20.3.13

Relocation Time

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Il trasloco e' come l'alta marea, anche se sai perfettamente a che ora di che giorno arrivera'...di prende sempre temporalmente in contropiede :-)
In questi giorni ci stiamo traslocando mentalmente, facendo i bagagli di quello della vita di qui che vogliamo portare nella vita di la', di quello che qua non avevamo e li' vogliamo creare...e in tutto questo filosofeggiare ci sono cose da gettare, regalare, organizzare, che' anche se i giganti Alec&Marek faranno gli scatoloni per noi, quello che ci finira' dentro e' stato selezionato.
Mi tornano in mente i traslochi da bambina, con i miei, fino all'eta' dell'universita' e poi quelli con il Senator, al nostro primo vero andar a viver insieme  a Bruxelles un paio di giorni prima di capodanno, con la padella incastrata all'ultimo in un angolo della cappelliera dell'auto.

14.3.13

Di festicciole e papi

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- 11.
Vorrei gustarmi questi ultimi giorni contemplando le montagne e godendomi l'ultima acqua di Evian dal rubinetto di casa, l'ultimo Bordeaux blanc, l'ultimo tramonto dal terrazzo etc, invece mi rompo talmente tanto i coglioni con le manovre di rescissione contrattuale di assicurazione, internet, banca etc che non vedo l'ora di non avere mai piu' a che fare con queste Sandrine e Catherine e Sabine varie che non capiscono che no, se uno va all estero non ce l ha piu un indirizzo in Francia dove mandare un assegno di rimborso tra un tempo x compreso tra 2 e 4 mesi.

Ieri sera qui c'e' stato il farewell party coi colleghi, che poi alla fine un sacco di  colleghi che avrei voluto salutare non ho fatto in tempo perche' sono via per lavoro mentre lui e' qui o erano qui mentre lui era via per lavoro, ma quelle poche ma buone persone trovate in questi quasi cinque anni qui, c'erano e l'importante e' quello.
Ho deciso  di fare la francese: molta apparenza di piattini, piatti e tovagliolini di carta tutti coordinati turchese e arancioni, le posate vere,  i bicchieri di plastica pure essi ma trasparenti arancioni, non quelli bianchi da macchinetta automatica, e poi ho tirato fuori tutte le scodelle e i vassoietti di ceramica colorata varia per i pistacchi, le olive farcite, i cetriolini, il salame, la coppa, le tartine di formaggio di capra al pepe, al peperoncino, con le acciughe, le salsine per i nachos e i nachos medesimi. Due paste fatte al momento, farfalle col pesto (sugo barilla, sapete com'e', ho due figlie sa badare) e penne all'amatriciana (sugo fatto da me, sono pur sempre italiana, un tocco di vero ci doveva essere).
Torta al cioccolato buonissima e super veloce:
INGREDIENTI
- avere nella lista degli invitati una ragazza che fa le torte
- pregare  tutti i Santi che ti chieda cosa puo' portare
- chiedere che ti porti una torta
- ringraziarla e offrirla a tutti i presenti menzionando l'artefice.
Gia' cosi', che si trattava al 90%  di roba pronta da tirare fuori dalle confezioni ai piatti di portata, le bibite da mettere in frigo in modo accessibile agli invitati e gli alcolici in bella mostra sul ripiano della cucina, alle 18 ero cotta.
Il Senator si e' palesato con un po' di anticipo, dandomi agio di fare una doccia senza strepiti (intratteneva lui le double ice) con decementificazione dei capelli inclusa.
Ho pure messo il tubino di Wendy, e mi stava bene.
Poi Meraviglia ha rigurgitato modello Dragone e quindi ho messo un altro abitino, meno figo, pazienza.
Nel mentre che aspettavamo i nostri ospiti, e' arrivata la notizia della fumata bianca, ma non abbiamo visto l'affaccio in diretta perche' nel frattempo il campanello ha iniziato a suonare di continuo.
Ed' e' cosi' che ricordero' l'habemus di questo papa: visto oggi su youtube mentre pulisco la pentola dal pochino di sugo all'amatriciana  rimasto incollato.

11.3.13

Coincidenze

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Quando mandi un sms a una persona e quella nello stesso momento ne ha mandato uno a te, o quando chiami una persona e trovi occupato perche' lei ti sta chiamando.
Quando incontri in aereoporto conoscenti di universita' che non vedevi da una vita e si scopre che abbiamo tutti figli, alla faccia che in Italia non nascono piu' bambini.
Quando chiedi a un'estranea di guardarti una valigia in una stazione dei treni straniera e il giorno dopo te la ritrovi compagna di banco e poi amica per la vita
Quando senza rendertene conto fai davvero la scelta giusta, come il seguito rivelera'.
Quando trovi un biglietto scritto a mano dentro a un libro del liceo con la stessa amica con cui ora ti scrivi i bigliettini via skype.
Le coincidenze di ogni giorno, nel momento  nel passato o nel futuro sono sempre cosi' tante. Io ormai a trentatre' anni e mezzo non le ricordo gia' piu' tutte.
Ma ogni volta che accadono, mi fanno sorridere e star bene.
E anche  traslocare in questi giorni in parallelo e' una gran bella coincidenza, amica della valigia.
E voi, quali coincidenze vi accadono piu' spesso o quali vi hanno fatto piu' piacere?

9.3.13

Perdere l'Aereo

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Arrabbiarti con te stesso.
O renderti conto che hai fatto del tuo meglio e se l'hai perso forse c'e' un motivo del destino che non saprai mai, ma e' giusto che sia andata cosi'.
Esser triste perche' quattro ore in piu' sembrano eterne dopo una settimana che senti le persone che ami solo per telefono, specie se ti parlano col ciuccio in bocca e il segnale non riporta gli occhi illuminati e quel gesticolare di manine che sopperiscono a spiegare il verbo ancora poco chiaro.
Oppure fidarti di quel che ti ha scritto tua mglie nell'ultimo sms prima di salire sull'aereo successivo: dont worry about coming home later,our happiness doesn't follow the clocks
Che non so nemmeno se e' un inglese correttissimo, ma mi e' uscita di getto cosi' ed e' quello che sto cercando di insegnare a loro che hanno i nonni  lontani e il padre spesso  via per lavoro: l'importante e' che ci si vuole bene e si fa del nostro meglio quando si e' insieme per cogliere l'attimo e viverlo pienamente, senza preoccuparsi di quanto materialmente duri.
Buon viaggio per tornare da noi, amore.

7.3.13

Il primo giorno di primavera

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Premessa (non particolarmente utile allo svolgimento del post, ma mi andava di farvi partecipi)
Da lunedi' il tempo era cosi' tanto bigiofreddoumido che non me la sono sentita di uscire di casa in tenuta mater trasportatrice di due pargole tanto belle quanto pesano
E poi tra la Crisi di Acetoni ( a 33 anni, lo so, una vita legata a doppio filo col Biochetasi) ed il Montezuma da stress post-trauma (il Senator con il febbrone mi ha sconvolto assai, anche se li' per li' ho fatto la dura rassicurandolo che andava tutto bene, cosa vuoi che sia delirare per ore in un misto di inglese polacco russo francese italiano e tedesco?), fino a ieri mi sentivo uno straccio.
Quindi, tra il tempo atmosferico ed il tempo gastrointestinale, non ho nemmeno avuto voglia di  scendere con loro a buttar il pattume, al piano seminterrato. Potete giudicarmi un caso clinico di  materna apprensivita', ma se poi rimango chiusa in ascensore mentre loro sono sole in casa e il Senator e' a Houston?
Di solito porto giu' la poubelle ( la lingua francese e' davvero sublime nel nobilitare la monnezza che  diventa quasi  piu' bella ) ad inizio uscita, ma in mancanza della medesima, approfitto del tempo freddamente infame per mettere i sacconi neri olezzanti del dna delle double ice sul terrazzo: si congelano, smettono di puzzare e restano in attesa che il Senator torni o che qualcuno mi venga a trovare per lasciare le bimbe custodite oppure che il tempo sia piu' clemente e mi decida ad uscire.

Svolgimento
I segnali che oggi fosse un giorno diverso ci sono stati dal mattino:
Acetoni e Montezuma debellati , con il piacevole bonus di rivedere sulla bilancia il peso pre-Meraviglia.
Visita della mia Amica italiana di qui, che sei mesi fa mi sarei trasferita senza lasciar nulla qui se non un po' di malinconia per questa casa, e invece lei mi manchera' davvero tanto anche se so gia che e' una di quelle amicizie che superano i km e i tempi tecnici.
E quando lei e' andata via, mi sono resa conto che di colpo fuori c'era il sole caldo, all'ora in cui tutti i bambini sperano che ci sia il sole caldo per uscire fuori a giocare.
Erano mesi che il giardino condominiale non riecheggiava di risate e schiamazzi bimbeschi (e delle chiacchere delle mamme in sottofondo).
La Meraviglia ha provato per la prima volta l'altalena  per minibimbi e alla terza dondolata si e' addormentata li' dentro, come un pulcino dentro un mezzo guscio d'uovo.
La Viatrix si e' messa a decapitare margherite, correre a cercare bastoni di legno e a ruzzolare con tutti i petits voisins, come non accadeva dall'ultimo sole caldo di novembre.

Ed e' in questa cornice bella quanto normale del vivere comune di questo condominio nel paesello francese quasi svizzero che oggi e' successo qualcosa di inaspettato.
Le mie vicine, sono sempre state estremamente cortesi, gentili, d'aiuto pratico, disponibili a consigliarmi agli inizi della mia prima maternita', quando attingevo annaspante e disperata alla loro esperienza di plurimadri: sono sempre state anche molto riservate.
Non so se siano cosi' i francesi in generale o la gente di qui, ma riescono a essere gentilissimi, chiaccheroni e tenersi tutti i loro sentimenti ed affari propri per se'.
Oggi no, oggi mentre spingevamo le altalene come altre mille volte  in questi  quasi cinque anni che abito qui,  mi hanno detto che gli dispiaceva che me ne andassi perche' tu es une femme d'endurance,toujours pleine d'amour pour la vie. 
Ci sono rimasta cosi' secca, balbettante ed emozionata che mi sono persa con precisione tutte le altre cose bellissime che mi hanno detto dopo questa frase.
Pero' dal seguito di parole mi sono resa conto che loro in questi quasi cinque anni mi hanno visto per davvero.
Non solo mi hanno portato con l'auto le borse della spesa quando mi hanno incrociato tornare a piedi da Leclerc, non solo hanno dato sempre un occhio all'appartamento quando le tapparelle erano abbassate per settimane perche' il Senator era via per lavoro e io tornavo in Italia, non solo mi hanno prestato un litro di latte la domenica sera. Loro hanno visto tutta la mia gioia dell'essere moglie, figlia, madre, e anche tutta la mia fatica con quelle mille borse della spesa appese ai manici del passeggino, con tutte quelle valigie piene di cose lavate in partenza e da lavare al ritorno, con tutti quegli ospiti che andavano e venivano,  con i pianti notturni della Viatrix mentre la mia seconda panciona lievitava al calore estivo.
Non mi offrivano aiuto pratico solo per gentilezza, loro sapevano come stavo, realmente: felice ma quasi sempre tirata al massimo delle mie forze. E non c'era bisogno di dirlo prima ma oggi era il momento giusto, parce que c'est important que tu sois quelle femme es tu.
Ed e' cosi' che oggi e' stato il primo giorno di primavera dell'anno duemilatredici.

(Si ho buttato anche i tre sacchi di poubelle,prima di scendere in giardino)


6.3.13

Se una notte in aeroporto una viaggiatrice..

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E' ufficiale: sono adulta, madre, responsabile ed economicamente solida.
Perche' oggi ho prenotato una stanza d'albergo a distanza pedonale (2.2 km, sono adulta eh,, non vecchia) dall'aeroporto di Orio, dal quale in un bel mattino presto di fine Marzo partiremo io, la Viatrix e la Meraviglia per trasferirci a Varsavia dove ci attendera', a trasloco avvenuto, il Senator.
Nei tempi  di gioventu' e pochi soldi che furono,avessi avuto da prendere un aereo prima delle 9 del mattino a 100km di distanza , avrei valutato solo queste tre opzioni
1) Arrivare in aeroporto con il primo autobus del mattino dopo aver preso il primo treno del mattino, fosse anche alle 4 e 45
2) Se non ci sono treni e bus per arrivare in tempo,arrivare in aereoporto  la notte prima con l'ultimo bus dopo aver preso l'ultimo treno e dormire in aeroporto.
Con una bimba di sei mesi, una di due anni e mezzo, due bagagli a mano e un passeggino, ho deciso che no, questa volta non dormo in aeroporto, questa volta non mi alzo ad orari antelucani con loro.
Dormo in albergo come una sciura qualsiasi.
Si, c'e' sempre l'opzione 3, direte
3) Se parto dall'Italia, mi porta il mio Babbo, che e' praticamente capace di spostare qualsiasi cosa per farmi il piacere
Ma siccome quel giorno e' l'anniversario di matrimonio dei miei, e a me gia' dispiace di non poter volare il giorno dopo perche' essendoci Pasqua i prezzi dei biglietti erano esorbitanti, non voglio appropriarmi del principe azzurro di mia mamma alle sei del mattino del loro quarantunesimo anno come marito e moglie.

La prima volta che passai la notte in aeroporto era la sera del Live8 e a Stansted c'era cosi' tanta gente che per recuperare due metri quadri di pavimento libero dovetti aspettare che un poveretto andasse in bagno. Al suo ritorno feci finta di essere svenuta aggrappata alla mia valigia e di non sentire mentre mi gridava A stronza svejati quello e' il mio posto in un qualche dialetto indiano (E' sempre affascinante come in certi frangenti si capisca il significato senza conoscere la lingua).
L'ultima volta che dormii in aeroporto avevo una Viatrix di 19 settimane nella pancia e mi trovai la sedia dell'aeroporto di Gatwick piu' vicina ai bagni, visto l'andirivieni da vescica gravida.
E' buffo che al momento la mia esperienza di notti aeroportuali si sia conclusa a Londra, dove e' iniziata.

Nonostante tutto, pero', tra qualche anno mi ci vedo, organizzata con materassini arrotolati e tenda pop up di decathlon , a campeggiare con le bimbe davanti ai check in, persino se l'aereo partisse ad un orario normale, per il puro gusto di riprovare io e far provare a loro l'avventura del dormire in aeroporto.

Nel frattempo, se non lo conoscete vi indico questo sito : http://www.sleepinginairports.net/ : la felicita' a volte e' scoprire che nell' aeroporto dove stai per cercare di dormire le sedie non hanno il maledetto bracciolo, cosi' ti puoi sdraiare per lungo. Su questo sito trovate recensioni su dove e come dormire in tantissimi aeroporti, scovare macchinette degli snacks, prese per caricare il cellulare e organizzarvi al meglio per rendere la vostra notte aeroportualmente eroica meno faticosa possibile.




5.3.13

Lavori in corso - sorry for the inconvenience

4 comments:
Siccome oltre a badarmi le figlie col marito lontano, cercare di sistemare casa sotto la soglia di entropia "campo zingari" per le visite di agenzia e continuare a smaltire roba pre-trasloco, ho ancora 4 minuti di tempo libero al giorno, ho deciso di dare una sistemata al  blog e ai suoi contenuti per renderlo piu' leggero, consultabile e user friendly ( cerchero' anche di risolvere il mistero del perche' non si riesca a commentare dai cellulari), valutare di cambiare politica sulle immagini, imparare a mettere il copy right se ne uso di mie, vedere se buttarmi sul pinterest (Sarah e' colpa tua eheh), aggiornare la mia location su tutti i siti di directory expats.... e poiche'  non sono particolarmente esperta, la faccenda richiede qualche giorno e nel frattempo ci saranno un po' di pasticci (al momento tutti i links dei blog rolls sono spariti, dovro' rimetterli a mano) ...abbiate pazienza!

4.3.13

The CERAweek expat wife with kids and a forthcoming relocation

5 comments:
(versione italiana sotto)
As a chinese prophecy, my last post  concluded "better an husband faraway on a plane that close with the fever.
After taking care of his really high fever across the days we were supposed to enjoy as a once in  8  months-children free weekend together, this morning at 4am he was doing well enough  to reach for his Senator tagged luggage and go  to the airport for  the usual GVA-FRA, this time with Houston as final destination: like every march, this week a lot of the oil&gas people  around the world gathers for the Cera conference and their wives are left to deal for the entire week with their kids (usually a lot of kids, there must be scientific evidence that expats are more prolific that nation based couples, at least speaking of italians).
There are four gigantic mugs in the cupboard with the CERA logo of the conference, as four concrete testimonials to my days of single parenting.
I know American kitchens are huge, but somebody should tell these guys that European kitchens have less shelves and they should switch to espresso cups for the regular comers of the conference, as I dont want in twenty years to have to build a special wardrobe to contain all the CERA mugs series. 
All these guys at the CERA conference will seat next to each other, not knowing that they might know about

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