12.4.13

Primi giorni e lezioni di vita Varsaviesi -3

Uno dei miei maggiorni talenti naturali e' riuscire a indovinare quello che dice la gente in qualsiasi lingua, pure in Cinese:: davvero, ci azzecco meglio dei supercampioni di quei quiz coi pacchi!
Poi ovviamente non ho la piu' pallida idea di come rispondere ma me la cavo tra gesti, larghi sorrisi e disegnini, laddove il mio interlocutore non parli ne' inglese ne' francese ne' spagnolo (non lo parlo ma sono campionessa di itagnolo cialtrone applicato).
La tentazione di installarmi qua a Varsavia e campare di disegnini, approfittando che un numero sempre crescente di persone parla inglese, c'era.
Pero' mi sono fatta coraggio, che diamine, ho solo trentatre' anni, dovrei ancora farcela ad imparare qualcosa di nuovo, e' una sfida all'orgoglio personale!

PREMESSA ALLA LEZIONE N.3
3 o 4 mattine la settimana, per un totale che sara' di 30 volte, alle 9 arriva Iulita, la mia insegnante, e per 90 minuti cerca di installarmi il microchip di polacco nel cervello: in questa prima fase mi sta insegnando a pronunciare, visto  che per me e' il piu' grosso ostacolo all'esprimermi, molto piu' che la mancanza di parole.
90 minuti di s normale, s con accento, sc, sz, si, rz, z, z con pallino, szcz, cz, ch, c con accento, ...ne esco intellettualmente ubriaca.
Dopo i miei primi tre giorni di lezione ho deciso per esercitarmi di leggere  tutto quello che vedo: solo che se lo faccio nella mente non riesco bene, per cui mi ritrovo a fare la materconvoglio declamante in giro per la citta': spingere! tirare! obliteratrice! pannolini! filetti di tacchino! ascensore! biglietto da 1 corsa! arance in offerta! attenti al cane! voi siete qui!
Con alcune parole faccio una fatica tremenda: per fortuna non abito in Aleje Jarozolinskie perche' ogni volta mi intorcinerei a dirlo, ma sto valutando per facilita' di pronuncia l'idea di darmi ventinove anni (dwadzieścia dziewięć lat) anziche' trentatre' (trzydzieści trzy lata).
Al momento la parola piu' difficile per me da pronunciare e' szczęśliwy, ma Iulita  dice che tanto non c'e' rischio che questa parola debba usarla troppo spesso nelle conversazioni con la gente del luogo.

Lezione n.3 : nei rari casi in cui dire "vengo dall'Italia" non ispira comprensione, aiuto e simpatia, ho fatto mia la triade nie rozumie, nie wiem, nie pamietam (non capisco, non so, non ricordo)

COMMENTI DISQUS

  • Laura V 3 days ago

    Solo per curiosità.. szczęśliwy cosa mi sta a significare?

  • marina del santo 3 days ago

    il mio maledetto account gugol fake...sono tiziana!

  • marina del santo 3 days ago

    shtenshlive (viva gugol traduttore!)...spero che invece lo pronuncerete tante volte! Bacioni

  • Baby1979 3 days ago

    Io sono messa ancora un po' così con l'americano :-)

  • Cecilia Costantini 3 days ago

    Sei della mia stessa scuola, del 'capisco una parola ogni 50 e per il resto immagino'. Anche in sloveno avevo lo stesso problema con le s, š, č, c, z, ž, la pronuncia non è difficile, il problema è quando te le ritrovi tutte insieme in una parola... Io le mischiavo sempre! Dai, pensa agli stranieri che devono pronunciare GLI in italiano e si slogano la lingua!

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