16.7.13

evacuation aircraft infant children - evacuazione aereo infant bambini


Queste sono le quattro parole che ho pestato furiosamente su vari motori di ricerca interna a siti di aviazione e su google nei giorni scorsi, dopo aver visto le immagini dell'evacuazione dei passeggeri, inclusi genitori e mamme con infants e bambini piccoli, dall'aereo schiantatosi all'aeroporto di San Francisco qualche giorno fa.
Perche' aldila' delle istruzioni date durante il briefing di decollo ( " in caso di depressurizzazione prima dobbiamo mettere la nostra maschera e poi quella dei bambini," "giacchetta di salvataggio per la creatura e' sotto il nostro sedile o ci viene consegnata insieme alla cinturetta aggiuntiva", "sulla scheda plastificata c'e' un disegnino della posizione di atterraggio in emergenza con un infant sulle ginocchia"), che cosa di dovrebbe fare davvero, in quei pochi minuti dal momento in cui l'aereo e' atterrato male ma siamo ancora tutti vivi e dobbiamo uscire fuori al piu' presto, avendo con noi dei bambini piccoli che non sono in grado di camminare o di seguire delle istruzioni, che sicuramente hanno paura e piangono, non ce lo spiega nessuno.
Sull'argomento, nell'oceano di internet nelle lingue a me conosciute (inglese, francese ed italiano, invito chi mi legge e sa il giapponese o il tedesco a fare a sua volta una ricerca) non ho trovato quasi nulla, tranne due reports della Flight Safety Foundation che illustrando due esercitazioni (evacuazione con infants da porte sulle ali e da porte in testa e coda con scivoli) e i reports della FAA circa vari incidenti aerei, dove e' analizzata ogni evacuazione (tipo e numero di passeggeri, quali porte erano aperte e quali no, comportamenti a bordo etc) e da questi materiali ho evinto alcune cose, alcune ovvie, altre meno

Comincio con le buone notizie, visto che sono una di quelle persone che hanno paura di volare:
le probabilita' di essere coinvolti in un incidente aereo sono di 1 su 3,4 milioni considerando  le 78 maggiori compagnie aeree del mondo, 1 su 10 milioni considerando le 39 migliori (e piu' note). Le probabilita' di rimanerci secchi sono di 1 su 4,7 milioni sul campione di 78 compagnie aerre e 1 su 19,8 milioni sul campione delle 39 migliori. Su questo sito potete verificare i dati relativi alle principali compagnie aeree suddivise per continente.
Tralasciando le compagnie aeree di nicchia, quindi nell'eventualita' di ritrovarsi in incidente aereo, le possibilita' di cavarsene fuori vivi sono quaai il 50% e tutti gli esperti sono unanimi nel dire che questo quasi 50% dipende in piccola parte dalla fortuna e in gran parte dall'azione adatta dei passeggeri (un evacuazione dovrebbe durare al massimo cinque minuti, poi i fumi possono intossicare chi e' ancora a bordo e impedire la vista per uscire).

Cose ovvie ma tanto ripeterle male non fa: 
- andare in aereo indossando abiti di materiali non sintetici, che potrebbero sciogliersi o prendere fuoco.
- niente nelle tasche (penne, monete etc), qualsiasi cosa che nel caso di posizione di emergenza potrebbe farci male premendo contro il nostro corpo)
- scarpe comode, meglio se suola di cuoio e tomaia di pelle, zero tacchi, sandali o ballerine di plastica
- capelli legati se si hanno i capelli lunghi
- mettere tutto il non strettamente necessario nella cappelliera e tenere lo strettamente necessario nella reticella attaccata al sedile davanti: in caso di forti turbolenze o atterraggio di emergenza  borsette e sacchetti, sciarpe e bloc notes possono comportare serie difficolta' di movimento o ferire.
- durante "il balletto" degli assistenti di volo, visualizzare per davvero le uscite di emergenza: spesso quelle piu' vicine potrebbero essere dietro la tenda che separa la business dall'economy .
- chiedete conferma della presenza dei giubbetti di salvataggio per i bambini sotto i vostri sedili, date un occhiata alle istruzioni riportate sopra su come farle indossare al bambino. 

LA CINTURA DA INFANT E ALTRI SISTEMI DI SICUREZZA

L'utilizzo e l'efficiacia della cinturetta per tenere il bambino sulle ginocchia e' da sempre dibattuta: nei voli interni americani non e' utilizzata, in quelli europei si, nei voli internazionali sempre. Ci sono studi che dicono che il bambino nella cinturetta muore facendo da airbag umano al genitore, quelli che dicono che se il genitore riesce a tenere bene la brace position (piegato in avanti col bambino sdraiato  sulle propria  ginocchia in orizzontale, tenendolo con un braccio lungo il corpo e la testa , la propria guancia contro la guancia del bambino, e l'altro braccio sotto le propria ginocchia), la cinturetta aiuta la manovra.
Tutti sono d'accordo che sarebbe meglio mettere l'infant dentro un seggiolino per auto, ma che effettivamente la maggioranza dei sedili hanno misure non compatibili con i seggiolini. Passano gli anni e ancora ne' quelli che fanno i seggiolini ne' quelli che fanno i sedili per gli aerei hanno avuto voglia di mettersi d'accordo una volta per tutte su delle misure standard.
I bambini piu' grandi hanno la cintura in vita come gli adulti e onestamente non saprei dire se mia figlia, che non ha ancora tre anni ce la farebbe a stare in brace position da sola...per questo penso che alla fine mi dotero' del famoso CARES, che purtroppo in Europa costa il doppio che negli Stati Uniti, ma cerchero' di trovarlo usato...un bambino fino a 20 kg nel CARES e' ben allacciato come dentro un seggiolino auto ed e' per forza di cose nella posizione corretta per atterrare d'emergenza o meno.

EVACUAZIONE
Nei due report che ho citato hanno utilizzato dei bambolotti del peso e della statura di infants da 0 a 6 mesi, da 6 a 18 e da 18 a 24 mesi. Le prime esercitazioni sono state eseguite senza fumo, la quinta ed ultima con fumo ma il tempo di evacuazione e' stato identico, a riprova che una volta presa confidenza con l'aereo, non e' rilevante vedere bene o meno.
Questi due testi mi hanno fatto fare mente locale su alcune cose
- i bambini si possono prendere in braccio verticalmente o orizzontalmente, nel primo caso con una mano proteggendo collo e testa  mentre nel secondo proteggendo collo e testa con l incavo del braccio. Le persone che hanno partecipato all'esercitazione hanno realizzato che fosse piu' pratico tenere orizzontalmente i bambolotti fino a 6 mesi, mentre quelli piu' pesanti in verticale.
Io mi dico che d'ora in poi viaggero' sempre con l'ergo allacciato in vita cosi' ci posso mettere in due secondi la creatura piccola dentro e tirarmi su gli spallacci e ho entrambe le mani libere per slacciare la grande e portarla per mano all'uscita o mettermela sulle spalle, tenendola con le sue gambe agganciate nelle mie braccia, da sotto, fino all'uscita.
- nell'uscire dalle porte sulle ali, che sono piu' strette, i partecipanti hanno riscontrato difficolta' a passarci attraverso con  i bambolotti sopra i 18 mesi, ma contemporaneamente hanno esitato a passare i bambolotti alle persone gia' all'esterno nelle prime esercitazioni, non conoscendo a chi affidavano i bambolotti. Questa esitazione rallenta l'evacuazione e diminuisce quindi le probabilita' di sopravvivenza di chi e' ancora all'interno dell'aeromobile.
Meglio far sempre due parole col passeggero piu' in forma fisicamente vicino al proprio posto a sedere
-nell'uscire dalle porte in testa e coda, provviste degli scivoli gonfiabili, molti si appoggiano con una mano per sedersi, diminuendo la forza con cui tengono il bambolotto e quindi la sua sicurezza, e soprattutto rallentando l'evacuazione: e' molto piu' veloce saltare dalla porta sullo scivolo anche se farlo con un bambino in braccio richiede uno sforzo mentale notevole.
Mi devo mettere a saltare sul letto con mia figlia in braccio o nell'ergo, prima di partire, tanto per vedere che effetto mi fa

La lettura delle analisi dei vari incidenti aerei disponibili sul sito della FAA ha confermato la necessita' di saltare sugli scivoli e passare i bambini all'esterno ad altri quando sono bambini troppo grossi per portarli insieme con noi, e mi ha fatto anche riflettere su quest'altra cosa: in quasi tutti gli incidenti refertati c'erano a bordo madri che viaggiano da sole con uno, due, tre bambini: coloro che si sono salvati tutti sono sempra stati quelli in cui o il bambino piu piccolo e' stato portato dalla mamma in un body carrier e quindi lei aveva le mani libere per accompagnare con se' gli altri, oppure lei e' uscita con il piccolo in braccio e l'altro o gli altri figli sono stati accompagnati fuori da altri adulti  ANCHE DA ALTRE USCITE.
Avere il sangue freddo di affidare i propri figli ad estranei in una direzione opposta alla mia non mi verrebbe naturale, pero' mi rendo conto che ha una sua logica.

Bene. Non ho nessuna voglia di mettere alla prova questa conoscenza teorica, ma la prossima volta che saliro' in aereo dovrei avere un 5% in meno di panico rispetto al solito, e mi auguro lo stesso di voi :-)






8 comments:

  1. Grazie Vale, bel post!

    Aggiungo solo che qui in USA quando si compra un car-seat e' possibile controllare se ha il bollino che indica la compatibilita' per essere portato sugli aerei.
    E' scomodo portarselo dietro per l'aeroporto e anche agli scali, ma vedo che alcuni lo fanno.

    In effetti non credo che avrei il sangue freddo di affidare mio figlio a un completo estraneo in quel momento, ma come dici tu e' la cosa migliore da fare!

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  2. che ansia vale... io anche in aereo sempre con l'ergo allacciato (ormai anche in casa, è una parte di me), ma non credo che sarei in grado di affidare mia figlia grande a qualcuno che la porti a un'altra uscita. nella stessa forse. però che ansia. che ansia.

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  3. penso che se le compagnie aeree organizzassero dei corsi di training con bambolotti molti genitori parteciperebbero volentieri, anche a pagamento; a causa però dei bassi numeri di vittime di incidenti aerei che hai citato, mi sa che mancherebbe il rapporto costo/beneficio, per questo non ci sono abbastanza esperienze o studi in merito...potresti lanciarti su qualche scivolo gonfibile dei parchi gioco per bambini e vedere che effetto fa!

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  4. Il 5% in meno di ansia? Me ne hai fatta venire il 70% in più! :D
    Ma hai ragione, non ci avevo mai pensato ed, invece, è meglio essere preparati. Sì, dovrebbero fare dei corsi di preparazione, si dovrebbe cominciare a dirlo alle compagnie aeree.

    Ottima idea il salto sugli scivoli gonfiabili dei giochi per bambini...fatti in un luogo in cui nessuno ci conosce per non essere bollate come adulti pazzi ed infantiloidi...
    Mila

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  5. Perché il mio commento è quaggiù in castigo? :(
    Mila

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  6. ciao Mila, avevo fatto un pasticcio io con il mio commento sopra ecco perche' :-D


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  7. Brava, post molto serio e approfondito. E le statistiche sono davvero confortanti.

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  8. Cara Valentina, come ti ho già detto trovo che con molti tuoi post superi di gran lunghe le mie conoscenze in tema aereo.
    Citando le statistiche come hai fatto tu, si può dire senza dubbio che un aereo è molto più sicuro di una macchina in termini di numero di incidenti. Tuttavia se essi dovessero avvenire le probabilità di uscirne senza farsi male sono ovviamente molto più alte in auto, che in aereo.
    Da un punto di vista tecnico, si potrebbero fare moltissimi discorsi...ma, a mio parere, in molte persone genererebbero più ansia che sicurezza.E io sono una di queste.
    Dopo aver fatto l'esame sui sistemi di sicurezza dell'aereo non volli salirci per un bel po'.
    La sostanza è che, in situazioni d'emergenza, secondo me, non si è MAI preparati davvero.
    Per farti un esempio, quando ho avuto un tamponamento in autostrada..la prima cosa che ho fatto è stata fiondarmi fuori dall'auto, a rischio di essere investita dalle altre auto. é universalmente noto che è una procedura che non si DEVE fare, ma in quella situazione l'istinto ha prevalso.
    E così avviene sempre.
    Per cui sarò davvero poco tecnica e poco utile nel dire che la cosa migliore e più sicura...è crearsi meno ansie possibili!Talvolta l'ansia di seguire esattamente le procedure corrette mette più in pericolo dell'istinto di salvarsi!
    Detto questo....incrociamo le dita e parliamo di queste cose con scaramanzia...sperando di non viverle mai!
    Un abbraccio forte!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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