30.4.12

ITA & ENG La Panzanella

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Il Beltempo non mi sorride quest'anno. Sabato scorso, in impeto di ossessione metereologica very british sono andata a contare quante giornate di sole pieno ho vissuto nel mese di aprile: 7. Di cui due a Londra e due in Italia, 3 qui nell'angolino francosvizzero.
Ho fatto poi l'enorme errore di andare a guardare le previsioni a lungo termine per maggio e dopo aver letto 3 giorni di sole, ho tentato di consolarmi dicendo ad alta voce che comunque le previsioni a lungo termine non sono affidabili.
Ma il mio orologio biologico dice che e' Primavera da piu' di un mese, anzi dovrebbero esserci ogni tanto di quelle giornate che si va al mare o al lago e sempra gia' Estate. Dovrebbe esser gia' normale il gelato, per merenda (ricordatevi del giveway a tema entro il 22 maggio).
Insomma, ho deciso di reagire: sara' anche freddobigio ma siamo a fine aprile, e' l 'ora di comportarsi come se fosse Primavera, nonostante il piumone sul letto.
E cosi' ho preparato la Panzanella, da mangiare l'indomani, bella ghiacciata dopo la notte di frigo, al rientro del Senator.
La Panzanella e' un piatto toscano della bella stagione che fa parte del mio repertorio culinario familiare. Ci sono versioni piu' elaborate con anche cetriolo fresco, olive, uova etc, ma io mi tengo sul classico e semplice: pane vecchio ammollato con un pochino di acqua fredda e pezzetti di pomodori maturissimi (io uso quelli "perini", allungati), un po' di basilico grossolanamente tritato, pezzettini di cipolla rossa, sale olio e pepe. Non uso l'aceto  solo perche' non mi piace in generale.
Domenica pomeriggio, poco dopo l'arrivo dell'essemmesse di avvenuto atterraggio (quel momento in cui metaforicamente corro sul tetto ad alzare la bandiera - la Regina e' di nuovo a Buckingham - e praticamente passo coscientemente davanti allo specchio a controllare se non c'e qualche particolare orrido da sistemare del mio aspetto, cambio la Viatrix e me medesima in qualcosa di pulito, butto il pattume e apparecchio) , si e' aperto il cielo e per alcune ore e' stata Primavera: prima abbiamo mangiato la Panzanella, poi siamo scesi a giocare nei prati con la bimba.
Come dire, la morale e' che se la Primavera si fa troppo desiderare, devo far finta che non m'interessi e far tutto come se, e allora indispettita lei appare.
Eng - The Panzanella
The Niceweather doesnt smiles often to me this season. Last Saturday, in a momentum of very british weather obsession, I counted how many days of full of sunshine I've lived in the month of April: 7. Including

28.4.12

ITA & ENG Il callo di San Giuseppe - The Callus of Saint Joseph

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(english version below the italian text) Tutto e' cominciato quando una sera, mentre preparavo la cena, la Viatrix ha estratto dalla cucina il colapasta, lo ha riempito delle sue (mie ex) collanone di perle e con  un cucchiaio e si e' messa a rimescolarle, facendo finta di metterci il sale.
Era giunto il momento di provare a proporle una minicucina.
Quelle plasticose non mi piacciono molto, mi sembra che ammazzino l'immaginazione: un po' di plastica non fa male (specie per la frutta e la verdura finta, cosi' sono leggere e non c'e' rischio si faccia male..) ma l'idea di mettermi un catafalco rosa shocking in salotto...bah. Quellle belline di legno avevano dei prezzi un po' troppo impegnativi per un gioco di bambina...e forse sono cosi' perfettamente complete che anche loro ammazzano l'immaginazione.
Poi, nei giri con l'amica trasferitasi qua da poco per negozi dell'usato, ho trovato un comodino - tavolino con cassetto  e due pensiline , tutto per 20 euro. Graffiati ma non scheggiati. Soprattutto, mi hanno dato l'ispirazione. Abbiamo anche comprato una varieta' di coccetti, mini tagliere, mini cestino di vimini per pochi centesimi ciascuno. Preso qualcosina all'ikea.
Dopodiche' tra un viaggio e l'altro, ho iniziato a mettere via scatole di scarpe, cartoni, tappi di sughero, del latte, barattolini vuoti delle spezie, senza aver ben chiaro cosa sarebbe potuto servire e cosa no..finche' in questi ultimi due giorni mi sono messa all'opera: ho tirato fuori due scatole piene di viti, vitine, puntine, bulloni, cacciaviti e strumenti vari, uno scatolone di oggetti tenuti li' e mai usati e ho iniziato a cercare di trasformare la fantasia in realta', tramite le mie mani.
A forza di avvitare, mi son venuti due calletti sull'indice. Immagino che San Giuseppe ne fosse pieno.
Qui trovate le foto dalla partenza al risultato: adesso sara' un ulteriore gioco trovare, creare, mescolare altri barattolini, ingredienti, piattini e bicchieri.

ENG - Everything started when one evening, while I was preparing the dinner,  the Viatrix extracted from my kitchen the colander, she filled it with her (my former) big beads necklaces and she started to stir them with a spoon, pretending to put on it the salt.
It was time to propose her a mini-kitchen.
Those plastic ones, I do not like them much, as it  seems to me that they kill a bit the imagination; I think that

24.4.12

ITA La Merenda - Giveaway!

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La Merenda e'  il pasto che sento in assoluto piu' radicato nelle mie radici , piu' distintivo del mio essere italiana.
I francesi la chiamano gouter ("assaggino") gli inglesi snack (pero' loro hanno il Te' delle cinque, che sta alla loro cultura come la Merenda sta alla nostra), ma non solo la traduzione letterale riduce la rotondita' del concetto di Merenda, anche il contenuto di cui la Merenda e' fatta salendo verso Nord si perde, soprattutto in quei paesi dove la prima colazione e' di proporzioni pantagrueliche, percio' con quella si arriva coadiuvati da un pranzo fino a sera e al massimo si ha l'abitudine di grab something to eat, di acchiappare qualcosa al volo se si avverte il leggero languorino, mentre la Merenda e' tale perche' avviene ad una certa ora (l'ora della Merenda :-D ) e la si aspetta:  si inizia ad aver fame un po' prima, si pensa a cosa potrei mangiare di Merenda o chissa' cosa ha preparato la mamma o la nonna o la zia per Merenda.

D'estate i miei must di Merenda sono il gelato , la frutta (fragole, ciligie, albicocche, fichi) o la fettona di cocomero, ma d'autunno fino a primavera invece le varianti sono innumerevoli: pane e nutella, pane e marmellate di ogni sapore, pane col limone, pane abrustolito col pomodoro o con l uva (o entrambi), una fetta di torta, dei biscotti fatti con amore da qualcuno o tirati fuori  con altrettanto amore dal pacco della credenza, tegolini o buondi', pizza o focaccina o piadina col prosciutto o con lo squaquerone, fruttolo o yogurt, crepes...

La Merenda per me e' quella di quando ero piccola alle quattro di pomeriggio, ma anche quella che portavo a scuola per la pausa di ricreazione a meta' mattino, fino alla fine del liceo. Quella che si faceva durante i pomeriggi universitari, nei bar quando era freddo o prendendo  una fetta di pizza al taglio in via Montebello e andandoci a sedere sulle panchine di piazzetta Maria Teresa quando c'era il sole. Persino quando lavoravo  a Milano, il momento della Merenda sopravviveva:  tra colleghi bastava che qualcuno avesse dietro dei pasticcini o delle focaccine perche' era il compleanno o che, e scattava la Merenda tra le scrivanie.

La Merenda arriva dopo il Pranzo e precede l'Aperitivo, altra nostra grande tradizione.
A differenza dell'Aperitivo, la Merenda ci accompagna da quando ci spunta il primo dente fino all'ultimo dei nostri giorni, se solo lo desideriamo.
A differenza dell'Aperitivo, la Merenda e' un piacere che si puo' gustare ugualmente in compagnia o soli.
A differenza dell'Aperitivo,  la Merenda la puoi fare sempre,
da piccola e da grande,
all'aperto o quando sei tappata in casa perche' fuori piove, nevica o tira vento,
quando non puoi  uscire perche' non c'hai una lira o devi studiare o devi lavorare,
quando i tuoi amici sono a mille miglia di distanza,
quando sei in salute,
quando sei malata (e anzi, la Merenda da malati e' un toccasana quanto le medicine).
Soprattutto, la Merenda la puoi fare anche quando hai un bambino piccolo e sei in quella fase della vita in cui APEROL significa Aperitivo Puo' Essere Ricordo Oltremodo Lontano

22.4.12

ITA 36 ore

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Noi siamo arrivate dopo due treni, cinque ore di viaggio piu' i tempi di attesa della coincidenza.
Dopo 10 giorni giu' dai miei, intanto lui era via per lavoro.
Lui e' arrivato in aereo da Parigi, dopo esserci atterrato da Mexico City, dove e' riuscito a trovare all'ultimo minuto un posto con Airfrance, che il suo volo di rientro per Madrid era stato cancellato per lo sciopero di Iberia: a Mexico City era arrivato con un volo da Puerto Vallarta, dove ha lavorato 6 giorni di fila, subito dopo essere atterrato da una serie di 3 voli per 20 ore di viaggio con partenza da Rio, dove aveva lavorato tutto il giorno dopo essere atterrato  li'  la sera da Madrid, che aveva raggiunto un paio d'ore dopo esser volato via da casa al mattino.
Abbiamo avuto 36 ore di tempo per stare insieme, parlare, ridere, giocare con la bambina, cucinare e mangiare cose buone, dormire, abbracciarsi, amarsi e comprendersi.
E poi  lui e' ripartito e tornera' esattamente tra 7 giorni e 6 ore.
In questa vita ordinariamente frenetica che abbiamo voluto e costruito per noi, ritorna sempre l'occasione di  mancarsi e credo sia questo il motivo per cui il nostro tempo da innamorati e' piu' intenso di quello dell'orologio.

18.4.12

ITA La bellalavanderina on the road

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L'idea mi era venuta e passata già altre volte,ma quando ho letto il report di Elena sulla sua gita praghese, ho deciso di cogliere al balzo lo spunto del suo bucato d'albergo e fare insieme a lei un brainstorming sul tema LAV(I)AGGI :-)
Si, perchè a volte il magico equilibrio tra la lunghezza temporale di un viaggio e la quantità di bagaglio a disposizione, si trova nel fare il bucato on the road, soprattutto quando si viaggia con pargoli in età soggetta ad esplosioni vulcaniche del pannolino (prima) e scarsità di precisione nel mangiare da soli (dopo).

Se si tratta di un viaggio di pochi giorni e non si prevede una gita al supermercato locale per approvvigionarsi anche di sapone per lavaggio a mano oltre che di pannolini, latte e babyfood,  può occupare comunque meno spazio  in valigia una tavoletta di sapone di marsiglia piuttosto che 3 body x giorno.
L'unico problema del bucato a mano fatto nel lavandino della stanza d'hotel è l'asciugatura: non tutti i bagni hanno i termosifoni (molti sono riscaldati dal pavimento) o una finestra da cui far passare l'aria (molti sono ciechi, muniti di ventola aspira aria), per cui spesso si deve stendere nella stanza, in prossimità del termosifone, se c'è ed è in stagione di funzionamento, o vicino alle finestre, lasciando le tende aperte perchè passi il sole, che spesso le finestre degli hotel sono bloccate e non si possono aprire. Ora,anche negli hotel a mille stelle, chissà perchè lo stendino no è previsto. Che voglio dire, ce ne faremmo molto di più che della cuffia per la doccia o del mini kit del cucito. Misteri alberghieri. Perciò diventa fondamentale essersi premunite, al momento di costruzione del bagaglio, del necessario per stendere: 4 o 5 metri di spago E poi lavorare di fantasia, decidendo con il mobilio a disposizione, dove operare l'ostensione. Sicuramente gli americani e i campeggisti hanno sistemi ancora più high tech, con tubi estensibili o ventose degni della moglie dell'Uomo Ragno.

17.4.12

Baby Armamentario di Viaggio - Le Redinelle

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Ovvero, il guinzaglio da bimbi. Il concetto non mi piaceva un granchè, ma ho deciso di provarci dopo l'ultima trasferta londinese: la Viatrix ormai si spazientisce di star seduta  a lungo nel passeggino e vuole camminare in ogni direzione tranne la mia, ma io sono troppo ..ehm.. alta(unmetroessessantasette), o meglio lei è ancora troppo bassa (ottantatrècentimetri), per far sì che possiamo tenerci per mano senza che la mia schiena debba inclinarsi. Aggiungendo la necessità di dover consegnare il passeggino prima di salire in aereo e tener con una mano la bimba e con l'altra mano libera il trolley, ho fatto cric e croc per parecchi giorni.
Ebbene, le redinelle funzionano. Nel senso che non sostengono la pargola, ma permettono di mantenere il senso di marcia con qualche gentil strattone (a meno di capricci notevoli, ma lì non funziona nemmeno la vera mano della mamma) e,

15.4.12

ITA 9 tips per 9 mesi

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Questa settimana scavalcherò la metà di questo viaggio: 140 giorni saranno passati, 140 ne avanzeranno.
La seconda gravidanza, forse anche perchè vissuta in un momento in cui la Viatrix è ancora molto demanding, sta volando: se ripenso alla prima volta, ai giorni interi passati a documentarmi su cosa fosse dapprima esistente, poi utile,  infine davvero necessario ad accogliere un bambino, a leggere infiniti articoli sul bilinguismo e sulla puericultura, a calcolare mille volte la data di parto presunto e quanto il mio peso fosse effettivamente troppo sugli appositi siti internet..e soprattutto a confrontarmi quotidianamente con la Panzabanco, dal giorno zero del test fino al suo cesareo, ventiduegiorni prima del mio...a questo giro sto (quasi) andando col pilota automatico.
Rivivere l'appanzamento con il senno dell'esperienza  precedente e con pochissimo tempo a disposizione per elucubrare, mi permette di individuare con concretezza i tips davvero importanti per questi 9 mesi secondo me.

9) La mia verità  col senno di poi sulla pelle. Tra creme di farmacia, olio di mandorle e altri preparati, per me ha stravinto e cambiato per sempre la mia vita gravidica e post gravidica, il bio-oil. Scoperto grazie alla

13.4.12

Baby Armamentario di Viaggio - I vostri kit di giochi!

4 comments:
Vi ho raccontato nei mesi scorsi dei giochini adatti al trasporto compatto in viaggio che sto sperimentando con la Viatrix (a 12 mesi nella trunki, a 17 mesi nello zainetto, recentemente la scoperta dei palloncini modellabili). Qualche giorno fa la mia Panzabanco storica si è avviata sul volo intercontinentale per il Sudafrica con la sua Laurin di 18 mesi e spiccioli ed una trunki-tigre così attrezzata: una palla, cubi, domini, ciotoline matriosca, 3 libri, due pupazzi, una calcolatrice, una macchinetta, un freesbee, un regalo della nonna (album da colorare).

Mi farebbe piacere ricevere le foto e la descrizione dei vostri kit di gioco da trasferta (e l'età del giocante) in modo da aumentare le ispirazioni (io alla calcolatrice non avevo pensato e la Viatrix ne sta andando matta!): potete caricarle sulla mia pagina di facebook o direttamente via mail a valentinavaselli @ gmail . com, poi le trasferirò qui sul blog, indicizzandole sulla pagina Baby Armamentario di Viaggio)  :-) !

9.4.12

ITA il Cestino di Pasqua

10 comments:
Sono anni che quando arriva Pasqua, il Senator mi racconta che in Polonia il Sabato Santo si usa portare a far benedire in Chiesa un cestino (o cesto? che la parola basket non indica propriamente le dimensioni) con del cibo tipico della tavola quotidiana polacca (burro, salsiccia, pane, sale) e pasquale (le uova sode, la maionese, le uova di cioccolato etc.),
L'altro giorno ha trovato dov'e' a Ginevra la Chiesa di lingua Polacca e cosi' finalmente dopo tanti anni da expat senza cestino benedetto, si e' avviato a comporlo:
Valeee do we have a basket in home?
Si ne abbiamo uno tipo sporta per il pic nic...
Its too big!
 Ma come e' troppo grande? Se ci devi infilare 6 uova, la baguette, il panetto di burro, il fuet (salamino catalano al posto della salsiccia polacca non reperibile in questi luoghi, ma mi spiega che nel cestino ci deve essere la carne) e il barattolo della maionese, va bene, poi scusa (volevo esser partecipativa) mettiamoci pure

6.4.12

ITA&ENG 18 mesi - 18 months

12 comments:
chiamatelo mommy blogging o quel che volete, ma oggi me lo concedo
call it mommy blogging or whatever you like, but today I m in the mood for it

5.4.12

ITA & ENG Mind the gap

13 comments:
(english version below)
E cosi' tornammo da Londra, compiendo il viaggio piu' stancante dei miei ultimi 32 anni, 8 mesi e 10 giorni, grazie alla lunghissima attesa in aeroporto e in aereo dovuta allo sciopero dei controllori di volo francesi, che gli venga il cagotto o perlomeno il mal di schiena che e' venuto a me in 9 ore anziche' 3 per arrivare a casa, alternando corse dietro a mia figlia a momenti di wrestling per tenerla seduta.
E' stato bello e divertente rivedere gli amici che abitano li' e incontrarne di nuovi. Cio' non toglie che io continuo ad avere un problema con Londra.

Il mio problema con Londra non e' che ogni volta quando ci arrivo ho gia' il sangue avvelenato dai disservizi e sgarbatezze aeroportuali in questo caso anche  i polmoni sfatti e la schiena dolorante perche' Easyjet ha la bella abitudine ogni tanto di non far pervenire i passeggini all'uscita dell'aereo e cosi' mi tocca fare una passeggiata di 20 minuti con figlia diciottomesenne che se cammina lo fa in qualsiasi direzione tranne quella corretta, trolley a mano e pancione

Il mio problema con Londra non e' nemmeno che quando la lascio mi tocca passare attraverso dei controlli di sicurezza dove la procedura cancella ogni forma di buon senso e umanita' e questa volta per esempio  mi han perquisita nelle mutande ascellari portapancione perche' le scarpe di mia figlia hanno suonato (e le mie no, ma a quel punto anche se e' appurato che siano le sue, devo essere perquisita pure io, e' la procedura darling!) e poi ho aspettato per 20 minuti che una guardia finisse di chiaccherare e mi riconsegnasse il biberon di latte di mia figlia che, ma si vede che lui e' sordo, ha pianto per tutti e 20 i minuti per la sete.

Il mio problema con Londra non e' nemmeno il tempo, che ho vissuto a Bruxelles e a Torino abbastanza da temprarmi alla pioggia  anche perche' stavolta per la prima volta nella mia storia, ho beccato 3 giorni di sole su 4 e di architettura interessante ne ho notata molta di piu'.

Il mio problema con Londra e' che da ragazzina l'ho sognata, aspettata, agognata, come Charlie e Linus aspettavano il Grande Cocomero. Non e' che volessi solo andare all'estero o viaggiare, volevo proprio andare a Londra, che per me era l'ombelico della musica, della cultura, della moda e dei costumi

4.4.12

ITA Baby Armamentario di viaggio - Giochi da viaggio II (18 mesi)

3 comments:
All'interno del famoso zainetto da viaggio col minimo per intrattenere la Viatrix (quando non c'e' la ben piu' capiente trunki) da qualche giorno hanno trovato posto anche i palloncini e una pompetta* di plastica per gonfiarli, che io di fiato per fare i palloncini non ne ho mai avuto, nemmeno a 15 anni.
Ho comprato un bustone con 100 palloncini lunghi  da modellare: all'interno della confezione c'erano anche le istruzioni per fare una dozzina di animali e altre forme (spada fiore etc), io per ora sono riuscita a imparare a fare bene (cioe' senza farlo esplodere nell'esecuzione, imparando a fare a modino le torsioni) il cane, che e' la base dell'arte palloncinara, ma mi riprometto di arrivare al complicatissimo orsetto.
Per ora sono ancora ben lontana dal farmi una reputazione come "quella madre che fa i palloncini negli aeroporti di mezza Europa" ma l'intrattenimento della piccola viaggiatrice e' gia' garantito dal gonfiare, far esplodere ed eventualmente creare una qualche forma. Mentre le bolle di sapone non possono passare nella busta dei liquidi del bagaglio a mano perche' non le trovo mai in barattoli da meno di 100 ml come quelle che si trovano in Italia, i palloncini occupano pochissimo spazio, (la mia pompetta e' di 3 cm di diametro e lunga 8) e possono anche servire per creare un momento di socializzazione con altri bambini in attesa aeroportuale. Se anche voi volete cimentarvi, vi segnalo questo sito con tantissimi video di istruzione per varie forme (utilizzando anche piu' di un palloncino)

*la pompetta che utilizzo io e' composta da corpo cilindro di plastica al cui interno scorre lo stantuffo da mandare su e giu' per gonfiare il palloncino: funziona benissimo, mentre vi sconsiglio (perche' l'ho provata) le pompette leggermente piu piccole ma fatte  come un corpo di plastica da premere (una sorta di tasca): si fa molta piu' fatica e l'attacco col palloncino non e' cosi preciso.

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