27.6.13

Cinque solstizi d'estate fa

11 comments:

Cinque solstizi d'estate fa, una quasi ventinovenne si svegliava con due occhiaie cosi' per diventare sposa.

Gli ultimi tre mesi erano colati via in un lampo: ogni mattina la sveglia del cellulare trillava fastidiosa come il trapano del dentista alle sette meno quindici minuti: doccia fatta la sera prima di dormire, vestiti da mettere gia' pronti sulla sedia, zainetto gia' preparato.
Il tempo di far colazione, passare dal bagno, vestirsi, precipitarsi giu' per tre piani di scale, fare i due km di pave' da casa alla stazione dei pullman extraurbani, infilarsi come sempre ultima passeggera su quello delle 7.30 per Famagosta.
Attraversare ansante il  pullman, ai posti  in fondo dove i tre fidi amici di pendolio ne tenevano sempre uno per lei: lo Stefano, la Stefania, l'Ingegnere e il Geometra.
Chiacchere e scherzi, oggi ci sara' il sole dopo la Nebbia, a Binasco?
Arrivata a Famagosta, di nuovo di corsa giu' nella metro, cambia a cadorna, svegliaaaaa non ti sbagliare  non prendere la rossa per bisceglie ma quella per rho, non ti addormentare, non ti addormentare....uruguay sveglia che devi scendere alla prossima.
Pick up di brioche calda e buonissima al baretto tenuto dai Cinesi dentro la Stazione di Bonola, ancora 10 minuti a piedi, badge, terzo piano, ciao Laura, caffe'.
Alle cinque e mezzo, parte la sequenza di cui sopra a riavvolgimento rapido: grazie mamma per la cena, skype con il Senator e  poi mettersi a mandare milioni di emails per trovare al miglior prezzo ristorante, fioristi, scarpe, confetti, autobus a noleggio, stanze di alberghi, caratteri polacchi per stampare le

26.6.13

Accidenti a me - SOS BARI E PUGLIA

22 comments:
Tutte le regole sono state infrante: non sapevamo se potevamo andare in ferie fino a sabato scorso, una volta saputo di si, tra un matrimonio il tre di agosto e l'inserimento all'asilo il ventisei, cercando voli per quattro di noi, l'unico risultato non costosisismo e' stato il volo varsavia - bari. ARRIVO IL 10 E PARTENZA IL 24
L'avventura di creare queste vacanze e' partita con grandissimo entusiasmo.
Dopo nemmeno sei ore mi sono ricordate perche' da  cinque anni non andavamo al mare d'estate in Italia (l'ultima volta la bellissima Siracusa, dove ci hanno fregato al ristorante 'solo' una volta con un conto da 280 euro nel 2008  x un menu degustazione) e non credo che ripeteremo piu' l'errore per i prossimi cinque.
Per carita', e' bellissimo, piu' bello che nel resto del mondo
Ma non riesco a trovare chiarezza di informazione sui trasporti pubblici affidabili per andare nella

21.6.13

un giro in giro - qualche consiglio per muoversi a Varsavia

12 comments:
Prima uno, poi due, poi tre messaggi alla settimana: se davvero verrete a visitare questa citta' ispirati dal mio blog, dovrei rivendicare all'ufficio turistico della citta' una qualche riduzione per i musei :-)
Siccome il weekend si avvicina e puo' darsi che in molti ne approfittino per organizzarsi le vacanze, lancio da qui un messaggio in bottiglia nel mare di internet per chi cerca "visitare Varsavia"

  • cosa visitare; questo e' il sito turistico ufficiale della citta' di Varsavia, con versione inglese ed e' a mio giudizio davvero il migliore per completezza e semplicita'. E' fatto benissimo, troverete spiegazioni brevi e chiare, con i  link agli specifici siti di musei, gallerie, monumenti, etc, ma

18.6.13

Un Weekend a Las Varsavias

8 comments:
In questi giorni di caldo e d'azzurro, Varsavia vibra d'energia: la celebrazione dell'estate, tipica di tutti i paesi dove l'inverno e' una faccenda seria, si fonde con la consapevolezza dei suoi abitanti di vivere un momento speciale, forse irripetibile nel futuro quanto agognato nel passato: una dolcevita per cui milioni  di polacchi hanno combattuto e lavorato senza sosta per decenni, in patria e all'estero.
Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus :-)
Venerdi' in versione madreconvoglio ci siamo avviate (in autobus) verso la Multimedia Fountain per assistere allo spettacolo di musica, getti e luci. Il parco dove sorge la Fontana e' lungo la Vistola, dietro il centro storico antico: tantissime persone sono gia' radunate intorno al percorso della fontana o sedute sul naturale declivio che permettere di assistere allo spettacolo sia dall'alto.

Io non ho potuto che scattare qualche foto col cellulare perche' dovevo correre dietro alla Viatrix entusiasta che un po' ballava, un po' dirigeva i getti con le manine ma soprattutto voleva gettarsi nelle vasche. Ne siamo uscite euforiche e fradicie d'acqua, noi e il passeggino nel quale ha dormito imperterrita ed imperturbabile Meraviglia.





Finito lo spettacolo, ho caricato la Viatrix sulle mie spalle grazie all'Ergo e siamo risalite verso il centro storico lungo vialetti di ciottolato mai visti cosi' prima: come sono nuove le citta' la notte! Particolari che di giorno non esistono, di notte si mostrano inaspettati!
L'ocra, il rosato e il rosso cupo dei palazzi del centro scaldano la notte, vicoli di scalinate piombano giu' dal vecchio borgo al fiume: solo la scalinata sulle vecchie mura ci ha fermato, ma abbiamo trovato un bellissimo belvedere sul fiume, i ponti e lo stadio illuminato.
Purtroppo ho scoperto che la mia macchina digitale non cattura molto bene la notte, percio' le seguenti due foto non sono mie,  ma e' per darvi l'idea di cio' che ho visto

Una volta ritrovateci al Castello abbiamo intrapreso la via Reale, pedonale la sera e nei weekend, che conosciamo cosi' bene di giorno e che di notte riecheggia non solo di gente e tavolini e musica, ma anche di artisti di strada, musicisti e giocolieri.
Una piccola pausa davanti al palazzo dove risiede il Presidente: la Viatrix batteva le mani e gridava Bello! Blu! Stella! Castello! Gelato!, io tenevo con la destra il Passeggino con Meraviglia,con la sinistra telefonavo al Senator che mi aveva chiesto la cortesia di buttarlo giu' dal letto, a sei ore di fuso di distanza, perche' non perdesse l'aereo di ritorno.
Infine, due fermate di autobus e prima di mezzanotte eravamo a casetta, in tempo perche' il materconvoglio non si trasformasse in zucca.



Sabato mi sono data appuntamento ad un parco giochi con un'amica.
Proprio uscendo di casa mi passa davanti un camion aperto e arredato di palloncini arancioni con sopra un paio di persone e la musica a tutto volume. Proseguo per la mia solita scorciatoia in salita e quando arrivo in cima, vicino al Parlamento, trovo altri 3 o 4 camion allestiti tipo carro, con palloncini e bandierine: ci stanno salendo sopra bambini, ragazzi, adulti, anziani. Altri stanno stendendo striscioni e bandiere della pace: e' la Parata dell'Uguaglianza che partira' da li' a pochi minuti. Mi danno subito un palloncino per le bimbe, che pero' dormono e cosi' mi fermo a leggere i vari cartelli: associazioni per la liberta' di parola e di pensiero, diritti delle donne, diritti dei disabili, diritti degli omosessuali diritti dei bambini, etc...insomma mancano solo i diritti delle mamme a non avere rotte le scatole continuamente su come vestire e gestire i propri figli, il che significa che da qui alla prossima Parata mi devo organizzare!
video
L'atmosfera e' allegra e rilassata, i poliziotti non sono in tenuta antisommossa ma vestiti col giubbetto giallo catarifrangente solito, sorrido e aiutano i partecipanti a inserirsi nel percorso tra i vari carri. Fotografie, riprese e comincia la Parata 2013: la prima canzone e' Boys Boys Boys  e un gruppetto di ragazzi con la scritta PACE si esalta in un guizzo patriottico, anche io non posso fare a meno di sorridere su come in questa parte di Europa Sabrina venga comunque prima di Madonna (suonata subito dopo, con Like a Virgin)

Domenica, finalmente di nuovo tutti insieme, approfittiamo delle mostre fotografiche alla  sempre ottima e veloce da visitare  History Meeting House e la sera ci ritroviamo solo noi due a giocare a biliardo nei sotterranei della biblioteca nazionale, come usavamo fare otto anni fa Torino: pero' stavolta ho perso solo tre partite in un'ora, inizio ad avere piu' mira :-)
Un bicchiere di bordeaux bianco guardando il crepuscolo delle dieci di sera e poi veloci a casa dalle bimbe, sotto le fresche frasche che custodiscono questa citta' come un ombrello estivo.



14.6.13

distrazioni x l'uso di una madre stanca ma contenta

19 comments:
Ogni giorno nel mondo di Internet  sono pubblicati mille mila articoli
su mamme che lavorano v mamme a casa,
mamme a casa che si sentono depresse v mamme che lavorano che si sentono in colpa,
mamme che lavorano ma non hanno tempo per i figli v mamme a casa che non hanno tempo per se stesse, per non parlare delle mamme che lavorano che non capiscono come fanno le mamme che stanno a casa a non essere depresse v le mamme che stanno a casa e non capiscono come fanno le mamme che lavorano a non sentirsi in colpa. 
Io gli articoli li zompo sempre, non mi dicono nulla di nuovo, sui posts invece ogni tanto mi soffermo perche' sono scritti con il cuore in mano, a prescindere dalla posizione della mamma narrante.
Siccome via via raccolgo simpatia e stima circa le mie fatiche di bimadre expat 24h/7 nonche' vicepadre meta' giorni al mese, ho deciso che se proprio a qualcuno interessa sapere come faccio da tre anni, lontana dai  miei, senza amiche,sorelle, zie,cognate, suocere, tate, asilo, schiavi, maggiordomi, istitutrici etc etc*  adesso ve lo racconto:

1) ho imparato a organizzarmi bene

2)ho imparato ad improvvisare bene

Quando le cose sono organizzate e' facile sia per gli adulti che per i bambini.
Quando le cose sono improvvisate, per i bambini e' facile uguale: una volta capita questa grande piccola verita', mille preoccupazioni delle duemila giornaliere si possono archiviare.
Esempio pratico: ricordarsi di mettere in borsa le pasticchine omeopatiche contro il maldauto e dargliele la sera prima (organizzazione)
Alla terza curva del Monte Bianco la Viatrix fa l'Esorcista, dipingendo sedili e il suo medesimo vestiario: fermata, lavaggio del sedile con le salviette umide, svestimento della figlia vomitata. E ora? Ma come, non hai un cambio di scorta in borsa? No, lo avevo per la piccola e basta...Mi levo il top che ho sotto la camicia e lo metto a lei a mo' di vestitino, dopo aver smacchiato alla bellemeglio il seggiolino ci metto sopra la mia sciarpa (tanto si lava) e dopo aver installato la bimba e chiuse le cinture, le metto la sciarpa del padre intorno, dal collo alle gambe. Sembra un salame di lana, ma la cosa la diverte moltissimo e se non mi piglio male io che ho dimenticato il cambio, a lei non gliene puo' importare di meno. (improvvisazione ed accettazione della medesima)

3)seleziono i miei sforzi. Con le bimbe, non mi stresso a dire no se non e' per un motivo fondamentale, non mi stresso ad imporre regole che non siano essenziali per la loro educazione, la loro salute e il vivere civile, non mi sgolo a dire non toccare quello o quell'altro in casa: dovunque posso metto cancelletti ai cassetti, barriere di legno e sposto in alto quello che non voglio che tocchino. Non mi preoccupo che si sporchino i vestiti mentre giocano o mangiano, non mi preoccupo se giu' dal tavolo cadano giochi e cibo sul pavimento: i vestiti vanno in lavatrice a fine serata, prima di uscire dal bar o dal ristornate e perfino a casa mia mi chino e raccolgo e sistemo tutto alla fine. Oggi non vuole mangiare? Controllo se non sta bene dopodiche' non insisto, a cena mangera' di piu'. E cosi' via. Con la casa, ci tengo a tenere in ordine cucina e bagni, il resto si vive comunque, il mio armadio men che meno, non cucino piu' cosecomplesse (se una ricetta richiede piu di 10 minuti di preparazione la lascio per il futuro) non stiro (il Senator si stira le camicie, per il resto viviamo felicemente stropicciati). Con le persone, non faccio promesse che non posso mantenere facilemente, non prendo impegni che non posso eseguire facilmente, non cerco piu' di due volte chi non mi ha cercato, non offro piu' a gente che non mi corrisponde per il dubbio del forse c'e' ancora qualcosa di buono in lui/lei

4) Cerco di allenare le bimbe all'indipendenza: gli ho messo in mano il biberon ergonomico quando avevano sei mesi,dai nove le ho fatte pasticciare tavolo pavimento e vestiti col cucchiaino finche' non hanno imparato a centrare la bocca. In casa, una volta stabilito quello che secondo me e' necessario per la loro sicurezza ed incolumita', cosi' non devo stare li' a controllarle costantemente, le lascio libere di giocare da sole con tutto quello che e' a loro disposizione, inventandosi i giochi da se'. Se io fossi sempre li' con loro non potrei cucinare, pulire, lavare, stendere, ma neanche fare una telefonata su skype, chattare con un'amica, leggere un articolo o scrivere il blog.
Certo che gioco con loro ogni tanto, ma piuttosto fuori di casa quando il territorio non e' protetto, come nella vasca della sabbia. Quando vanno a scivoli e altalene faccio l'assistente, intervengo se necessaria x la sicurezza, altrimenti mi limito ad osservare a una distanza media.

5) Emergency exit.Ho trovato e coltivato delle amiche  madri che mi hanno capito: sanno che persona sono e sanno cosa voglio dire anche quando sono rincoglionita di fatica. Con loro sono al sicuro da ogni pregiudizio e libera di confrontarmi, sfogarmi, ridere e piangere in ogni momento.
 
Tutto cio' detto, e' normale che anche io abbia i miei momenti di crollo, specie se per un  po' di notti non mi fanno dormire.

6) Ogni volta che mi piglia lo sciopone di stanchezza  da mancanza di sonno e mi chiedo come cavolo fare per sopravvivere ad un altra giornata mi ricordo che nel corso dei secoli milioni di madri hanno partorito e/o allevato i loro figli attraverso guerre, carestie, persecuzioni. Li hanno allevati da sole coi mariti al fronte o nei campi di prigionia che non si sapeva nemmeno se tornavano, non coi mariti a Londra per lavoro. Li hanno curati come potevano, senza vaccini, mentre noi abbiamo pediatri, osteopati, naturopati, omeopati, erboristi, logopedisti, fisioterapisti e quant'altro.

Certamente pensavano che erano stanche quelle mamme che andavano al fontone a lavare i panni usati come pannolini dei pupi, magari sei o sette, o quando la sera a lume di candela tagliavano e cucivano i vestiti per i piu piccoli da quelli vecchi dei piu' grandi. Anche quelle madri di tante grandi citta' africane che la sera per far fare i compiti ai figli devono andare sull'autostrada , dove si trovano tutti per chiaccherare, leggere, studiare, fare festa etc, perche' solo li' sull'autostrada ci sono i lampioni.
Eh ma sai, le donne al fontone sono immagini in bianco e nero e l'Africa e' lontana.
Beh. allora chiedete alle vostre mamme, come stavano e come si sentivano quando voi eravate piccole.
La mia e' dieci centimetri piu' bassa di me, quando io ero una patatona di 14 kg lei ne pesava 40 e abitava in cima a tre piani di scale senza ascensore, con un marito che faceva il rappresentante di commercio ed era via tutta la settimana in giro per l'Italia. Si sentivano cinque minuti la sera al telefono giu' nel negozio dal tabaccaio, che a quei tempi anche se era il 1980 non e' che i telefoni fissi in casa ce li avessero tutti, specie nei paesini.  Sua mamma era morta da qualche anno e sua suocera era una stronza di prima categoria. Sua sorella e suo fratello non erano a disposizione per aiutarla anche se non abitavano distante.
Ieri mio marito mi ha scritto dalla Mongolia sul blackberry messanger di aver ricevuto per sms l'avviso di un ritardo di venti minuti sulla consegna a domicilio della spesa da Tesco. che avevo ordinato la sera prima a mezzanotte dal divano di casa mia, poco dopo che la Viatrix si era finalmente addormentata.
Per quanto io possa essere stanca, sono come quella culaiona di cenerentola rispetto a tantissime donne, mamme esistite nel nostro passato europeo ma tuttora esistenti nel presente mondiale. Percio' quando mi piglio male mi lamento mezzora e poi mi rialzo e vado avanti con le braccia stanche ma il cuore allegro.

L'altra fatidica domanda che mi rivolgono spesso, penso come a tutte le "madri a casa" e' ma non ti manca il tempo per te stessa?
Beh, certo. Ovvio che mi piacerebbe andare al cinema piu' spesso, non avere i piedi ruvidi e secchi come la corteccia di una quercia bisecolare, ricordarmi di mettere la cremina antirughe prima di dormire ogni sera, fare l'aperitivo  con le amiche come ai tempi del Rossini (peccato che nel frattempo abbiamo quasi tutte lasciato Torino e alcune fonti mi dicono che pure il Rossini non e' piu' come una volta) e leggere due libri alla settimana anziche' due libri all'anno. Pero' questi anni di loro piccole vanno via veloci e non tornano piu', mentre tempo per me stessa ne ho avuto per trentuno anni e a Dio piacendo ne avro' di nuovo ancora per un bel pezzo: soprattutto tra cinque anni, che saranno a scuola tutte e due, di tempo per me ne avro' a iosa, visto come nel frattempo sono diventata brava a ottimizzare i minuti contati.


*qua a Varsavia ho gia' di parecchio alleggerito il carico avendo una signora che fa le pulizie una volta la settimana e una ragazza che ci guarda le bimbe qualche sera al mese x permetterci di uscire noi due. La prima sera siamo rientrati 45 minuti prima del convenuto perche' cascavo di sonno io, la seconda sera le ho detto che saremmo tornati un'ora prima e mezz'ora prima del tempo il Senator si stava addormentando con la faccia nel dessert, l'ultima volta ce le ha guardate mia mamma e quando siamo rientrati alle 22.10 mi fa: cosi' presto? Non abbiamo piu' una dignita' da party goers :-)

13.6.13

Spigolature Varsaviesi Nuova Serie

No comments:

Bonjour, Muchas Gracias, Adeus, Ciao
Quando mi sentono parlare con le bimbe, molti fanno uno sforzo di comunicazione oltre l'inglese e mi si rivolgono indistintamente in francese, spagnolo, portoghese o italiano.
Mi ricorda quando sentendo polacco, slovacco, ceco, sloveno, estone, lituano, lettone, bulgaro, albanese,
croato, serbo e russo MI PAREVA TUTTO UGUALE.


Ma lei non sembra italiana: ha gli occhi azzurri e non ha i baffi.
(che gia' la parola polacca per Italiano e' una derivata di Wlos, capelli)
Della serie siamo sempre i terroni di qualcun'altro, io sto ai polacchi, come le messicane a Tiziano Ferro.

12.6.13

Gotham City

8 comments:

2011
2012

avvistamento odierno di Batman davanti ad un mercato coperto nel centro di Varsavia

                                                                     to be continued?

Sup-post #3

4 comments:

Maledetti luoghi chiusi in cui i bambini giocano, scambiandosi germi e batteri.
Finche' il termometro non ci riassegna temperature sotto 38.5 e i nostri nasi non la smettono di colare, non ho l'ispirazione per scrivere di meglio.
Tanto piacere che la dottoressa ha costatato che io sto peggio di loro, si vede che ho le difese piu' deboli.
Non dormono perche' col catarro non respirano. Allora dormono sedute su di me. Tra un pianto e uno starnuto, un biberon da riempire e un pannolino da cambiare, moltiplicato due per tutta la notte.

Non vedo come farcela oltre che anche la riserva dela riserva di energie e' ita da mo'.
E ovviamente lui e' via da oggi fino a sabato.
Un Nobel per la Pace per l'Economia e  per la Chimica a chi inventa il pastiglione che tira su le madri stanche morte.





10.6.13

Menefottoday©

8 comments:

Sara' lo sfacelo di panni sporchi, piatti sporchi, giocattoli ovunque, briciole ovunque, vestiti ovunque, cose ovunque.
ma e' nel caos totale che mi concentro meglio e prendo le decisioni che rimando da un po'.
Da oggi di me ne fotto
- di dover spannolinare la viatrix entro il 26 agosto quando ci sara' l'inserimento all'asilo. Se ci riesce prima bene, senno' la mandero' all'asilo col pannolino e la riprendero' col coso bagnato gonfio come un pallone dopo quattro ore, finche' non le verra' di farla dove la societa' richiede.
- di vedermi con gente che non si rende conto quanto il nostro tempo familiare sia limitato e quindi prezioso
- di sistemare i buchi nel cartongesso che abbiamo fatto staccando i reggitenda finche' non avro' una visita annunciata dei padroni di casa

Adesso posso cominciare a mettere a posto, almeno la cucina e il salotto senno' stasera non c'e' un centimetro quadrato pulito per cenare.

8.6.13

Varsavia, a meta' tra Chicago e Beijing

6 comments:

Sapevo che sarebbero stati felici di stare con le nipotine e con noi.
Speravo che gli sarebbe piaciuta la nostra nuova casa.
Mi auguravo che gli piacesse Varsavia
Desideravo soprattutto che non trovassero pesante il viaggio, che non trovassero faticoso attraversare tutti i km di questa citta' per scoprirne il fascino e le bellezze.
Sognavo che partissero con la voglia di tornare presto qui.

Missione compiuta. Su tutti i fronti.

Ogni domenica d'estate, da meta' maggio a meta' settembre, da cinquantaquattro anni, alle 12 e alle 16 vicino al monumento a Chopin nel parco Lazienki, un pianista di fama suona un piccolo concerto.
Il prato e' gremito di passanti impreparati e di abituali con coperte da pic nic e vettovaglie.
La scorsa domenica eravamo tutti li', sotto una nevicata di pollini cosi' surreale nel verde abbagliante del parco.
Mi sentivo proprio 7mila km a est di Chicago e 7mila km a ovest di Beijing.
video

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...