5.4.12

ITA & ENG Mind the gap

(english version below)
E cosi' tornammo da Londra, compiendo il viaggio piu' stancante dei miei ultimi 32 anni, 8 mesi e 10 giorni, grazie alla lunghissima attesa in aeroporto e in aereo dovuta allo sciopero dei controllori di volo francesi, che gli venga il cagotto o perlomeno il mal di schiena che e' venuto a me in 9 ore anziche' 3 per arrivare a casa, alternando corse dietro a mia figlia a momenti di wrestling per tenerla seduta.
E' stato bello e divertente rivedere gli amici che abitano li' e incontrarne di nuovi. Cio' non toglie che io continuo ad avere un problema con Londra.

Il mio problema con Londra non e' che ogni volta quando ci arrivo ho gia' il sangue avvelenato dai disservizi e sgarbatezze aeroportuali in questo caso anche  i polmoni sfatti e la schiena dolorante perche' Easyjet ha la bella abitudine ogni tanto di non far pervenire i passeggini all'uscita dell'aereo e cosi' mi tocca fare una passeggiata di 20 minuti con figlia diciottomesenne che se cammina lo fa in qualsiasi direzione tranne quella corretta, trolley a mano e pancione

Il mio problema con Londra non e' nemmeno che quando la lascio mi tocca passare attraverso dei controlli di sicurezza dove la procedura cancella ogni forma di buon senso e umanita' e questa volta per esempio  mi han perquisita nelle mutande ascellari portapancione perche' le scarpe di mia figlia hanno suonato (e le mie no, ma a quel punto anche se e' appurato che siano le sue, devo essere perquisita pure io, e' la procedura darling!) e poi ho aspettato per 20 minuti che una guardia finisse di chiaccherare e mi riconsegnasse il biberon di latte di mia figlia che, ma si vede che lui e' sordo, ha pianto per tutti e 20 i minuti per la sete.

Il mio problema con Londra non e' nemmeno il tempo, che ho vissuto a Bruxelles e a Torino abbastanza da temprarmi alla pioggia  anche perche' stavolta per la prima volta nella mia storia, ho beccato 3 giorni di sole su 4 e di architettura interessante ne ho notata molta di piu'.

Il mio problema con Londra e' che da ragazzina l'ho sognata, aspettata, agognata, come Charlie e Linus aspettavano il Grande Cocomero. Non e' che volessi solo andare all'estero o viaggiare, volevo proprio andare a Londra, che per me era l'ombelico della musica, della cultura, della moda e dei costumi
diversi, strani, innovativi.
Mi sono immaginata per anni da ragazzina come sarebbe stato bello andare a Londra, vedere Londra, vivere a Londra. Ho letto mille libri e visto mille film ambientati nella Londra contemporanea, moderna, antica, ho cercato di saperne quanto piu' possibile della cultura e della storia british, intanto che non avevo l'occasione di andarci.

Poi finalmente, a venticinque anni, fresca di laurea, sono andata a fare il mio primo viaggio all'estero senza genitori, il mio primo viaggio da solo traveler: Londra, Manchester, Liverpool. Non sarebbe stato un viaggio da turista sprovveduta: avevo degli amici inglesi li' da vedere, ero gia' fluent in inglese (anzi, a quei tempi curavo l'accento molto piu di ora che parlo sempre con altri expats non native speakers), conoscevo la storia e la cultura del posto al meglio per essere una che non ci aveva mai messo piede.
E mi sono presa una delusione cocente.

Si, c'e' una grande atmosfera, ci si sente davvero all'estero (l'Inghilterra e' senza dubbio molto piu' diversa dall'Italia della Francia o della Spagna, tanto per fare un esempio), e' davvero internazionale con persone da tutto il mondo, ci sono mille imputs di abitudini, mode e costumi diversi, nuovi, strani.

Ma l'ossessione per la safety and security e la  sensazione di realizzazione totale del mondo orwelliano, sorridi sei sulla cctv, il costo insensato di tutto, tale da rendere poveri i poveri e poveri pure i ricchi, che ti rendi conto che in qualsiasi casa middle class si fa fatica a pagare la retta della scuola dei bimbi e le tubature fanno cosi' schifo che il piu delle volte la doccia e' appena tiepida (e nel bagno non c'e' il termosifone), il nervosismo che questo costo pazzesco per vivere crea nelle persone, la necessita' di sfondarsi di bicchieri pieni di alcool per divertirsi e non la capacita' di divertirsi e aggiungerci un bicchiere o anche piu' (mica sono bacchettona) ma come complemento al divertimento, non come via al divertimento....si, queste sono le cose di Londra che mi creano un problema perche' le sento cosi' forti, cosi' insensate, da offuscare tutta la girandola di colori, oggetti, scorci, varieta' ed interessi.

aggiungo ad abbondanza, anche se non fondamentale ne' esaustivo:  il mangiare che alla fine vedo i frigoriferi degli amici straripanti di alcool e tante noccioline e patatine ma di cibo vero poco  che tanto e' caro e comunque sa di niente, il cibo cosiddetto organic e bio pure quello tutto bello inscatolato invaschettato e preparato che ti sembra non abbia mai visto per davvero un albero o un prato,  la sporcizia gemellata con la raccolta rifiuti una volta la settimana, le fermate della metro che andarci con 1 passeggino e' un'impresa (per carita' i taxi sono i migliori del mondo e ci si puo salire col passeggino aperto e bimbo inserito, ma ogni volta sono almeno 10 pounds) (non che a Pechino non mi sia venuto il ginocchio livido a portar su e giu' per gli scalini la bimba, ma il numero di ascensori era comunque maggiore e il biglietto della metro non costava caro ammazzato )

Insomma, non che vivere a Ginevra sia semplice, anche questa citta' e' carissima, ma le tasse molto basse bilanciano il potere di acquisto, di imputs ce ne sono pochi ma quasi chiunque si puo' permettere di andarseli a prendere nel weekend  da un'altra parte, in aereo verso il resto d'europa o in auto/treno verso Francia e Italia, soprattutto,con tutte le stranezze e la freddezza caratteriale svizzera, c'e' da riconoscere che il buon senso non e' stato ancora spazzato via dalla procedura cieca.

Ecco, essere expat qui non e' il massimo, ma se l'alternativa dev'essere Londra, per favore fatemi restare qui.

ENG - MIND THE GAP
So we came back from London, making the possibly most tiring trip of my last 32 years, 8 months and 10 days, thanks to the endless wait at the airport and  in the plane due to the strike of French air traffic controllers, to whome I wish if not a strong diarrea at least the backache that came to me enduring 9 hours instead of' 3 to get home, as I had either to run after my daughter or to do wrestling to keep her sitting.It was great and it was fun to meet again the friends who live there and meet  even new ones. But I still have a problem with London.
My problem with London is not about the fact that every time when I get to Victoria Station I have already my  mood  poisoned from poor service and rudeness at the airport in this case also my lungs decayed and my back ached terribly cause Easyjet has the habit of occasionally not deliver the st
rollers at the exit of  the aircraft and so I had to  walk for 20 minutes with an 18 month daughter that does walk in any direction except the right one, keeping her hand and carrying the hand luggage stroller.
My problem with London is not even about when I leave and I have to go through security checks in which the procedures had erased all forms of common sense and humanity this time I have been searched in my pregnancy tall pants 'after the shoes of my daughter rang at the metal detector (and I didnt ring, but at that point even it was clear it was the ring of  her shoes, yet I have to be searched, that's the procedure darling! and then I had to wait 20 minutes  for a guard to finish chatting before he would finally give me back the milk bottles of my daughter that was crying for thirst all the 20 minutes.
My problem with London is not even about the weather, I lived in Brussels and Turin  so I am good enough in standing the rain  and  this time for the first time in my history, I caught 3 days of sunshine on 4 and thanks to this I could have notice a lot more of  interesting architecture
My problem with London is that when I was a teenager I dreamed of it, I waited for it, longed about it, like Charlie and Linus were awaiting the Great Pumpkin. It 's not that I only wanted to go abroad or traveling, I really wanted to go to London, which for me was the navel of the music, culture, fashion and costumes of different, strange, innovative kinds.I imagined for years as a young girl how it would have been nice to go to London, to see London, living in London. I read a thousand books and seen a thousand films set in contemporary, modern, victorian, ancient, London, I tried to learn as much as possible of British culture and history, while I was waiting for my opportunity to go there.
Then finally, at twenty five years old, fresh graduate, I went for my first trip abroad as solo traveler: London, Manchester, Liverpool. It was not going to be a journey of a  naive tourist, I had English friends there to meet, I was already fluent in English (indeed, at that time I took care of the pronunciation much more than I do now that I always speak with other non-native speakers expats), I knew history and culture of the place as  best as somebody who never went there could.And I got struck by a huge bitter disappointment.
Yes, there's great atmosphere, it feels really abroad (England is for sure much more different from Italy that France or Spain can be, just as an example), and yes, truly international with people from all over the world, and off course there are thousands of imputs habits, fashions of any new, strange and different kind.
But the obsession with safety and security and the feeling of total realization of the Orwellian world, smile you're on CCTV, the cost of life that makes the poor poorer and even the rich having a poor quality of life, realizing how middle class families struggle to pay the tuition of children and the heating of the apartments is always poor, the pipes are so disgusting that most of the time the shower is barely lukewarm, the nervousness that this crazy cost of life spreads on people, the people's need  to stave of glasses filled with alcohol to have fun and not the ability to have fun and enjoy a glass or even more (im not a bigot) but as a complement to the fun, not as the fun.... these are the things that create my problem with  London because I feel the burden of these things so strongly that they can obscure to my sight the whole kaleidoscope of colors, objects, views, variety and interests.
I can still add, then, although not essential nor limited my desappointment to see the refrigerators of friends overflowing with alcohol and many peanuts and chips but no real food as it is expensive and still tastes nothing, or alternatvely the so-called organic food all properly sliced, boxed or canned , ready to eat so to look like it has never really seen a tree or grass,  the overwhelming city dirt, twinned with the waste collection once a week, the troubles of taking the tube with a stroller (yes, taxis are the best in the world and you can come in it with the stroller open and the baby inside, but every time I'm at least 10 pounds) (not that it was easier in the metro of Beijing as my knee got bruised by getting up and down the steps lifting the stroller with my daughter inside, but the number of lifts, however, was greater and the metro ticket wasnt so damn expensive)In short, living in Geneva it isnt easy, this city is also very expensive, but low taxes increase the purchase power, the inputs here are few, but almost everyone can afford to go get them out of the city during the weekend, by plane to the rest of Europe or by car / train to France and Italy. Plus, most important, even with all the strangeness and coldness of the typical Swiss characters, it can be  recognize that common sense is not yet been swept away from the use ofprocedures.So, it isnt perfect to be an expat in Geneva, but if the alternative would be London, then please let me stay here.

13 comments:

  1. Sono le stesse cose per cui diffido dell'UK anch'io, e in particolare di Londra. Mode, teatri, musei e musica a parte, credo che la vita lassu' sia davvero dura, specie se non guadagni una barca di soldi. E poi quella rigidita' tutta inglese...io proprio faccio fatica a digerirla.
    Infatti m'incuriosisce sempre molto chi se ne innamora.

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  2. Io neppure sono un'amante di Londra, mi ricorda Roma, il caos, lo stress, la mancanza di gentilezza ... No, no, no ... Infatti non ci torno da secoli, preferisco Glasgow, che vabbè è zozza e piena di criminali, però almeno la gente è divertente ed amichevole!

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  3. ma per farci le vacanze per me è perfetta! è normale che tu snoccioli un mucchio di aspetti negativi e a me viene voglia di ritornarci???

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  4. mari, ogni volta che parto per Londra mi dico a sto giro andra' bene, davvero mi sforzo id esser positiva, ma non so perche' questi 3 aspetti (l'orwellianita', il costo mostruoso di tutto assolutamente non in relazione al suo valore e l'attitudine verso l'alcool) mi assalgono appena arrivo e non riesco a far prevalere gli aspetti piacevoli che pur ci sono del ritrovarmi li. Forse le citta' sono un po' come gli uomini, a chacune son gout :-D

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  5. Vale mi spiace tu abbia questo brutto karma con lnd :( io non l'ho mai sognata nè ho avuto grosse aspettative apparte x il lavoro e forse e' x quello che non sono stata delusa... Ti do ragione sulla cultura dell'alcol e senza dubbia le profonde differenze culturali che io però vedo anche in senso positivo... Eppure io credo davvero che sia principalmente questione di karma perchè io a lnd ho avuto un sacco di esperienze umane positivissime! È assurdo forse ma io in bagno ho ben due termosifoni (e non ce li ho messi io), mangio molto più sano che qui in italia, il mio frigo straripa di cibo fresco e la verdura bio ancora sporca di terra me la consegna la fattoria locale direttamente dietro la porta di casa :)

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  6. ciao silvia, grazie per il commento. sono d'accordo con te, infatti questo post non e' su com'e' londra ma sul mio problema con londra, che e' appunto, lo riconosco, una questione proprio personale..per esempio io a parigi ci sguazzo mentre sono sicura che un sacco di persone non la sopportano

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  7. E anche con tutta la buona volontà con il mio lavoro in italia non mi sarei mai potuta permettere di comprarmi una casa indipendente con giardino in una zona molto carina di una città che in Italia equivale ad una Milano.... A meno che ovviamente non avessi qualche buona conoscenza ;-) certo stringo la cinghia ma sono indipendente da più di 20 anni mentre alcuni dei miei ex compagni di studi vivono ancora a casa dei loro genitori! Quindi si certo non impazzisco per il vomito sui marciappiedi del venerdì notte ma non posso che essere grata a questa città che seppur piena di contraddizioni una chance la da a tutti senza sapere di chi tu sia amico :)))

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  8. certamente, se siamo espatriati e' appunto anche perche' da noi le chances non sono date a tutti in modo indipendente dal dichetimandoio, in questi giorni londinesi ho visto un sacco di ragazzi/e italiani e polacchi e capisco perfettamente perche' sono li', allo stesso modo noi siamo andati via a bruxelles prima e a ginevra poi e chissa dove la prossima volta...davvero Silvia, io non volevo far polemica contro Londra, semplicemente esprimere il mio disagio verso alcuni suoi aspetti che mi danno un feeling di "non e' il posto per me", ma cio' non toglie che capisco mille volte di piu' chi va a stare li' anziche' restare a Milano o dovunque in Italia ad ammazzarsi di fatica per pochi euro e una vita mai pienamente indipendente

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  9. Si si lo so Vale! Volevo anch'io semplicemente lasciare la mia esperienza proprio perchè diversissima dalla tua! Mi spiace un sacco non averti vista cavoli! Un bacione a Bex e uno al pancino!

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  10. non ti preoccupare, mi sa che non passeranno moltissimi mesi al nostro prossimo passaggio ...probabilmente prima di fine anno gia' saremo di nuovo da quelle parti (in 3, mon dieu!)

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  11. è vero quello che scrivi su costo della vita e anche io ho notato (anzi notai, chè ormai son pasati annie anni) questa cose dell'alcool, che sembra che gli inglesi senza non riescon a smollarsi e divertirsi...però oddio, io forse continuerei a preferire Londra alla Sfizzera personalmente...che senza input mi sento un po' (tanto) come un pesce fuor d'acqua...MA potrei dilungarmi troppo su sto tema e diventar molesta;-)

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  12. Io vissuto a Londra i miei primi anni di matrimonio, vi è nata mia figlia, e lì abbiamo trascorso il suo primo anno di vita. Con la città ho sempre avuto una sorta di rapporto amore-odio: mi affascina moltissimo il suo essere così diversa da qualsiasi altra città europea ma viverci è durissima per tutti i motivi da te elencati (pensa che io sono astemia!).
    Ma ti dirò, non è che vivere in una città come Roma sia una passeggiata. Non passa giorno che non rimpianga l'ordine e l'organizzazione inglese.
    Ho la netta sensazione di essere passata dalla padella alla brace!

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  13. cara Laura, certi posti sono proprio una faccenda di personal feeling: di alcuni siamo comunque più portati ad accettare i contro in favore dei pro, di altri no, decisamente anche Roma per me è unodi quei posti odi et amo, ma chissà perchè se dovessi scegliere tra Roma e Londra il mio istinto direbbe comunque Roma...un saluto a te e alle bimbe!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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