22.10.12

ITA Think about your unfulfilled potential

“Consult not your fears but your hopes and your dreams. Think not about your frustrations, but about your unfulfilled potential. Concern yourself not with what you tried and failed in, but with what it is still possible for you to do.”

Ho trovato questa frase sulla parete della Parrocchia Cattolica di Lingua Inglese a Ginevra, scritta divisa in tre pannelli, come fossero tre tweets. Immediatamente ho pensato a quante volte rimbalzano sui social networks le frasi di personaggi che sono universalmente riconosciuti come capaci di essere fonte di ispirazione, aldila' di ogni religione o ateismo, mentre, che a me risulti, le frasi di Papa Giovanni XIII* no.  
*Ci fosse stato twitter ai suoi tempi, e' probabile l'avrebbe usato e di followers ne avrebbe avuti parecchi.  

Per dire, le frasi del Dalai Lama danno ispirazione e sono piene di buon senso non solo per i buddisti ma per tutti quelli che le vogliono considerare. E nessuno si domanda se Steve Jobs fosse ateo o credente di quale credo, per ritenere che il consiglio di affrontare la vita rimanendo affamati e sognatori, sia un buon consiglio.
Solo che un Papa si fa fatica, io per prima, a scinderlo da tutto il contorno della Chiesa cattolica e considerarlo  solo come un pensatore, un filosofo o semplicemente un personaggio che puo' essere ritenuto
d'esempio. 
Credo per chi e' cristiano sia in particolare difficile, perche' lo si sente automaticamente come capo della Chiesa e difficilmente separabile dalla propria opinione sulla medesima, un po' come cercare di pensare che il tizio che e' CEO di un'aziena e' oggettivamente un bravo businessman anche se quell'azienda ti sta sulle scatole per tutta una serie di motivi....forse per i buddisti il Papa e' piu' facilmente una figura che puo' dare ispirazione spirituale come per chi e' cristiano lo e' il Dalai Lama? La prossima volta che incontro un buddista glielo chiedo.
Sta di fatto che nel mio piccolo, anche se la mia posizione privata nei confronti della Chiesa e' decisamente critica, ho deciso di sdoganare Papa Giovanni Ventitreesimo come uno di cui vale la pena andare a rileggersi gli scritti e i discorsi, perche' di parole sagge, di parole buone da dovunque esse provengano nel mondo, non se ne ha mai abbastanza. 
E se dire Papa rende piu' ostico il porsi nei confroni del personaggio a mente aperta, sgombra dalle critiche e dai sentimenti che uno puo' avere verso la Chiesa, allora si puo' chiamarlo AG Roncalli, che magari e' piu' cool.

Ora , che ci facevo ieri a Messa, all'unica Parrocchia di lingua inglese di Ginevra?
E' che a volte, quando vivi all'estero, ti viene piu' voglia di sentirti parte di una comunita', forse piu' di quanta te ne verrebbe a casa tua. Riflettendoci, suppongo che non sia un sentimento circoscritto ai cattolici, ma piuttosto che chiunque abbia una forma di fede e viva all'estero abbia a volte un desiderio piu' profondo di ritrovarsi insieme ad altri, anche se sconosciuti, che condividono quella stessa fede, e che a loro volta vivono i privilegi e gli svantaggi di essere espatriati o emigrati. Sei straniero, sei diverso dal contesto che ti circonda,
ma quando ti ritrovi in un luogo con altri che pregano per le proprie speranze come fai te, la diversita' sparisce, colmata se non addirittura sopraffatta, per un serenissimo momento, dalla comunanza spirituale. 

Espatriati o emigrati. Ma alla fine c'e' davvero questa differenza? Secondo me, almeno in Europa, quasi non piu'. Nel senso che se una volta solo il manager expat poteva permettersi di fare su e giu' col paese di origine per andare a trovare la famiglia e gli amici, adesso anche l'operaio, grazie alle low cost, lo puo' fare. Skype collega democraticamente tutti con tutti, non e' piu' come una volta che una telefonata internazionale costava come una pizza. Insomma, forse l'unica differenza rimasta e' che gli expat prima o poi tornano a casa o perlomeno considerano la possibilita' di tornare a casa, menre chi emigra lo fa per sempre...ma ormai nemmeno piu' questo e' davvero vero..inizio a pensare che la maggioranza degli italiani che ora sono all'estero non pensano piu' di tornare, se non , come si dice sempre,  per le vacanze.

Insomma, doveva essere un post sul pensare al proprio unfulfilled potential anziche' alle frustrations, ma per questo sono ancora in tempo un'altra volta.

3 comments:

  1. Grazie, condivido quello che dici sulla Chiesa, ma Giovanni XXIII era un grande uomo, ed è un peccato che non venga letto e citato di più.

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  2. Purtroppo spesso non si fa attenzione al contenuto di uno scritto ma solo alla firma dell'autore. E poi fa cosi' figo citare il Dalai Lama!

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  3. veramente interessante grazie per lo spunto di riflessione :)

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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