25.11.13

La zappatrice

Non ho smesso di lavorare per fare la mamma.
Ho smesso di lavorare per fare la moglie.
Di mio marito.
Nel senso, avessi sposato un altro che faceva un altro tipo di mestieri e aveva un altro tipo di ambizioni, e' molto  probabile che non avrei scelto di smettere di lavorare.
Pero' ho scelto lui.  Lui e' uno di quelli  che meta' tempo sono o in aereo per andare a far la giornata di lavoro altrove, o a far la giornata di lavoro altrove o sull'aereo di ritorno. E nell'altra meta' del tempo lavorano in ufficio, stanno insieme alla moglie e alla prole, vedono qualche amico, dormono qualche ora. Nel frattempo in entrambe le meta' di tempo  leggono, studiano, pensano, scrivono, parlano, incontrano, progettano, cucinano, festeggiano, mangiano, bevono, altre cento attivita'  e  si stirano pure le camicie prima del prossimo volo.

Lui rientra alla base o stanco morto o accelerato come un missile destinato a Plutone.
Lui rientra alla base con addosso questioni morali, filosofiche, politiche ed economiche tutte concatenate insieme che a volte lo lanciano oltre nuovi confini intellettuali, e altre lo affondano come catene.
Le catene vengono lasciate fuori dalla base, i nuovi confini vengono dibattuti dentro.
Lui rientra alla base pieno di imput umani, numerici, cartacei, pratici, filosofici, praticamente in uno stato di prossimita' al corto circuito mantenuto costante dalle sue stesse buona volonta' e buona fede che da questo stato possano nascere i lampi di genio per fare il meglio, per dare il meglio.

Se ogni volta che lui fosse tornato alla base le mie capacita' di riagganciarlo al nostro piccolo cosmo fossero dipese da una mia giornata professionale, con i miei problemi e le mie preoccupazioni, tante volte l'aggancio non sarebbe riuscito, e siccome per meta' tempo e' in orbita, avremmo condiviso e costruito molto di meno.
Se non  avessi deciso di smettere di lavorare, probabilmente saremmo comunque insieme e probabilmente saremmo insieme in un modo molto diverso dal nostro. Non avremmo le stesse chiavi di comprensione, di appoggio, di tenerezza, di allegria, di confronto, di sensitivita' reciproche. Ne avremmo altre forse, o alcune di queste stesse, ma non tutte.
E su questi mattoni in meno avremmo poi dovuto costruire l'allargamento da coppia a famiglia.
E li' si che sono sicura che saremmo diventati una famiglia diversa da quella che siamo.

Se non avessi deciso di smettere di lavorare, non sarei stata in grado di curare e di far evolvere il nostro rapporto nel modo in cui e' oggi.
Non e' detto che sara' sempre cosi'. Potra' accadere che il suo lavoro cambi o piu' semplicemente ad un certo punto saremo cosi' ben rodati che non sara' piu' necessario che io garantisca il servizio di manutenzione minimo giornaliero al rapporto tra di noi e percio' questo potra' diventare da mestiere maggiormente a  mio carico, un mestiere ripartito in parti uguali. Potrei ricominciare a fare l'avvocato o ad insegnare quel che so di diritto comparato. O potrei fare tutt'altra professione, indipendentemente dai miei studi.
Oppure no.
Sono arrivata al punto che della questione non me ne preoccupo piu' e per questo posso finalmente scriverne apertamente, senza timore di esser giudicata: non penso vi sia nulla di sbagliato nel fare a tempo pieno l'onorevole mestiere della zappatrice che prepara costantemente, stagione dopo stagione, la terra su cui esplode poi l'orto.

28 comments:

  1. E fai bene, Valentina!
    Stai facendo quello che ritieni giusto per il bene tuo e della tua famiglia e non c'e' nulla di piu' importante ;)

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  2. piu' che altro erano mesi che rimuginavo sul fatto che si spendono migliaia di parole sulla questione donne che scelgono lavoro/maternita' a tempo pieno mentre di questo tipo di scelta non ne parla quasi nessuno....
    stasera che il Senator e' in un punto tra Doha e Jakarta e le bimbe si sono addormentate tardi, ero abbastanza sola e stanca per lasciarmi andare e raccontare questa padellata di affari miei :-D

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  3. Mi è piaciuto molto questo post. E' vero, di questa scelta non se ne parla mai perché agli occhi degli altri è meno "nobile", magari se non puoi lavorare per avere seguito la persona che ami bhè allora stai rinunciando a te stessa e bla bla bla. Ogni coppia sa cosa è meglio, al momento io soffro molto il fatto di non lavorare, ma nonostante i momenti difficili so che ora abbiamo il nostro equilibrio e tengo di più a quello. Quando le cose cambieranno (io o lui cambieremo) magari prenderò altre decisioni. Sai quanti mi dicono ma perché tuo marito non cambia lavoro? Potreste decidere dove stare, farvi una famiglia e sareste più felici! Più felici? Io ho scelto una persona che è quella che è anche per quello che fa e in un mondo dove ormai davvero pochi hanno la fortuna di fare della loro passione un lavoro perché dovrei negarglielo? Io, come te e tante altre che espatriano etc, ho scelto una persona, non uno "status" o una condizione. Ma i giudizi non richiesti degli altri, beh quelli non cambiano mai! Ben vengano tutte le zappatrici :)

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  4. Valentina capisco perfettamente...ma mi sono accorta che tanto c'è sempre qualcuno pronto a dire la sua....l'importante che tu stia bene ....e mi sembra proprio così.

    brava ragazza...coltiva

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  5. Un post fiero e agguerrito che fa un gran bene leggere. A noi che zappiamo terre dubbie e altrui. Mi rismuovi certi pensieri che non riesco a mettere in linea.

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  6. Che emozione leggere queste parole, descrivi una sensazione che io non ho mai provato perche' sono nella situazione esattamente opposta, e a Volte vorrei poter smettere non solo di lavorare (per un periodo, non per sempre) ma anche di preoccuparmi sempre, dato che sono io che ho permesso l'espatrio e sono io che mantengo la famiglia all'estero. Ma quando sei stanca, incinta, con anche un figlio piccolo, senza parenti vicino, e anche sotto pressione sul lavoro, magari dovendo viaggiare, mi chiedo se la parita potra mai esistere veramente, e soprattutto mi domando se sto chiedendo troppo a me stessa, perche' una Donna che e' madre avra sempre un carico di stanchezza in piu del padre, e se lo sommo a tutto il resto, mi accorgo di essere mancante sia sul lavoro che in casa. Non pensavo sarei mai arrivata a pensarlo, ma avrei bisogno di un periodo a casa anch'io a godermi i miei figli e per una volta, a fare io l"orto".

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  7. @havas anche a me all inizio mancava lavorare,specie xche nn conoscevo nessuno.. Pero' ci tenevo al nostro equilibrio piu che ad avere colleghi d'ufficio con cui parlare.
    @mariab, si la stanvchezza di esser mamma senza appoggi e senza aiuti di due piccoli con poca differenza d eta' e' uguale, che una madre lavori fuori o zappi in casa, I figli stanno prima di tutto nel cervello,dice mia madre. Anche il senator dice che se volessi tornare ad avere una professione si metterebbe volentieri a far l orto perche' mi invidia che I miei risultati di zappa sono piu' a lungo termine e a largo impatto dei suoi ;-)

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  8. Cara Valentina, nessuno ti può giudicare, anzi sei una donna ammirevole, ti ammiro proprio per questo, perché io potrei fare quello che tu fai per dei mesi, forse per uno o due anni, ma non potrei coltivare nessun rapporto sereno se non avessi la certezza che una parte del mio tempo fosse dedicata al mio lavoro, perché per me è una parte irrinunciabile del mio essere tranquilla con me stessa e il resto del mondo...forse sono egoista? forse riuscirei a sacrificare la mia realizzazione professionale, che non è ambizione di carriera ne' di stipendio, se avessi la certezza che in condizioni opposte l'altro farebbe lo stesso? non lo so e del resto adesso non ho questo problema da pormi, ma se guardo te, per me sei un esempio da seguire come donna che sa scegliere il meglio per lei, il suo rapporto e la sua famiglia senza sensi di colpa

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  9. Mi piace molto questa immagine della "zappatrice".
    Ebbene sì, anch'io lo sono. Ed ho un marito come il tuo anche se, per fortuna, in quest'ultimo trasferimento è più stanziale di prima. Però non stacca praticamente mai e la sua testa lavorativa continua a pensare anche quando è a casa. Continuare a lavorare per me avrebbe voluto dire reinventarmi ogni paio d'anni in città e nazioni diverse e privare i miei figli dell'unico porto sicuro della loro vita movimentata. Ho preferito stare a casa rinunciando ad una parte di me che, certo c'è ancora, ma per ora è accantonata. Come dici tu, i figli cresceranno e poi si vedrà.

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  10. Per me post dell'anno, Vale. A mani basse. Io ci penso spesso a sta cosa del 'ma chi si occupa del contesto', e l,immagine della zappatrice (o zappatore?)casca proprio bene. Qua come sai al momento nessuno zappa, e chiaramente un po' si sente. E' una questione di sliding doors, di opportunita' e di come si evolve giorno per giorno. Lo stress in queste lande e' sicuramente anche perche' la domanda 'c'e' bisogno di zappare di piu' e' costante, e la decisione complessa. Sono molto d'accordo sul fatto che nessuna decisione sia definitiva, e bisgnerebbe smetterla di pensarla come tale. Ma soprattutto se stasera ti scrive mio marito chiedendoti di sta storia del zappare, spiegaglielo :D

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  11. Sei passata da me di recente, e lo sai bene quanto queste parole mi riguardino da vicino.
    A volte ho avuto paura che non avere un mondo fuori da riportare a casa e di cui parlare impoverisse me e di conseguenza il mio rapporto con lui; altre volte sento che quella rinuncia è la mia forza di accoglierlo quando esce dalla centrifuga. Riagganciarlo a terra come dici tu, a noi tutti.
    Bello leggerti così consapevole, sei di grande aiuto.

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  12. Cara, abbiamo lottato così tanto per la nostra emancipazione che ci siamo dimenticate che la vera emancipazione non sta nel lavorare e fare carriera ma nel poter esercitare il nostro diritto di scelta.
    Fare la moglie e la madre a tempo pieno é di per se un lavoro tra i più difficili e faticosi direi pure di tipo manageriale. Ora perché le donne hanno faticato tanto nei secoli per ottenere il diritto a lavorare non dobbiamo sentirci a disagio se invece vogliamo avere il diritto di scegliere di non lavorare. La conquista più grande é come ho detto la possibilità di scegliere che molte donne ancora, ricordiamocelo, non hanno.
    Io cara ti invidio, anche io vorrei occuparmi a tempo pieno della mia famiglia ma purtroppo i tempi di crisi non me lo permettono. Ho tante passioni ed interessi e so che potrei realizzarmi in quelle e non in un lavoro che invece di soddisfazioni me ne da poche.
    Goditi la tua faticosa occupazione e non farti mettere nella posizione di giustificarti da nessuno.
    Tuo marito sicuramente ti sarà grato a vita per avergli permesso con il tuo duro impegno di fare carriera e di ritrovare in una casa funzionale una famiglia solida ed accogliente.
    Ti abbraccio e ti seguo sempre con grande interesse.
    Ciao Sylvie

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  13. Sylvie qui sopra non hai un blog!? Ti prego aprilo perché una voce così farebbe comodo nel web. Seriamente.

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  14. Eccomi, la donna che molla il lavoro per essere moglie prima e poi, solo poi, mamma! Ed è vero, nessuno parla di questo tipo di scelta, perchè sembra che almeno in Italia una donna del genere è guardata con un misto di invidia/compatimento/rabbia e chi più ne ha più ne metta e tu ti senti sempre in soggezione, sembra che devi sempre stare a spiegare e a far capire...
    Ovazione a Sylvie, quello che dici è sacrosanto!

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  15. Questo post è veramente bello!
    La tua intelligenza e consapevolezza sono preziose!

    Un po' avevo già scritto nel post di Why, e vorrei averla pure io questa consapevolezza, magari su un piano diverso ma arriverà.

    E bello pure il commento di Sylvie, che rispecchia molto il mio sentire.

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  16. Sylvie, ti ringrazio per il tuo commento. il cui pensiero condivido, non volevo allungare troppo il post e in un certo senso ho affidato il messaggio di come sia appunto ironica questa conseguenza delle lotte per la nostra emancipazione

    grazie a tutte per i vostri commenti sentiti,e' un post che ho pensato molto a lungo, temevo di non riuscire a comunicare bene quello che volevo esprimere

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  17. Chapeau, cara Valentina!!
    Schietta e sincera.
    Bellissimo il modo che hai di prenderti cura di tuo marito e della tua famiglia. Senza nominare l'amore, in questo post, sei riuscita a trasmettere tutto quello che provi per lui.

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  18. Mi unisco alle altre lettrici Vale, bellissimo post! bacione.

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  19. Anche a me è piaciuta moltissimo la definizione, e pure il resto. C'è una serenità allegra dentro che fa bene al cuore, grazie di aver condiviso "la padellata di affari tuoi", come dici tu :-D

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  20. Secondo me Valentina tu sei una persona brillante, una di quelle che spicca, in un modno sessista direi che sei una con le palle. E quindi verrebbe da dire "certo però che peccato, sicuramente avrebbe avuto una carriera densa di soddisfazioni". Però il trucco è che anche la tua vita senza carriera è densa di soddisfazioni. Si percepisce. Hai un'energia e una lucidità spiccate e sono sicura che quando le bimbe saranno più grandi e avrai più tempo a disposizione sapra comunque riempirti la vita di quello che più ti fa piacere. Sei invidiabile, sei un esempio. Non perchè non lavori, ma per lo spirito con cui hai affrantotato questa situazione. Io faccio un lavoro che amo, ma mi capita molto spesso di domandarmi "se io non avessi bisogno di lavorare per vivere continuerei?" boh.

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  21. sono arrivata qui tramit lucy.
    e le tue parole non posso che condividerle.
    e soprattutto rispettarle.
    la serenità di una zappatrice, consapevole e fiera, è una perla rara e preziosa.
    e condivido anche il pensiero di sylvie: ad un certo punto è passato il messaggio che per essere libere, felici, realizzate ed emancipate noi donne dovessimo per forza fare qualcosa di più.
    E tanti saluti alla libertà di scelta, questa bistrattata.
    Arriveremo forse un giorno a vivere in un mondo in cui possiamo essere chi volgiamo senza condizionamenti.

    intanto complimenti ancora per la tua serenità e la tua consapevolezza.

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  22. benvenute shaula e verba!!!!

    agnes mi hai fatto arrossire per tutti sti complimenti!

    infine..ho dimenticato di dire che mi aiuta a trovare la serenita' mentre zappo il fatto che il senator sia estremamente consapevole del mio mestiere e grato ti essere zappato :-D

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  23. Ogni famiglia ha il suo equilibrio. Al giorno d'oggi, per scelta o necessità, ci sono mille equilibri diversi che si possono trovare. L'importante è come sempre che la famiglia in questione funzioni bene. E la tua funziona egregiamente.

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  24. Quoto Sylvie.
    Per il resto è bello leggere la serenità delle tue scelte nelle tue parole.

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  25. Saaaa ci ho messo un mesetto ma ci tenevo a commentare e dire che il post mi è piaciuto tanto! Lui e un altro dello stesso.periodo,quello di te a milano,mi erano rimasti impressi. Brava mum blogger che mi diventi scrittrice di life posts.

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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