31.10.11

ITA Essere o non essere (Italiani all'estero)

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Il giro di valzer lo ha cominciato Zia Atena, a seguire PiperpennyMariantonietta e dai loro commenti sono risalita a Andima, Suibnhe e chissa' quanti altri post ci sono su questa eterna battaglia interna al cuore di chi e' stato, e', vorrebbe andare o andra' all'estero. Chi di loro ha ragione? Secondo me, tutti. Ognuno incarna una delle tante fasi attraverso le quali anche io sono passata o passero' riguardo al mio rapporto con la terra natia.
Le ultime ore, quelle di viaggio per tornare dall'Italia a casa, sono quelle che mi rendono triste: tutte le storie di ingiustizia, inefficienza, inettitudine raccolte nei giorni ascoltando i miei, le mie amiche, i conoscenti, gli estranei, iniziano a rotolare velocissime nel mio cervello mentre guardo fuori dal finestrino. E' cosi' che mi assale l'angoscia.
Ok, io non ci abito piu', ma le persone a cui tengo si.

Ok, a me non manca nulla, ma per costruire questa famiglia in modo che non ci mancasse nulla, ci siamo

27.10.11

ENG The Dark Side of the Helvetia

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(versione italiana qui).
If you think that Switzerland is a world of violet cows, cuckoo clocks, cheese with holes and that the Swiss citizens are precise, tidy and clean, well, it is all true. But there's also a hidden, invisible as palpable dimension that separates the non-Swiss from the Swiss ones. You can make guesses based on the observations gathered  during the chances of meetings between these two worlds: at train station, at the supermarket, at restaurants...no foreigner knows with proves of certainty what's inside the heads and inside the homes of the Helvetian people.
The Swiss play by the rules and schedules that they are given: the taxes are paid, the queues are respected and the train always starts at 3:03 from platform 7, 365 days a year. They make, use and keep

25.10.11

ITA Il lato oscuro dell'Elvezia - ENG The Dark Side of Helvetia

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(english version here)
Per una serie di coincidenze, tra ieri e oggi ho fatto parecchie risate virtuali e reali con altre persone che hanno a che fare con gli elvetici. Se pensate che la Svizzera sia un mondo di mucche viola, orologi a cucu', formaggio coi buchi e che gli Svizzeri siano precisi, ordinati, puliti, ebbene e' tutto vero. 
Ma c'e' anche una dimensione misteriosa, invisibile quanto palpabile che separa i non svizzeri dagli svizzeri.
Si possono fare supposizioni basate sulle osservazioni ricavate dalle occasioni di incontro tra questi due mondi: alla stazione, al supermercato, nei ristoranti.. ma nessuno straniero sa  con certezza comprovata cosa ci sia nelle teste e nelle case degli elvetici.

24.10.11

ITA Quassu' nel 74^dipartimento angolo Ginevra

9 comments:
Ebbene, dopo aver fatto la lista di tutto quello che si potrebbe migliorare nella mia attuale vita quotidiana in mezzo alle caprette francosvizzere, e' giusto far mente locale su quel che di speciale  c'e' nella mia attuale vita quotidiana  in mezzo alle caprette francosvizzere: cosi' al brucio, analizzando un normale percorso del lunedi' mattino  casa - farmacia - pediatra - edicola - panetteria - casa

1. Esco di casa, prometto alla Viatrix di farle fare un po' di altalena quando torniamo, perche' nel pratone davanti al condominio ci sono le altalene e gli scivoli (ovviamente sempre pulitissimi, come anche il pratone in se', perche' i cani hanno un altro pratone recintato a parte, dove scorazzare)
2. Tutti quelli che incontro a piedi mi dicono Bonjour, anche se non li conosco.

In aereo con il baby II - Sorriso e decisione!

2 comments:
Viaggiare in aereo con un pargoletto richiede una certa organizzazione tecnica e una certa attitudine, che a mio avviso vale durante tutti gli spostamenti: in aereo soprattutto a causa dello spazio ristretto che si condivide con gli estranei, in treno perche' non ci sono assistenti di volo pronti a dare una mano, indipendentemente dalla buona volonta' dei co-passeggeri.
Da mamma viaggiatrice, sono consapevole dell'organizzazione e dell'attenzione che devo prestare a mia figlia per far si che stia serena e di conseguenza non disturbi, ma contemporaneamente pretendo una ragionevole comprensione da parte degli altri passeggeri.
Purtroppo non tutti gli esseri umani si rendono conto di essere stati bambini e di avere ottime probabilita' in futuro di essere genitori, quindi non si puo' contare sul fatto che tutti i co-passeggeri siano

21.10.11

In aereo con il baby - Liquidi nel bagaglio a mano, latte e omogenizzati, cambio pannolino in aereo etc

14 comments:
Avvertenze: questo post e' tecnico e noioso, ma mi auguro di dare una risposta esauriente e chiara a chi si appresta per la prima volta a viaggiare con un bambino piccolo

Intanto, qualche informazione tecnica sul trasporto aereo con pargoli:

Sulle linee low costs i bambini sotto i 2 anni non hanno diritto al proprio bagaglio a mano, sulle linee normali a volte si e a volte no, quindi e' bene verificare prima di acquistare il biglietto sulle pagine informative dei siti delle compagnie aeree.
Su tutte linee low cost e normali e' possibile il trasporto gratuito del passeggino mentre alcune richiedono un sovrapprezzo per  il trasporto di altri oggetti quali seggiolino auto, lettino da viaggio, booster (alzaietta). Anche in questo caso e' necessario verificare le pagine informative dei siti  delle compagnie aeree. Ad esempio,Ryanair richeide un sovrapprezzo, mentre su Easyjet e' possibile portare gratuitamente un altro oggetto oltre al passeggino, a scelta tra seggiolino auto e lettino da viaggio.

Su alcunee linee non e' permesso l'acquisto di un sedile per il bambino minore dei due anni,

18.10.11

Baby Armamentario di Viaggio - Valigetta Trunki e giochi piccoli e trasportabili

10 comments:
Di ritorno da una delle nostre spedizioni mammafiglia , e' giunto il momento di aggiornare le mie recesioni di oggetti utili per viaggiare con i bambini. Con l'occasione del primo compleanno della Viatrix, e' arrivata la sua prima valigetta: dei molti modelli offerti dalla Trunki, abbiamo scelto il modello Hurley, ovvero la Coccinella.
La valigetta e' di materiale plastico duro e resistente, le dimensioni sono 46 x 20.5 x 31cm ed il peso 1,7 kg. In basso e' munita di quattro rotelle, in alto ci sono due manici corti per tenerla  in mano, dentro c'e' una piccola tasca e una meta' e' chiusa da bretelle elastiche, come le valigie dei grandi. Sui bordi esterni due clips permettono di aprire e chiudere la valigia.
Quando e' chiusa, il bambino puo' sedercisi sopra approfittando della forma leggermente concava del lato lungo della valigetta, tenendosi ai cornetti posti su un lato corto: puo' farsi trainare da un adulto tramite l'apposita tracolla che si puo' sganciare e far da laccio, oppure se e' abbastanza grande da toccare con i pieid terra, puo' spingersi da solo. La tracolla contiene un piccolo pezzo che

17.10.11

ITA & ENG Cosa mi porto a casa - What do I bring home with me

7 comments:
(english version below the italian text)
Di nuovo a casa, al tavolone nella cucina con vista Monte Bianco.
Ieri  siamo tornati: guidatore e passeggera dagli stomaci strapieni dopo il matrimonio con cucina piemontese di una delle mie piu' care amiche, sulla nostra macchina stracarica  di valigie e sacchetti. La Viatrix, seduta dietro sul suo nuovo trono da auto, con il suo nuovo giochino - pianola, strategicamente selezionato in quanto dal volume basso.
Nel mentre dei nostri reciproci riassunti dei quindici giorni precedenti, nei quali io ho fatto base dai miei con la bimba, con spostamenti per rivedere alcune amiche mentre il Senator e' andato in giro per il mondo per lavoro, la radio ci ha edotto su quello che e' successo a Roma sabato pomeriggio, mentre noi brindavamo alla salute degli sposi.
Fuori dal finestrino, sotto un cielo azzurro scintillante, scorrevano i campi, i casali, le colline e poi i castelli, i forti e le montagne, fino ad arrivare al tunnel. Ci siamo fermati subito dopo l'uscita dal lato francese, osservando per l'ennesima volta con stupore il genio naturale ed ingegneristico dell'Aiguille du Midi. Poi, siamo ridiscesi verso casa avvolti dal coloro autunnale dei boschi.
Avrei potuto ricominciare con un post romantico sulle bellezze naturali ed architettoniche che hanno fatto da sfondo a questi giorni: il Monviso, il Trentino, Genova, Torino, Barge, le vigne dopo la vendemmia dell'Oltrepo'.
Avrei potuto ricominciare con un post sconsolato sui fatti di Roma e tutte le storie di precariato, aggressivita' ed ingiustizia raccolte nei miei giorni italiani, grazie ai quali ho rivisto a dir poco fluorescente il contenuto mezzo pieno del mio bicchiere di expat wife in mezzo ai monti.
Avrei potuto ricominciare con un post di emozioni e d'amicizia, raccontando com'e' stato incontrare per la prima volta delle  ragazze con le quali ho condiviso tutta la mia gravidanza e questo primo anno da mamma, scrivendoci ogni giorno.

Sara' per un'altra volta,
Oggi, forse anche domani e dopodomani, devo affrontare una decina di lavatrici assortite, rimettere a posto e ripulire una casa dove evidentemente in nostra assenza giocano ad Uragano dei folletti malefici.  e CONTEMPORANEAMENTE stare dietro alla Viatrix, dopo aver perso il training da madre - con - sette - braccia- e- nove- occhi, perche' in queste due settimane c'era mia mamma.
Di tutta questa tabella mentale di .xls di lavori domestici incombente, mi mette pero' di buon umore sistemare la spesa di quelle cose, banali da noi quanto introvabili da queste parti, che, da brava expat, mi sono portata

6.10.11

ENG Connecting the dots

4 comments:
"(...)you can't connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards. So you have to trust that the dots will somehow connect in your future(...)"
(Steve Jobs, 12 Giugno 2005 - Discorso alla Cerimonia di Laurea della Stanford University)

6th october 2010, Beatrice's Birth
"De la vie a la vie, quel chemin!" ( Oscar Vladislas de Lubicz-Milosz, quotation painted on the wall of the maternity wing of the maternity ward)

6th october 2011. Beatrice's first birthday

"Definition of Visionary:
1.a person who sees visions; prophet or seer
2.a person whose ideas, plans, etc. are impractical, too idealistic, or fantastic; dreamer
3.a person of strong and creative imaginative power and, often, the ability to inspire others"

My dear daughter, as my first birthday wishes for you, I wish you to live your travel through life according to your vision. I'll always do my best to love you and take care of you so you can feel full of power to imagine and to create what you will think is good and right.

5.10.11

ITA Ottobre Rosa

No comments:
Da alcuni anni Ottobre è il mese della Brest Cancer Awareness: parlare e scrivere apertamente del cancro al seno ha cambiato l'attitudine verso questa malattia e oggi la prevenzione in questo campo sta raggiungendo davvero dei buoni risultati.
Anche io ho prenotato la mia visita, la prima per una mammografia, perchè finora avevo solo fatto l'eco. Ma per scriverne, ho preferito chiedere a una persona che ha affrontato  prevenzione, cancro, cure, prima, dopo e durante. Queste sono le parole di mia mamma:
Arte e Salute
"Prima di ammalarmi di cancro le mie attivita' preferite erano la lettura e la scrittura.
Dipingevo su ceramica,mi interessavo di decorazione ma l'amore per la pittura era un ricordo degli anni giovanili e sembrava destinato ad esaurirsi in graziose porcellane da regalare o da collezionare.La voglia di guarire e di affrontare la vita con gioia,come un dono ritrovato mi hanno riportato all'antica passione : usare il colore è una festa per gli occhi perfino se il risultato delude come accade per alcuni acquarelli. Se un'opera che nasce bene, per troppo entusiasmo o per inesperienza, finisce male, la gioia che io provo nel dipingere non cambia.I colori risvegliano emozioni positive mentre le parole spesso mi portano emozioni di tutti i tipi,anche quelle che non mi aiutano.

3.10.11

ITA & ENG Poveri ma belli - Poor but handsome

7 comments:
(english version below the italian text)
Tra  rimanere in Italia a faticare come un somaro per guadagnare da avvocato e/o dottoressa di ricerca la metà di quello che prende uno che lava i vetri ai semafori, o andare all'estero, intraprendendo il mestiere più bistrattato e sottovalutato del mondo, privo di ferie, mutua e bonus, ho scelto la seconda. Sono una dei molti che ormai hanno deciso: l'Italia va bene per le vacanze, per il resto non mi frega più, inutile continuare  a faticare per poi farsi tagliare la strada da nipoti e leccapiedi e nel frattempo pagare un delirio di tasse e contributi (per una pensione a cui io avrò diritto probabilmente a 99 anni). Pur provando ogni giorno nostalgia verso i miei ed i miei amici, pur avendo crisi di astinenza da formaggi, salumi, vini e persino da Ortolina, sono una dei molti che appena ritorna, si ricorda perchè è andata via e non sopporta (elenco non esaustivo):
lo sporco, gli scioperi, cinque sportelli ma un solo impiegato, l'esame di stato da avvocato, i concorsi pubblici truccati, chi salta le code, le commesse che non salutano quando si entra e si esce dai negozi, le auto parcheggiate col muso sul marciapiede che nessun passeggino può passare, gli stages non retribuiti,  la risposta "forse ma non è mia competenza" a parimerito con "no ma hai tutta la vita

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