9.2.13

Be aware & beware

Che siccome un po' di Varsavia ne sappiamo,  in queste sere con il Senator non solo ci ritroviamo ad incrociare gli annunci degli affitti con google map e  a sognare di cene fuori romantiche con le bimbe affidate ad una baby sitter dal costo umano, ma parliamo anche delle spiacevolezze che sappiamo ci aspettano, perchè alla fine lo shock culturale non lo avro' solo io, ma anche lui che ha passato questo ultimo terzo della sua vita quasi ininterrottamente all'estero.
Quel lato oscuro della forza di cui siamo coscienti e dalle quali dovremo proteggere noi stessi ma soprattutto le bimbe.
  • I giudizi non richiesti sui figli altrui (in Francia la gente e' troppo occupata dalla propria numerosa prole per intromettersi sullo spessore o la pulizia del vestiario dei nani altrui, sul modello di passeggino che usi etc)
  • L'ossessione per i loghi e le marche di chi  si ritrova abbiente dopo aver sofferto da piccolo la mancanza dei beni di consumo dell'ovest (Ognuno è libero di aver le sue priorità, ma non sopporto che si cerchi di convicermi che ho bisogno dell'Aifon se io preferisco investire quegli stessi soldi in piu' biglietti aerei e girare col celcitofono)
  • L'arroganza e l'impazienza di chi è abituato troppo bene dalla cultura del servizio all'americana (tutto sempre aperto, tutto sempre possibile, tutto sempre rimborsabile, tutto sempre cambiabile)
  • La mentalita' da conserva, soprattutto quando la troviamo nei nostri coetanei perchè è quella che ci si aspetta di meno e ci urta di piu', e la loro paura del diverso mascherato da spregio.
  • La mancanza generalizzata di buona educazione: sicuramente non ci arrenderemo all'assenza del saluto, del sorriso, del commiato, ai parcheggi selvaggi sui marciapiedi, alla gente che salta le code o ti urta col carrello e nemmeno chiede scusa. A costo di esser considerati degli svitati, noi saluteremo, sorrideremo, lasceremo post it con scritto che non si parcheggia a quel modo, perchè a comportarsi da stronzi non ci si guadagna nulla e si peggiora la vita nostra e di chi ci passa accanto.
E se  notate che l'avere un po' piu di agi (donna delle pulizie, asilo, baby sitter, taxi quando nevica o piove...) mi rende non solo meno stanca ma anche meno empatica, per favore mandatemi un calcio nel sedere per email: ci ho messo 33 anni a diventare cosi' e l'idea e' quella di continuare a svilupparmi in meglio, non di bacarmi passando vicino alle mele marce.

5 comments:

  1. Troverete senz'altro anche molte cose positive, vedrai. E tieniti stretta il tuo celcitofono, che si può fare! Se riesco a sopravvivere senza nessun cellulare io, che sto a due passi dalla valle di silicio!

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    1. grande Silvia...ma non avevo dubbi, tu sei la mia anarconarratrice di riferimento!
      Siamo contentissimi di questo spostamento e di cose positive ce ne saranno moltissime, specie perchè è la prima volta da quando ho lasciato Torino nel 2004 che vado a stare in un posto dove ho cosi' tanti amici e conoscenti, ma consideriamo anche un vantaggio il sapere già grosso modo quali deatheaters dovremo combattere :-)

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    2. Urca, anarconarratrice mi piace! Grazie!

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  2. niente, dal cell non riesco a commentare e ancora non ti ho fatto le congratulazioni e l'in bocca al lupo per questo cambiamento! polonia vs svizzera. wo! leggo che lo spirito e' quello giusto, avventuroso e assennato, quindi so che te la caverai, donna circondata da figlie!

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  3. Ma sono certa che non cambierai, anzi, riuscirai a migliorare anche coloro che frequenterai, li contagerai, insomma! Dalla tua descrizione di Varsavia, sembra quasi che vi trasferiate in una qualunque città italiana.... In bocca al lupo!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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