23.11.12

ITA Primo viaggio in 4: il ritorno!

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DISCLAIMER PER LE LETTRICI AFFEZIONATE Quando vado via per qualche giorno, pare che una banda di elfi scatenati si diverta a mettere a soqquadro tutta la casa: i metri cubi di casino che sto ancora affrontando sono la ragione del ritardo nello scrivere della mia prima esperienza, a lungo aspettatata, con impazienza ( ferma qui dalla 38esima di gravidanza fino ai due mesi e mezzo di Alice, un record) e timore ( la mia schiena ce la fara'? svvero' di sonno arretrato sulle scale della metro mentre mi illudo di essere Hulk e cerco di salirle con la Viatrix, la Meraviglia e il Passeggione ?).

Primo viaggio in 4: il ritorno! 
(in corsivo i tips strategici e parafilosofici di una madre viaggiatrice con un sacco di sonno arretrato)

Eravamo li' in piedi pigiati nel "pianerottolo" del treno, quello spazietto fuori dalle carrozze dove quelli che sono di fretta o hanno i bagagli grandi si ammassano tutti alcuni minuti prima che il treno arrivi a destinazione.
Non che noi fossimo di fretta, ma siccome la Viatrix si era comportata benissimo girandosi e rigirandosi sul sedile bello spazioso del Tgv, non volevamo sfidare ulteriormente la sorte e concludere con un repentino

14.11.12

Ruggine & Polvere

4 comments:
Il momento del primo viaggio di famiglia in versione 4 e' prossimo.
Non sono ancora riuscita a mettere insieme le valigie, ho scritto la lista ma ogni mezz'ora mi e' venuto in mente altro da aggiungere. Idem con la borsetta delle cose importanti da tenere addosso (documenti, biglietti etc.). I caricabatteria per esempio mi sono venuti in mente ora che sto scrivendo questo post.
La verita' e' che bastano 3 mesi e mezzo e anche l'astuta mamma viaggiatrice si ritrova un po' arrugginita. Dov'e' il piglio da valigia a cronometro, tipo miservequestomiservequelloschiacchiachiuditira e siamo pronte?

12.11.12

Italians abroad - gusti sabaudi

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Non importa da quale regione tu provenga, quando ti ritrovi tra italians a tavola scatta sempre il memento dei sapori mancanti nello stomaco e nella dispensa: il crudo, i gianduiotti, la coppa, il crema&gusto, i funghi secchi, il pecorino, il pan grattato, il panforte, le gocciole e gli abbracci,  lo stracchino...
Ma hai le papille sabaude se il bene sommo ed introvabile, nemmeno da Eataly a New York, quello che magari non bevi da secoli ma di botto ti rendi conto vorresti proprio a fine di questo pasto, ora e subito (e possibilmente col ghiaccio), e' questo.

dedicato a Riru, Silvia, Pomodoriverdiinlond, eroLucy e tutti quelli che hanno una radice di sangue, di cuore o di stomaco a Torino.

(giuro, secondo e ultimo post che finisce con un amaro, altrimenti mi faccio la fama di madre allattante in crisi d'astinenza da alcool)

9.11.12

ITA La camicia a quadrettoni

9 comments:
Oggi, mentre tornavo a casa  sotto il sole che spaccava il vento delle montagne, con uno zaino sulla schiena, la piccola infagottata davanti, le braccia tese a  spingere il passeggino con dentro la grande e i manubri carichi delle buonezze reperite per la gioia familiare del weekend (una tonnellata di agnolotti del plin, cannelloni ripieni, formaggi assortiti di malga, verdure d'orto e non d'Olanda, zucchine verde chiaro, pomodori maturi e mandaranci di Sicilia, le uova della vecchietta matta con le piume sul cappello), mi sono resa conto che mi mancava solo una cosa per essere come i Veri Uomini di anniottantesca memoria: una camicia a quadrettoni
Come lui, che di certo avrebbe saputo subito come estrarre i pennarelli da una borraccia.
Come lui che dopo aver dormito sotto la coperta di patchwork della nonna, usando la sella  come guanciale, si alzava all'alba e passava tutto il giorno sul  suo destriero a guidare la mandria su e giu' per le praterie.
Come lui che anno dopo anno si e' fatto un mazzo cosi' nella merda delle stalle e giu' dai burroni a salvare i cavalli per poi avere dei figli schizzinosi che salvano anfore o concertisti.

Per una madre, la giornata non e' mai finita, ma e' il mio lavoro e l'ho scelto io
Arrivare appena in tempo ad impedire i disastri di mia figlia di due anni, farmi mungere dalla piccola e cambiare a rotazione pannolini pieni di cacca e pipi'.
Queste sono le mie soddisfazioni, queste bimbe, questi profumi, cose uniche.

Stasera aspettero' che le bimbe si addormentino, che fuori si scenda sotto zero, mettero' la camicia, la copertina sulle gambe, apriro' il nuovo numero di marie claire idee di natale e mi sentiro' pronta per affrontare un'inverno pieno di disastri da evitare, di cacca da cambiare e di tanto tanto amore.

Dedico questo post  a Francesca che il veterinario l'ha sposato davvero e ieri ha dato alla luce Matteo (la camicia a quadrettoni te la porto a Pinerolo)

8.11.12

ITA I frutti dell'autunno 2012

5 comments:
Questo e' il mio personale thanksgiving 2012.
Tutto e' iniziato alla fine dell'estate: hanno iniziato a spuntare inaspettate intorno a me, dopo aver deciso di lasciar perdere perche' le avevo cercate senza successo per troppo tempo. Mano a mano che fa piu' freddo si presentano sempre piu' numerose e, soprattutto, dopo averne trovata una, le altre si sono rivelate seguendo una sorta di cerchio. Come i funghi.
Quest'autunno, di colpo, questo posto che e' stato cosi' tirchio di amicizie per gli ultimi 4 anni, mi sta portando finalmente ad incontrare persone simpatiche, intelligenti, alla mano e con le quali sia io che il Senator abbiamo svariate cose in comune. Alcune totalmente nuove, altre ritrovate qui per i meravigliosi e misteriosi meccanismi degli spostamenti expat.
Come dire, proprio ora che ci eravamo rotti e stavamo seriamente pensando di levare le tende.
Come dire, che adesso se restiamo ancora un po', siamo contenti.
Come dire, che oltre a ricevere i nostri amici come ospiti o andarli a trovare, finalmente possiamo anche fare due chiacchere in amicizia davanti a un piatto o ad un caffe' senza che cio' comporti svariati km di spostamento.
E siccome su questo tema mi sono lamentata assai e assai, e' giusto che chi di voi mi ha fatto da spalla su cui piangere, sappia che di botto, inaspettatamente, sto tornando ad avere una vita sociale in loco.
E non solo perche' essendo mamma di una dueenne e' piu' facile incontrare altre mamme expat alla ricerca di pargoli non francofoni con i quali far giocare i figli non francofoni...e' proprio  una questione di c..hance :-)



7.11.12

ITA Diamo a Jill quel che e' di Jill

3 comments:
Onestamente,delle email sempre piu' minatorio- catastrofiche di Jim Messina &Co non ne potevo piu'.
Ieri gli strateghi della campagna democratica abbiano raggiunto l'apice dell'aggressivita' creativa nel titolare l'ennesima cosi': MAKE 3 CALLS NOW - THERE'S NO TOMORROW.
Oggi si parla dei vincitori, Obama e Biden e dei vinti Romney e Ryan. Si parla di Michelle.
Io, care mie quattro lettrici , se gia' non la conoscete, vorrei porre la vostra attenzione su una donna che e' davvero cool, tosta, forte.
Non so negli Stati Uniti, le bloggers oltreoceano potrebbero dirmi, ma di sicuro qua in Europa passa in sordina proprio perche' gia' Michelle e' cool, tosta e forte e  lo spazio sui media per le donne cosi' e' limitato: dal Sun al Corriere, vuoi mettere quanti piu'  click ti fa un link alle varie grandifratelline e alle generiche tettonesenzartenepparte?
Non sono una fan sfegatata di Obama, ma sono contenta che per i prossimi quattro anni, a rappresentare coloro che fanno un lavoro importante (l'educazione e' il cemento del futuro di ogni nazione), ci sia ancora lei, Jill (qui il suo blog ufficiale e soprattutto qui le valuazioni dei suoi studenti)

5.11.12

ITA Where are you from?

9 comments:

All'inizio e' facile:
Io sono Italiana
Io sono Polacco

Poi ci si  mette insieme, e where are you (tu) from? diventa where are you (voi) from?
Io sono Italiana, lui e Polacco


Poi ci si sposa e where are you from? diventa
Io sono Italiana, Lui e' Polacco, viviamo a Ginevra


Con le opzioni,  
-ma dove vi siete conosciuti?
A Torino
- e come mai vivete Ginevra?
Perche' io non volevo tornare a Bruxelles 
- e  che c'entra Bruxelles?
ad un certo punto da fidanzati siamo andati a vivere insieme li', io da Pavia e lui da Varsavia, ma poi io sono tornata in Italia per lavorare a Milano
(a questo punto se l'interlocutore e' italiano non puo' fare a meno di domandarmi come mai stavo a Pavia se ho l'accento toscano, cosi' mi tocca pure la geografia dei miei genitori)
- e come mai avete la targa francese?
perche' lui lavora a Ginevra ma abitiamo al confine con Ginevra, in Francia

Poi nascono le bambine hanno il passaporto Svizzero?
No, sono nate in Francia, e anche se fossero nate in Svizzera comunque avrebbero avuto la nazionalita' Italiana e Polacca, non svizzera cosi' come non hanno quella francese.

Insomma, io a meta' della presentazione geograficotemporale della nostra famiglia sto gia' per addormentarmi e immagino che il mio interlocutore abbia gia'
- perso il filo (possibile)
- rimpianto di avermi chiesto where are you from (probabile)

Vorrei che esistesse una versione short di tutto questo e forse ha ragione il Senator quando e' negli Stati Uniti e gli chiedono where are you from a rispondere semplicemente Madagascar , allontanandosi velocemente prima che l'effetto shock svanisca e lo bombardino di ulteriori domande.


PS, Siccome c'e' sempre  qualcuno che dice: uff, tutte ste (piu' o meno casalinghe) expat che riempiono i loro blog di considerazioni sul vivere qui e la' , fa bene leggere sull'Harvard Business Review di un uomo, italiano, professore e lavoratore con stipendio (a differenza delle casalinghe, lavoratrici senza stipendio) che, sostanzialmente, fa le stesse considerazioni sul vivere qui e la' e sul rispondere al where are you from...io l'ho letto tutto di fila facendo si si con la testa :-)
Moving Around without Losing Your Roots

2.11.12

ITA The Push Present

6 comments:
Sarebbe il regalo che la donna riceve dall'uomo in occasione del parto.
Non che ce ne fosse bisogno, dell'ennesima tradizione commerciale all'americana, ma anche io prima che nascesse Alice ho espresso un desiderio, e il Senator ha fatto si' che cola' mi aspettasse al mio rientro dall'ospedale.
E ogni giorno mi chiedo come ho fatto per tutti questi anni senza.
Specie nei giorni come oggi, che fuori fa un freddo becco, due amici con figli hanno lasciato casa nostra dopo 3 giorni in visita e il prossimo ospite atterra' tra un'ora.
Forse non il piu' romantico dei push presents, certamente il migliore che potessi ricevere per aumento della qualita' della MIA vita.

1.11.12

Guest Post - Ndo vai se il Carnevale non ce l'hai

1 comment:
Ecco un guest post ospitato dall'illustre signora Trippando dove vuoto il mio sacco riguardo Halloween

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