' a Hongkong e poi si e' spostata per il master in Finlandia, dove e' rimasta cinque anni e ha trovato l'amore. Poiche' la Cina non riconosce la possibilita' di avere due nazionalita' ai suoi cittadini, L.non e' piu' cittadina cinese ma finlandese, diventando espatriata nella sua stessa Cina.

20.4.11

ITA MTV CHINA II

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Anche la Cina cerca di produrre girl e boy band come la Corea. Le girl bands cinesi sono vestite male esattamente come le girls cinesi, Stracci & Lustrini, colori completamente disappaiati e accessori incomprensibili: per fare un esempio, immaginate guanti di pelle fucisa, calzettoni di cotone a strisce bianchi e gialli, francesine color cuoio, gilet nero, gonna bluette a balze di chiffon e maglietta tricot verde. Tutto sulla stessa persona.


Il video della canzone Paparazzi mi ha colpito particolarmente: le tre Malvestite componenti della girl band sono in coda per farsi fare l'autografo da un cantante immaginario, dopodiche' la Regina delle tre gli consegna un pacco regalo che esplode uccidendo tutte le altre fans, permettendo cosi' il rapimento del cantante che si ritrova prigioniero di stanze colorate dove le tre Malvestite lo martellano con la loro canzone. Dopidiche' il tapino viene cacciato dentro il bagagliaio dell'auto e portato di fronte a uno stuolo di paparazzi (da cui prende forse senso il titolo della canzone?) che lo fotografano fare il baciamano alla Regina delle Malvestite. Pero' e' tutto un sogno e si ritorna alla coda davanti al cantante con la Regina che stringe il pacco regalo ghignando. Mah.

Non ho fatto in tempo a riprendermi che e' andato in onda il video delle Orange Caramel, tre ragazzine vestite da Cappuccetto Rosso Sexy prima e Gretel di Hans Sexy dopo. Troppa mtv.

ITA Spigolature Cinesi II

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Gentili ospiti,
„Il Dipartimento delle Telecomunicazioni di Beijing ha dato ordine di reorganizzare la lista dei canali televisivi disponibili via satellite. Cio' significa la cancellazione di Euro Sport News e Shen Zen tv dalla lista dei canali disponibili.
Ci scusiamo per il vostro eventuale disagio”

Anche il sito internet e la pagina di wikipedia relativa a Shen Zen tv e' inaccessibile.....ma oscurare anche Euro Sport News per far credere che Shen Zen non sia stata censurata e' ridicolo: vogliono farci credere che Carletto Ancelotti abbia fatto uno statement sovversivo all'ultima conferenza stampa del Chelsea?

Ogni biglietto della metropolitana e' valido solo per il giorno di emissione e solo con partenza dalla stazione di acquisto. Tipo che se hai pensato di comprarne due per evitarti la coda al viaggio di ritorno, dovrai comprarne un altro.

A causa del cibo piccante, i miei sogni sono sempre piu' strani e violenti. L'altra notte ho sognato di andare in giro con gavettoni di vernice verde da lanciare contro tutti gli automobilisti che cercano di mettermi sotto mentre passo sulle strisce pedonali con il verde spingendo il passeggino con dentro mia figlia.

I cinesi hanno qualcosa in comune con gli italiani: aggressivi o amichevoli, disordinati e casinisti. I giapponesi hanno qualcosa in comune con i tedeschi: riservati o freddi, ordinati e tranquilli. I coreani hanno qualcosa in comune con gli inglesi: fanno musica pop e bevono un sacco per divertirsi.

ITA Spirito Olimpico

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Lo Stadio Olimpico o Nido d'uccello splende di metallo su un enorme spiazzo di pietra bianca: secondo me hanno studiato strategicamente il fatto che sia posizionato tra due fermate della metro, a 10 minuti a piedi da ognuna. Dopo aver salito le tre rampe di scale della metro e aver camminato tra folle di turisti e venditori ambulanti nell'enorme spiazzo di pietra, senza un albero a fare ombra o a frangere il vento, mentre gli altoparlanti pompano incessantemente l'inno olimpico Welcome to Beijing, aumentando il volume man mano che ci si avvicina, ecco, finalmente si arriva sotto il Nido, sudati ed impolverati: i cori del ritornello sembrano per te e guardando in controluce il palazzo a forma di torcia dell'IBM ci si sente per un attimo emozionati e sfiniti come l'ultimo tedoforo.


Ps. Al posto dell'assessore municipale al turismo, avrei previsto anche la consegna di una medaglia ricordo di latta a chi si presenta al Nido dopo aver sollevato sulle scale in salita e poi navigato tra la pazza folla un passeggino contenente una  bambina di otto chili e mezzo.

ITA Mamma Incavolata

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Anche ieri mentre camminavo sentivo il rumore degli sputi che uomini e donne, siano mendicanti o imanagers, gettano a terra tra le altre persone. Poi si mettono la mascherina di carta quando hanno paura delle malattie.


Anche ieri mentre camminavo col il verde sulle striscie ho dovuto fare attenzione a bici, auto e quant'altro: persino l'auto della polizia ha messo il suo muso a pochi centimetri dal mio ginocchio.

Anche ieri mentre percorrevo scarmigliata e ansimante una dozzina di volte cento scalini di metropolitana con in braccio il passeggino contenente la Dea, tutti coloro che scendevano o salivano intorno a me sorridevano e scattavano foto, dicevano So cute o So cool, ma nessuno si offriva di darmi una mano.

Anche ieri mentre dovevo attraversare il corridoio per andare nell'altra direzione, si giravano a camminare all'indietro per fissare la Dea ancora qualche secondo, ma non si fermavano un attimo per farmi passare dall'altro lato.

Anche ieri mentre mettevo il passeggino accanto alla scatola metal detector per infilare la borsa sul nastro trasportatore, un paio di ragazze hanno infilato le loro borsette prima della mia urtando sia me che il passeggino, salvo poi perdere dopo 1 minuto di tempo per fotografare la Dea.

Anche ieri per salire sul vagone con il passeggino mi sono presa 4 pestoni, e poi le stesse tizie cinquettavano e cercavano di toccare mani e viso della Dea, come se avessero le mani pulite e lei non avesse il sistema immunitario di un essere di 6 mesi.

Come consolazione ho che sono ugualmente maleducati anche con le madri cinesi con passeggino.

Pero' non si tratta solo di questo.

Sarebbe ora che oltre ad investire in fabbriche, si occupassero anche di investire in se' stessi.

ITA Spigolature Cinesi

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Lungo le strade di Pechino non ci sono alberi, ma semafori (dal significato puramente decorativo): se per sbaglio l'autista si ferma con il rosso, puo' apprezzare il crescere rigoglioso di agenti immobiliari che propongono case in vendita direttamente al suo finestrino.




Quando il saggio cinese vede il cielo di Pechino azzurro e osserva distintamente i templi buddisti costruiti sulle montagne, są che cio' puo' significare solo due cose: la notte precedente e' arrivato il vento siberiano o l'economia cinese e' crollata e hanno chiuso le fabbriche.



Chi si ama si veste uguale: nella folla cinese vestita Stracci&Lustrini, Tuta forever e Uniforme (tuta scolastica, divisa militare, giacca alberghiera etc), spiccano le giovani coppie che indossano jeans e la stessa felpa, di solito decorata con tanti cuoricini.

ITA La Citta' Proibita

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In un assolatissimo venerdi', ho messo la Dea nel Mei Tai e siamo andate alla Citta' Proibita, i cui muri si affacciano su Piazza Tienamen. Provando ad aprire le pagine di wikipedia relative alla storia della Piazza, sono tutte bloccate dal Great Firewall della censura, evidentemente per schermare i riferimenti alle proteste svoltesi in questa piazza e consegnate all'immaginario collettivo mondiale dalla foto del ragazzo di fronte al carro armato nel 1989. La piazza e' cosi' enorme e piatta, lineare, da incutere un certo timore. Sembra quasi di sentire le parate militari che si sono svolte sul suo pavimento.


Di fronte, il primo muro di cinta della Citta' Proibita, su cui e' posizionato il ritratto di Mao. Sotto il ritratto di Mao un cinese vestito da sampdoriano invita i turisti a scorrere all'interno. La Citta' Proibita mi appare come un sistema di scatole cinesi: un muro enorme rosso con in cima un padiglione, passi dal portone riccamente decorato, e davanti hai uno spiazzo enorme che ti conduce ad un altro muro enorme rosso con in cima un padiglione, passi dal portone riccamente decorato, tra il leone maschio e il leone femmina e się in nuovo spiazzo. Mano a mano si aggiungono padiglioni anche ai lati e ponticelli e gradini di pietra bianca, sembra di proseguire in una realta' architettonica ripetuta e concentrica, fino a perdere l'orientamento: la sensazione di astrazione dalla realta' che ne ricavo non e' allegra: i comuni cinesi non vi accedevano, ma gli aristocratici che ci vivevano non ne uscivano. Una sorta di labirinto prigione dorata in cui si potrebbe sparire, inghiottiti dalla ripetizione di tetti e muri e portoni tutti finemente istoriati quanto uguali o quasi. Il fatto che la maggioranza dei padiglioni sia vuota, poiche' moltissimi mobili sono andati distrutti durante la Rivoluzione Culturale, contribuisce alla sensazione di astrazione. Dopo aver visitato il Palazzo D'Estate, il Tempio del Paradiso, i padiglioni del parco Beihai, la Citta' Probita non mi stupisce se non per grandezza: forse anche i cinesi, quando visitano i nostri castelli, pensano: belli, si, ma tutti un po' uguali. Qualcuno che pero' di arte ne są piu' di me mi spiega che la ripetizione nell'arte cinese e' un canone di bellezza, allora forse non e' per mia insensibilita' estetica che tutto mi parę uguale, e' davvero tutto abbastanza uguale! Uscita dal lato opposto, mi sono inoltrata nel parco Jingshan. Salendo un bel po' di gradini si arriva ad un tempio di Buddha dal quale si ha una vista unica. Dall'alto il labirinto della Citta' Probitia appare immenso e completamente fuori luogo, circondato da grattacieli a perdita d'occhio, come se fosse stata messa li' ieri notte da degli extraterrestri. Cammino nella quiete del parco, tra i bulbi che sbocceranno tra qualche settimana e i pensionati che fanno stretching (nei parchi,dove ci sono i giochi di metallo per bambini, ci sono sempre delle macchine di metallo per fare esercizi fisici, delle vere e proprie palestre all'aperto a libero servizio dei nonni che badano i nipotini). L'atmosfera e' cosi' pacifica che mi fermo per servire il suo "pranzo al sacco" alla Dea. Poi la porta di un autobus turistico si apre e decine di cinesi scendono correndo verso di me armati di macchina fotografica e si mettono in posa vicino alla Dea nel Mei Tai, sorridente nonostante lo sporco di Tacchino, Mela e Crema di Mais.

12.4.11

ITA MTV CHINA

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La Corea (del sud) e' cool e tutti i cantanti, i vestiti, le mode e gli ammenicoli che arrivano dalla Corea sono fighi e ti rendono figo. Non si tratta solo del fatto che la Corea e' piu' ricca, piu' avanti, e meno storicamente rivale del Giappone: la musica pop dei cantanti Coreani e' spesso in inglese e questo li rende esportabili verso Cina e Giappone, un po' come da noi i cantanti inglesi: se le spice girls avessero cantato in francese o in danese, difficilmente avrebbero sbancato il vecchio continente.

In particolare la casa discografica Sm ha importato per prima e sublimato all'ennesima potenza il modello girlband e boyband di anninovantescamemoria: i SuperJunior sono 13 tizi (dal 2005 a ora sono diventati credo tutti ventenni) che non solo cantano e ballano per la gioia di stuoli di fan su musica dance - pop, ma sono anche suddivisi dalla Sm in minigruppi che fanno musica (e spesso cover) piu' rock o piu' rap. Immaginate 13 Justin Bibier che non solo cantano beibe beibe uh ma volendo the unforgiven dei metallica o loose yourself di eminem.

Nel 2007 la Sm ha creato le generation girl, 9 fanciulle, anche esse a volte spezzettate per produzioni musicali meno tipicamente dance pop. La creazione del subgruppo SuperJunior Cina: 6 dei 13 piu' 2 cinesi aggiunti ha creato un tale sconquasso tra le fan, che queste si sono lanciate a comprare azioni della casa discografica in modo da diventare proprietarie di una percentuale minuscola ma sufficiente a mettere il veto circa l'eventuale futura modificazione con aggiunte o defenestrazioni dei componenti del gruppo.

La musica cinese pop e' piu' genere melodramma napoletano, accompagnata da video tipo: lui e lei di incontrano, amore folle, ma poi lui gioca alla playstation, lei chiacchera ore al telefono con le amiche, lui lascia i jeans in giro per casa, lei occupa anche l'armadio di lui con le sue scarpe e poi scatta la tragedia: lui versa della coca cola sulla borsa (finta?) di gucci di lei e si mollano, salvo poi ritrovarsi (anche grazie al fatto che lui le regala una nuova borsa?). Oppure, lui e lei si incontrano, amore folle, mettono una vasca davanti al caminetto e si fanno spesso lo shampoo a vicenda, poi litigano, lei dice qualcosa di troppo, lui se ne va, lei disperata prende la vasca e la trascina fuori di casa nelle fresche frasche ma poi lui arriva e si rimettono insieme ( e riportano la vasca davanti al caminetto?).

I videoclip sono sempre un'ottima fonte per capire le mode e i gusti del momento e finora le mie osservazioni emtivistiche si sono rivelate azzeccate, come mi ha confermato la ragazza cinese con cui ho cenato ieri. Premesso che Avril Lavigne e Justin Bibier sono in rotazione costante preferisco le storie napoletane dei cantanti cinesi a Jennifer Lopez che ha resuscitato la Lambada e a Britney Spears che ha resuscitato (ancora una volta) se stessa.

ITA Prezzi cinesi: qualcosa non mi torna.

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Si są, le fabbriche cinesi hanno messo in ginocchio tanti produttori d'abbigliamento e pelletterie italiani.


Eppure qualcosa, camminando tra negozi e banchi, non mi torna: nei mercati, superate le negoziazioni sui prezzi pompati appositamente per i turisti stranieri, gli abiti contraffatti costano meno degli originali, ma non sono regalati. Un abitino di Miu Miu falso in poliestere costa 100 euro, le finte nike costano trai 30 e i 50 euro: certe volte nei saldi in Italia si trovano gli originali per queste cifre. Nei mercati di abbigliamento frequentati dai cinesi, le merci sono le stesse vendute sui banchi dei mercati o nei bazar cinesi in Italia, ma piu' care. Quando i cinesi non copiano i modelli occidentali, sembrano perdere totalmente la bussola estetica: gli abiti sono carichi di fronzoli inutili, tagliati sbilenchi, non orlati. Passando dai manichini alle persone, sembrano tutti pronti per una festa a tema Stracci & Lustrini. I negozi di abbigliamento frequentati dai giovani, traboccanti di magliette colorate e rimbombanti di lady gaga quanto i nostri h&m, celio, pimkie e compagnia bella, hanno dei prezzi assolutamente in linea con quelli dei citati omologhi, pur non avendo gli stessi costi di spedizione e distribuzione dal luogo cinese di fabbricazione al resto del mondo. La stessa cosa si puo' dire per i negozi di abbigliamento da bambini piccoli. Un abitino di cotone stampato falso di Kenzo da dodicimesenne costa 20 euro, un abitino di marca cinese consimile anche, un abitino di una qualsiasi catena francese per bimbi come z o dpam, prodotto in Cina, pure.

Qualcosa non mi torna.

I cinesi che sono diventati ricchi, presumibilmente a capo delle manifatture che producono abbigliamento per i marchi occidentali, si vestono tutti esclusivamente di abiti italiani originali, che negli show rooms di qui costano il doppio che a Milano e Firenze. Quando scendono dalla Bugatti dai vetri oscurati per fare i 4metri che li separano dall'ingresso dell'hotel o del ristorante a super stelle, rifulgono di stile sobrio e classico, in mezzo ai passanti in Stracci & Lustrini. Le donne che li accompagnano camminano su tacchi italiani alti e solidi, non traballano come le ragazzine issate su trampoli di cartone e plastica.

I pechinesi guadagnano certamente meno dei milanesi o dei parigini e contemporaneamente hanno una sete d'acquisto compulsiva impareggiabile, comprano qualsiasi cosa e dovunque: ci sono venditori cdi ananas, orsacchiotti, carabattole a pile e calzini anche sui cavalcavia pedonali alle otto di sera, e passanti di ogni classe sociale che si fermano a comprare almeno un paio di queste cose. L'altro giorno ho visto un nugolo di donne trentenni dall'aria manageriale, capello piastrato e (finto) Gucci total look, picchiarsi per una svendita di Moncicci' alti 30 cm a 60 yuan (circa 7 euro) l'uno nel passaggio tra la linea 1 e la linea 10 della metropolitana. Pero' con 60 yuan si puo' ordinare un pranzo di antipasto, piatto principale di carne o pesce con contorno, birra cinese e te' in un ristorante di buon livello.

Che gli italiani del tessile superstiti abbiano un nuovo mercato di esportazione, se la nuova generazione cinese riuscira' a conquistare lo status di middle class?

7.4.11

ITA Sembra quasi di essere altrove.

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La mia prima impressione di Pechino e' stata quella che ho avuto di Las Vegas: il senso di assurdita' che mi hanno dato nel mezzo del deserto una miniTour Eiffel, un pezzo di lago di Como (migliorato con l'aggiunta dei giochi di una fontana) , il ponte dei sospiri e una mini Statua della Liberta', e' lo stesso che mi danno i lampadari chandelier di 10 metri di diametro dentro i mega alberghi di vetro e acciaio mentre fuori si intravedono i tetti della Citta' Probita.


Nella Nuova Cina si riproduce architettonicamente lo Stile America, lo Stile Europa, lo Stile India, persino lo Stile Cina, visto che tanto e' andato distrutto ai tempi della Rivoluzione culturale. Capita cosi' di camminare e ritrovarsi a considerare: oh, un aiuola a forma di orologio come quella di Ginevra, oh un palazzo di vetro a forma di supposta come quello di Londra, oh un albergo come quelli sugli Champs Elysees.

Wangfuijng Daije e' la strada dei marchi stranieri famosi di abbigliamento e gioielleria: chiusa al traffico e con Emporio Armani che fa angolo con una Chiesa, sembra quasi di essere a Milano in Corso Vittorio Emanuele. Ma sembra anche quasi di essere a Torino, con tutti questi negozi di Robe di Kappa, a causa dei quali un cinese su tre va in giro con la maglia della Sampdoria, il che' fa sembrare quasi di essere a Genova.

In quest'atmosfera surreale, scorgo in un angolino una porta tradizionale e l'odore che mi investe conferma: c'e' un hutong li' dietro! Entro e mi ritrovo in una strada completamente satura di banchetti che cuociono cibo da asporto: spiedini di fragole, ananas, pomodori, uva, cocomero e arance (caramellati e non), spiedini di agnello, maiale, polipo, sushi, surimi, pesciolini vari ma soprattutto insettacci che sembrano scorpioni e calabroni, frutti rotondi bianchi e vasetti di yogurt verdastro da cui le persone bevono con la cannuccia, ravioli al vapore, baozi al vapore (che sono piu' grandi e spessi e contengono altri tipi di ripieno), patate arancioni alla brace, coscie di non so quale animale arrostite, croccanti di ogni tipo di frutta secca e. alle spalle di questi banchetti, supermercati al chiuso di caramelle e gelatine. Tutti mangiano antipasto, primo,secondo,contorno, dolce e frutta in formato spiedino tenendone anche quattro per mano. (e in qualche modo riescono pure a fotografare la Dea nel Passeggino). Uscendo fuori da questi 100 metri di follia alimentare e casino puramente cinese, ritorno nella Pechino che sembra di essere altrove, camminando verso il nostro residence, nella zona di grattacieli che sembra di essere a Manhattan. E lungo la strada mi imbatto in un Irish Pub con fuori la statua identica all'originale di Molly Malone: sembrava quasi di essere a Dublino perche', anche se era una finta Molly, mi sono commossa davvero.

ITA I Murazzi di Pechino

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I palazzi pieni di banchi da mercato rappresentano il nuovo modo di commerciare cinese, in passato negozi e botteghe, ristoranti e case del te' erano disposti non in verticale ma lungo gli hutong, ovvero le stradine tra le file di siheyuan, le abitazioni – una volta – tipiche di Pechino: moduli infiniti di quattro casette a un piano disposte a quadrato, con un cortile nel mezzo. Le diverse stanze erano destinate ai vari membri della famiglia (nonni, genitori, bambini etc) o destinate alla cucina o salotto secondo i dettami di Confucio e l'esposizione al sole. L'attitudine della Repubblica Popolare verso cio' che rappresentava la cultura antica prima e i problemi di spazio dopo (come infilare 22 milioni di persone in una citta',) hanno fatto si che molti siheyuan sparissero sotto le ruspe a favore di palazzi di almeno dieci piani. Per fortuna, prima che tutti gli hutong fossero cancellati, e' cominciato il turismo internazionale e la rivalutazione delle tradizioni antiche: gli hutong rimasti sono diventati beni culturali protetti e ricordano a chi vi capita dentro che questa metropoli di grattacieli e' in Cina, non nel Dubai o negli Stati Uniti.


Sono uscita con la Dea nel Passeggino alla ricerca dei laghetti di Qianhai e Houhai, incastonati tra hutong e templi. Uscita dalla metropolitana, mi sono ritrovata in una strada trafficatissima e assai poco invitante: palazzoni residenziali e qualche negozio di paccottiglia qua e la'.

Pero' ho' imparato che Pechino nasconde le sue bellezze nel mezzo del brutto: dietro un portone di cemento armato che casca a pezzi si puo' nascondere un tempio. Cammino per un po' tra venditori ambulanti di pannocchie bollite e riparatori di biciclette e di colpo la stradona diventa una stradina su cui si affacciano negozi di cd, vinili, strumenti musicali, abbigliamento da rockettari o punk. Intorno a me ci sono solo piu' passanti sotto i vent'anni: si fotografano con la Dea, raggiante nei suoi miniocchiali da sole, mettendosi in posa con il gesto dei surfers, dicendomi your baby so cool, Idali so cool, In beijing with your baby so cool. Quando vedo dall'altra parte della strada un baretto che si chiama Cat's eyes con il disegnino annesso, spontaneamente sorrido e penso: Il Bar delle Occhi di gatto, so cool!

Nella mia cavalcata tra quindicenni so cool (la visione di Mtv China tutti i giorni a colazione merita un racconto a parte, ma posso anticipare che qua Avril Lavigne e' presa molto sul serio) arrivo finalmente all'ingresso degli Hutong che circondano il laghetto di Qianhai Mentre: investita da un'onda di fumo da cibo, mi dirigo barcollante alla sponda del laghetto, mentre uno sciame di riscio' mi circonda: guadagno rapidissima il marciapiedi ma una guardia mi dice a gesti che avendo il passeggino non posso starci: devo scendere sulla strada dove vanno i riscio', perche' ho le ruote. Va bene, tanto il lago ancorche' piacevole alla vista perche' dorato dal sole e pieno di piccole imbarcazioni e pedalo', puzza. Meglio stare sulla strada vicino al lato degli hutong e osservare l'arredamento delle case del te' (sommariamente distinte in tre tipi: arredamento tradizionale e musica cinese, arredamento stile buddha bar e musica delle compilations del buddha bar, arredamento occidentale e la discografia completa di richard clayderman) le merci colorate e a volte assurde delle botteghe (chi non ha bisogno di una pallina a pile che cambia colore mentre rimbalza con tre marce diverse di frequenze ritmiche sulla tua schiena, facendoti cosi un bel massaggio?), guardare le ragazze che portano sui capelli delle coroncine di fiori di pesco in plastica oppure delle miniorecchie da pecora tenute su da molllette, guardare le bambine che giocano con degli ombrelli di plastica fatti uguali a quelli che da piccola mi mettevano sulla coppa gelato, sorridere a tutti i passanti che scendono dal marciapiede e mi chiedono di fotografare la Dea con i miniocchiali da sole..

...finche' una guardia arriva e mi dice a gesti che sulla strada non posso starci perche' troppe persone si fermano a fotografare mia figlia e ostruiscono il traffico, quindi devo stare sul marciapiede. Nel frattempo la Dea inizia a piangere e dopo aver parcheggiato il passeggino tra un bidone della spazzatura e una magnolia in fiore, la tiro fuori per calmarla. Si, si e' calmata immediatamente, anzi si e' pure messa a ridere: al muro di gente armata di macchine fotografiche, macchine digitali e telefonini che si e' formato di fronte a noi. All'inizio e' stato divertente, dopo 5 minuti imbarazzante, dopo 10 non sapevo piu' come fare. A grande richiesta ho sollevato i mini occhiali e lo scroscio di flash si e' ripetuto. Tra tutti, due tizi, armati di canon cannoni mi hanno chiesto l'indirizzo mail per inviarmi le foto:guardandole si vede tutto il mio imbarazzo e l'allegra disinvoltura della Dea che ride gettando la testa all'indietro come una vera diva.

L'ultima serie di hutong e' tutta convertita in ristoranti e bar con affaccio sul lago: e' l'inizio ufficiale della stagione e mentre i ristoranti servono gia' i clienti seduti ai tavolini fuori, il personale dei bar sta pulendo e sistemando divanetti e lanterne all'esterno, da dentro provengono le note e le voci di musicisti che stanno provando...continuo a camminare in un fiume di gente, a girarmi a destra dove vedo tavolini affacciati sull'acqua un poco zozza e un poco fetusa, a sinistra dove intravedo i banconi dei bar all'interno..hey, ma e' come ai Murazzi del Po!

6.4.11

ITA Mei Tai

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***




Premessa:



In giro per Pechino in questi giorni avro' visto a malapena una dozzina di bambini piccoli, ma nessuno piccolo quanto la Viatrix. Forse ce ne sono pochi per via della Legge sul figlio unico, o forse ci sono poche madri cinesi che ritengono di portare n giro le loro creature nello smog, negli attraversamenti da batticuore, su e giu' per le centinaia di scalini della Metro senza ascensori e nessuno che ti da' una mano, lungo i marciapiedi inghiottiti da parcheggi selvaggi o distrutti da lavori in corso o occupati dai venditori di qualsiasi cosa da mangiare umanamente concepibile.

I pochi bambini avvistati erano tenuti in braccio dalla mamma o alloggiati dentro passeggini spaziali e lustrissimi: il passeggino della Viatrix al confronto sembra un'auto da rally, dopo una cinquantina di rally.Qui il Mei Tai non lo usa nessuno perche' fa povero, si usa nelle campagne dove le persone non possono permettersi il passeggino spaziale e tantomeno tenerlo lustro. Di conseguenza, vedere una donna occidentale che si porta a spasso la figlia dentro il tradizionale fagotto di stoffa attira sguardi stupiti e anche un po' compassionevoli, probabilmente mi bollano come una simpatica occidentale un po' svitata.



***



L'altra mattina ho notato un minaccioso arrossamento negli occhi della Viatrix, cosi' le ho messo i suoi mini occhiali da sole pensando, tze', cari cinesi vi frego: non me la assedieranno piu' di fotografie. (Non sara'cosi': i miniocchiali attirano la curiosita' quanto se non piu' degli occhioni azzurri). Dopodiche' l' ho sistemata nel Mei Tai e siamo andati io, il Senator e la Viatrix a visitare il Tempio del Paradiso e il suo parco.



Appena arrivati si e' resa necessaria una pausa pappa (figlia mia ti ringrazio per non aver mai preteso di avere pasti caldi): nel mentre si avvicina una coppia armata di macchina fotografica e - surprise surprise – bambina di 6 mesi nel Mei Tai. Stupiti dagli occhiali da sole della Viatrix e gasatissimi dal fatto che anche noi teniamo la figlia nel Mei Tai, ci spiegano che il loro e' stato cucito dalla nonna della bimba ed e' servito per portare lo zio e il padre della medesima e che ormai non si trovano piu' da comprare. Una serie di fotografie ricordo delle due bambine vicino, poi il Senator mi da il cambio e lo aiuto a sistemarsi il Mei Tai addosso per infilarci dentro la Viatrix.



Il Tempio e i Padiglioni ad esso collegati sono bellissimi, il blu dei tetti e l'oro delle decorazioni scintilla sotto un sole domenicale estivo. I pensionati ballano nel parco e i bambini giocano a nascondino dietro gli alberi pluri secolari.Un coro intona melodie gioiose che completano alla perfezione l'atmosfera. Io mi rilasso nella visita mentre il Senator e' assediato da gruppetti di donne (ooooh so cute,), gruppetti di giovani (ooooh so cool,) mentre gli uomini sopra la quarantinagli anziani passano, ridono forte e scuotono la testa: si, perche' se io sono un caso strano di occidentale un po' svitata, un uomo col Mei Tai deve essere per davvero svitato, sia occidentale sia cinese!

5.4.11

ITA Una fatina di nome Wendy

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L'anno scorso il Senator e' tornato da un viaggio di lavoro a Pechino con dietro un corredo di 12 camicie e un completo, cuciti da uno di quei famosi sarti cinesi di cui si narra siano capaci di consegnarti l'abito anche poche ore dopo averti preso le misure.


Venerdi' sera siamo andati al mercato di Yaxiu, uno dei molti palazzi - mercato della citta': ai piani bassi i banchi di abiti da poco, salendo i banchi con gli abiti contraffatti, ai piani superiori i sarti da donna che confezionano principalmente abiti cinesi in seta stampata a motivi tradizionali e sarti da uomo che confezionano abiti occidentali, con tessuti sia cinesi che (appero') italiani. Poiche' la merce e' piu' o meno la stessa ovunque, la differenza tra i vari mercati e' che piu' sono centrali piu' aumentano i prezzi, piu' sono periferici piu' aumenta la paccottiglia: lo Yaxiu e' una giusta via di mezzo, abbastanza centrale per sarti che lavorano con buoni materiali, abbastanza scomodo al centro per avere dei prezzi concorrenziali.

Il nostro sarto si chiama...Wendy. O perlomeno quello e' il nome della sua mail sulle etichette che mette ai suoi abiti, magari e' il suo cognome. Comunque, Wendy ha probabilmente 30 anni, svolazza per il negozio sempre vestito in maglietta chiara e pantaloni coi tasconi chiari e il metro al collo, salta alla velocita' della luce da un cliente all'altro senza perdere un colpo: crive degli arzigogoli su carta velina a cui incolla pezzetti delle stoffe: su quei foglietti c'e' descritto cosa vuole il cliente, il prezzo contrattato, il tessuto scelto e le misure. Un esercito di Wendy Girls tra i 20 e i 50 anni intorno a lui (tutte elegantemente vestite con scamiciati diversi fatti con i vari tessuti da completo e pantaloni da uomo esposti in negozio) corre avanti e indietro coi rotoli di stoffa, sistema le ordinazioni e, suppongo, provvede a cucire dopo che lui ha tagliato la stoffa. Tra tutti i sarti del piano e' il piu' affollato sia perche' ha la maggior scelta di tessuti da uomo (e da qui passano piu' businness men che donne, evidentemente) sia perche' Wendy parla inglese, spesso meglio dei suoi clienti. Dopo essersi occupato del Senator, passiamo a me; ha una scelta minore di tessuti di seta per donna, rispetto ad altri sarti del piano, ma gli abiti occidentali semplici che propone sono indubbiamente eleganti. In 5 minuti sono misurata anche io e non mi resta che attendere, siccome non abbiamo fretta gli diciamo di fare con comodo: ci da' apputamento 48 ore dopo, domenica sera, per la prova! Ci presentiamo con un po' di anticipo e nel negozio ci sono quattro ciociare di mezza eta' starnazzanti che vociano e commentano come se nessuno sapesse l'italiano nel raggio di miliardi di km intorno a loro...quando mi capita di essere vicino a connazionali che si comportano da buzzurri maleducati cerco sempre di mimetizzarmi linguisticamente, cercando di fare i th piu' inglesi possibili nel parlare con il Senator. Mentre le buzzurre si lamentano del fatto che devono aspettare che quella stronza la' (che sarei io) provi il suo abito per prendere l'orlo prima che Wendy si occupi di loro mi ritrovo davanti allo specchio dentro il mio primo vestito su misura. WoW! Cioe', considernado la frustrazione di questi mesi in tuta a combattere con i kg post gravidanza (attualmente ne ho ancora 3 da perdere e no che non se ne vanno facilmente) e a sentirmi poco a mio agio in qualsiasi cosa...per la prima volta da un pezzo mi vedo bene, senza se e senza ma. Cosi' bene che uscita dal camerino ringrazio Wendy commossa, come se fosse la Fatina di Cenerentola (e le buzzurre ciociare le sorellastre cattive).

1.4.11

ITA Supermarket's Folies

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Per arrivare al Supermercato e rifornirmi del minimo necessario (cose per la colazione, un po' di frutta e pannolini per la Viatrix) e' stata dura: al primo tentativo sono tornata a casa senza essere riuscita a trovarlo, quando al secondo l'ho trovato era dall'altra parte della strada (per fortuna „solo” 800mt dopo c'era una stazione di metro da poter usare come sottopassaggio, portandomi il passeggino a spalla su e giu per le scale), ma tutto e' stato ricompensato dal senso di meraviglia e di scoperta: quando sono nei supermercati europei ovviamente ci sono tante cose diverse e nuove, rispetto a quelli italiani, ma un supermercato cinese visto dagli occhi di un'italiana che ha semrpe vissuto in Europa e' uan disneyland di cibo! La quantita' di cose strane e mai viste prima mi ha sopraffatto, ho maledetto di non aver dietro la macchina fotografica e ci tornero' al piu' presto proprio per fotografare, perche' in una vita intera non riusciro' ad assaggiare tutte queste cose. Le quantita' incredibili di dolci, dolcetti, caramelle, verdure ogm di proporzioni gigantesche (fagiolini e asparagi lunghi mezzo metro), verdure organic importate dall'italia (ho comprato i kiwi del cuneese, vedi che anche noi esportiamo in cina), frutta di forme e colori mai viste (tra tutto, ho portato a casa un frutto che sembra un carciofo rosa e che mi hanno detto si taglia e si mangia col cucchiaino e delle cose che hanno la forma di patata ma sembrano albicocche), banchetti che cuociono al momento carni in griglia, paste di ogni dimensione cotte al vapore e ripiene di verdura, carne, pesce o marmellata (ah, tra l'altro, qua prima mangiano la carne e poi gli eventuali ravioli o altre paste ripiene al vapore), quantita' incredibili di pesci gia' preparati, frechi o marinati, festoni di salsicce di ogni tipo...mi chiedo se anche gli asiatici, quando arrivano in Europa, provano tanta meraviglia di fronte alle nostre cose. Mi lancio negli acquisti, con la testa che mi gira tra tutte cibarie, le scritte solo in cinese sui prodotti, le commesse che assediano la Dea nel Passeggino. La cosa piu' faticosa si rivela la cerca del deodorante: alla fine me ne vado senza perche' quando finalmente avevo creduto di trovarlo, ho capito che era una lacca per capelli. Riesco pero' a trovare i cereali per la colazione, che sono venduti non con le merende ma nella zona delle pringles dove infatti una commessa li fa assaggiare nei bicchierini come se fossero minipatatine al cioccolato. Me ne vado sfinita, mentre mia figlia se la ride.


Ps: a riprova che tutto il mondo e' paese, in mezzo a tanti complimenti ho beccato anche la tizia acida che mi ha fatto notare come la Dea avesse un po' di sporco di latte sul mento e una delle bretelle del passeggino arrotolata...ma ancora non so come si dice in cinese fatti i xxxxx tuoi!!

ITA & ENG Essere la madre di una celebrita' – Being a celebrity's mother

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Taking pics of the Goddess in the Stroller

(english version below the italian one)

Abbiamo notato subito che la nostra creatura attira molte attenzioni e sorrisi, ma nulla poteva farmi presagire cosa sarebbe successo andando in giro per Pechino. Approfittando del bel sole, siamo andate con la nostra guida al Palazzo d'Estate, una residenza degli Imperatori che si dipana tra padiglioni, patii, gallerie aperte, laghetti e laghi.
Gia' in metropolitana tutti la guardavano e sorridevano e facevano complimenti (La guida mi ha tradotto le frasi  Che bello?a, e' un bimbo o una bimba? Quanti mesi ha? E gia' ora so rispondere da me). Una volta arrivata ai padiglioni del Palazzo d'Estate e' scattata la follia: un sacco di persone si sono avvicinate per fotografare mia figlia, o, meglio ancora, per farsi fotografare vicino a lei. Tutti in coda, prima fotografavano il trono vuoto della Dragon Lady e poi Viatrix sul Passeggino. La guida mi spiega che per loro e' rarissimo vedere di persona un bambino cosi piccolo con gli occhi azzurri perche' gli stranieri che passano di qui normalmente hanno gia' bambini piu' grandi, quindi  i bebe' con gli occhi azzurri li vedono solo nelle pubblicita'. Il giorno dopo una signora infatti mi ha detto, indicando la Viatrix: Pampers! Model Pampers! Siamo entrate dentro un palazzo – mercato (una sorta di Zona Paolo Sarpi all'ennesima potenza concentrata in verticale) dove normalmente non si vedono turisti e mentre spingevo il passeggino si  sono due ali di persone eccitatissime che ricoprivano di flash la Dea nel Passeggino, addirittura molte ragazze si sono messe a correre per superarmi e vedere la bimba. La guida mi ha insegnato a dire Per favore non le tocchi il viso (100 carezze al giorno non sono igiene) e ad un certo punto il mio iniziale imbarazzato piacere si e' trasformato in paura: tutta questa isteria intorno a mia figlia mi ha fatto pensare che non posso mai, mai, mai, permettermi neanche per un secondo di mollare la presa delle maniglie perche' qualcuno potrebbe anche pensare di portarsela via. Il solo pensiero mi ha mandato il cuore a mille e ho iniziato a camminare sempre piu' veloce per uscire dalla bolgia.
La sera, tornando a casa stanchissima dopo aver inutilmente cercato il supermercato (vicinissimo, ma nessuno są dirmi correttamente come arrivarci) ho sentito un bambino gridare e correre dietro di me. Non ne avevo pie' voglia, ma ho deciso di fermarmi lo stesso perche' era un bambino: aveva tre o quattro anni e sorrideva brandendo un pomodoro,  poco dopo raggiunto dalla mamma, che mi ha ripetuto le frasi che ho imparato a distinguere grazie alla guida.  Il bambino si e' fatto fare una foto con il telefonino vicino alla bimba, offrendomi in cambio il pomodoro.
Sono due giorni che dovunque vado impiego il triplo del tempo normale: il doppio per attraversare la strada data la nozione cinese di verde e rosso, il triplo perche' lungo i marciapiedi tutti mi fermano per guardare e fotografare la bimba. Un poliziotto  ha sfidato la sua posizione di guardia in servizio per farle una foto da spedire col telefonino alla moglie. Ho passato due ore dentro il supermercato, la meta' ferma nell'angolo tra shampoo e assorbenti, assediata da commesse, donne delle pulizie e clienti, mentre Viatrix sorrideva piacevolemente divertita a tutti, posando ferma per ogni foto (quando io devo farle 20 scatti per averne uno fermo) e dispensando beatitudine. Ad un certo punto e' arrivato il manager, preoccupato perche' cosi' tante commesse avevano abbandonato i loro posti di combattimento: si e' fatto fotografare pure lui con l'iphone vicino alla Dea nel Passeggino e poi mi ha chiesto se potevo tornare il giorno dopo in modo da permettere alle altre commesse di vedere la Dea senza monopolizzare ulteriormente la forza lavoro per oggi. Al ritorno, ho reincontrato il bambino del pomodoro e la sua mamma, che lavora in un negozietto sulla via tra il supermercato e casa. Di nuovo mille feste.
Per fortuna la Dea nel Passeggino non są scrivere, che se firmasse pure gli autografi non riuscirei nemmeno a fare 500 metri in una giornata!

ENG Being a celebrity's mother
We noticed right away that our baby attracts a lot of attention and many smiles, but nothing could make me predict what was going to happen walking around in Beijing. On our second day, taking advantage of the beautiful sunshine, we went with our guide to the Summer Palace, a residence of the Emperors that unfolds its beauty through pavilions, patios, open galleries, ponds and lakes.Already in the Subway everybody was looking at her, smiling and making compliments (My guide  translated me the phrases So beautiful! Is a boy or a girl? How many months? and I have already learned the answers). Once arrived to the halls of the Summer Palace the madness started: a lot of people approached us to take pictures of my daughter, or, to be more precise, to be photographed next to her. Everyone in queue first to take a picture of the empty throne of the Dragon Lady and then of the Viatrix,a kind of little Goddess in the Stroller. The guide explained to me that for the Chinese people is very rare to see in person such a small child with blue eyes cause foreigners tourists have usually already older kids, so they see babies with blue eyes only in the advertising images. The next day, in fact, a lady told me, pointing at the Viatrix: Pampers! Model Pampers!  
Later on, we entered into a market building (a sort of Paolo Sarpi area in vertical position) where they don't see normally tourists: while I was pushing the stroller through the shop  two wings of excited people formed at my sides, flashing of pcitures the Goddess in the stroller, and many girls were running to pass in front of me and watch closely at the baby. The guide taught me to say Please do not touch your face (1000 strokes a day are not hygiene) and at one point my initial embarrassment and pleasure became fear: all this hysteria about my daughter made me think that I can never, never, never, even for a second allow me to let g the handles because someone might think to take her away. The very thought speed  my heartbeat and I started walking faster to get out of the pit.In the evening, returning home tired after having unsuccessfully sought the supermarket (very close, but no one can tell me how to get there properly) I heard a child screaming: he was running after me. I didnt have any want but I decided to stop anyway cause he was a child: he had three or four years and he was smiling brandishing a tomato, his mother reached us shortly after. She repeated the phrases that I learned from the guide. The child got his picture next to the baby and offered me in exchange the tomato.So, since two days wherever I go it takes me three times the normal time it would be needed: twice to cross the road because of the chinese concept of red and green, three times cause of everyone stopping me  to watch and photograph the Viatrix. A policeman abandoned his position as guard on duty to make a photo of the Goddess in the Stroller with the mobile and send it to his wife. I spent two hours in the supermarket, stuck in the the corner of the shampoos and tampoos, besieged by shop assistants, customers and cleaning ladies, while Viatrix was smiling pleasantly amused to everybody, posing still for every picture (when I have to take 20 shots to have still) and dispensing bliss. At a certain point the manager of the supermarked came worried because so many shop assistants had left their places of combat, so first he had himself photographed with the iPhone next to the Goddess in the stroller and then he asked me if I could come back the next day in order to enable the rest of the employees to see the Goddess without further monopolizing the labor force for today. On the way back , I met again the child of the tomato and his mom, who works in a shop on the way between the supermarket and home. Again numerous scenes of affections.Fortunately, the Goddess in the stroller can not write, because if she would have to sign autographs I could not even make 500 meters in one day!

ITA The Bourne Crossing - ENG The Bourne Crossing

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walking above the street at 7pm


(english version below the italian one)

ITA The Bourne Crossing

A Pechino ci sono i semafori, sia con il rosso che con il verde. Ci sono le strisce pedonali. I marciapiedi hanno tutti la striscia per aiutare i non vedenti a seguire il tragitto. Molte stazioni della metro sono dotate di ascensori e tanti posti hanno gli scivoli per carrozzine e carrozzelle. Ciononostante, nella gerarchia della strada il pedone e' l'ultima entita', la cui esistenza e' appena tollerata . E un pedone con passeggino e' ancora peggio: una presenza inutile doppiamente ingombrante. Quando sulle striscie c'e' la forma dell'omino lampeggiante verde e nel senso opposto il semaforo e' rosso, significa che dopo gli autobus pubblici, i furgoncini, i taxi, i suv, le auto, le moto, i carretti a motore, i carretti a pedale, gli scooter, i taxi scooter e le biciclette, i pedoni possono provare ad attraversare, possibilmente se sono almeno una decina, in modo da giustificare la momentanea interruzione del traffico.

Sono evidentemente talmente sicuri della naturalezza della cosa che molti mentre mi passano in auto davanti con il rosso si sporgono dal finestrino per guardare la Viatrix e sorridono pure dicendo Butiful Butiful!

C'e' anche da considerare che gli incroci possono essere a due km di distanza l'uno dall'altro e il posto dove si vuole andare e' proprio dall'altra parte della strada. Le possibilita' sono a quel punto: 1) rassegnarsi a camminare un km in su' o un km in giu' per attraversare, 2)quando c'e', salire e scendere uno di quei ponticelli per pedoni, cosa impraticabile con un passeggino, trattandosi di una cinquantina di scalini in salita e una cinquantina in discesa,3) se c' e' una stazione della metropolitana, utilizzarla come sottopassaggio.

Io ho gia' affinato la mia tecnica: quando posso tentare l'attraversamento, corro. Corro cosi' veloce col passeggino davanti da sembrare anche io un motoriscio' o una bicicletta con carretto, cosi' salgo nella gerarchia della strada almeno di un livello e soprattutto mi levo di mezzo prima possibile.

Mi piacerebbe vedere come se la caverebbe Jason Bourne a scappare per le strade di Pechino, soprattutto con un passeggino!

(Non oso immaginare quanti non vedenti sopravvivano nel passaggio da un marciapiede con striscia sensoriale all'altro)

ENG The Bourne Crossing 

In Beijing there are traffic lights, with both the red and the green lights. There are zebra crossings. All the sidewalks have the tactile strip to help blind people to follow the route. Many subway stations have elevators and many places have ramps for wheelchairs and strollers. However, in the hierarchy of the road, the pedestrians are the last entity , whose existence is barely tolerated. And a pedestrian with a stroller is even worse: a presence doubly useless cumbersome. When on a zebra crossing a green light in the shape of a little man starts to flash and in the opposite direction there's a red light, it means that after the public buses, vans, taxis, SUV, cars, motorcycles, motorized carts , pedal carts, taxi-scooters, bike-scooters and bicycles, pedestrians can try to cross, if possible at least in a group of ten of them, in order to justify the temporary disruption of traffic.
The Chinese are so obviously confident that's that the natural order of the things, that while passing with the red light they lean out their car-windows to watch the Viatrix, even smile at her and say Butiful Butiful!
You also have to remember that crossings can be two miles away from each other while the place where you want to go is right across the street. The chances are then: 1) put up with walking a mile up' or a mile down 2) if there is any, use one of those bridges for pedestrians going above the street, but it is extremely difficult to do so with a stroller, as it means fifty steps uphill and fifty steps downhill, 3) if there 's a subway station, use it as a underground passage.
I have already refined my technique: when I can do the attempt of crossing, I run. I run so fast with the stroller in front of me that I can be mistaken for a new model of motocart or bicycle with frontal cart, so I raise up of at least one levelin the hierarchy of the road and, most important, I get out of there as soon as possible

I'd like to see how Jason Bourne would manage to escape through the streets of Beijing, especially with a stroller!


(I dare not imagine how many blind people survive during the transition from a sidewalk to the next one, following the tactile strip)

ITA Residenti, Non Turisti – ENG Residents, Not Tourists

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The view from our kitchen

(english version below the italian one)


ITA  Residenti, Non Turisti  

Pechino ci ha accolto con un sole gigantesco e una temperatura primaverile ancora mai vista dalle nostre parti. L'autista del minibus (viaggiamo con 7 valigie e un passeggino, meta' del bagaglio e' composto da omogenizzati, farine di cereali e latte in polvere) con le sue 10 parole di inglese e moltissimi gesti ci ha fatto vedere lungo la strada il portone gigantesco in stile cinese antico creato per far arrivare all'aeroporto i capi di stato (Obama here!), il palazzo dall'architettura futurista della Tv Cinese (40 billions money!) e il posto dell'accendino (big! Big! E accendeva la fiammella) che poi, abbiamo scoperto il giorno dopo, essere il luogo dove il nuovissimo Mandarin Hotel e' andato completamente distrutto dalle fiamme a causa dei fuochi artificiali della serata di inaugurazione. Nel tragitto Aeroporto - residence, abbiamo gia' capito una cosa di questa nostra permanenza a Pechino: noi siamo occidentali come molti altri che passano di qui, ma nostra figlia e' una calamita di attenzioni incredibile, persino la serissima poliziotta del controllo passaporti dopo aver controllato impassibile i nostri documenti, si e' sciolta in un sorriso all'indirizzo della Viatrix.


Finalmente arrivati, siamo stati informati di dover consegnare i nostri passaporti per permettere a quelli della reception di andare a registrarci alla polizia, come residenti temporanei. Parę che in tutta la Cina, quando si arriva in un posto e ci si sta piu' di 24h ore, e' necessario andare a registrarsi come Residenti temporanei. A voler vedere il lato positivo del Comunismo, nessuno e' turista qui, sono tutti residenti, ma consegnare i nostri documenti mi ha messo una grande ansia: non c'era altra scelta. Il giorno dopo, ho compiuto invece quelli che per me sono i sintomi dell'essere temporaneamente residente e non turista:

– la tessera della metro

– la sim prepagata cinese (120 yuan con 120 yuan di traffico o 130 yuan con 120 yuan di traffico, la differenza e' che i numeri di cellulare da 130 yuan contengono numeri fortunati)

– l'aver comprato cibo in strada senza sapere cosa fosse (sono capitata bene: uno spiedino caramellato di fragole ripiene di noci)

– aver messo via la mappa per orientarmi da me (rendendomi conto che e' fatta malissimo, probabilmente perche' ogni mese sorge un nuovo palazzo e scompare una strada e ne appaiono due nuove, meglio orientarsi con i nomi scritti in cima ai grattacieli e le fermate della metro. Domandare indicazioni stradali ai cinesi e' altrettanto inutile: Si, dove vuole andare lei e' qui vicinissimo ma non so come arrivarci)

– aver trovato il posto dove andare a mangiare tutte le volte che non si ha tempo di provare qualcosa di nuovo: a 10 minuti dal residence, stanza per non fumatori con abbastanza spazio per parcheggiare il passeggino vicino al tavolo, menu solo in cinese con foto da cui non si capisce assolutamente cosa c'e' nel piatto, staff gentilissimo che in inglese są solo dire hello e bye bye (per cui si ordina indicando una foto del piatto e dicendo con le dita quanti) e mangiare ottimo a prezzi bassi, qualunque cosa sia. A Torino il Porto di Savona, a Siracusa da Bruno, a Bruxelles da Edoardo e a Pechino da Nonsocomesilegge.

ENG Residents, Not Tourists
 
Beijing welcomed us with a huge sun and springtime temperatures still not seen this year in Europe. The driver of our minibus (yes, a minibus: we travel with 7 suitcases and a stroller, half of the weight of our luggge is composed by baby homogenized food, cereal flours and formula milk) usig his 10 words of English and multiple gestures showed us along the way from the airport the giant ancient Chinese-style gate created for receiving the landing heads of state (Obama here!), the palace made in futuristic architecture for the Chinese State TV (40 billions money!) and the place .....of the lighter (Big! Big! - Lighting the flame): the next day we will discover that the place of the lighter is where the newly build Mandarin Hotel went completely destroyed by flames because of fireworks during its opening night. 
During our journey from the airport to our accomdation, we already learned something about of our stay in Beijing: we Westerners are like many others who pass by here, but our daughter is an unbelievable magnetic piece of attention, even the very serious police officer of the passports control, after checking our documents without moving his face, dissolved into a smile at the Viatrix.
When we arrived at our place, we were instructed to hand over our passports to a girl of the reception: she had to go to the police office to register us as temporary residents. So we discover that in China, when you come to a place and you stay for more than 24h hours, it's mandatory to go to register yourself as temporary resident. Being willing of see the positive side of Communism, no one is a tourist here, they are all residents: still, to hand over our documents put me into a great anxiety, but there was no other choice.
The next day, I did those actions that for me are the symptoms of being temporary residents and not tourists:
- buy a metro card
- buy a prepaid mobile phone card. (with 120 yuan or 130 yuan of traffic included, the difference is that mobile phone numbers for 130 yuan traffic contain lucky numbers)
- buy some food in the street without knowing what it is (I was lucky: a skewer of strawberries stuffed with caramelized walnuts)\
- put away the map to trust my sense of direction (I realized pretty soon that the map was done really badly, probably because every month there is a new building, a road disappears and two new ones appear, the best way to get around is to base your sense of orientation on the banners placed at the top of the skyscrapers and on the Metro stops. Asking directions to the Chinese people is completely useless: the answer is always “Yes, where you want to go is near here, but I do not know how to get there”
- found the usual Place, that one you go to eat all the times that you don't have time or will to try something new: 10 minutes from the hotel, non smoking room with enough space to park the stroller at the table, the menu is only in Chinese with pictures blurry enough not to understand what's in the pot, the staff is very kind: they know how to say in English only hello and bye bye, so to order you just point to a photo and show with your fingers how many of it you want. The prices are low and the food is great, whatever it is. The usual place in Turin is the port of Savona, in Syracuse is Bruno's, in Brussels is Edoardo's and in Beijing is Idontknowhowtoreadit.

ITA Viatrix Volante – ENG Flying Viatrix

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(english version below the italian one)

 ITA Viatrix Volante

Il mio primo volo aereo a 25 anni e' stato un ryanair torino caselle – londra stansted, costato 39.99 euro a/r: a quei tempi non c'era il check in on line, il bagaglio di stiva era gratis, il bagaglio a mano aveva la forma che gli davi tu perche' non era misurato sul serio nella gabbietta ai controlli di sicurezza e ci si poteva mettere dentro tre bottiglie di vino perche' non esistevano restrizioni sui liquidi. Ma soprattutto, ci si portava il pranzo al sacco da casa , per risparmiare non comprando in aereo un cheddar sandwich e un succo che sarebbero costati piu' del biglietto.


Mesi dopo quel primo volo, sono diventata una pendolare dell'amore sulla linea bergamo – polonia e poi bergamo – charleroi. Tutte le novita' come il check in on line, le restrizioni sui liquidi, le dimensioni del bagaglio a mano, il pagamento del bagaglio di stiva, non mi hanno mai colto impreparata: ormai avevo imparato a fare un trolley perfettamente rientrante nella gabbietta misuratrice contenente il necessario per il weekend in 20 minuti con il beauty case composto tutto da campioncini nella bustina trasparente e soprattutto conoscevo talmente bene i tempi di percorrenza treno/metro – navetta – controlli di sicurezza (gia' messi negli appositi vassoietti tutti i miei ammenicoli e vestita con indumenti a prova di detector, senza cerniere, bracciali etc) – tempi di imbarco da non arrivare piu neanche con 1 minuto di anticipo.

Il primo volo di mia figlia a 5 mesi e 22 giorni e' stato un Lufthansa Ginevra – Monaco – Pechino in Business Class. Cominciato con un check in senza coda, seguito dai controlli di sicurezza senza coda e poi atteso comodamente nella first class lounge piena di poltrone e computer collegati a internet, con il buffet e l'open bar a libero servizio, poiche' il padre della Viatrix e' un Senator delle miglia (piu di 100.000 miglia all'anno, per lavoro). Una volta a bordo, seduti ed allacciati io ho cominciato a sudare freddo e a raccomandarmi al Padreterno, che la paura di volare non mi e' mai passata, mentre il Senator e la Viatrix giocavano allegri come se fosse totalmente naturale la prospettiva di ritrovarsi con le chiappe sparate a centinaia di km all'ora sopra le nuvole. Una volta presa quota, la Viatrix si e' addormentata nelle braccia del Senator fino ad atterraggio effettuato. E anche il Senator si sarebbe addormentato se non avesse avuto il compito di tenersi saldamente in braccio la figlia. Insomma, l'unica Paurosa Volante di casa sono io.

Arrivati a Monaco avevamo giusto mezz'ora per fare di nuovo i controlli passaporto e arrivare al nostro aereo, ma dopo una corsa sui tapis roulants con il passeggino (una mia nuova specialita' dopo anni di corsa con il trolley) siamo giunti in tempo e anzi siamo passati davanti a tutti i passeggeri in coda, perche' il Senator ha anche l'accesso prioritario all'imbarco. Cosi', vestita in tuta, con il fiatone e la Viatrix in braccio, ho fatto il mio primo ingresso nella famosa Business Class Intercontinentale.

Mi sono sentita come una bambina che entra per la prima volta in un posto riservato ai grandi, alle persone serie, intendo. Il Senator, essendoci abituato, si e' subito sistemato scegliendosi giornali, vino, sfilandosi le scarpe per mettere i calzettoni morbidi che sono forniti nella apposita borsetta con dentro altre amenita', regolandosi il sedile che ha talmente tante combinazioni di seduta, sdraio e letto che io mi ci sono incriccata dentro mentre pigiavo tutti i tasti per vedere l'effetto che fa. Mi ha pero' messo a mio agio il fatto che intorno a me i famosi passeggeri seri della business class fossero tutti in tuta e con i piedi nei calzettoni lufthanseschi.

Dopo la partenza (l'aver ingerito a digiuno due bicchieroni di riesling ha attenuato assai il mio usuale panico), mentre il Senator mi spiegava il funzionamento di tutti gli aggeggi, dal tavolino super aerodinamico allo schermo bellissimo su cui non ho visto nessuno dei film (e avevano sia Harry Potter che il King's Speech, ma se avessi messo le cuffie non avrei potuto sentire se la Viatrix piangeva per perdita ciuccio o altro), la nostra assistente ha montato la culla e mi ha detto che avrebbe portato una coperta in piu da mettere sopra il materasso perche' i ferri sotto la rendeva un po' dura: ah -a! Finalmente ho potuto dimostrare di non essere proprio una novizia su tutta la linea, dicendole che avevo gia' portato io una coperta extra per lo stesso motivo, (grazie a Marianna che mi ha mandato questo consiglio via sms al mattino prima della partenza) e la tipa mi ha sorriso con rispetto, dicendomi:, ke mamma attrezzata, yah!

Quando la Viatrix ha deciso di averne avuto abbastanza di ricevere complimenti da tutte le assistenti e da tutti gli uomini d'affari presenti, l'abbiamo sistemata nella culla aerea insieme all'Elefantino e al Signor Ranocchio e io sono crollata di sonno sul megasedile, affrontando l'ennesima notte di dormiveglia tra una perdita di ciuccio e l'altra, ma sopra le nuvole e con qualche riesling di troppo in circolo.

All'arrivo in una mattinata splendente di sole, il Senator e la Viatrix erano freschi come rose, io uno straccio causa 7 – 8 sveglie ciuccio e l'aria condizionata: Business Class si nasce, non si diventa :-)

 ENG Flying Viatrix


I had my first flight when I was 25, it was a ryanair Turin Caselle - London Stansted, which costed € 39.99 a / r: in those days there was no check in online, checked-in baggage was for free, hand luggage had the shape you wanted to give it, as you didnt really had to put it into the frame at the boarding controls, you could put inside your hand luggage three bottles of wine' cause there were no restrictions on liquids. But most of all, me and my fellow passengers we were bringing a lunch box from home, to avoid buying on the plane a cheddar sandwich and a juice that would have cost more than the ticket.

Months after that first flight, I became a commuter for love on the line Milano (or Bergamo) – Poland (Katowice or Cracow or Warsaw) and then Bergamo - Charleroi. All the news like the check in online, the restrictions on liquids, the size of the handluggage, the fee for the checked-in baggage, I was never caught unprepared: I had already learned to do a trolley perfectly fitting in the ryanair frame with all – you - need - for- the- weekend in 20 minutes with a beauty case made of small samples in the correct transparent bag, knowing by the minute the whole journey train / metro - bus – security controls (i was also wearing clothing and accessories
detector-proof without zippers, bracelets etc) – boarding, right to dont waist even a second by coming in advance. I knew the plane wasnt going to leave without me.

My daughter' had her first flight at 5 months and 22 days and it was a Lufthansa Geneva - Monaco - Beijing in Business Class. Started with a check in without queue, followed by the security checks without queue and then a pleaseant waiting in the comfort of the first class lounge filled with sofas and computers connected with free internet, a buffet and open bar self-service, since the father of Viatrix is a Senator of the miles (more than 100,000 miles a year for work). Once on board, seated and fastened, I started in a cold sweat my recommendations to the Almighty, as the fear of flying never left me, while the Senator and Viatrix were playing, happy as if it were completely natural the perspective of having our butts shot hundreds of miles per hour above the clouds. Once above the clouds, the Viatrix slept in the arms of Senator until the landing. And also the Senator would had sleep if he had not been given the task of keeping his daughter firmly on his laps. In short, the only one scared of flying of the family is me.


Once in Monaco we had just half an hour to make new passport checks and get to our plane, but after a run on conveyor belts with the stroller (my new specialty after years of running with the trolley) we arrived on time and in fact we passed all the passengers in the queue, because the Senator also has priority access to board. So, dressed in my post pregnancy tracksuit, breathing heavily like a bull and keeping Viatrix in my arms, I made my first entry in the famous Intercontinental Business Class.


I felt like a child who enters for the first time in a place reserved for adults, I mean serious people. The Senator, being used to it, proceeded in choosing newspapers, wine, slippied off his shoes to put on the soft socks from the little nice case provided with other amenities inside, adjust his seat that has so many combinations of sitting chair – lounge - bed that I ended up fold into it while I was pressing all the button to try the combinations. But it put me very much on my ease to see that the famous serious business class passengers were also wearing track suits, with their feet in the lufthansa socks..

After the taking off (The two glasses of riesling quite relieved my usual panic), while the Senator was explaining  me the operation of all the gadgets, from the super aerodynamic little table to the beautiful screen on which I have not seen any of the films (and they had Harry Potter and the King's Speech, but if I would have put the headphones I could have not hear if the Viatrix was crying for lost pacifier or sudden hunger for milk), our steward fixed the baby cradle and told me she would bring another blanket to put on the mattress because the metal bars make the mattress hard -ah-a! Finally I was able to demonstrate that I wasn't a complete novice down the line, telling her that I had already brought an extra blanket for the same reason (thanks to Marianna who sent me this advice via sms in the morning) and the steward smiled at me with respect, saying " Mothers have always everythings, yah! "

When Viatrix decided she'd had enough to receive compliments from all the staff and all the businessmen on the plane, , we finally placed her in the cradle with the puppets Elefantino and Mr Frog: I collapsed to sleep on the megaseat, facing yet another night of slumber in between a loss of pacifier and the other, but above the clouds and with too much riesling circling in my body.

Upon arrival in a bright sunny morning, the Senator and Viatrix were fresh as roses, while I was feeling like a wet rag, because of 7-8 dummy alarms and air conditioning. You born business class type , you can't become one :-)

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