31.7.13

Il Goronzo

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Mamma dammi il latte che c'e' il Goronzo
Mamma c'e' il Goronzo con il sole 

Mamma c'e' il Goronzo con il buio
Mamma c'e' il Goronzo al parco giochi 

Mamma, il Goronzo e' brutto e cattivo, come Gargamella

Ma quando il termometro varsaviese supera i 30 gradi all'ombra, la Viatrix entra nella Fontana Magica e il Goronzo finalmente sparisce









29.7.13

Origliando

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Lui e' tarchiatello, riccio, bruno e con l'aria bonacciona, probabilmente il fratello di una delle due.
Loro sono mediamente carine, more, tettute, truccate con la riga spessa di eyeliner, insomma genere truzza col cuore in mano, alla  ManuelaArcuri, per intenderci (d qui in poi mi riferiro' ad entrambe come leMA) e quando parlano non azzeccano mai l'apertura o la chiusura di una vocale piu' di una volta per parola.
leMA - oh ma ci stanno le zzzanzaaare gui a Varsavia? oh se lo sapeevo mi portavo l autaaan, ma non ci penzavo proprio che ci stavano le zaaanzare.
lui-possiamo andare in farmacia a comprarlo
leMA -ah ma tu sai come si dice zanzara in polaaacco?
lui- no ma in farmacia di sicuro l'inglese lo capiscono
leMa- e come si dice in inglesse zaaanzara?
lui- Mosquito
leMA -naaaa Mosquito come Moooosca dannoi? Ma non ha senzo, sono zaaanzare non mooosche!
lui- ma si dice mosquito. Ci andiamo dopo, non ti preoccupare.
leMA- ccioe' ma tu gui al lavoro gome ci palli con la ggente? sti polacchi o sanno l'inglesse?
lui, con voce piu' bassa e composta - oh guarda al lavoro parliamo tutti inglese, ma io sono quello che lo parla peggio, loro parlano tutti con l'accento perfetto, pure sanno dire il tiacca, e poi sanno spesso pure il tedesco e il francese. Sai fa parte della loro cultura imparare tante lingue straniere, sai quanti ne incontri che sanno persino l'italiano?
leMA- ccioe' per fozza che ssaanno le lingue staniere, so' slavi perche' erano schiavi, sono sempre stati a lavora' pe' gli altri (segue risatona)
Io passo frettolosa spingendo il passeggino con Meraviglia e gli lancio un occhiata di compassione, lui arrossisce e mormora alle leMA: - nun di' cosi', non stabbene, la ggente po' capi', t ho detto che gui parlano anche l'italiano spesso.
leMA -oh ma e' cossi, e' latino, e' gultura, ccioe' mica e' colpa mia se sono slavi perche' sono schiaaaavi

Raggiungo il Senator che spingeva l'altro passeggino con dentro la Viatrix  e lo trovo con le lacrime agli occhi dal ridere.
Non sono piu' la sola ad origliare quando sentiamo parlare italiano

26.7.13

Neuro razzi del venerdi' (26.07)

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Rosa alla coque (ovvero ex rosa portatami dal Senator sulla via tra aeroporto e ufficio e prontamente decapitata dalla Viatrix)
Evento locale della settimana: finiti i 33 e auguri arrivati per ogni dove, cosa che mi riempie sempre di piacere visto che essendo nata d'estate, sono cresciuta col trauma scolastico di non aver mai potuto far la festa con gli amichetti. A mia consolazione, anche stavolta il giorno del mio compleanno c'era il sole, il Senator al quindici novembre, se lo scorda.

Evento mondiale della settimana: Ciao, io sono Pippa Sis, e lui e' il mio nipotino George.
il royal baby e' arrivato a destinazione come tutti i bambini moderni:nell'ovetto. Auguri a Kate e William, immaginare la puzza di peto da latte materno per i corridoi di Kensington Palace e' goliardicamente rilassante. Sperando che i geni di lei prevalgano sui geni equini di lui.

Grande scoperta della settimana: il primer, sotto la bb cream. un minuto di sbattimento in piu' rispetto al singolo minuto di sbattimento per mettere la bbcream, ma la differenza compensa la fatica di guardarsi nello specchio 120 secondi di fila.

Piccola scoperta della settimana: i sali da bagno colorati, nessuna idea quanto siano tossici o meno, pero' nella vasca rosapapa' o giallosole  le sorelle volanti ci sguazzano anche per mezz'ora e io nel frattempo piego i panni sul fasciatoio.

Undicesimo mese per Meraviglia: ha imparato a tirarsi su in piedi aggrappandosi a tavolini, letti o sedie. I primi due minuti si guarda intorno orgogliosa, poi si rende conto che mentre se sta a terra gattona dovunque, in piedi e' bloccata ed allora apre i polmoni e chiede soccorso.

Terza settimana di spannolinamento per la Viatrix: chi l'avrebbe mai detto che un giorno sarei stata contenta di andare in bagno e trovare nel gabinetto la cacca di qualcun'altro.

24.7.13

Trentaquattro

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Domani compio gli anni: non mi pesa invecchiare, anzi per me ogni anno di eta' in piu' significa un anno di vita vissuto in piu', un anno di ricordi e di emozioni in piu'.
Da qualche tempo la linea del pensiero e' piu' profonda, si appoggia all'inizio del sopracciglio sinistro e fa due passi in direzione del naso: per le occasioni speciali la riempio di mirabilie cosmeticopappogene che la lisciano per dodici ore. Quando mi risveglio lei e' di nuovo li', precisa e puntuale, ma non mi infastidisce.
Quelli che restano esteticamente giovani per sempre sono solo quelli ci hanno lasciato troppo presto.
E a me va benissimo riempirmi di segni, in cambio dello stare il piu' a lungo possibile insieme alle persone che amo, che siano in braccio a me o dentro skype.


A vent'anni non c'era motivo per non essere felice: giovane, sana e di bell'aspetto, successi universitari, tantissime conoscenze, tanti amici. Genitori che si vogliono bene e che mi vogliono bene. Mamma in via di guarigione dal primo cancro.
Poi com'e' che mi andavo ad incartare in storie melense che a rivedermi con gli occhi di oggi si capiva gia' al minuto primo come sarebbe andata a finire (male), non lo so. In un certo senso cercavo un po' di infelicita'? Come quelli che non avendo problemi, se li inventano.
Quando mi e' toccata la razioncina di problemi veri (la gavetta legale, senza una lira, abitare a svariate decine di km da qualsiasi amica, essere meglio sola che male accompagnata ma pur sempre sola etc),  ad un certo punto mi sono resa conto in modo assordante, netto e consapevole che se non mi fossi impegnata a essere felice, con la stessa determinazione e lo stesso metodo e soprattutto lo stesso entusiasmo e la stessa buona volonta' con cui fino ad allora mi ero impegnata negli studi, nelle amicizie o nel lavoro, non avrei mai avuto risultati eclatanti in questo campo, non avrei mai potuto avere il cv piu' fico e desiderabile della terra, quello che tutti vogliono e pochi si sentono di poter davvero mettere nero su bianco senza millantare, e che io, da qualche tempo, ho:

Nome: Valentina
Cognome: Vaselli
Nata il 25 Luglio 1979
Posizione attuale: Persona felice.

Dopo aver avuto questa illuminazione, mi sono applicata, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Ad essere felice delle grandi cose non e' difficile, la parte tosta e' cercare la margheritina in un piazzale di sassi, in un giorno di cielo plumbeo e pioggia battente. Pero' piu' ci si allena e piu' si migliora. A forza di cercarle, la vista scova piu' margherite, e piu' velocemente. L'occhio scopre che anche un sasso colorato e lucente di pioggia puo' essere un attimo di bellezza. Che perfino quel piazzale ha un suo valore architettonico. Che perfino quella maledetta pioggia col cielo plumbeo ha il suo perche', se nelle orecchie passa la canzone giusta da cantare pensando che nessuno intorno ti ascolti .
E contemporaneamente le cose belle che capitano, quelle che non richiedono lo sforzo di essere scovate, apprezzate, considerate, ma che arrivano semplicemente con la fanfara e i coriandoli, riempiono di adrenalina pura.

Certo, ho dei momenti di sconforto ogni tanto, ma non mi scendono cosi' in profondita' da farmi sentire infelice.
Questi ultimi cinque anni, da quando mi sono sposata, sono stati una cavalcata attraverso viaggi, luoghi, amore, figlie, genitori e amici. Non sono mai andata a letto infelice una sera, ma qualche volta molto triste si, perche' per me era davvero faticoso esercitarmi a trovare la minuscola margheritina in certe giornate di pioggia nel paeselle francosvizzero, senza un lavoro, senza amiche, senza genitori, senza il mio mondo, col Senator a svariate ore di fuso orario di distanza.
Quando sono arrivate le bimbe le mie giornate sono diventate molto piene e non ho piu' avuto tempo per sentirmi triste, ma la verita' e' che non solo ho voluto continuare a viaggiare, ma ho dovuto continuare a viaggiare, per mantenermi sana di mente: finche' non ho avuto la Viatrix, appena il Senator andava via tre giorni, facevo fagotto e raggiungevo i miei o qualche amica sparsa in Europa. Quando sono diventata mamma ho aumentato a 6 il numero di giorni di trasferta del Senator tali da corrispondere ad una mia fuga alternativa. Ho viaggiato per piacere ma anche per necessita', perche' mi mancavano troppe persone e troppe cose, mi mancavano sia gli stimoli da contatto umano che quelli da contatto urbano.
Mentre aspettavo Meraviglia, nella mia nuova raggiunta tranquillita',  ho capito ed accettato che la mia fantasia nel cercare ed inventare prati in fiore su piazzali desolati stava arrivando agli sgoccioli. Era giunto il momento di avere una mano pratica (autobus che passano frequentemente, taxi in caso di bisogno, spesa a domicilio, magari una donna delle pulizie e una baby sitter ogni tanto, un asilo in una lingua che andasse bene per le bimbe etc) ma soprattutto, era giunto il momento di riavere intorno a me una citta'.

A me piace la natura, il mare, i monti, ma e' stato uno sforzo enorme stare nel paesello francosvizzero, specie quando nevicava a palate e i marciapiedi erano impraticabili o quando pioveva con lo stravento e ad uscire ci si bagnava piu' che a nuotare.
Non che Torino sia mai stata una Metropoli. Pero' il suo milione di anime lo fa e questa citta' e i suoi dintorni hanno generato nei secoli tanto di quel nuovo nel cibo, nel vino, nelle arti, nelle invenzioni che pur nella sua indole bigia e chiusa, aristocratica e classista, Torino e' un fuoco che brucia costante  e silenzioso sotto la sua apparenza grigia cenere.
Uscire a piedi per il centro di Torino vuole dire camminare quattro ore e io a volte non ero nemmeno stanca e con mia mamma o con Sara piu' volte siamo ritornate a casa senza prendere il pullman. Il centro di Pavia che in quaranta minuti lo giri tutto mi faceva sentire imprigionata; per quello di Ginevra ne bastavano ventisette. Non che Milano sia architettonicamente bella come Torino, pero' diamine, ogni volta che sbucavo dalla Gialla a Duomo mi venivano le vertigini di gioia.
Forse e' un limite, ma io preferisco considerarlo un dato di fatto: se non posso essere vicina fisicamente alle persone che amo, come i miei genitori, se mio marito e' via spesso, se non vivo vicina alle mie amiche piu' importanti ormai sparse ovunque e percio' non piu' aggregate in nessuna citta' italica in cui sognare di tornare, allora posso essere felice anche da sola, purche' intorno a me ci sia una citta'.

Oggi a Varsavia pioveva: cielo grigio, pioggia pressurizzata, diciassette gradi vagamente umidi
E siccome non ho mai avuto un compleanno senza sole, mi auguro che domani cambi idea.
Siamo uscite in convoglio alle 11 e siamo tornate dopo le 4.
Nel mezzo monumenti, oggetti, scorci, fontane, luci, persone, iniziative, profumi di cibi dai quattro angoli del mondo.
Nel paesello francosvizzero quando pioveva non andavo da nessuna parte, perche' il prezzo di star pigiata tra la gente umida, ferma nel traffico ginevrino impazzito, non valeva alcuna scoperta urbana. L'ovvieta' della scoperta: quando c'e' il sole vivo bene dovunque nel mondo ma quando c'e' la pioggia vivo meglio in citta'.
Sono felice di essere qui, tanto.
Anche se mi manchi perche' sei a Berlino e stanotte dormo sola
Anche se mi mancate perche' siete a Voghera e vi rivedro' di persona tra cinquanta giorni
Anche se tutte voi mi mancate e siete sparse un po' ovunque e vi rivedro' tra cinquanta o cento o duecento giorni.
Vado a zonzo con le bimbe per questa che ora e' la mia citta' e vi porto tutti nel cuore mentre osservo e rido e assaggio e prendo appunti di cosa raccontarvi.
Ad maiora, voi e io

Auguri a te che 34 anni fa eri una ragazzina rispetto a me di ora e affrontavi in anestesia totale un cesareo che non era nemmeno lontano cugino di quello che e' stato fatto a me: un'operazione delicatissima che segnava la fine di un lungo percorso chirurgico, emotivo e fisico. Una ragazza minuta con un marito orso dal cuore d'oro, soli voi due, e tu senza aver accanto la mamma che invece ho avuto io.

Auguri a te che 34 anni fa diventavi padre all'eta' che io sono diventata mamma, stando fuori da quella porta ad aspettare ore,  prima che uscisse tua figlia (o tuo figlio, non si sapeva) viva e poi che uscisse anche tua moglie, viva. E da allora non solo ci sei sempre stato per lei, ma anche per me, ad aspettare fuori dalle porte della scuola, dell'universita', del tribunale...fino a portarmi dentro la porta della Chiesa.


e auguri a te, amica mia, che quando si nasce il venticinque luglio intorno alle undici e trenta del mattino, si diventa come noi e non e' male, fin qui ci siamo arrivate toste e sorridenti.



23.7.13

Il Gancio del Mammo

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Ci siamo incrociati varie volte nel cortile sotto casa, io in versione convoglio appiedato, spingendo il maclarone con dentro la grande e tenendomi sulle spalle la piccola o spingendo la piccola nel maclarino e tenendomi sulle spalle la grande, lui in versione convoglio su ruote, in bici con il piccolo nel seggiolino davanti e il grande su una bici attaccata alla sua per via di questo Gancio, che mi ha mostrato con lo stesso orgoglio con cui io spiego l'ergo a chiunque mi si avvicini :-)
In orari un po' insoliti per un padre: dieci del martedi' mattino, quattro del giovedi' pomeriggio.
Due parole in inglese qua e la', i bimbi che facevano le bolle e si studiavano a vicenda.
Poi ci siamo trovati sul 171, e cosi' ci siamo presentati: lui autoctono, la moglie australiana di origini polacche, si sono trasferiti alcuni mesi fa a Varsavia perche' lei ha ricevuto una incredibile offerta di lavoro dopo aver fatto per quattro anni la mamma a casa full time e part time con un lavoretto piccolo: cosi' lui ha venduto la sua impresina e adesso si occupa dei due bimbi,di quattro e un anno e mezzo.
Dopodiche' siamo passati alle tipiche domande tra mamme: a che ora dormono le mie, a che ora dormono i suoi, vanno d'accordo? a che playground andate? dove compri le scarpe per loro?

Ora, a me fa sempre piacere fare amicizia con le donne, ma l'idea di trovare un Mammo con cui condividere una passeggiata al mercato o l'andata al museo della scienza con la prole mi pare un'occasione sociologica unica, leggendo il blog di Marco trovo divertente anche l'ironia maschile applicata al mestiere genitoriale full time...l'unico problema e' che non sapevo bene come l'avrebbe presa il Senator, che pur essendo nato nel Nord Europa, per certe cose e' un po' Reggio Cracovia. Per lui posso girare in capo al mondo da sola, ma se mi trilla what'sapp troppe volte di fila si inquieta: sono veramente solo e sempre le tue amiche spagnola e friulana? Dopo otto anni di allenamento va meglio, ma ancora adesso quando e' stanco fa fatica a tenere sotto controllo la gelosia stupida. E il Mammo francamente non e' per nulla brutto.

Domenica siamo passati sotto il loro balcone mentre stendevano e ci hanno invitato su per un caffe', poi li ho invitati ieri sera a cena da noi, la connessione e' definitivamente avvenuta sotto i migliori auspici. I bambini si sono piaciuti e hanno tirato fuori tutti i giochi possibili ed immaginabili (sono persino riemersi due ciucci che pensavo fossero rimasti in Francia), noi anche.
Se tutto procede cosi', e'  la prima volta che avremo degli amici vicini di casa con nani di eta' compatibile, come nei telefilm.
Grazie, Varsavia. Mi mancano alcune cose, ma ne ho trovate cosi' tante altre.

ps. Mi fa piacere scoprire che quando lei torna a casa dal lavoro,getta la borsa sul divano, apre una birra e prende le patatine, sedendosi per terra a giocare coi bimbi, lui si metta a gridare: bastaaaa non ne posso piu' di mettere a posto le tue cose che lasci dovunque, metti l apribottiglie a posto dopo che lo usi, appendi la borsa al gancio, non far le briciole che per terra ho pulito! vuol dire che non sono io che mi incavolo se i calzini non raggiungono il cesto dei panni sporchi per levitazione, e' il ruolo!

21.7.13

(Replica) Sorrisi Cinesi

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20.04.2011 Premesso che la maggioranza delle persone che lavorano nie negozi, mercati e ristoranti, e' tremendamente insistente e gentile, ma appena provvedi a pagare getta la maschera e raramente si perita di dirti arrivederci e men che meno di darti una mano ad uscire dal negozio col passeggino,ci sono ovviamente delle belle eccezioni.


Al nostro solito posto Nonsocomesilegge, si mangia bene, ma il motivo per cui siamo tornati tanto spessso e' stata sicuramente la ragazza che ci ha servito la cena fin dalla prima sera: non sapeva una parola di inglese ma era cosi' sinceramente gentile e spontanea che via via ci siamo capiti ed infatti noi abbiamo imparato da lei un po' di parole e lei da noi. Ieri sera si e' presentata al nostro tavolo un'altra cameriera che sapeva forse 20 parole di inglese ma che a tutti i costi voleva rendersi utile e ha cercato letteralmente di strapparci di mano il frasario, veniva ogni minuto al nostro tavolo mettendosi con la faccia ad un centimetro dalla Dea..insomma se avessimo beccato lei la prima sera, non saremmo probabilmente' tornati. Per fortuna chi comanda da Nonsocomesilegge deve aver capito la situazione e la nostra ragazza e' tornata da noi, abbiamo fatto una foto ricordo e con l'aiuto di due clienti cinesi che sapevano l'inglese, ci siamo salutati, visto che era la nostra ultima cena da Nonsocomesilegge : lei ci ha davvero commosso

19.7.13

Razzi a breve termine da un neurone all'altro

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ovvero cio' che resta della mia penultima settimana da trentatreenne.

Finita la pillola francese, alla sottoscritta donna expat adesso gli tocca ricordarsi a quali giorni della settimana corrispondono: SR. CZW. PT. SOB. ND. PON. WT. Certo.

se Marinetti avesse imparato il polacco ci si sarebbe divertito un mucchio:
zxykrsx!!! rszwyjk! zrzyksz!

"gnam, e' buona la pizza di sole con il succo di cielo": nemmeno tre anni e ha sempre ragione lei.
Pronta per il Ristorante Pazzo

The closer you look, the less you see - i filmoni estivi americani sono come un bell'hamburgerazzo, dopo non posso pensare a niente, tutto il corpo e' pervaso dall'allegra pienezza della pancia satolla. Burp e applausi!

Non mi do' pace finche' non capisco come si fa quella salsa di arance servita coi polipetti i calamari e i gamberi al pub dell'altra sera

Dovrebbero dare le miglia doppie alle madri che volano con gli infant sulle ginocchia. E una medaglia di plastica dorata

"Mamma! " Di botto ha il sonoro anche Meraviglia e mi fa cosi' strano essere chiamata all'appello in contemporanea.


Appuntamenti Creattivi: informazioni per viaggiare in sicurezza!

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Vi segnalo il blog Appuntamenti CreAttivi,  creato da  Ci'MonicaClaudia per far circolare tutte le informazioni relative alla sicurezza dei bambini sui diversi mezzi di trasporto, al quale molti altri blogger hanno partecipato condividendo le proprie esperienze pratiche.

Ci' ha ritenuto il mio post sull'evacuazione con bambini interessante e lo ha riproposto. Colgo l'occasione per ringraziare anche chi ha condiviso questo post su Facebook, sarebbe veramente utile se arrivasse all'attenzione di addetti ai lavori (assistenti di volo, vigili del fuoco, piloti etc) che avessero voglia di aggiungere le proprie osservazioni professionali, data la scarsita' di informazioni reperibili in rete sull'argomento!
ps, Vi segnalo in particolare su Appuntamenti Creattivi il post sulla sicurezza in bicicletta: su baby dritte o  baby armamentario non troverete mai nulla del genere perche' io non so andare in bici :-D

16.7.13

evacuation aircraft infant children - evacuazione aereo infant bambini

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Queste sono le quattro parole che ho pestato furiosamente su vari motori di ricerca interna a siti di aviazione e su google nei giorni scorsi, dopo aver visto le immagini dell'evacuazione dei passeggeri, inclusi genitori e mamme con infants e bambini piccoli, dall'aereo schiantatosi all'aeroporto di San Francisco qualche giorno fa.
Perche' aldila' delle istruzioni date durante il briefing di decollo ( " in caso di depressurizzazione prima dobbiamo mettere la nostra maschera e poi quella dei bambini," "giacchetta di salvataggio per la creatura e' sotto il nostro sedile o ci viene consegnata insieme alla cinturetta aggiuntiva", "sulla scheda plastificata c'e' un disegnino della posizione di atterraggio in emergenza con un infant sulle ginocchia"), che cosa di dovrebbe fare davvero, in quei pochi minuti dal momento in cui l'aereo e' atterrato male ma siamo ancora tutti vivi e dobbiamo uscire fuori al piu' presto, avendo con noi dei bambini piccoli che non sono in grado di camminare o di seguire delle istruzioni, che sicuramente hanno paura e piangono, non ce lo spiega nessuno.
Sull'argomento, nell'oceano di internet nelle lingue a me conosciute (inglese, francese ed italiano, invito chi mi legge e sa il giapponese o il tedesco a fare a sua volta una ricerca) non ho trovato quasi nulla, tranne due reports della Flight Safety Foundation che illustrando due esercitazioni (evacuazione con infants da porte sulle ali e da porte in testa e coda con scivoli) e i reports della FAA circa vari incidenti aerei, dove e' analizzata ogni evacuazione (tipo e numero di passeggeri, quali porte erano aperte e quali no, comportamenti a bordo etc) e da questi materiali ho evinto alcune cose, alcune ovvie, altre meno

Comincio con le buone notizie, visto che sono una di quelle persone che hanno paura di volare:
le probabilita' di essere coinvolti in un incidente aereo sono di 1 su 3,4 milioni considerando  le 78 maggiori compagnie aeree del mondo, 1 su 10 milioni considerando le 39 migliori (e piu' note). Le probabilita' di rimanerci secchi sono di 1 su 4,7 milioni sul campione di 78 compagnie aerre e 1 su 19,8 milioni sul campione delle 39 migliori. Su questo sito potete verificare i dati relativi alle principali compagnie aeree suddivise per continente.
Tralasciando le compagnie aeree di nicchia, quindi nell'eventualita' di ritrovarsi in incidente aereo, le possibilita' di cavarsene fuori vivi sono quaai il 50% e tutti gli esperti sono unanimi nel dire che questo quasi 50% dipende in piccola parte dalla fortuna e in gran parte dall'azione adatta dei passeggeri (un evacuazione dovrebbe durare al massimo cinque minuti, poi i fumi possono intossicare chi e' ancora a bordo e impedire la vista per uscire).

Cose ovvie ma tanto ripeterle male non fa: 
- andare in aereo indossando abiti di materiali non sintetici, che potrebbero sciogliersi o prendere fuoco.
- niente nelle tasche (penne, monete etc), qualsiasi cosa che nel caso di posizione di emergenza potrebbe farci male premendo contro il nostro corpo)
- scarpe comode, meglio se suola di cuoio e tomaia di pelle, zero tacchi, sandali o ballerine di plastica
- capelli legati se si hanno i capelli lunghi
- mettere tutto il non strettamente necessario nella cappelliera e tenere lo strettamente necessario nella reticella attaccata al sedile davanti: in caso di forti turbolenze o atterraggio di emergenza  borsette e sacchetti, sciarpe e bloc notes possono comportare serie difficolta' di movimento o ferire.
- durante "il balletto" degli assistenti di volo, visualizzare per davvero le uscite di emergenza: spesso quelle piu' vicine potrebbero essere dietro la tenda che separa la business dall'economy .
- chiedete conferma della presenza dei giubbetti di salvataggio per i bambini sotto i vostri sedili, date un occhiata alle istruzioni riportate sopra su come farle indossare al bambino. 

LA CINTURA DA INFANT E ALTRI SISTEMI DI SICUREZZA

L'utilizzo e l'efficiacia della cinturetta per tenere il bambino sulle ginocchia e' da sempre dibattuta: nei voli interni americani non e' utilizzata, in quelli europei si, nei voli internazionali sempre. Ci sono studi che dicono che il bambino nella cinturetta muore facendo da airbag umano al genitore, quelli che dicono che se il genitore riesce a tenere bene la brace position (piegato in avanti col bambino sdraiato  sulle propria  ginocchia in orizzontale, tenendolo con un braccio lungo il corpo e la testa , la propria guancia contro la guancia del bambino, e l'altro braccio sotto le propria ginocchia), la cinturetta aiuta la manovra.
Tutti sono d'accordo che sarebbe meglio mettere l'infant dentro un seggiolino per auto, ma che effettivamente la maggioranza dei sedili hanno misure non compatibili con i seggiolini. Passano gli anni e ancora ne' quelli che fanno i seggiolini ne' quelli che fanno i sedili per gli aerei hanno avuto voglia di mettersi d'accordo una volta per tutte su delle misure standard.
I bambini piu' grandi hanno la cintura in vita come gli adulti e onestamente non saprei dire se mia figlia, che non ha ancora tre anni ce la farebbe a stare in brace position da sola...per questo penso che alla fine mi dotero' del famoso CARES, che purtroppo in Europa costa il doppio che negli Stati Uniti, ma cerchero' di trovarlo usato...un bambino fino a 20 kg nel CARES e' ben allacciato come dentro un seggiolino auto ed e' per forza di cose nella posizione corretta per atterrare d'emergenza o meno.

EVACUAZIONE
Nei due report che ho citato hanno utilizzato dei bambolotti del peso e della statura di infants da 0 a 6 mesi, da 6 a 18 e da 18 a 24 mesi. Le prime esercitazioni sono state eseguite senza fumo, la quinta ed ultima con fumo ma il tempo di evacuazione e' stato identico, a riprova che una volta presa confidenza con l'aereo, non e' rilevante vedere bene o meno.
Questi due testi mi hanno fatto fare mente locale su alcune cose
- i bambini si possono prendere in braccio verticalmente o orizzontalmente, nel primo caso con una mano proteggendo collo e testa  mentre nel secondo proteggendo collo e testa con l incavo del braccio. Le persone che hanno partecipato all'esercitazione hanno realizzato che fosse piu' pratico tenere orizzontalmente i bambolotti fino a 6 mesi, mentre quelli piu' pesanti in verticale.
Io mi dico che d'ora in poi viaggero' sempre con l'ergo allacciato in vita cosi' ci posso mettere in due secondi la creatura piccola dentro e tirarmi su gli spallacci e ho entrambe le mani libere per slacciare la grande e portarla per mano all'uscita o mettermela sulle spalle, tenendola con le sue gambe agganciate nelle mie braccia, da sotto, fino all'uscita.
- nell'uscire dalle porte sulle ali, che sono piu' strette, i partecipanti hanno riscontrato difficolta' a passarci attraverso con  i bambolotti sopra i 18 mesi, ma contemporaneamente hanno esitato a passare i bambolotti alle persone gia' all'esterno nelle prime esercitazioni, non conoscendo a chi affidavano i bambolotti. Questa esitazione rallenta l'evacuazione e diminuisce quindi le probabilita' di sopravvivenza di chi e' ancora all'interno dell'aeromobile.
Meglio far sempre due parole col passeggero piu' in forma fisicamente vicino al proprio posto a sedere
-nell'uscire dalle porte in testa e coda, provviste degli scivoli gonfiabili, molti si appoggiano con una mano per sedersi, diminuendo la forza con cui tengono il bambolotto e quindi la sua sicurezza, e soprattutto rallentando l'evacuazione: e' molto piu' veloce saltare dalla porta sullo scivolo anche se farlo con un bambino in braccio richiede uno sforzo mentale notevole.
Mi devo mettere a saltare sul letto con mia figlia in braccio o nell'ergo, prima di partire, tanto per vedere che effetto mi fa

La lettura delle analisi dei vari incidenti aerei disponibili sul sito della FAA ha confermato la necessita' di saltare sugli scivoli e passare i bambini all'esterno ad altri quando sono bambini troppo grossi per portarli insieme con noi, e mi ha fatto anche riflettere su quest'altra cosa: in quasi tutti gli incidenti refertati c'erano a bordo madri che viaggiano da sole con uno, due, tre bambini: coloro che si sono salvati tutti sono sempra stati quelli in cui o il bambino piu piccolo e' stato portato dalla mamma in un body carrier e quindi lei aveva le mani libere per accompagnare con se' gli altri, oppure lei e' uscita con il piccolo in braccio e l'altro o gli altri figli sono stati accompagnati fuori da altri adulti  ANCHE DA ALTRE USCITE.
Avere il sangue freddo di affidare i propri figli ad estranei in una direzione opposta alla mia non mi verrebbe naturale, pero' mi rendo conto che ha una sua logica.

Bene. Non ho nessuna voglia di mettere alla prova questa conoscenza teorica, ma la prossima volta che saliro' in aereo dovrei avere un 5% in meno di panico rispetto al solito, e mi auguro lo stesso di voi :-)






15.7.13

La Madre vs Il Dragone: come affrontare il senso dell'ironia del Dio Maldauto

11 comments:
La mia amica pediatra ha affrontato anche il maldauto dal punto di vista medico in questo post: non essendo mia competenza consigliare rimedi medici (xamamina) o omeopatici (cocculus) o i braccialetti con il bottone che preme sulla vena dei polsi etc, il cui utilizzo e' a descrizione di ogni genitore su consiglio medico e la cui efficacia e' da verificarsi per ogni bambino, questo post e' il riassunto della mia recente esperienza: la Viatrix, superati i 30 mesi ha iniziato a soffrire di maldauto in modo costante e Meraviglia per solidarieta' ha deciso di accodarsi ben prima di compiere i 12.

Il Dragone dei bambini piccoli non arriva preannunciato, visto che ancora non sanno come dire "Mamma per favore fermiamoci che mi sento di vomitare", ma e' empiricamente dimostrato che le probabilita' che si manifesti aumentano esponenzialmente se siete a bordo di
- auto noleggiate
- auto della ditta
- auto prestate da proprietari senza bambini
- taxi
oppure semplicemente se voi e i bambini siete
- vestiti per andare ad un matrimonio
- vestiti per andare a cena fuori
o ancora
- non avete alcun vestito di ricambio a portata di mano e vi aspettano altre quattro ore di viaggio.

Siccome contro il Dio Maldauto la battaglia del genitore e' impari quanto contro il Dio Colica, tanto vale accostarsi al viaggio in modo zen, accettando che il Dragone, nonostante tutte le nostre preghiere, puo' essere parte del nostro karma e tutto cio' che rimane a noi umani e' accettarlo e lavorare per rimediare ai suoi effetti.

CIBO
Colazione: Niente latte o yougurt, nonostante questo significhi lo spaccamento delle orecchie oltre ogni livello del suono: solo biscotti secchi e grissini, poca acqua, un po' di banana o mela (niente frutta succosa, tipo arance, mandarini, frutti di bosco, fragole..) (Se partiamo dopo le 12 o dopo le 18, pasta in bianco e pollo) Analoghe derrate in auto
Tanto correre e scorazzare, anche solo nel cortile sotto casa, per scaricare un minimo di energie prima della seduta.

VESTIARIO
Approfittando della stagione calda, le faccio viaggiare in canottiera + pannolino: meno roba da lavare in caso di dragone, mi porto dietro giusto altre canottiere e due vestiti da infilargli quando ci fermiamo alle stazioni di servizio o arriviamo a destinazione, a beneficio dei benpensati che un bimbo nudo non sta bene, anche se ci sono 30 gradi.

AUTO

Sulla seduta del seggiolino metto una di quelle traverse usa e getta, in modo che la creatura ci sia seduta sopra: in caso di dragone, estratta la creatura zozza, la traversa si appallottola col dragonico contenuto e si butta. Di traverse me ne porto quattro, due per pargola, normalmente le taglio a meta' e ne basta mezza alla volta (calcolando un dragone possibile per ogni ora di viaggio). Non mettetegli le scarpe (anche quello un pezzo in meno da pulire)

Prima di partire sistemiamo le tendine contro il sole ed eventuali fazzoletti scuri incastrati nei finestrini per tappare il sole che filtra sulle testoline ai lati.Il sole e l'aria calda aumentano la nausea: rendere l'auto fresca parcheggiandola all'ombra prima di partire e poi fare dei cicli di aria condizionata se non si ha il climatizzatore aiuta la causa.

Nel pozzetto del sedile posteriore (ATTENZIONE, PRATICA RISCHIOSA PERCHE' TUTTO CIO' CHE E' IVI POSIZIONATO POTREBBE ESSERE DRAGONIZZATO, come giustamente mi ha fatto notare Valentina), oltre al sacchetto per il cambio, quello con i giochi, quello con le bottiglie e biberon di acqua, quello con il mangiare, adesso c'e' anche il mini kit per la pulizia dell'auto, che per comodita' ho deciso di lasciare in auto in permanenza:
- rotolo di carta da cucina nuovo
- pacco di salviette umide non profumate (cosi' non macchiano il tessuto dell'auto),
- una spugnetta da cucina,
- un pennello dell'ikea (per far scendere con le setole o con la punta del manico i residui  di dragone che si infilano nelle impunture dei sedili),
- uno spruzzino pieno di acqua per inumidire sedili e portiere dopo la prima asportazione a secco del dragone con la carta da cucina.
-  sacchetti di plastica profumati (quelli per i pannolini) in quantita'

IL DRAGONE
Quando il Dragone arriva, per prima cosa fermarsi in un luogo sicuro: cercate di tranquillizzare a voce il bambino dragonizzato, tanto ormai il danno e' fatto ed e'  meglio aspettare ancora cinque minuti per trovare una stazione di servizio o un parcheggio separato dall'autostrada che piantarsi sulla corsia di emergenza o in una di quelle piazzole non protette dal traffico, che non  permettono al bimbo di scendere e sgranghirsi le gambe intanto che il genitore procede alla pulizia di creatura, seggiolino, sedili e portiera.

Prima di scendere toglietevi anelli o braccialetti eventuali, tiratevi su le maniche se le avete lunghe e legatevi i capelli.

Una volta arrivati, estraete la creatura dall'auto e iniziate a pulirla con le salviette e la carta da cucina, togliete la canottiera e mettetela in un sacchetto profumato ben chiusa, poi procedete al cambio di pannolino

A questo punto se il tempo e' bello fate sgambettare il bambino fuori dall'auto, se avete dietro delle bolle di sapone la cosa dovrebbe distrarlo e consolarlo della faccenda che il Dragone mette in imbarazzo i nani, se invece il tempo e' brutto mettetelo sul sedile anteriore del passeggero con un giochino (tirate il freno a mano e mettete il cambio in folle),  dopodiche' procedete alla pulizia del seggiolino: buttate via la traversa, poi pulite tutto prima asportando con la carta asciutta prima di passare alle salviette.

Mentre fate la bella lavanderina, per consolare la creatura dragonata, aspetto i vostri consigli: io ho visto che sulle mie funziona oltre alle bolle di sapone, anche noto come rimedio universale per tutto, fargli annusare un odore buono: tengo in borsa una boccettina con dentro acqua di rose, ci bagno un fazzoletto e glielo do' da annusare. Fategli bere un pochino di acqua perche' si pulisca la bocca dal saporaccio del dragone, ma non troppa. Provate a offrire da mangiare ma senza insistere.

rimettete una nuova traversa, infilate una nuova canottiera* alla creatura e riprendete la via verso lo zen :-) se i bambini dormono, cercare di tirare piu' a lungo possibile per voi, in modo da andare il piu' avanti possibile: ora ho capito perche' i miei amici che sono genitori da piu' tempo di me normalmente partono alle 9 di sera e guidano tutta la notte, arrivando distrutti al mattino del primo giorno di ferie, piuttosto che partire al mattino con la prospettiva di riposarsi alla sera a destinazione!

LA PUZZA DEL DRAGONE 
Una volta pulita l'auto dal Dragone, l'odore purtroppo rimane. Non ho ancora sperimentato direttamente e  mi riprometto di farlo sulla macchina del Senator al piu' presto: i blog americani propongono l'impanatura dei sedili con bicarbonato da lasciare tutta l notte (ma poi devi avere l'aspirapolvere per ripulire tutto) oppure, e questo lo provero', l'utilizzo di uno straccio umido di aceto di vino bianco, che pulisce e deodora!

*io dopo la prima canottiera, la grande la lascio nuda...e me ne frego pure di vestirla alla stazione di servizio, ridendomela di sottecchi mentre sento gli altri che nelle loro lingue dicono: sti stranieri sono proprio selvaggi, le bimbe sono belle ma guarda come vanno in giro..






12.7.13

due lati della stessa medaglia

9 comments:

Leggendo EroLucy ho pensato a come possono vedermi gli altri, specie leggendomi senza conoscermi, che per essere un blog da expat con consigli per viaggiare coi pargoli, di fatto ha tra i post di maggior successo quelli indubbiamente piu' uterini: questo e questo

mamma che viaggia in aereo, treno,autobus o piedi con due pargole fornita di tutti gli ultimi mezzi della tecnologia scovati nel mercato globale per sostenere, sollevare, spostare le creature, fornita di scatoline di plastica contenenti biscotti, grissini, frutta e verdura lavata gia' sbucciata per sfamare le creature, confezioni da mezzo litro di latte e di acqua.

mamma che si porta le bimbe dietro dovunque: dal dentista, dal parrucchiere, al bar, al ristorante, alle feste etc

mamma che si porta sempre dietro minikit di giocattoli veri o ha imparato a inventarli al momento con quel che passa il convento, per intrattenere le bimbe nei succitati luoghi

mamma expat che si occupa full time delle figlie, mentre il marito viaggia intorno al mondo per lavoro, gestendosi tutta l'amministrazione ordinaria della casa, delle bollette, dei contratti qualunque sia la lingua del luogo di espatrio.

mamma che quando il marito e' a casa si occupa pure di produrre cene per amici o cene di lavoro da lui invitati : vieni che mia moglie e' la meglio cuoca del mondo

mamma che cucina per le bimbe con l'olio buono italiano, la carnina e le verdurine fresche

mamma di bambine bilingue attive con terza lingua passiva seguace del metodo opol

...

oppure

mamma che va sempre in giro sudata e puzzolente come un cammello perche' si porta sempre le figlie appresso con tutte le provviste, tutto con la forza del suo fisico da 7 in educazione fisica per tutti i 13 anni scolari, perche' o cosi' o sta chiusa da sola con loro in casa

mamma che si porta le figlie dietro dovunque perche' non ha un cappero di nessuno a cui lasciarle mai nemmeno per i cinque minuti, avendo famiglia e amici a svariate centinaia e migliaia di km

mamma che si porta appresso pure giochini o li inventa al momento perche' la figlia maggiore e' ipercinetica e tenerla ferma per un certo valore temporale e' sempre una operazione di strategia militare e la figlia minore si e' gia' capito che e' curiosa e furba quanto la prima e  quindi bisogna tenerle le mani impegnate perche' senno' vuole toccare tutto, specie se e' 1) di proprieta' altrui 2) pericolo 3) costoso

mamma expat che si fa un mazzo tanto e delle figure assurde tra deadline mancate, non sapevo che era cosi, vocabolari italiano - resto del mondo, disegnini per spiegarsi con gli impiegati etc  e tutto questo sbattimento per obiettivi di caratura internazionale tipo ricevere i bidoncini della differenziata

mamma che gli viene un malditesta solo ad  inventare menu rispettosi di tutti i vari invitati vegetariani, vegani, allergici, pesce si ma fruttidimare no, carne no ma pollo si, carne si ma assolutamente niente verdura etc, con piatti veloci da preparare o delegabili a forno et bimby, visto che intanto deve produrre la cena per le bimbe, supervisionarne l'assorbimento per bocca e pulire il disaster dopo e poi ricevere gli ospiti (possibilmente non piu' puzzosa dalla fase cammello del resto della giornata)
i quali ovviamente hanno aspettative galattiche dopo che il marito ha millantato la bravura della cuoca

mamma che ha le figlie che schifano tutte le pappine istantanee, se non quelle di frutta, odiano tutti i dolci con cioccolato al latte (e le merendine col fondente per bambini non sono facili da trovare, almeno in POlonia) e quindi gli tocca pure preparare sempre qualcosa di fresco senno' non mangiano, l'unico junk food da strada su cui e' possibile ripiegare in caso di fame, autogrill e provviste finite sono il cornetto algida, probabilmente perche' la stessa madre in gravidanza ne ha magnati un paio al giorno per nove mesi, e, recente scoperta, le strisce di pollo fritto di KFC

mamma che parla in italiano alle figlie, mentre il marito in polacco, e siccome tra di loro si parlano in inglese e lei sta pure facendo sforzi di imparare il polacco, la sera alle nove vorrebbe spegnere il cervello, metterlo a raffreddare sul como' e invece gli tocca aspettare che la figlia maggiore bonta' sua si addormenti

insomma...posso benissimo passare per una mammacheppalle o una mammachesfiga :-D

8.7.13

Confessions of a sleep deprived mother 3- l'estivo della Viatrix

12 comments:

Quando ero una bionda universitaria nella ruggente Torino del 2000, quella del Passion lives here,  giugno portava un gran parlare dell'apertura dell'estivo: i locali dei Murazzi chiusi d'inverno riaprivano i battenti ed un sacco di altri posti in citta' mettevano fuori tende, tendoni e tendine, sdraio, tavolini e quant'altro per offrire ai propri clienti la sensazione di essere altrove (senza bisogno di sopravvivere alla Torino Savona per ritrovarsi  sullo stesso metro quadro di ghiaino di spiaggia ligure in compagnia di tutti i vicini di casa e compagni di classe )
All'inizio pensavo fosse una cattiva coincidenza di orari sballati (negazione), dopo tre settimane sono sprofondata nel senso della sfiga di ogni madre privata del sonno (depressione), adesso sono arrivata all'accettazione: ok, lei ha aperto l'estivo (con orario dalle sette del mattino a mezzanotte) e io posso continuare a sentirmi sempre piu' frustrata e stanca, passando le mie serate a tentare di farla domire quando sembra avere sonno ma non e' vero, per finire a dormire a mezzanotte comunque, oppure fare altro.
Non so i figli degli altri, ma la Viatrix quando e' fuori di casa (aerei, treni, ristoranti, concerti, matrimoni, feste) e' bravissima: segue le norme sociali richieste (allacciare le cinture e star tranquilla, mangiare, applaudire, ballare, cantare, etc), oppure quando abbiamo ospiti a casa improvvisa amabili spettacoli di oratoria nanesca, ballo e canto a beneficio del pubblico presente, finche' una volta ritenuto di non dover concedere ulteriori encore, si mette a nanna da sola, aggrappandosi ad un cuscino sul tappeto del salotto....insomma, tanto vale avere qualcosa da fare fuori o ospiti tutte le sere, piuttosto che sperare di passare una serata sul divano a leggere col consorte sorseggiando un bicchiere di rose' in santa pace.
Perche' finche' lei non e' sicura che schianteremo di sonno appena lei va a dormire, anziche' divertirci senza di lei, non molla.
Certo che fare la madre di un party animal richiede ulteriori forze e mi domando se davvero questo pastiglione di supradyn che si sta dissolvendo nel bicchierone d'acqua accanto a me, possa bastare.
Vabbe', lascio qui questo post di comesto ed inizio a pulire le orate, che poi devo prepare la cena per le bimbe e quella per gli adulti.




5.7.13

Asini che volano!

3 comments:
A Varsavia non manca decisamente nulla :-)



4.7.13

A meta' tra Chicago e Beijing - I giardini pensili di Varsavia

4 comments:
La Biblioteca Universitaria e' uno dei miei posti preferiti: gia' mi immagino tra qualche tempo, con le pargole all'asilo, di venire qua d'inverno e provare l'ebrezza dopo tanto tempo di prendere un posto per scovare, consultare, leggere e poi  lasciarci i miei libri, andare al baretto con le amache al posto delle sedie e bere una pinta di Latte (che qua in Polonia va assai piu' di moda del Frappuccino: un varsaviese medio ingolla 4 o 5 mezzi litri di Latte al giorno).
 

In attesa di questo momento futuro, nel presente approfitto di chiunque ci venga a trovare per cogliere l'occasione di scarrozzare le pargole e il passeggino su per la scalinata che porta ai giardini sul tetto dell'edificio, dal quale si osservano i landkmarks Varsaviesi: il Palazzo della Cultura e gli altri grattacieli, lo Stadio, la Chiesa di Nowy Swiat...










3.7.13

I vestiti nuovi dell'Imperatore

7 comments:

Non che la mia riverita opinione possa cambiare il mondo, almeno in questa fase della mia vita.
Ma questo e' il mio pezzetto di piazza pubblica globale e ci terrei a dirlo:

siamo arrivati al punto che oggi, se il bambino dicesse che l'imperatore e' nudo, gli verrebbe tolta la cittadinanza e le liberta' fondamentali  che da essa ne derivano (spostamento, protezione etc).

siamo arrivati al punto che se una persona denuncia una notizia criminis, anziche' vedersi tesa una, cento, mille mani, si ritrova a nascondersi, prigioniera della propria verita', mentre chi e' stato accusato della condotta criminosa non si preoccupa nemmeno di difendersi o perlomeno di vergognarsi, impiegando tutti i suoi sforzi per convincere gli altri che il reo e' colui che ha denunciato la condotta criminosa, perche' colpevole di non essere stato zitto.

e poi dicono che la mafia e' una espressione di cultura italiana.
e poi credono che il loro sia il paese della liberta'

jefferson e lincon si rivoltano nella tomba da giorni

io capisco benissimo che le rivelazioni di wikileaks,con nomi e cognomi, possono aver messo a rischio la vita di alcune persone e creato possibili rappresaglie, ma qua si parla di una persona che ha avuto il coraggio di dire che siamo tutti spiati senza motivo, sistematicamente. E' cosi' lampante e' chiaro dov'e' il giusto e lo sbagliato che nemmeno Kafka si sarebbe potuto immaginare una faccenda dai simili risvolti.

Caro Snowden, ti auguro di trovare un luogo in questo mondo dove continuare a vivere come una persona e non come un braccato o, come ti stanno etichettando, una "talpa"

2.7.13

C'e' sempre una prima volta

23 comments:

Lui che quando si siede in aereo arriva la hostess a ringraziarlo personalmente per tutte le miglia che fa.
Lui che ha gia' dormito nell'albergo piu' alto del mondo, in quello piu' bello del mondo, in quello piu' nuovo del mondo e cosi' via.
Lui che ha gia' mangiato nei ristoranti famosi prima che fossero stellati michelino, coi nomi francesi a Londra e i nomi catalani a Parigi.
Lui che la borsetta da viaggio che mettono su ogni sedile con dentro campioncini giganti di ferragamo, occitane, chanel, dior, hermes etc e non se la porta via all'andata perche' tanto li trova pure in albergo e la prende solo al ritorno per portarli a me che mi galvanizzo per ste cose.
Lui che qualsiasi libro esce che gli potrei regalare lo ha gia' preso una settimana fa e per caso c'era pure l'autore che gli ha fatto la dedica.
Lui che ha conosciuto un sacco di young e old global leaders e me li ha portati a cena a casa anche quando allattavo, la casa era uno scempio e io avevo i capelli sporchi di secoli.

Lui, non aveva mai mangiato il panino con la salamella.
Mai.
Fino allo scorso sabato.

Mentre ero appollaiata sul seggiolino sansirese e addentavo il mio panino con salamella, melanzane e maionese, sopraffatta dalla nostalgia per i sapori della vita studentesca che fu, ho intercettato il suo sguardo di curiosita' e gli ho offerto di provare.

In un attimo la sua espressione e' diventata quella di un viaggio proustiano sulle ali del rutto da digestione.

Caro Senator, addaveni' la salamella in businessclass.

1.7.13

Poveri ma belli 2- some things Italians do them better

9 comments:

Tornati da una gita di 48 ore col Senator in formato coppia spensierata in blue jeans e maglietta: organizzai tutto prima di Natale come regalo congiunto di Natale 2012 e Onomastico  2013 del Senator (che era appunto sabato 29)

Le bimbe sono state bene nella loro prima permanenza coi nonni polacchi, noi siamo stati bene tra di noi ed e' stato bello controllare che quando siamo in versione binomio siamo ancora gli stessi di una volta: litighiamo per le stesse fesserie per fare la pace con la stessa passione, ci troviamo sempre interessanti nei nostri argomenti e ci facciamo ridere a vicenda. 
Il che e' un gran bene, visto che tra solo diciassette anni entrambe le pupe usciranno di casa per andare all'universita' e noi, a Dio piacendo, ci ritroveremo in coppia per un periodo assai piu' lungo di quello che abbiamo passato insieme prima che loro nascessero.

Tornati anche dall'aver fatto visita ad una cara amica e alla citta' di Milano.
Poteva essere un post sul perche' le brioches sono le piu' buone del mondo ma accidenti al fattoche ce le hanno servite su un piattino sporco, sul prosecco buono da impazzire ma la cameriera si e' dimenticata di portarci il vassoio con gli stuzzichini, o sul perche' su due tassisti uno ci ha commosso parlando della figlia e l'altro si e' tenuto un'euro e sessanta di resto a mo' di automancia.O sul perche' la nostra valigia e' ancora da qualche parte a Malpensa.
Ma ho deciso che per una gita cosi' breve non vale la pena farsi prendere dallo strumo dell'expat, quel sentimento di amore pazzesco per l'esser di nuovo a casa e contemporaneamente incazzarsi per tutto quello che potrebbe essere migliorato con un po' di buona volonta'.

Il ricordo piu' cool di questo break e' stato assistere a un bello spettacolo e farne parte, con altri cinquantamila persone di buon umore che han lasciato tutte le ansie fuori dallo stadio per ballare e cantare e gridare per piu' di tre ore.
Che  se c'e' una cosa su cui noialtri italiani siamo davvero primi inter partes, e' il calore che mettiamo nelle manifestazioni di gioia condivisa. Non me li immagino 50mila inglesi o polacchi o francesi che si sfondano i polmoni col sorriso sul viso dimenandosi ininterrottamente dal principio alla fine!
Il fan club italiano ha preparato una bellissima coreografia, organizzando, comprando e mettendo su ogni seggiolino un foglietto con el istruzioni (anche in inglese) e un foglio di un colore, cosi' anche io per la prima ho fatto parte di quelle scritte gigantesche che ho visto in televisione negli stadi e mi sono sempre chiesta com'e' che vengono fuori...la prima coreografia e' stata poco dopo l'inizio del concerto e non solo ha commosso l'eroe canterino della serata da dover smettere di cantare, ma ha alzato ad un livello superiore di gioia condivisa l'atmosfera per tutto il concerto. Noi eravamo due rettangoli di una striscia rossa nel primo anello rosso :-)


La seconda, verso la fine, e' stata l'occasione per sentire un bel ringraziamento.


Lui era contento, tutti noi del pubblico pure.
Ci vuole cosi' poco a essere contenti, persino con degli sconosciuti.
E forse uno dei motivi per cui ancora non abbiamo fatto la rivoluzione nel nostro Paese e' perche siamo piu' bravi della media a sentirci felici anche con poco: la conseguenza  non e' forse il meglio per cambiare le cose, ma di certo e' bello che siamo fatti cosi.

 SETLIST
That's What the Water Made Me

You Give Love a Bad Name
Raise Your Hands
Runaway
Lost Highway
Born to Be My Baby
It's My Life
Because We Can

What About Now
We Got It Goin' On
Keep the Faith
Amen
In These Arms

Captain Crash & the Beauty Queen From Mars

We Weren't Born to Follow
Who Says You Can't Go Home
Rockin' All Over the World

I'll Sleep When I'm Dead
Bad Medicine


 Bis:
Dry County
Someday I'll Be Saturday Night
Love's the Only Rule

Wanted Dead or Alive

Undivided

Have a Nice Day

Livin' on a Prayer


 Bis 2:
Never Say Goodbye

Always

These Days


 Bis 3:
This Ain't a Love Song 
  

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