29.4.13

Italiani expat a Varsavia nel 1791

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In attesa dell'ascensore per il sottopasso Centrum

Premessa (inutile, ma ormai l'ho scritta)
Oggi ho scoperto una piccola cosa che mi ha fatto pensare; accidenti che ho gia' pubblicato il post su Le Picnic!
In Polonia, dopo la caduta del regime comunista, il Primo maggio e' rimasto festivo ma ribattezzato Festa di Stato ed il Tre di Maggio e' stato istituito il Giorno della Costituzione.Molti uniscono questi due giorni di ferie con il weekend precedente e/o successivo per andare da qualche parte a gioire della primavera, dopo il lungo inverno.
Anziche' chiamarlo ponte di Maggio, lo chiamano Majowka, che sta per "pic nic di Maggio', ad indicare  alla Montale sia queste festivita' sia come si festeggiano: noi andremo a majoware a Cracovia.


Italiani Expat a Varsavia nel 1791

La costituzione polacca risale al 1791 ed e' stata la prima costituzione scritta in Europa, la seconda nel mondo dopo quella americana del 1789. Non so voi, ma a me a scuola della Polonia me ne hanno sempre parlato poco nelle ore di storia (e ancora meno in quelle di geografia, quando e' caduto il Muro per me Varsavia era in un luogo x tra Berlino e gli Urali) e son cresciuta convinta che la prima costituzione scritta europea fosse quella francese.
Invece qua della storia dell'Italia e degli Italiani che hanno fatto storia, ne sanno tutti un sacco, ed e' grazie ai programmi di eventi e mostre legate al prossimo Tre Maggio che ho scoperto come un bel ruolo nel creare questa costituzione  fu svolto da due italiani: Scipione Piattoli, un ex prete sostenitore dell'Illuminismo e quel genio e trafficone del Filippo Mazzei, che in quegli anni tra scrivere lettere a Jefferson, fare da consigliori al re di Polonia e andare in Francia a spiegare ai rivoluzionari che i giacobini era meglio perderli che trovarli, era sempre il tipo giusto al momento giusto.



26.4.13

Le Picnic

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VINCENT: (..) Ma lo sai qual è la cosa più divertente dell'Europa?
JULES: Qual è?
VINCENT: Sono le piccole differenze. Voglio dire, laggiù hanno la stessa merda che abbiamo noi, ma solo... solo che lì è un po' diverso.
JULES: E come?
VINCENT: Beh, ecco, puoi entrare in un qualunque cinema di Amsterdam e comprarti una birra. E non sto parlando, che so, di un bicchiere di plastica, ma intendo un boccale di birra. E a Parigi puoi comprare una birra da McDonald's. Sai come chiamano un quarto di libbra con formaggio a Parigi?
JULES: Non un quarto di libbra con formaggio.
VINCENT: Hanno un sistema metrico decimale, non sanno che cazzo sia un quarto di libbra.
JULES: E come lo chiamano?
VINCENT: Lo chiamano "Royale con formaggio".
JULES: Royale con formaggio!
VINCENT: Eh, già!
JULES: Come lo chiamano il Big Mac?
VINCENT: Beh, il Big Mac è il Big Mac. Lo chiamano "Le Big Mac".
JULES: Le Big Mac! Ah, ah, ah, ah, ah

(Pulp Fiction,1994)

Chissa' gli spettatori francesi se l'hanno mai capito perche' alrestodelmondo ci fa ridere il concetto di Le Big Mac.
Effettivamente mille cose in francese suonano piu' eleganti e per me l'esempio supremo e' La pasteque al confronto col nostro casareccio il cocomero (o er cocomero).
Qui a Varsavia, nell'ossessione per trovare e consumare il meglio di ogni cosa (la miglior tintoria, il miglior ristorante, la miglior braciola etc)  si prende l'eleganza francofona tremendamente sul serio: nella zona bohochic oltre Vistola risiede il celebrato negozio di macelleria Le Diplomatique (narra la leggenda che il proprietario sia un ex console del Libano). Poco distante la pescheria - gioielleria La Maree. E il  mercato chic, dove si trovano solo frutta e verdura certificati bio, prodotti certificati slow food, cibi gia' cucinati complicatissimi da vedere e uno ha sempre il dubbio (se e' italiano) bello, bello, ma da magna' come sara'?, si chiama Le Targ
Targ vuol dire mercato, Le per farlo piu' esclusivo. 
E si, anche in polacco Letarg vuol dire quello che qualsiasi anima di lingua neolatina pensa. Bioumorismo involontario o slow umorismo? Mah!
ieri avrei voluto andare a vederlo, il Le Targ, perche' anche se poi non mi va di pagare un pomodoro 5 euro, per quanto sano sia, mi piace osservare queste bellezze gastronomiche (e alla fine un pezzo di formaggio lo compro anche io.)
La missione e' stata rimandata a oggi per impossibilita' di capire se c'e' e qual'e' un ponte per attraversare il fiume aperto ai pedoni.

Nel frattempo pero' anche io ho avuto il mio piccolo momento francese: l'altro giorno abbiamo fatto un gran giro, passando dal centro moderno al centro storico attraverso i Giardini Sassoni
 

Dopo aver corso in su e giu' nel verde e aver sperimentato tutti i giochi dell'area bimbi, il sole stava prendendo il colore dorato del tramonto ed eravamo ancora a mezz'ora buona a piedi da casa.  
Cosi' ho comprato una baguette e un camembert, ci siamo accomodate tutte e tre su una delle molte panchine di Chopin e mentre io spezzavo con le mani pane e formaggio e rifornivo la prole, la Viatrix pigiava constatemente il bottone per far andare la musica e Meraviglia ascoltava incantata. 
Se non fosse che in Polonia e' vietato consumare alcolici nei luoghi pubblici, con un bicchiere di plastica colmo di rose', sarebbe stato Le Picnic.

25.4.13

Due mele o poco piu'

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Prima di andare al parco giochi per lo sfogo Viatriciano, ho fatto un pezzo di Solec per vedere com'era diventato il murales che stavano iniziando a dipingere domenica  scorsa.
E' un murales pubblicitario di un grosso mediastore: avercene di pubblicita' cosi'!
Intanto che io fotografavo, una signora tutta bianca e un po' gobbetta che si tirava dietro il carrellino della spesa si e' fermata a guardare le bimbe e io l'ho automaticamente salutata.
Che dopo 5 anni nella patria degli ottomila bonjour giornalieri, sono anche io come Jake e Elwood in missione per conto di Dio: il mio compito e' salutare tutti quelli che incrociano il mio sguardo o guardano le bambine, sono una salutista convinta perche'  il saluto  e' una semplice cortesia che fa bene a chi la offre e a chi la riceve.
Dziendobre
Dziendobre..la vecchina, mi ha fatto i complimenti per le bambine, io ho attaccato il mio repertorio di frasi ma a lei non interessava far conversazione (o forse era sorda?), invece ha aperto il carrelino e ha tirato fuori due mele, una per ogni bambina, con la raccomandazione di non dargliele ora ma a casa dopo aver lavato bene la buccia. E si e' dileguata lasciandomi ad osservare la sua scia sorridente.
Davvero dare un saluto costa niente e si rischia di ricevere qualcosa di inaspettato e sincero in cambio.

24.4.13

10 lezioni di polacco dopo

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Chopin e il Palazzo della Cultura sono due delle glorie piu' significative di Varsavia

Ovviamente sono ancora ben lontana dal momento in cui si inizia davvero a parlare una lingua (ovvero si inizia a pensare in quella lingua, anziche' tradurre a velocita' bradipo dalla propria), pero' ora sono in grado di sfoderare un mini repertorio di frasi e cerco ogni opportunita' per ripeterle a qualcuno in modo da non dimenticarle ed esercitarmi a pronunciare.Siccome con tutti i miei amici parlo inglese e la popolazione sotto i 40 un po' di inglese lo mastica, la mia fonte di esercizio quotidiano e' rappresentata da:
- le vecchie acide, quelle che mi dicono che la bambina dorme sbilenca e le viene il collo storto, la bambina sta nel marsupio e le vengono le gambe storte, la bambina usa il ciuccio e gli vengono i denti storti, la bambina ha i capelli davanti agli occhi e gli vengono gli occhi storti etc etc.
(parlo poco polacco, sto studiando la lingua. la bambina dorme bene quindi vuol dire che va bene cosi. la bambina e' molto felice di stare vicino alla mamma, la bambina e' serena quando ha il ciuccio. la bambina e' contenta cosi'.Al bisogno, non sono affari suoi o eventuali parolacce rafforzative)
- le signore e i signori di mezza eta' che si interneriscono e chiedono se sono maschi o femmine, anni, nomi etc.
(parlo poco polacco, sto studiando la lingua.  sono due bambine, si chiamano beatrice e alice, hanno due anni e mezzo e 8 mesi, sono meta' polacche e meta' italiane)
- la gioventu' che mi offre il posto a sedere o mi sale o scende alternativamente il passeggino o la figlia grande (grazie, prego, si figuri, non c'e' di che, ah lei e' straniera? si sono italiana vivo a Varsavia da un mese, dopodiche' passano all'inglese)
Tutta questa gente la trovo sull'autobus e sul tram, che prendo quasi tutti i giorni per andare a trovare qualche amica o per recarmi nell'altro luogo dove pratico le mie velleita' linguistiche: il mercato.
Finalmente ho imparato a capire i numeri percio' non pago piu' qualsiasi cosa con banconote da 50 zloty, sperando siano sufficienti e ritrovandomi sempre un quintale di resto in moneta. Il mio vocabolario ortofrutticolo e' gia' buono, mentre sono scarsissima sulla carne anche perche' qua i tagli sono tutti diversi dai nostri, cosi' spesso spero di comprare scaloppine e mi ritrovo fettine di carne buona per lo spezzatino.
Infine la mia terza palestra linguistica quotidiana sono le aree gioco dei parchi dove porto la Viatrix a razzolare: i bambini trovano molto divertente che io sia grande e non sia capace a parlare bene come loro e fanno esattamente le domande del mio eserciziario:
- come ti chiami?
- quanti anni hai?
- di dove sei?
- dove vivi?
-  come si chiama tua figlia?
e cosi' via. Io con gioia penso questa la so! la so! e profferisco per la centocinquantesima volta della giornata la pappardella: Mi chiamo Valentina, ho 33 anni, sono Italiana etc etc. ad un pubblico di quattroenni incuriositi.
Altra novita', sono in grado di leggere, nel senso che ovviamente non capisco molto di quello che leggo, ma almeno capisco come va pronunciato: continuo a camminare ripetendo a voce alta tutti i cartelli, insegne, avvisi e mi congratulo quando mi ricordo cosa vuol dire quel che leggo o quantomeno capisco dal contesto cosa significa. Ma il momento celebrativo maximo e' quando colgo un fil rouge tra parole diverse. Ieri ho avuto un'epifania del genere:  il caffe' puo' essere di dimensione media średniej, il quartiere centrale della citta' si chiama środmiescie e mercoledi' si dice środa. Mi sono sentita regina dell'etimo per due minuti buoni. Oggi ne ho avuta un'altra ma al contrario: ero sull'autobus e cercavo di tenere ferma la Viatrix che voleva fare il Cirque du soleil  con le sbarre del mezzo e le ho detto con voce sostenuta Bea tienti per bene che tra poco l'autobus fa la curva!
curva, urva, urva.  
Ho sentito l'eco di quello che dicevo, mentre un po' di volti si sono girati con espressione stupita verso di me,avevo la netta sensazione che  le mie guance fossero diventate bollenti e rossissime.
D'altronde che dovrei dire? Bea l'autobus si inarca? Bea l'autobus gira di 45 gradi?
Venerdi' sera, intanto che il Senator e' per lavoro in un isoletta nel didietro del mondo, arrivano i tesciowi, ovvero i miei suoceri (sabato gia' mi vedo a consegnargli le nipoti per ruzzolarle al parco giochi e fiondarmi a fare ilbagnonellavasca con lamascherapericapelli e asciugareicapellimedesimicolphon). Non avremo figli interpreti da sfruttare e quindi dovremo basarci sul loro inglese e sul mio polacco...temo il momento ma so che se voglio farcela devo vincere l'imbarazzo di parlare con conosciuti cosi' come riesco a lanciarmi con gli estranei!

23.4.13

Riscaldamento finito!

5 comments:
valentinavaselli.com©
Si, dopo 25 giorni qui, (e 9 lezioni di lingua), decine di scatoloni sfatti e ancora qualcuno da disfare (quelli menosi, con i grovigli di mille caricabatterie di cellulari che non esistono piu' o centinaia di foglietti che non si sa mai), rivisti un po' dei vecchi amici (e gia' trovato qualcheduno nuovo) e soprattutto fatto un sacco di kilometri a piedi e in autobus tra stradine, stradone, grattacieli, monumenti e parchi, e' tempo di raccontarvela questa citta', fotografando quello che i miei occhi curiosi vedono mentre me ne vado in giro con le bimbe.
Non che non avessi voluto farlo prima eh, ma tra il cavo mancante, il caricabatterie inghiottito dagli scatoloni e la batteria defunta, la mia macchinetta fotografica ha  ripreso l'attivita' vitale questa sera alle 23.
Oggi pomeriggio sono uscita nel sole sfolgorante del meriggio per prendere una batteria nuova per la macchina e un paio di scarpe per me: tutte le mie scarpe da ginnastica erano cosi' malridotte da non aver superato la fase di ammissione al trasloco tranne un paio, che pero' ce l'ha fatta solo a portare i miei piedi qui a destinazione, prima di finire anch'esso nel pattume.
Ecco, ora che sono pronta con fotocamera e nuovi mezzi di trasporto,  speriamo che domani ci sia il sole come in queste ultime due settimane :-)

19.4.13

Giveaway Riciclattoli

3 comments:
And the winner is..

There were 9 items in your list. Here they are in random order:
  1. Sonia Arnáiz
  2. Cecilia Christine
  3. ValElyVi
  4. Francesca
  5. Graziana
  6. Elle
  7. Mila
  8. Rita
  9. Tiziana
Timestamp: 2013-04-19 15:25:46 UTC

Pepepepeppepe!

18.4.13

Kindergarten sucks - quando tutto il mondo e' paese.

21 comments:
Prendo a modello il titolo di un recente post di eroLucy....per sintetizzare come cercare, trovare ed essere ammessi all'asilo e' veramente una rottura di scatole tremenda, che se non fosse che ho bisogno di mandarla all'asilo per farle imparare il polacco e permetterle di sfogarsi le energie e giocare con altri bambini durante l'inverno (ora con il bel tempo puo' razzolarei coi coetani al parco tutti i giorni..), lascerei proprio perdere.
Qua in Polonia entrare negli asili pubblici ci han detto tutti che e' un po' come in Italia: se non sei un bambino picchiato tutti i giorni da padre alcolizzato e lasciato incustodito e malnutrito da madre che si prostituisce, e' dura. Se sei un bambino figlio di due persone sposate e finanziariamente stabili e' praticamente impossibile.
Per cui non ci abbiamo nemmeno provato, visto che marzo -aprile e' il periodo delle preiscrizioni e noi arrivammo qui quasi a giochi fatti, ci sentivamo gia' il gatto nel sacco quando cercando su google predskola waldorf warszawa mi sono venuti fuori 4 risultati e hanno accettato la Viatrix in quello che ci piaceva di piu'.
Waldorf perche' anche io da piccola sono stata in una scuola di ispirazione Steineriana ed era un ambiente dove le nostre individualita'  bambine venivano rispettate e si facevano tantissime attivita' creative.
Siamo andati a visitare l'asilo tutti felici e contenti: appena una maestra ci ha aperto la porta, si e' chinata verso la Viatrix e senza nemmeno dirle ciao le ha levato il ciuccio, dicendo no, sei troppo grande per avere ancora il ciuccio.
Ci sono rimasta di merda
In un secondo ho pensato che
- Steiner si rigirerebbe nella tomba a vedere una maestra che si pregia di insegnare secondo il suo metodo compiere un gesto cosi' aggressivo nei confronti di una bambina mai vista, senza sapere nulla di lei, di noi, del perche' a due anni e 6 mesi e 11 giorni ha ancora il ciuccio.(manco avesse 7 anni)
- chi cazzo ti credi di essere, ti odio e mia figlia qua non ce la mando
A posteriori ho saputo che anche il  Senator ha avuto gli stessi pensieri, in ordine inverso.
Dopodiche' siamo entrati a visitare l'asilo, molto carino, il Senator ha commentato a voce alta che e' proprio come camera della Viatrix, con la mini cucina, il mini meccanico, la culla per la bambola etc...il giardino era bellissimo e tutti i bambini razzolavano. La Viatrix, di nuovo ciucciata, si e' fiondata a raggiungerli, avvicinandosi a tutto e a tutti.
Nel frattempo la direttrice senza ancora sapere nulla di noi, ci ha detto che non va bene che lei abbia il ciuccio, che gli altri bambini la prenderanno in giro perche' ha il ciuccio come i bimbi piccoli, che il ciuccio stimola l'appetito e dunque il rischio di obesita' e' maggiore, che per il bene dei bambini i genitori hanno il dovere di levare il ciuccio e non far finta di nulla perche' gli fa comodo e se mia figlia ha ancora il ciuccio e' perche' noi non passiamo abbastanza tempo con lei e dovremmo darle piu' attenzione.
Abbiamo provato a dirle che io non lavoro e quindi da quando e' nata la bimba sguazza nell'attenzione, che la bambina ha appena cambiato stanza casa nazione, ha una sorellina nata da poco, sta imparando a gestire la sofferenza di avere sempre qualcuno lontano, il padre o i nonni..
Niente, quella ci ha ripetuto la sua solfa senza ascoltarci e dicendo che siamo i soliti genitori stressati non aperti alle critiche.
Potevamo dire loro di andare a fare in quel posto ma siccome la Viatrix si divertiva abbiamo fatto buon viso a cattivo gioco  e siamo tornati a parlare con la prima maestra, che ci ha spiegato le regole etc.
Che poi si, tutto bello, tutto come me lo aspettavo. Ma ci ha di nuovo scassato le palle sul ciuccio. Almeno a lei siamo riusciti a raccontare della nostra famiglia expat, ma la reazione e' stata abbastanza fredda, tipo, si, ok, ma dovete levarle il ciuccio, e' gia' tardi, anche con il potty training e' indietro, insomma cosa stavate facendo prima di venire qui?
Vivevamo in Francia dove nessuno ti rompe le scatole a spannolinare o meno, a togliere il ciuccio o meno. Poi erano sgomenti perche' Mon Dieu, la bambina non sentiva francese alla maison ma inglese,  ma per il resto erano assai piu' liberali  e rispettosi dei tempi di ogni bambino.E io ho fatto tale approccio mio.
Ma come vi parlate in inglese? Dovreste parlare in Italiano o in Polacco, senno' sta povera bambina parlera' per ultima nella sua classe!  
Certo cosi' impara il polacco non corretto da me e l'italiano non corretto dal Senator, che idea geniale. Comunque e' chiaro che queste tizie non hanno mai visto un bambino bi o trilingue in vita loro se si domandano come mai a due anni e mezzo parla meno degli altri...
Dopodiche' ho sentito il grido disperato di mia figlia...mi e' corsa in contro piangendo tutta rossa, mentre fino a un secndo prima giocava felice con gli altri bambini...dietro di lei una terza maestra con in mano il suo ciuccio.
Le mani addosso, vacca.
Siamo usciti in silenzio, il Senator e' tornato a lavorare, io ho preso il pullman con le bimbe per tornare a casa.
Non facevo che pensare: mavaffanculo
Telefona il Senator, mezz'ora dopo: sai sara' che sono un po' stanco e stressato ma non faccio che pensare mavaffanculo
Tornata a casa, mi sono di nuovo concentrata sulla ricerca da zero:
- kindergarten in inglese o francese no, senno' il polacco non lo impara
- kindergarten cifra folle no
..
e quindi?
ho cercato su google map gli asili pubblici del nostro quartiere, sono quattro, hanno tutti la mail e il sito web molto carino. Uno mi ha risposto subito che sono strapieni anche nella lista d'attesa, un altro mi ha dato appuntamento settimana prossima, spero che sia il segno che hanno ancora posto e non mi fanno andare li' per nulla. Poi magari non essendo una famiglia con patologie non c'e' posto comunque, ma almeno e' una chance.
Domanda pratica: normalmente se l'asilo e' dalle 7.30 alle 17, e' possibile portare i propri figli solo dalle 8.30 alle 13.30? Io vorrei che al pomeriggio la Viatrix e Meraviglia giocassero insieme e continuare a poter portarmele in giro e vivere questo periodo insieme.

-

15.4.13

Formy i Kolory, Riciclattoli e Giveaway

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La settimana scorsa e' stata di riscaldamento, da oggi e' proprio primavera. Approfittando della prima giornata davvero calda da quando sono qui (cappotto leggero aperto!) sono andata a spasso in lungo e in largo con la  missione principale di far addormentare la Viatrix ad un orario tale da raddrizzarle il fuso orario, sballato dalla luce enorme che invade casa alle cinque del mattino. Cammina cammina, ho trovato un po' di botteghe di alimentari dall'aspetto normale (sotto casa mia ci sono alimentari tipo gioielleria della fettina di manzo o verdurieri con 3 tipi di verdure: cipolle, patate e mele), mi sono lanciata a fare acquisti in una macelleria dove le due signore dietro il bancone si sono divertite un sacco ad avere a che fare con un'italiana che vuole imparare il polacco e mi hanno fatto tanti auguri, e soprattutto ho adocchiato un po' di posti cool dove tornero' con le pupe sveglie.
Qui ci sono un mucchio di negozi multifunzione, soprattutto bar ibridi: barlibrerie, barbellearti, bargallerie, bardituttodipiu': puoi fare qualsiasi attivita' intellettuale o hobbystica intanto che ti smaltisci un Latte (un beverone di latte schiumato e l'equivalente di almeno due espressi dentro) di proporzioni ammaricane.

Insomma, dovete aver pazienza, dopo 5 anni  a far la pioniera nella prateria francosvizzera, io davanti al baribrido o al negozio multifunzione mi emoziono e mi sento per un attimo di nuovo nei miei 20s quando ero una urban girl,  italianamente vestita di nero, con gli smokey eyes e l'incarnato naturale frutto di mezz'ora di sapientissimo trucco, la collana di perline gigante colorosa fatta da me e gli occhiali da sole anche con la nebbia di gennaio.

Sono passata davanti ad un locale enorme, dalle pareti e tavoli bianchissimi su cui emergevano coloratissimi materiali di ogni tipo: ceramiche, colori di ogni tipo, cupcakes, libri di faidate per grandi e piccini, perline, feltro, pezzi per fare candele e saponi..e l'angolo bar per approvigionarsi della pinta di Latte intanto che si e' intenti a scegliersi o farsi confezionare al momento qualcosa di tutto cio' a disposizione.
Il posto si chiama Formy Kolory ed e' aperto dal 2 aprile, organizzano workshops con i pargoli nei weekends (qua nei weekend tutti i posti organizzano attivita' genitori - figli con brunch, ma ve ne parlero' a parte), l'atmosfera e' colorata e accogliente..io di candele e saponi non ne so nulla, ma a vedere quel ben di Dio di perline gia' mi prudono le mani (e mi ricordo che non ho ancora messo mano ai due scatoloni di materiale vario per crafting che ho traslocato e per organizzare i quali l'altro giorno ho comprato 10 belle scatole di plastica trasparente all'Ikea).
Ho dato un'occhiata alla libreria e la parte piu' interessante erano quelli sulle attivita' per i bambini: immediatamente ho pensato che pero' gli mancava qualcosa: i Riciclattoli, ovvero l'arte di costruire per i bambini e con i bambini giochi e intrattenimento con materiali comuni che abbiamo tutti in casa e di cui e' esperta Valentina, mia coetanea, omonima bimamma expat, pure lei passata recentemente dalla prateria tedescosvizzera alla big city di Monaco.
Questo e' il suo blog, la sua pagina facebook su cui aggiunge altri links interessanti,  ma soprattutto questo e' il suo primo libro, che vorrei offrire come giveaway a tutti coloro che lasceranno un commento a questo post.
Mi auguro che non partecipino solo mamme ma tutti coloro che hanno voglia di giocare con la fantasia, magari per far contento un nano anche non loro, ma di famiglia, dei vicini o semplicemente visto al volo sull'autobus e vi sta simpatico: fare qualcosa con le proprie mani e' sempre liberatorio perche' la mente si concentra su qualcosa di pratico, spegnendo l'interruttore dello stress, delle preoccupazioni ...ed e' altrettanto bello regalare qualcosa di fatto con le proprie mani, per quanto semplice sia, perche' in quell'oggetto si forma per un attimo una special connection tra chi lo ha fatto e chi lo riceve. Infine potete sempre partecipare per poi far arrivare il libro a qualcuno che mi indicherete come regalo da parte vostra :-)
Il giveaway e' aperto a tutti, ve lo spedisco anche se state in Papua Nuova Guinea!

Ps, per chi volesse cimentarsi col creare piccoli giochi o decorazioni ma non avesse tempo o modo di procurarsi materiali di base, Valentina e la sua socia hanno anche pensato al servizio Craft mi: ordinate un pacco a tema stagionale e ricevete materiali, istruzioni ed ispirazioni! E sul sito di Craft mi potete trovare altri tutorial extra!

Ps, mi dispiace perche' il mio template non e' (piu') supportato da blogger per lasciare commenti via cellulare ma l'esperimento disqus se da un lato ha permesso a qualche utente di lasciare commenti via cellulare, e' stato un disastro per tutti gli altri...percio' sono di nuovo commentabile via piattaforma blogger...lettori via cellulare, perdonatemi!


12.4.13

Primi giorni e lezioni di vita Varsaviesi -3

No comments:
Uno dei miei maggiorni talenti naturali e' riuscire a indovinare quello che dice la gente in qualsiasi lingua, pure in Cinese:: davvero, ci azzecco meglio dei supercampioni di quei quiz coi pacchi!
Poi ovviamente non ho la piu' pallida idea di come rispondere ma me la cavo tra gesti, larghi sorrisi e disegnini, laddove il mio interlocutore non parli ne' inglese ne' francese ne' spagnolo (non lo parlo ma sono campionessa di itagnolo cialtrone applicato).
La tentazione di installarmi qua a Varsavia e campare di disegnini, approfittando che un numero sempre crescente di persone parla inglese, c'era.
Pero' mi sono fatta coraggio, che diamine, ho solo trentatre' anni, dovrei ancora farcela ad imparare qualcosa di nuovo, e' una sfida all'orgoglio personale!

PREMESSA ALLA LEZIONE N.3
3 o 4 mattine la settimana, per un totale che sara' di 30 volte, alle 9 arriva Iulita, la mia insegnante, e per 90 minuti cerca di installarmi il microchip di polacco nel cervello: in questa prima fase mi sta insegnando a pronunciare, visto  che per me e' il piu' grosso ostacolo all'esprimermi, molto piu' che la mancanza di parole.
90 minuti di s normale, s con accento, sc, sz, si, rz, z, z con pallino, szcz, cz, ch, c con accento, ...ne esco intellettualmente ubriaca.
Dopo i miei primi tre giorni di lezione ho deciso per esercitarmi di leggere  tutto quello che vedo: solo che se lo faccio nella mente non riesco bene, per cui mi ritrovo a fare la materconvoglio declamante in giro per la citta': spingere! tirare! obliteratrice! pannolini! filetti di tacchino! ascensore! biglietto da 1 corsa! arance in offerta! attenti al cane! voi siete qui!
Con alcune parole faccio una fatica tremenda: per fortuna non abito in Aleje Jarozolinskie perche' ogni volta mi intorcinerei a dirlo, ma sto valutando per facilita' di pronuncia l'idea di darmi ventinove anni (dwadzieścia dziewięć lat) anziche' trentatre' (trzydzieści trzy lata).
Al momento la parola piu' difficile per me da pronunciare e' szczęśliwy, ma Iulita  dice che tanto non c'e' rischio che questa parola debba usarla troppo spesso nelle conversazioni con la gente del luogo.

Lezione n.3 : nei rari casi in cui dire "vengo dall'Italia" non ispira comprensione, aiuto e simpatia, ho fatto mia la triade nie rozumie, nie wiem, nie pamietam (non capisco, non so, non ricordo)

COMMENTI DISQUS

  • Laura V 3 days ago

    Solo per curiosità.. szczęśliwy cosa mi sta a significare?

  • marina del santo 3 days ago

    il mio maledetto account gugol fake...sono tiziana!

  • marina del santo 3 days ago

    shtenshlive (viva gugol traduttore!)...spero che invece lo pronuncerete tante volte! Bacioni

  • Baby1979 3 days ago

    Io sono messa ancora un po' così con l'americano :-)

  • Cecilia Costantini 3 days ago

    Sei della mia stessa scuola, del 'capisco una parola ogni 50 e per il resto immagino'. Anche in sloveno avevo lo stesso problema con le s, š, č, c, z, ž, la pronuncia non è difficile, il problema è quando te le ritrovi tutte insieme in una parola... Io le mischiavo sempre! Dai, pensa agli stranieri che devono pronunciare GLI in italiano e si slogano la lingua!

Primi giorni e lezioni di vita varsaviesi - 2

No comments:

PREMESSA ALLA LEZIONE N2
Ho guardato al volo so google map tramite il blackberry del Senator dove fosse il Leclerc piu' vicino a noi, nella pia speranza di trovare i leclercpannolini e sottrarmi alla trasfusione monetaria da Pampers, il pannolino monopolista dei supermercati varsaviesi. Dal disegnino pareva all'inizio di una traversa di Aleje Jarozolinskie.
Ok, tanto devo andare prima alla scuola di lingue che e' su quella via, il supermercato sara' un po' dopo, faro' una passeggiata.

- (in my broken polish) Scusi, per il supermercato Leclerc?
- Non so, ma vada al carrefour qua al centro commerciale attaccato alla stazione!
- Grazie No grazie (non ci vado piu' al carrefour, e' tutto piu' caro che in Francia)


mezz'ora dopo

- Scusi, per il supermercato Leclerc?
- Non so

mezz'ora dopo

11.4.13

Primi giorni e lezioni di vita Varsaviesi -1

No comments:
Che a Varsavia ci sono gia' stata un mucchio di volte, ho amici  e tengo pure famiglia acquisita, eppure eccomi a cadere dal pero lo stesso, almeno una volta al giorno.

PREMESSA DELLA LEZIONE N1
Tra le molte comodita' della mia nuova vita c'e' la consegna della spesa a domicilio.
La prima volta che ho aperto la porta ad un tesco boy era la sera dopo dieci ore passate ad aprire scatoloni e organizzare ripiani, spostare mobili e fare un milione di lavatrici.
Fuori nevicava a palate dal mattino e per il solo fatto di non essere dovuta uscire con due bambine a far la spesa sotto quelle intemperie, mi sentivo riposatissima. Nella vita di prima, neve o acqua o gelo, se il frigo era vuoto dovevo per forza scafandrarmi con le creature ed uscire dalla caverna verso il supermercato piu' vicino, a 1200 mt di distanza.
Quella sera quando il tesco boy e' arrivato con 12 litri di latte, 18  itri di acqua, 10 kg i detergenti vari e 5kg di frutta e verdura, avrei voluto abbracciarlo e giurargli tutta la mia amicizia e stima eterna.

Alcuni giorni dopo, a latte, acqua, formula e pannolini pressoche' finiti, ho riordinato la spesa.
Al mattino prestissimo il Senator e' andato all'aeroporto e ha chiuso la porta di casa come sempre, senza svegliarmi.
Un nuovo tesco boy si e' presentato con la mia pesantissima spesa di prima necessita' per le bimbe, puntualissimo.
E io non riuscivo ad aprire la porta.
Sul serio.
Chiusa in casa.
Il Senator dentro l'aereo.

10.4.13

Da Orio a Varsavia - ovvero quando pensavo che...

No comments:
...il grosso dello sbattimento da trasloco fosse finito, stava infatti per cominciare.
Sono rimasta cosi', con una figlia nel passeggino, una trunki appesa ai manubri del medesimo, una figlia aggrappata davanti nell'ergo e uno zaino sulla schiena, a contemplare quella fila enorme di persone in coda per i controllori per almeno tre minuti.
Poi ho visto sui tabelloni WARSAW  9.10 BOARDING
EH?Ma sono le 7 e 10! Sara' un errore? E se non lo e'?
Mi dirigo all'inizio della fila immane alla velocita' maggiore raggiungibile della mia modalita' materconvoglio, sperando che esista una fila riservata ai genitori con bambini, come in molti aeroporti. Nel frattempo guardo gli altri passeggeri in coda e i nani in braccio ai genitori si contano sulle dita di una mano e sono tutti nani unici con entrambi i genitori, per cui ottimisticamente penso che se anche non c'e' la fila prioritaria per i genitori con bambini, magari mi fanno il piacere vista la mia situazione di materconvoglio.
No, signora, nessuna fila per i genitori coi bambini. Se vuole puo' comprare il servizio di fast track a quella finestra laggiu' e fa la coda prioritaria. Ma deve comprarla anche per la bambina perche' ha piu' di due anni. No sopra i due anni non c'e'  il ridotto, la bambina pag come un adulta.
Poco da dire, con quel BOARDING lampeggiante non ho altra scelta.  Corro alla massima velocita' materconvoglio consentita al finestrino, un paio di persone che hanno cercato di passarmi davanti approfittando della mia difficolta' di movimento, torno quattordici euro dopo alla maggica coda prioritaria.
Ho circa 10 persone davanti, la ragazza giovane dei controlli di sicurezza ripete costantemente
DOCUMENTI CARTA D IMBARCO PRONTI MACCHINE FOTOGRAFICHE COMPUTERS SUI VASSOI, NIENTE LIQUIDI SOPRA I 100 ML ETC, mentre sopra la sua testa un megaschermo riproduce le stesse immagini e istruzioni,
Che mi chiedo com'e' possibile che poi invariabilmente qualcuno fa ritardare tutta la fila perche ha 3 penne nel taschino, le monetine nella tasca dei pantaloni e 1 bottiglia di shampoo formato famiglia nel  bagaglio.
Vista la mia situazione, arrivo piu' preparata possibile:
passaporti con carta di imbarco piegata alla pagina della foto di identita'.
Giacche appoggiate sopra il tettuccio del passeggino, insieme a cellulare e camera digitale, pronte da mettere nel primo vassoietto
Liquidi nella bustina appoggiata sopra il tettuccio del passeggino, pronte da mettere nel secondo vassoietto
Borsa di plastica trasparente con tutti i biberon e cibo da infante appesa a 1 manubrio, pronta da mettere nel terzo vassoietto
Poi e Trunki e zaino sul nastro trasportatore.
Slegamento della figlia dal passeggino, tenuta per una mano mentre con l'altra e il piede ho chiuso, piegato e sollevato  il passeggino medesimo sul nastro trasportatore (sempre con la figlia aggrappata nell'Ergo, le mie giunture e la mia schiena come ringraziavano)
A quel punto ho detto alla Viatrix di passare dal metal detector, intanto ho slacciato l'Ergo, mettendolo sul nastro trasportatore, tenendo con un braccio Meraviglia e placando con le gambe la Viatrix che aziche' andare avanti voleva andare indietro.
In tutto cio' la ragazza dei controlli ha commentato ogni mia operazione dicendo:
"Spettacolo!"
Pero' ragazza mia, se anziche' i complimenti mi avessi sollevato il passeggino o almeno preso per mano la figliona per accompagnarla attraverso il detector, te l'avrei detto io " sei una grande"..e invece no.
Per fortuna dopo il metaldetector stava un addetto alla sicurezza che invece ha figli, perche' ha capito il problema senza doverglielo spiegare e si e' messo a gridare Beaaaa vieni qui, a quel punto la Viatrix sentendosi chiamata ha attraversato di corsa il metal detector e io l ho seguita con Meraviglia.
E per fortunabis Orio non e' Amsterdam, cosi' terminata l'operazione di smantellamento del materconvoglio ho potuto subito cominciare quella di ricreazione del medesimo, senza dovermi metter a fare la sommelier di latte di formula e cibarie infantili per dimostrare che sono pappe e non esplosivi.
Ed e' li, subito dopo i controlli, dopo aver messo seduta per terra Meraviglia accanto alla Viatrix imprigionata

9.4.13

Da Ambilly a Varsavia - seconda parte

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seconda parte (per la prima, qui)
Sono sempre dell'idea che le low costs abbiano fatto benissimo all'umanita': quanti amori, amicizie, matrimoni, figli, lavori, imprese etc non sarebbero mai esisti senza? Troppi. Ne sarebbero esisti altri, certo, ma non quelli. Ryanair e simili, forever.
Detto cio', all'una di notte il giorno prima della prepartenza ho maledetto wizzair ora et semper, giurando a me stessa di non volare mai piu' con loro*: essi hanno inventato il concetto di bagaglio a mano piccolo.
Se hai un bagaglio a mano normale paghi 10 euro, se ne hai uno piccolo e' gratis. La trunki di mia figlia e' 4 cm piu lunga del bagaglio a mano piccolo, anche se piu sottile e piu corta nelle altre misure.
Per non avere la menata di non sapere fino all ultimo se mi avrebbero permesso di salire in aereo con la trunki coi suoi 4 cm in piu' o se mi avrebbero scucito 30 euro per mandarla nella stiva, ho deciso di collegarmi al sito , al momento di fare il check in online e aggiungere per 10 euro il diritto al bagaglio a mano grande.
Senonche' ho chiuso il conto su cui era appoggiata la carta usata per la prenotazione.
Il sito di wizzair ti fa aggiungere il servizio ma poi lo devi pagare con la stessa carta usata per la prenotazione (non te lo dice prima di aggiungere il servizio).
Il sito di wizzair  non ti fa togliere il servizio una volta che lo hai aggiunto
Il sito di wizzair  non ti fa stampare la carta di imbarco se non paghi il servizio aggiunto.
ODIO
Alla fine mio padre ha trovato il barbatrucco; usare una carta prepagata, anziche' carta di credito: il sito l ha

8.4.13

Come ricordero' quel trasloco da Ambilly a Varsavia, con le bimbe piccole.

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Nei giorni antecedenti l'arrivo dei traslocatori, il foglio elettronico con l'elenco di chi fa cosa ha iniziato ad allungarsi esponenzialmente: piu' cose venivano fatte e colorate in verde, piu' se ne aggiungevano nuove da fare in rosso.
Il piano strategico prevedeva che io sarei arrivata a Varsavia con le bimbe qualche giorno dopo il Senator, il quale sarebbe giunto guidando la nostra auto e avrebbe atteso l'arrivo dei traslocatori. Cosi' alla vigilia del trasloco ho portato la Viatrix in Italia dai nonni con la trunki, stipata del minimo di vestiario e corredo necessario per i giorni successivi, quella stessa trunki che sarebbe stata uno dei due bagagli a mano del nostro biglietto madre + bagaglio a mano +bagaglio a mano +1child +1infant+ passeggino.
Al ritorno su al paesello francosvizzero ho avuto il tempo di un pranzetto di saluto con l'amica nuova che mi ha regalato questo posto e poi e' giunto il momento di iniziare a giocare, che il gioco se non duro si e' fatto pero' vero.
Il trasloco di per se' e' stato rapido e indolore: Alec&Marek e i loro colleghi altrettanto giganti, si sono presentati alle 8 del mattino di sabato con decine di scatoloni da montare, km di scotch e rotoli di carta a bolli e sono ripartiti 9 ore dopo con due camion carichi di tutti i nostri mobili e possedimenti materiali. Chiedere ai traslocatori di non mescolare le macchinine con le formine con i cubetti con gli animaletti etc, sarebbe stato pretendere troppo, e quindi mi sono auto arruolata per il mestiere di separare tutti i giochi in decine di buste trasparanenti per congelare alimenti, messi poi dentro gli scatoloni che mi ha regalato una amica di Ginevra traslocata da Lima.
Cosi' quando l'altro giorno ho portato gli scatoloni piegati al bidone condominiale della differenziata, non ho potuto fare a meno di trovare divertente che qualche vicino di chiedera' dove sono i nuovi vicini peruviani.
Ho passato l'ultima notte nel nostro nido francosvizzero insieme a Meraviglia, dormendo per terra sulla

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