29.2.12

ENG Ultradimensional cleaning/The Challenge of the 29th February

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(versione italiana qui)
Lately, my time has not been interrupted by extraordinary events. 
Lately, my time has not been sucked by some neutrino strolling beneath my feet in the cyclotron of the CERN.
Lately, my time has not  been completely blown away by the climber Viatrix or  by organizing the perpetual wash - pack  -unpack - wash cycle of the suitcases needed for the Senator's business trips and for our accompanying and / or pleasure trips as motherdaughter entity.
It is much more serious: since 10 days I live in an  expandable size of Mess made of constant  worth: I put in order one corner and the Mess grows in the other one, like the merciless T-1000 who was always reassembling himself out of its drops just few seconds after having been  blown up by a bazooka shot of Schwarzenegger. Reloaded like the villainous Agent Smith, despite Keanu was filling his neck  bone of kung fu moves.
10 days ago, at my return from Warsaw, I became aware of the fact that our apartment has met and far

ITA Le pulizie nell'ultradimensione/La sfida del 29 febbraio

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(english version here)
Il mio tempo non e' stato interrotto da eventi epocali.
Il mio tempo non e' stato risucchiato da qualche neutrino a zonzo sotto i miei piedi nel ciclotrone del Cern.
Il mio tempo non e' stato nemmeno completamente spazzato via dalla Viatrix arrampicatrice o dall'organizzare il lavafadisfalava perpetuo delle valigie per i viaggi di lavoro del Senator e per i nostri di accompagnamento e/o piacere.
Molto piu' seriamente, da 10 giorni vivo in una dimensione di casino espanso costante: mentre metto in ordine da un lato, il casino si riproduce dall'altro, come il tremendo T-1000 che si ricomponeva dalle sue gocce appena centrate in pieno col bazooka da Schwarznegger. Come il perfido agente Smith nonostante Keanu gli riempisse la cervicale di mosse di kung fu.
10 giorni fa, al mio ritorno da Varsavia, ho preso coscienza del fatto che il nostro appartamento ha raggiunto e superato ampiamente i limiti di vivibilita' (a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo: rischio valanga ad

22.2.12

ITA In aereo con il baby - altre precisazioni

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Colgo l'occasione dell'imminente primo viaggio di un'amica con pargolo settemesenne per aggiungere alcune precisazioni al post In aereo con il baby - Liquidi e bagaglio a mano, Latte e omogenizzati, cambio del pannolino in aereo etc.

Il passeggino. Se si fa il check in tradizionale, con  imbarco del bagaglio di stiva, in quel momento si domanda all'addetto al check in di porre l'etichetta sul passeggino (l'etichetta, o tag, e' quella strisciolina adesiva che identifica ogni bagaglio caricato nella stiva dell'aereo e la cui ricevuta, un altra etichetta adesiva che vi sara' consegnata insieme al biglietto, vi permette di dire che quel bagaglio li' e' proprio vostro)  che invece si portera' fino alla scaletta dell'aereo. Se invece si viaggia on check in on line e solo bagaglio a mano, si domandera' all'addetto al cancello di imbarco di provvedere ad etichettare il passeggino.(Per far cio' vi conviene quindi presentarvi all'imbarco con un po' di anticipo e domandare la cosa prima che inizi l'imbarco dei passeggeri, in quei minuti

20.2.12

ITA Prime impressioni da Biexpat

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Di nuovo a casa, nel 74esimo dipartimento di Francia, angolo Ginevra, dopo i nostri primi nove giorni da biexpat, ovvero da Varsaviesi a tempo. E' stata una sensazione nuova salutare gli amici dicendo ci vediamo il mese prossimo, non chissa' quando. Chiudere una porta sapendo che tra qualche settimana saremo di nuovo li' esattamente, allo stesso indirizzo, tra gli stessi mobili, non nostri ma gia' conosciuti. Ho creato un'ennesima mappa mentale di supermercati  -(uno coi mandarini buoni, l'altro con la pastina per la bimba) - farmacie (tre, ma in una parlano inglese) -  giornalaio -  panetteria, che sara' pero' nuovamente utile. Scelto qual'e' il "nostro" posto per colazione - pranzo - caffe' - cena preferito, quando non avremo voglia di andare in uno dei mille differenti posti che la citta' enorme offre, ma di decidere velocemente dove trovarci. Insomma, tutti quegli atteggiamenti di presa di conoscenza del territorio che non sono interessanti o necessari al turista ma lo sono all'expat. (Con un piccolo vantaggio tecnico rispetto all'espatrio classico: avendo deciso di affittare a tempo e non al mese, quando arriviamo troviamo tutto pulito, lenzuola e asciugamani pronti e la fatina si occupera' di sistemare dopo la nostra partenza.)
Primo bilancio dell'operazione: affascinante.

8.2.12

ITA In treno con il baby - L'IMPORTANTE E' RIUSCIRE A SALIRE

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Il 12 gennaio scorso ero su un treno regionale francese: fuori faceva un freddo becco e nonostante le mille comodita' dei treni francesi (bagni puliti con fasciatoio, ingresso in piano, posto dove parcheggiare i passeggini, corridoi tra i vagoni chiusi e perfettamente attraversabili spingendo un pargolo su ruote), la Viatrix non era di buon umore: voleva  uscire dal passeggino e finche' non ho ceduto e l'ho accompagnata a visitare gli altri passeggeri, non mi ha dato pace. Dopodiche' si e' messa tranquilla a giocare, e cosi' la passeggiatina iniziale nel corridoio e' entrata nella nostra routine di viaggio in treno. Quando ho tirato fuori il suo passaporto da esibire insieme alla carta sconto (in Francia esiste la Carte Enfant +, costa 90 euro l'anno, da diritto a un posto a sedere gratis al pargolo da 0 a 12 anni e sconti fino al 50% sul biglietto dell'adulto che lo accompagna (fino a 4 adulti, la tessera e' a nome del pargolo, gli adulti quindi possono essere diversi) mi e' caduto l'occhio sulla data: 12 gennaio 2011. Sono passati esattamente 12 mesi da quel primo viaggio in treno con la Viatrix, di poco piu' di tre mesi, a Lione, per fare e ritirare il suo passaporto al Consolato Italiano.
Prima di dimenticarmi dell'esperienza accumulata sulla strada ferrata in questo anno, ecco dunque un post di servizio

BIGLIETTI IN TRENO PER BAMBINI Ogni paese fa storia a se': in Italia viaggiano gratis i bimbi sotto

ITA La neve, Cuore, Marcovaldo, la Stampa e il cabinotto: sono cresciuta a Torino

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L'altro giorno mentre camminavo per una Torino imbiancata , ripensavo alla Grande Neve dell'85: ero in prima elementare e ho guardato i fiocchi cadere colorati attraverso i disegni trasparenti dipinti sulle finestre della classe.
Non ricordo se la scuola fu chiusa o meno, ma  son certa d'aver fatto diversi pupazzi di neve, d'esser scesa nel bob rosso insieme al mio babbo giu' per un pendio del parco del Valentino e sempre in quel bob rosso, di aver fatto il giro del piazzale interno al condominio trainata dal nostro cane, Mia.
Sicuramente anche a quei tempi il fenomeno atmosferico aveva creato disagio, eppure non ricordo particolare disperazione tra gli adulti che mi circondavano.
E ho ripensato a quella neve  su Torino come raccontata in due libri che da piccola mi erano particolarmente

7.2.12

ITA Adesso mi levo quel sassolino dalla... ruota del passeggino

7 comments:
E' stato bellissimo far visita ai miei, alle mie amiche, alla mia citta'.
E mentre gioivo di amore, amicizia, stracchino e cioccolato gianduia, ho cercato di non farmi guastare tutte le grandi e piccole felicita'*
Tutto quello che ho da dire lo posso condensare in un questa riflessione: i francesi e gli svizzeri in media non sono calorosi e aperti come gli italiani, nel senso che prima di diventare amici e invitarsi a casa ci vogliono probabilmente secoli.  Pero' i francesi (soprattutto) e gli svizzeri (in buona parte) sono ben educati e gentili con gli estranei. E nell'arco di una giornata qualsiasi si ha a che fare con molti piu' estranei che con amici.
Le persone che in Italia praticano ancora le buone maniere e il buon senso verso il prossimo, sia spontaneamente sia nell'esercizio del loro dovere o lavoro, rischiano di diventare eroi.
Una societa' che ha bisogno di eroi e' una societa' da salvare, e mi dispiace dover osservare che si, siamo
arrivati a questo punto, all'homo homini lupus
 
 *dal fatto che arriva, adeguatamente prevista (almeno da tutti coloro che usano google, evidentemente mezzo

6.2.12

ITA Arrivi e Partenze - prove di ubiquita'

6 comments:
Quante camicie da uomo stanno nel cestello di una lavatrice da 5 kg? A voler pigiar forte, che fuori c'e' meno quindici e per aver la speranza che tutte asciughino in tempo per ritornare in valigia venerdi', 16.
Ma non sono le mille lavatrici da ritorno,  a pesarmi.
Nemmeno mettere nel trolley grande il trolley quasi grande con dentro il trolley medio con dentro il trolley piccolo con dentro le borsette che non metto mai. Sapendo che tra quattro giorni mi servira' sicuramente almeno uno dei suddetti trolley e dovro' riaprire tutto.

E' l'idea che oltre a pulire, riordinare, lavare, spacchettare, ci sarebbe anche da riorganizzare un bel po' della casa, ci sarebbe da rimettere in discussione quintali di libri giornali magazines e far spazio per altro, ci sarebbe
da appendere dei quadri che aspettano da secoli, ci sarebbe da sistemare quel cassetto pieno di orecchini, ma quando finamente avro' finito le attivita' da ritorno, sara' di nuovo il momento delle attivita' da partenza, e quindi il casino di base rimarra' li', ancora.
Va bene cosi', viaggiare mi mantiene impegnata e socialmente inclusa, come se avessi un lavoro o meglio ancora, una carriera, fuori di casa.
Nelle ultime due settimane ho visto alcune delle mie piu' care amiche, ho gioito dei loro piccoli e grandi

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