30.9.13

Aeroporti Baby Friendly: Buffalo (BUF), Philadelphia (PHL), San Francisco (SFO), San Diego (SAN)

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Ringrazio le fanciulle che hanno risposto all'appello per confrontare con la loro esperienza diretta di mamme volanti  le informazioni relative a questi aeroporti statunitensi

29.9.13

Pasta e Oli dei paesi tuoi

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Io vorrei che il Barilla in carica, anziche' andare in giro a farsi intervistare  quando chiaramente ha l'agilita' di un polletto Vallespluga gia' grigliato nel correre tra le maglie del politically correct, si guardasse la lista delle esportazioni e si accorgesse che a Varsavia non arrivano quasi mai fusilli, men che meno le Emiliane e tutte le micropastine per i bambini: stelline, tempestine etc: Meraviglia ha mangiato per mesi  spaghetti preventivamente chiusi in una busta e disintegrati col batticarne.
Ma non e' il solo: anche la Dececco ha stabilito che ai Varsaviesi gli toccano solo i conchiglioni e qualche volta le ruote (formato pastaceo che io non ho mai davvero compreso), mentre i Garofalo per ora non ci filano di pezza.
Come recita la home del loro sito:
ITALY FRANCE UK CANADA USA SPAIN PORTUGAL NETHERLANDS GERMANY SWITZERLAND SWEDEN ISRAEL TURKEY JAPAN BRAZIL RUSSIA INDIA
Immagino i TIR di pasta Garofalo che salgono dall'Italia alla Svizzera,  transitano dalla Germania alla Russia attraverso le autostrade polacche, senza lasciarci giu' nemmeno un pacco di pappardelle che coi finferli freschi di qui a 6 euro al kg sarebbero una meraviglia.

Per fortuna nella grande distribuzione si trova una buona scelta di prodotti Agnesi, e se mi voglio far spennare posso sempre andare alla gastroboutique Piccola Italia a prendere la pasta doc e chic trafilata all'oro bronzo di qualche marca vippissima campana.
Percio' da quando abitiamo qui,  la pasta ufficiale di casa nostra, per varieta' di formati, prezzo ragionevolissimo e reperibilita' ovunque, dal supermercatone al supermercatino, in morte all'onnipresente pasta polacca Lubella che si scuoce suolo a guardarla, e' la Pasta Zara.

Per quanto riguarda l'Olio, i prezzi qui sono ancora molto piu' alti che in Europa occidentale, decisamente cari rapportati al costo della vita e agli stipendi medi:  anche se mi scoccia emotivamente non comprare olio italiano, fuggo dal Monini venduto in bottigline mignon  sui 15 euro al litro a meno di incredibili promozioni, e spesso compro La Espanola o Goya. Ho recentemente scoperto in una catena di supermercati polacchi ad un prezzo umano (5 euro e 50 al litro) l'Olitalia : ora qualcuno magari mi scrivera' che e' fatto in laboratorio spremendo copertoni di camion e poi aromatizzato al gusto di olio extravergine di oliva, ma a me pare buono.


E voialtri sparsi nel mondo, Belpaese incluso, di che pasta e olio siete?

27.9.13

Neurorazzi di 2 venerdi' al neuro di 1 - Stordita 2013

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Per una serie di interferenze metereologiche, influenzali e mediche, negli ultimi 14 giorni le correnti pluridirezionali che soffiano tra i buchi del mio cervello grovierizzato*  hanno fatto sufficienti danni far finire nel cesso tutti i punti dilegentemente accumulati con le mie  liste delle cose da fare ogni santa mattina (che non completo mai ma quanto meno ho una traccia da inseguire) e con tutti i riconoscimenti di stima alle mie avventure di madreconvoglio - alzata con pugno (o mi aiuti o levati di torno, che tuttosommato sono abbastanza organizzata da poter far a meno di te, stronzo/a)

* (da 18 mesi di gravidanza, 10 di allattamento (ok, 7 di allattamento puro, 3 di misto), 22 di monomadritudine e 13 di bimadridine)

Accompagnata di corsa la Viatrix all'asilo, portandomi appresso Meraviglia imbozzolata nel sacco a pelo direttamente dal letto, pigiamata, pisciata e incrostata,  mi sono riportata a casa lo zainetto. Ritornata venti minuti dopo con Meraviglia naturalmente sbigottita e anche spazientita,  mi sono introdotta nell'asilo strisciando come un ninja ma la bidella mi ha sgamato proprio mentre stavo infilando lo zainetto nell'armadietto della Viatrix e mi ha riso in faccia. Tre ore dopo vado a a riprendere la Viatrix, dimentico le sue scarpe (il suo unico paio di scarpe nell'attuale misura) e la riporto a casa in calzini: proprio nell'unico pomeriggio in cui voleva fare la Maratona a piedi della citta'.

Rimbecillita dalle grida "dammi gelato! dammi gelato!" ripetute ai decibel registrati negli anni che furono all'uscita dell'autostrada per Airasca per tutto il tempo necessario a caricare l'asciugatrice e ricaricare la lavatrice (certi attimi durano secoli), ho sbattuto nel bimby dello yogurt e mezza busta di mirtilli surgelati. Le Ice hanno gradito cosi' tanto che l'appartamento sara' positivo al Luminol per i prossimi duecento anni. Gli extraterrestri arriveranno  si domanderanno com'e' che questi polacchi erano cosi' barbari ancora nel 2013 da nutrirsi di bacche non prelevandole dal piatto ma leccandole su dal pavimento, dl bordo della vasca e dai davanzali.

Ho capito subito che i popoti sono gli ippopotami (in polacco muminki, che lei chiama innocentemente i minki: mammaaaaa, dammi minki!)  ma ci ho messo mezza giornata a cogliere che zuccolilli e' coccodrillo, esasperando la Viatrix al terzo dei tre livelli E (esorcismo).

Mentre nel panorama varsaviese campeggiano ad inquietante grandezza di ISOLATO i faccioni dei giudici di Masterchef (e soprattutto le tettone di Magda Gessler, che sembrano minacciare di cadere portandosi dietro svariati metricubi del condominio su cui sono stese), sono rimasta vittima della moderna globale televisiva

25.9.13

Lezioni di vita Varsaviesi 4- La Babka Moherowa

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Qualcosa non ha funzionato nel teletrasporto, e quando mercoledi' scorso ci siamo ritrovate a casa nostra a Varsavia, c'erano venti gradi in meno rispetto all'italica casa dei nonni. Doveva esserci qualche malfunzionamento nella termodinamica europea, sta di fatto che il giorno diciotto settembre duemilatredici io ho invocato il Dio minore dei termosifoni di accendersi per noi. E lui, bastardo, niente.
Dopo due notti da piccole fiammiferaie grazie alle quali tutte e tre  abbiamo nuovamente il naso colante ed il bronco tossente, come prima di partire per l'Italia, all'una di giorno del venerdi', in coincidenza del primo squarcio di sole in giorni e giorni, finalmente si e' manifestato. Quando saremo nuovamente guarite e non tossiro' ogni due sillabe, gliene diro' quattro, al Dio Termosifone.

Trovandoci nella bieca scelta tra lo schiattare di freddo in casa col frigo vuoto o lanciarci nel bigio piovoso per rifornirci, siamo infine uscite per andare ad Hala Mirowska, il mercato centrale piu' antico e piu' grosso di Varsavia, dove si trovano a prezzi molto favorevoli frutta e verdura mature, mentre nei supermercati vendono piu' care frutta e verdura di legno che devi coccolare per tre settimane prima di riuscire ad addentarle o affettarle.
Appena salita sull'autobus mi sono resa conto di aver dimenticato a casa il marchingegno da supereroe fondamentale per sopravvivere ai mezzi pubblici varsaviesi: la corazza invisibile anti - BM (Babke o Babcie Moherowe). Le Babke Moherowe sono le ultra sessantenni portate male, sfatte e con la cuffia di lana mohair 365 giorni all'anno che vivono sugli autobus e impegnano i loro giorni a spiegare alle giovani madri come dovrebbero vestire, gestire, educare, alimentare, portare, tenere, scendere e salire i loro figli.
La subdola Babka Moherowa inizia con voce melliflua dal classico mi scusi signora, guardi che glielo dico per aiutarla, e prosegue in un crescendo missilistico di indicazioni che chiaramente non sono consigli ma ordini e se non esegui non ti dara' tregua finche' non scendi, o se hai fortuna, scende lei. Il problema e' che le BM abitano tutte al capolinea.
Ignorarle o rispondere a tono non serve, non si fermano davanti a nulla: anche se gli dici che non sai il polacco, ripetono solo piu' lentamente e piu' forte  i loro ordini sul fatto che la bambina piange perche' ha troppo freddo e ha troppo freddo perche' non ha le scarpe ed i calzini (poco importa che ci siano 30 gradi), che la bambina piange perche' ha caldo e ha caldo perche' non le hai sollevato la plastica antipioggia del passeggino (poco importa che qualcuno abbia tenuto aperto il finestrino dell'autobus e spiri dentro la Bora), che la bambina sicuramente diventera' tetraplegica ad essere portata con quel sistema astruso e tribale sulla mia schiena, etc etc.
Quando una  BM entra in azione lancia il babkasegnale e tutte le BM in reperibilita' sull'autobus o alla fermata successiva arrivano a darle manforte, se non dimostri immediatamente di accettare l'aiuto cosi' gentilmente offerto, e si uniscono in coro all'attacco contro di te,
Siamo arrivate al mercato pettinate da tre BM ma ancora sostanzialmente di buon umore. Al ritorno una BM particolarmente volenterosa, dopo che l'ho ringraziata per l'offerta di cedermi il posto dicendole che non potevo accettare perche' dovevo tenere con una mano il passeggino (quando gli autobus curvano, qua, e' come essere la lattuga dentro la centrifuga) e con l'altra la Viatrix in piedi accanto a me, diligentemente avvinghiata a uno dei pali dell'autobus, ha deciso che la cosa migliore per le mie figlie fosse che
- io togliessi la mano dal manubrio e mi occupassi non dell'equilibrio del passeggino dove Meraviglia bonta' sua dormiva placida, ma di togliere la cappottina di plastica antipioggia perche' certamente la bambina non poteva repirare e stava soffrendo
-la Viatrix si staccasse da me e andasse a sedersi accanto a lei, megera dal capello color melanzana che spuntava dal cappello di mohair.
Al mio fermo no grazie, ben sei altre BM si sono aggiunte in un attacco alla madre che non parla polacco che nemmeno una squadriglia di droni. E una BM ha iniziato pure a gridare: Mi ricordo di te, ti ho gia' visto sull'autobus a Powisle!!! (il quartiere dove abito) Offesa doppiamente perche gia' allora non accettai di buon grado il suo benevolo aiuto.
La situazione era insostenibile, loro gridavano Mi scusi ma faccia cosi, cercavano di togliermi il passeggino di mano e  tiravano verso di loro la Viatrix che urlando a sua volta di paura ha svegliato Meraviglia che ha iniziato a piangere a pieni polmoni.
Ho dovuto evacuare l'autobus con il passeggino, le figlie e lo zaino pieno di frutta e verdura tipo gerla xxl, dopo solo due fermate, quattro prima della mia.
E non ho fatto in tempo a fermare quella poverina col passeggino gemellare che e' salita.





24.9.13

Aeroporti Baby Friendly: Milano Malpensa (MXP), Milano Bergamo (BGY)

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MILANO MALPENSA ( MXP)
Il mio ultimo passaggio nanomunita andata e ritorno su Mxp mi ha stupito in positivo:

SALA AMICA-BABY PIT STOP: ovvero fasciatoio e poltrona per allattare all'interno delle quattro sale Amica presenti nell'aeroporto (T1, piano partenze vicino all'ingresso 1, area imbarchi. T2, area imbarchi). Non sempre i bagni per disabili sono aperti e quindi per portarsi dietro i pargoli nel passeggino bisogna acchiappare qualche inserviente di passaggio...dentro una cabina del bagno delle donne di fronte alla lounge Lufthansa ho trovato un seggiolino in cui in teoria una mamma puo' appendere il figlio intanto che lei procede: un po' medievale, ma comunque meglio che niente.

CONROLLI DI SICUREZZA: dalla pagina dedicata alle famiglie sul sito dell'aeroporto si accede a questi

Aeroporti Baby Friendly: Francoforte (FRA)

3 comments:
Ringrazio Federica per il suo contributo esteso sull'aeroporto di Francoforte (FRA)


BAGNI : puliti, cercare le “Baby raum” con fasciatoio e sedia per appoggiare cose ed in caso per allattare. Segnalo che in caso di emergenze (vomiti, etc) si trova nelle baby raum un bel rotolone di carta di cui si puo’ approfittare. I bagni regolari sono relativamente ampi, quelli per disabili vanno benissimo per portarsi dietro bambini e bagaglio a mano.

CONTROLLI DI SICUREZZA: c’e’ una sezione per famiglie a cui si viene indirizzati. A volte aiutano con i bagagli e passeggino, a volte no. Sono disponibili a tenere i minipasseggeri in braccio per facilitare le operazioni ai genitori. Al controllo dei documenti non c’e’una  fila prioritaria per famiglie, ma le addette hanno fatto passare avanti Federica e la sua bimba.

IN ATTESA DELL'IMBARCO: esistono sette aree attrezzate con giochi su cui ci si puo’ arrampicare. Federica ne ho provate due, sono comode, i genitori possono sedersi li' mentre i pargoli razzolano.
Terminal 1
  • the Helicopter - Gate B22
  • the Ocean - Gate B44
  • the Airport World - Gate A50
  • the Pirate World - Gate Z50
  • the Playboxes -t Gate C16
Terminal 2
  • the Climbing Forest - Gate D1
  • the Rocket - Gate E4

VARIE: ci sono farmacia, supermarket (dovrebbero avere pannolini, ma non ho verificato di persona) e parecchi banchetti che vendono yogurth e frutta fresca. Per pane e panini graditi a bambini, buoni e non

23.9.13

Aeroporti baby friendly: Varsavia Chopin (WAW)

5 comments:
Comincia qui un'opera che mi auguro magna come il post sulle culle e i seggiolini in aereo: traendo dalle mie esperienze dirette, da cio' che trovero' in internet e dai contributi di chiunque vorra' partecipare, voglio creare un elenco di aeroporti con servizi, abitudini  baby friendly o meno (bagni, giochi, file riservate alle famiglie etc), percio' mi auguro partecipiate o nei commenti aggiungendo un aeroporto (per favore mettete anche il codice IATA, ad esempio Malpensa  MXP) e quel che ne sapete, poi io provvedero' postare, naturalmente citandovi come fonte (se avete un blog o una pagina di fb per favore segnalatemi anche questo vostro indirizzo)

VARSAVIA CHOPIN (WAW)

bagni : in ogni sezione dell'aeroporto (check in, partenze, ritiro bagagli, arrivi) ci sono BEN SEGNALATE come BABY ROOMS sale accanto ai bagni, ma separate da questi, per cambiare i bambini attrezzate di fasciatoio, lavandino ed una poltroncina per allattare. I bagni per gli adulti sono costruiti col metodo delle cabine aperte e sono molto spaziose per cui grazie a Dio e' possibile anche ad un genitore che viaggia da solo poter usufruire del bagno portandosi dietro la propria creatura nel passeggino e chiudere la porta. In ogni caso anche i bagni per i disabili sono sempre aperti e comodi per gli adulti che devono "espletare" portandosi dietro i figli in passeggini gemellari o ingombranti

controlli di sicurezza: non ci sono file riservate esplicitamente alle famiglie con bambini ma il personale addetto ai controlli delle carte d'imbarco e dei documenti apre un passaggio separato ai passeggeri nanomuniti, che di fatto quindi saltano la maggior parte della coda verso i metal detector e prima di arrivare a questi sono nuovamente "recuperati" da un assistente di terra ed avviati ad una determinata fila, dove le guardie sono particolarmente sollecite nell'aiutare le operazioni con passeggini, alimenti etc. Non ho mai riscontrato problemi ad imbarcare latte, biberon pieni di acqua e cibi per bambini. I bambini non in grado di camminare sono passati nel metal detector dal genitore che li tiene a braccia tese in avanti, non nel mei tai - sling- carrier.

in attesa dell'imbarco: esistono tree aree gioco attrezzate con piccoli dondoli, panchine, casette e uno schermo che manda in onda cartoni animati disney. Sono vicine ai cancelli di imbarco 23-24, 40-41 (zona Schengen) e 19-20 (zona non Schengen), percio' e' possibile far razzolare le creature tenendo un occhio agli

15.9.13

Neurorazzi con paracetamolo - 15 Settembre 2013

11 comments:
Finite le svacanze, mi aspettavano una ventina di giorni da solo mom, interrotti nel mezzo da un passaggio al volo dell'uomo cometa: appena egli è partito, la Viatrix mi ha tenuto sveglia una notte dietro l'altra finchè il mio sistema immunitario, schiaffeggiato alle otto e mezzo del lunedì mattino dal vento gelido che soffiava nel senso contrario a quello dell'asilo verso il quale io spingevo il convoglio pedana con Viatrix e passeggino con Meraviglia riuniti, e poi arrostito alle dodici e mezzo da un sole di ventotto gradi, ha deciso facchiu' a te solo mom e al meteo varsaviese. Se nel paesello francosvizzero mi sono ammalata tre volte in cinque anni, questa è già la seconda volta in cinque mesi.
Perciò, mentre la Viatrix con perfetto senso dell'umorismo ha iniziato ad addormentarsi alle otto di sera in corrispondenza di ogni mattino all'asilo, io ho iniziato a star sveglia per la tosse e per il naso a rubinetto. Ho cercato di far finta di nulla, sono andata all'Ikea in autobus come una studentessa erasmus stagionata qualsiasi: quando perà sabato mattino il Senator si è presentato a casa, privo di montezuma e con l'aria di aver passato dieci giorni in una spa dai regimi dimagranti tremendi ma non nella giungla guineiana a prelevare campioni minerali, sono crollata con quaranta gradi sotto tre piumoni.

Ventiquattro ore dopo il Senator è ripartito e io avevo due gradi meno, ma stavo sempre uno straccio. Grazie a Dio nel paesello francosvizzero avevo più salute perchè pagare un'intero giorno l'equivalente di Goga per occuparsi delle bimbe avrebbe significato un capitale, mentre qui è stato non solo fattibile, ma più che ragionevole: tra un pisolino febbricitoso e l'altro ho anche potuto origliare cosa fa Goga con loro, così ho scoperto che gli legge un mucchio di storie, gli ripete tonnellate di nomi di oggetti,colori e numeri giocando

11.9.13

Avviso ai naviganti

5 comments:

Oggi e' il giorno delle valigie, ce ne andiamo a farci curare dalla mamma nonna ed ad acchiappare l'ultimo pezzo di estate italica mentre qui da oggi e' ufficialmente autunno...ci risentiamo per i neuorazzi del venerdi' di questa virulentissima settimana!
Se domani qualcuno dei lettori di Alessandra, che pubblichera' una piccola intervista con me nella sua serie sulle expat blogger italiane, passasse di qua a curiosare vi do' il mio benvenuto sottoforma di post it virtuale, spero abbiate voglia di guardare in giro nelle varie sezioni e senno', ecco qua 3 post a tema aeroplanistico e 3 a tema  polacco, secondo me rappresentano bene di che scrivo in questo blog: un po' di tutto!

A presto!

La pipi' infiammabile
Il volo piagnisteo
Punti di vista aerei

La cena comunista
Varsavia dal 1935 ad ora
La Stazione di Katowice

10.9.13

Passe'

8 comments:
Mi ha sempre fatto un po' sorridere chiaccherando con i miei amici polacchi a Varsavia, la loro ossessione per la ricerca del the best"( il caffe' di quel bar e' the best nel mondo, la pizza di quel ristorante e' the best persino meglio che in Italia, la smietana di quel banchetto di quel mercato e' the best   e che nemmeno in montagna sui Tatra e' piu' crema di cosi', ci sono persino un the best Auchan e un the best Tesco in citta',e naturalmente un detersivo per i piatti the best e una pastiglia per il maldigola the best : non so chi si occupi di redigere e rinnovare continuamente queste classifiche di qualsiasi cosa, luogo e prodotto, sta di fatto che tutti sanno qual'e' il the best, e lo propinano agli altri tutti che credevano di saperlo ma erano rimasti indietro di un the best fa.
Il the best fa, ha anche lui un nome: passe', passa dal celebrativo inglese al pensionato francese.
E se una cosa che ti piace e' passe', ti becchi un sorriso di benevolenza perche' non e' brutta o cattiva, ma e' chiaro che sei rimasto indietro, che sei un po' vecchio dentro.
Siamo andati al concerto di Bon Jovi, e' stato fighissimo
E' ma e'passe', no?
Siamo andati a mangiare il Warburger, e' proprio buono
Si ma ormai e' passe', the best e' il talatro.
(Aprono cinque  burger bars al mese qui, compresi quelli vegan, nemmeno se mangiassi hambuger a pranzo cena e colazione ce la farei in un anno a provarli tutti dal primo, quello che all'inizio era the trendsetter, regnante sui sopraggiunti concorrenti per un po' come the best e poi divenuto cosi' passe' che nessuno si ricorda piu' quale fu  il primo burger bar varsaviese)
Io poi essendo Italiana, sono immediatamente assunta al ruolo di giudice supremo di ogni lasagna e tiramisu' (cit. Andima)  e quindi tutti vogliono sempre portarmi al ristorante italiano momentaneamente the best della P trina (pizza pasta e pannacottah). Cosi' mi ritrovo a magnare tagliatelle stracotte con scaglie di aglio e crema, pizze condite col sale all'aglio  sottili e dure come crackers e tiramisu' senza aglio ma anche senza biscotti  e non ho cuore di dir nulla perche' i loro occhi brillano dell'entusiasmo di essere al the best. Mi rammarico solo che con tutti i buonissimi ristoranti di cibo polacco o asiatico o europeo che ci sono in giro, mi e' toccata la sedia da giudice di Masterchef al the best Italiano di turno.
Che poi ci sono i ristoranti Italiani veri qui, dove si mangia bene, ma chissa' perche' non arrivano spesso in zona the best. Forse perche' i proprietari, essendo italici, badano piu' al cibo che alle pr e se un cliente manda indietro il carpaccio perche' e' crudo, pensano che non ha fame, non che secondo lui il carpaccio non e' cosi' e glielo devono cuocere. Stizziti e schifati tornano a casa e tagliano e cuciono su yelp, tripadvisor, google e millanta altri siti di recensioni. Addio alla possibilita' di avvicinarsi al podio!
 (Scene di vita osservata ad altri tavoli. I miei amici sanno che il carpaccio e' crudo. Lo sottolineo perche' ogni tanto qualcuno passa di qui e legge con google translator)

A farla breve ormai e' tardi. Oggi sono andata a comprare l'aerosol, nella pia speranza di uscire piu ' velocemente nel tunnel influenzale nel qualche ho avuto la sfiga di precipitare in assenza del Senator, che poi si e' palesato 24 ore mentre io rabbrividivo sotto tre piumoni e lui e le bimbe giocavano in canottiera, e che ho sfortunatamente anche distribuito alle piccole viaggiatrici.

Buongiorno, vorrei comprare un aerosol. 
(tosse mia e delle infanti)
Prenda uno sciroppo per la tosse, questo ad esempio 20 gocce...
Si, ma io vorrei un aerosol...
No, non le serve
Ma lo vendete?
Non se ne fa nulla, spende per niente mentre con lo sciroppo risolve subito, le faccio un favore
Si ma io...

Buongiorno vorrei comprare un aereosl
Un che?
Un a-e-r- o-s-o-l (so per certo che si dice cosi' come lo sto pronunciando perche' la mia amica polacca mi ha brieffato su skype poco prima)
Ah, il liquido da mettere nell'aerosol?
Si ma anche l'aerosol medesimo
Uhm aspetti che non ne vendiamo mai, vado a controllare se li abbiamo
No, non li abbiamo, pero' puo' comprare uno sciroppo se il problema e' la tosse
La ringrazio, ma io cerco proprio l'aerosol, sa se qui si trova piu' facilmente nelle farmacie o nei negozi di elettrodomestici?
Non saprei, non lo compra piu' nessuno, e' come la macchina per fare il caffe' a mano.
E' passe'?
Si, esatto, e' passe'!

Buongiorno vorrei comprare un aereosl
Un che?
Un a-e-r- o-...ecco quella macchinetta lassu' in alto in alto nell'angolino!
Ah, quello e' un  COMPRESSOR, certo ne abbiamo tre modelli, e' per i bambini? allora guardi le spiego le differenze ..

Sicche' son tornata a casa con un COMPRESSOR NEBULISER: l'Aerosol e' passe', invece questo aggeggino ribattezzato come un' Arma di  Distruzione di Massa Efficace Contro Creature Soprannaturali ed Aliene che avrebbe fatto la gioia degli Acchiappafantasmi per la compattezza di trasporto, mi ha assicurato la farmacista che e' the best.

E siccome la Viatrix e' una cifra avanti, con mio stupore, si e' divertita un sacco a papparsi i vapori  di soluzione fisiologica con la stessa aria soddisfatta di un saggio indiano attaccato al calumet della pace.

Dai che ce la facciamo. Essere malate quando si e' lontane e si hanno figli a cui badare ti fa sentire veramente raminga, una vera schifezza. Speriamo che anche questi malanni d'inizio settembre siano presto passe'.


9.9.13

Expat di 35 mesi e 3 giorni

10 comments:

Ora della nanna, domenica sera.
Ma dov'e' Tato?
Tato e' sull'aereo che va in Kazakhstan, per lavoro
Ma dov'e' Nonna?
Nonna e' a casa sua in Italia, la vediamo tra quattro sere
Ma dov'e' Nonno?
E' con la nonna in Italia
Ma dov'e' Dziadek?
E' a casa sua a Gliwice, era qui ieri da noi ma ora e' tornato da Babcia
Ma dov'e' Babcia?
Babcia e' a casa sua a Gliwice, con Dziadek
Ma dov'e' Goga?
Olga (1) e' a casa qui a Varsavia e viene domani a giocare con te e Ali
Ma dov'e' Pita?
Iulitta (2) e' a casa sua a Varsavia e ci torna a trovare presto
Ma dov'e' Lela?
Lena (3) e' a casa sua e viene qui tra due giorni
Ma dov'e' ciocia?
Quale?
Ciocia Kasia
Ciocia Kasia e' qui a Varsavia e ci viene a trovare presto
Ma dov'e' ciocia Iaia?
Ciocia Asia e' tornata a casa qui a Varsavia dopo aver giocato con te oggi e tornera' presto anche lei
Ma dov'e' zio Tomek?
A casa sua a dormire che domani deve andare al lavoro
Ma dov'e' Maja (4) ?
A casa sua a Cracovia
Ma dov'e' Mandy (5)?
A casa sua in Germania
Ma dov'e' Madame Gazzella?
All'asilo, ci vai domattina.
Ma dov'e'...Pimpa?
A casa con l'Armando a far la nanna.
Ah, ok, buonanotte mamma.

Forse nei bambini expat l'eta' piu' difficile non e' quella dei perche' ma dei  dov'e'

(1) la babysitter
(2) la mia insegnante di polacco
(3) la signora che mi aiuta con le pulizie
(4) figlia di amici settenne
(5) cuginetta settenne

6.9.13

Neurorazzi del venerdi' - 6 Settembre 2013

10 comments:
Prima settimana di asilo per la Viatrix
La mossa di momketing e' stata spiegarle che, fighissimo, anche lei va all'asilo da Madame Gazzella come Peppa. Percio' mentre gli altri bambini chiamano le maestre ciocie (zie), la Viatrix le chiama tutte e tre madazella. E' solo perplessa perche' finora non  hanno mai suonato la chitarra.

Ps, la sera sviene di sonno prestissimo come non era mai successo: se dura, potrebbe essere la Rivoluzione nella mia Vita degli ultimi 3 anni.

Telemike, prima manche - cultura generale 

ore 8 del mattino:
-Mamma puzza la cacca!
ore 13, rientro a casa:
-Mamma, non c'e' piu' puzza di cacca! Mamma, dove va la puzza di cacca quando la cacca non c'e' piu'?
-Eh, la cacca va giu' nel water (oddio, poi mi chiedera' perche' in italiano si chiama acqua la toilet...) e la puzza vola su.
-Vola su nel cielo?
-Si.
-Mamma, il cielo puzza di  cacca, allora!
Mi devo preparare meglio, non si possono dare risposte cretine ai bambini, che hanno una logica perfetta.


Cartongessodimmerda
Lavoretti in corso per sistemare meglio le stanze delle bimbe, in modo da rendere i giochi piu' accessibili senza bisogno di disturbare chiedere alla mamma. La genia che ristrutturo' questa casa (alla quale e' imputabile l'idea di mantenere le tiffanazi sfidando tutte le norme di impiantistica elettrica, e che e' sicuramente specializzata in stazioni ferroviarie, visto che ha buttato via 30 metri quadri nel fare l'ingresso), deve essere una di quelle che abitano nella casa minimal con tutto per terra e niente in verticale. Non solo le pareti aggiunte son tutte in cartongesso, ma pure quelle vere sono state coperte in cartongesso per motivi a me non comprensibili. Appendere un asciugamano richiedere un lavoro di un'ora per fare un foro che ha altissime possibilita' di trasformarsi in un passavivande tra il bagno e la stanza di Meraviglia.

Italiane in Polonia
Saluto Fede a Danzica (ma poi vai in Vietnam o sei ancora qui questo autunno?) e mi appresto a conoscere Silvia, prossimamente in arrivo a Varsavia.Fanciulle italiane espatriate qui, fatevi avanti!
L'unico vero problema di essere italiana in Polonia e' che si aspettano tutti che canti, che canti benissimo, e che le sappia tutte, quelle che sanno loro.Ma io sono stonata e soprattutto sono quindici anni che non ascolto Eros (non che abbia nulla contro di lui, anzi, e' solo andata cosi'), e con  mio enorme imbarazzo qualsiasi tassista mi mette in crisi da Sarabanda.

Solo parenting,  dieci giorni dopo.
E' stata una passeggiata rispetto ai tempi del paesello francosvizzero: ci sono tanti di quei posti dove andare e abbiamo incontrato e incrociato molte persone. Il Senator apparira' domani per 28 ore, passando dall'Africa all'Asia. Amore sono felice che passi di qui , ma ti prego non portarmi il Montezuma, che il solo parenting col cagotto non ce la fo.


OMG
Quando l'ho visto sul bancone della farmacia ho pensato: ah ecco, allora se ne rendono conto che come piove due gocce tutti i loro corpi emanano radiazioni da aglio lontano km, per quanto ne mangiano a pacchi sotto forma di olio all'aglio, sale all'aglio, aglio spappolato, aglio affettato, aglio intero.
Poi ho capito che no,  non sono pastiglie per liberarsi dall'alito all'aglio, sono pastiglie piene di aglio superconcentrato perche' secondo loro fa benissimo, e c'e' pure la versione per bimbi.

Yummy mommy
All'occasione di rifornimi di calzetti colorati per le Ices, ho preso questi: chissa' se gli andranno bene

5.9.13

I miei grandi classici

9 comments:
Nei meccanismi curiosi della testa di chi e' passato nel corso del tempo in tanti posti diversi, i negozi, i bar, i ristoranti, i cinema e certi palazzi sono spesso come delle piccole puntine da disegno sulla mappa geografica dei ricordi: rimangono capisaldi nella propria memoria, indissolubilmente legati ai luoghi che si frequentavano in un determinato tempo.

Peresempio

Fiorio = Torino La bellezza degli arredamenti di Fiorio, la bonta' del gelato di Fiorio preso dalla finestra da passeggio oppure la coppa Piemonte col cameriere che ti stappa e versa lo spumante sulla festa di nocciole e gelato, il buffet a pranzo, l'aperitivo la sera, il Cavour, il cappuccino dopo lezione, l'esame di Istituzioni di Diritto Romano, e' meglio il Trimarchi o il Torrente * , fai provare al polacco la coppa Piemonte e  cosi' via nei secoli che anche le bambine sono gia' clienti ufficiali.

Fiorucci = Milano Non quello che e' rimasto ora di negozio di Fiorucci, il Fiorucci di prima,quel luogo in corso Vittorio Emanuele dopo ci si trovava davanti, dove si andava a scoprire cosa c'era sotto quelle scale perche' anche se ti faceva schifo o era la plastica piu' cara del pianeta, era soprattutto un circo di curiosita' colorate vastissimo, a portata di piedi  prima che esistessero i low cost e andare a comprare qualcosa di figo a Camden o di chiccoso alle Galerie Lafayettes diventasse una possibilita' a portata di qualunque adolescente. E li' accanto c'era pure una gradinata dove si parcheggiavano i fidanzatini, intanto che le tipe andavano da Fiorucci. Io non ho mai avuto un fidanzatino e percio' da Fiorucci potevo star dentro quanto mi pareva ogni volta, a esaminare tutti quei vestiti e tutti quegli aggeggi e tutti quegli accessori che sembravano trasformare in un mondo vero i video di mtv, anche se ci ho comprato solo un portafoglio di plastica che cangiava decorazione (farfalle in un modo e non ricordo cosa nell'altro) a seconda dell'inclinazione. Si ruppe quasi subito e lo rincollai dentro con lo scotch,  ma anche da rotto ogni volta che lo tiravo fuori a Torino mi chiedevano tutti se era di Fiorucci e basta o di Fiorucci preso da Fiorucci a Milano, e al mio sorriso affermativo partiva un sospiro di plasticosa e colorata invidia.

Edoardo = Bruxelles. Ci sono tantissimi buoni ristoranti a Bruxelles e me ne vengono in mente altri tre alla stessa velocita' con cui ho pensato quello di Edoardo, che in realta' e' Gallo nero o Cavallo rosso o qualche altro Animale colorato, ma tanto lo si chiama tutti da Edoardo. Edoardo e' la classica trattoria dove in Italia non metterei mai piede: poco luminoso, con le foto delle squadre di calcio, statuine varie, ritagli di giornale ingialliti, calendari dei carabinieri di troppi pochi anni fa per essere vintage, percio' semplicemente scaduti, i tovaglioli di carta verde su tovaglia di carta bianca su tovaglia di stoffa rossa, il vasetto col fiore finto, il menu con ottomila piatti italiani tipici da Aosta a Trapani piu' le pizze e ti fanno pure quella hawaii perche' siccome e' dietro il Parlamento Europeo ci sono sempre sti mp nordici che quella pizza vogliono mangiare. Il padre sta alla cassa e offre il limoncello a chi decide lui, parlando in dialetto,  Edoardo va su  e giu' servendo ai tavoli, ordinando giu' per il montacarichi alla cucina e soprattutto facendo il galante con tutte le donne dai 18 a 99 anni, belle o racchie che siano, il compagnone con tutti gli uomini dai 14  a 99,lo zio di tutti i bambini. Quando parla italiano mescola col dialetto ereditato dai genitori e col francese belga, in quella che e' poi la lingua originale della Vallonia, creatasi dall'immigrazione di massa italica negli anni in cui gli italiani erano gli albanesi degli altri. Insomma Edoardo e' il tipico italiano di Bruxelles che lavora nel tipico ristorantino italiano di Bruxelles, pochi fronzoli, un po' zozzo, cibo classico ma buono, vino della casa che va piu' che bene. Quando tornai a vivere dai miei, lavorando di nuovo a Milano, Edoardo prese il mio posto nel mestiere di sfamare il Senator, che arrivato a sera nel nostro apparamento non aveva altro in frigo che pasta di acciughe, limoni e cubetti di ghiaccio, finche' non ripassavo per il weekend e gli cucinavo due kg di caponata con cui campare per quattro giorni. Edoardo offriva la sua allegra compagnia e cosi' le cene del Senator al tavolo da solo non erano mai tristi.  Ogni volta che torniamo a Bruxelles, con  tutti i bei posti dove possiamo andare a mangiare, per prima cosa torniamo da Edoardo.

Mi sono dilungata troppo e sto andando fuori tema: tutto questo spiegone e' infatti una premessa all'argomento opposto.

Se certi posti nella loro unicita' fermano i ricordi o li infilano ordinatamente nel corso del tempo richiamandoli a se', altri posti sono invece a centinaia tutti uguali nel mondo, e quando ci si entra dentro si potrebbe essere dovunque altro si e' gia' stati la' dentro.

Peresempio

Quando ci sono due nuvolazze grigie e vento mi ritrovo ad entrare da Marks & Spencer perche' nuvolazze grigie vento = Dublino e siccome un pezzo di Dublino nella mia mente e' anche il ricordo di pranzi all'ultimo piano di M&S su Grafton con la Mo e quei biscotti pieni di otto semi e cereali e cioccolato doppio fondente, ora che la Mo e' tornata a Milano e di motivi per andare a Dublino non ne ho, mi attacco proustianamente al double chocolate chuck cookie, che quando ci sono le nuvolazze ne ho proprio voglia di affondare i denti in quel pastone di biscotto da un milione di calorie.

Dovunque vada da KFC, mi ritrovo in viaggio con il Senator al venerdi' notte in un punto x tra Bruxelles e il luogo dove sabato pomeriggio  verra' celebrato l'ennesimo matrimonio polacco, nell'estate del 2007.

E poi c'e' il piu' grande classico del genere, almeno per tutti coloro che sono andati a vivere fuori di casa dagli anni Novanta in poi:  l'Ikea.
Da qualche parte ho letto che il 40% dei bambini europei con meno di 10 anni e' stato concepito su un letto Ikea. Quel che mi domando e' dove diavolo siano andati a comprare il proprio letto l'altro 60% di genitori.
Non c'e' nulla che teletrasporti ovunque come entrare all'Ikea, dove gli unici cambiamenti sono quelli dovuti al catalogo annuale, quando quel tale oggetto comodissimo e fighissimo che costava pure poco, inspiegabilmente non lo fanno piu' e tu invece contavi di comprarne tre alla prossima visita, ma aspettavi di finire l'ultima scorta di 43 pacchi di tovagliolini e 86 candeline rotonde basse, prima di tornare.
Entri all'Ikea e sei nello stesso luogo, indipendente dalla citta' all'esterno.
Esci dall' Ikea, ed entrando in casa di chiunque ritrovi un pezzo di casa tua, che e' una costola dell'Ikea di non importa dove. Kafka ci avrebbe scritto dei romandi interi, dentro l'Ikea.
Ho iniziato ad andare all'Ikea con i miei, a Torino, da ragazzina, nel tempo ci sono tornata con Sara: una volta siamo arrivate a destinazione con un tubo dell'Antonius che usciva dal finestrino della citroen, un'altra volta abbiamo battuto il record mondiale di mobili dentro una 500. Poi l'Ikea di Janki fuori Varsavia, scortata da un amico in auto, mentre un Senator giovine di belle speranze e pochi soldi lavorava 18 ore al giorno e dormiva in un monolocale cosi' semivuoto che quando tornai con beni ikea per un totale di 100 euro, di colpo sembro' una reggia: addirittura posate e bicchieri e piatti, fosse mai riuscito a cucinarsi qualcosa da mangiare, che a quei tempi viveva di caffe' e pizza. Poi fu l'Ikea di Bruxelles, dove andammo svariate volte per costruire il nostro primo appartamento insieme, e poi il secondo. Traslocati nel paesello francosvizzero, ci ritrovammo a frequentare l'Ikea di Aubonne e di Grenoble, per continuare a fornire il nostro regno: i primi mesi di matrimonio avevamo mobilio e cose sufficienti per animare un terzo della casa: guardavamo i film attraverso il portatile del lavoro collegato ad un vecchio monitor stile commodore 64 appoggiato su un piano di legno  appoggiato su due cavaletti, noi distesi su un materasso a terra, piccoli squatters in casa nostra. Cinque anni dopo ci sono voluti due camion per traslocare a Varsavia.
Tre anni fa di questi tempi andammo alla nuova Ikea di Ginevra a comprare il lettino e la malm per la Viatrix: da allora ci sono solo piu' passata per tovagliolini, portagiochi e calici da vino. Quando sono arrivata a Varsavia, il Senator mi aveva preceduto di qualche giorno percio' il giro Ikea di rinforzo l'aveva fatto lui.
E quindi con un po' di emozione che oggi mi sono sparata un'ora con tre cambi sull'autobus**, per andare all'Ikea di Targowek a comprare un po' di contenitori per sistemare i giochi delle bimbe e qualche altra cosetta.
Sull'autobus, intanto che mi ripetevo a mente la lista delle cose da prendere, sono tornate a galla fotografie mentali di me ancora non madre, in autobus e sul treno per andare all'Ikea di Aubonne mentre il Senator era chissadove, cosi' al ritorno avrebbe trovato a sorpresa gli armadi tutti sistemati a modino dentro.  Immagini di me ancora non moglie, in metro per andare all'Ikea di Anderlecht mentre il Senator era chissadove, cosi' al ritorno avrebbe trovato a sorpresa la cucinetta tutta sistemata.
Andare all'Ikea in autobus, treno o metro non ha niente di speciale.
Tornare dall'Ikea in autobus, treno o metro invece e' sempre speciale, perche' si fanno scoperte da Nobel per la fisica:  i tovagliolini possono pesare come piombo e le scatole di cartone possono pesare come legno.
La fatica fisica rende l'operazione eroica e quindi romantica a posteriori.

Guarda Senator, sono tornata a casa con la maglia pezzata e la pelle delle spalle segnata dai manici, pero' domani avro' creato una cucina piu' bella, un armadio piu' organizzato, un luogo per giocare piu' comodo.
Ed e' successo in Belgio, in Francia, in Polonia, e sempre succedera', dovunque andremo a vivere, se ci saranno Ikee e mezzi pubblici.

*Il Torrente e' meglio
**questa volta le bimbe non hanno partecipato, le ho lasciate a casa con la babysitter chiamata apposta per l'ikeaoccasione

2.9.13

Polish do it better

19 comments:

lei ha quasi 35 mesi e sa cucinare la pasta  (la scolo io solo per motivi di sicurezza)
lei ha quasi 35 mesi e dopo ogni pasto e spuntino corre a  lavare i denti a se', a me', al padre, alla sorella e al pupazzo di neve immaginario che vive da noi e la cui testa e' una lampada di carta
lei ha quasi 35 mesi e sa fare le fotografie con la macchina digitale vera
lei ha quasi 35 mesi e sa sistemarsi in aereo e comportarsi
lei ha quasi 35 mesi e sa sistemarsi in treno, e comportarsi
lei ha quasi 35 mesi e sa sistemarsi al ristorante in pizzeria al bar e comportarsi
lei ha quasi 35 mesi e sa disegnare, montare, inventare, immaginare, creare, da sola, senza nessuno che gli spieghi come e cosa fare
lei ha quasi 35 mesi e sa parlare un po' di due lingue che non hanno nulla in comune, se la cava con l'inglese all'occorrenza e sa riconoscere un francese e dirgli bonjour e au revoir
lei ha quasi 35 mesi e sa arrampicarsi sulle gabbie di corda fino a quattro metri
lei ha quasi 35 mesi e ha imparato a buttarsi nei cavalloni al mare
lei ha quasi 35 mesi e sa telefonare sia con skype che col cellulare e raccontare quel che vuole a chi ama
lei ha quasi 35 mesi e sa cosa vuol dire che il tato tornera', che i nonni sono lontani ma li vediamo presto
e sa fare altre decine di cose.

Tranne una, che attualmente e' l'unica che importa a direttrici di asili e maestre polacche:
non sa dire "mi scappa la pipi", e quindi fuori di casa sono sempre disastri.
E' l'unica con questo problema su una classe di venticinque e sembrerebbe l'unica in una citta' da due milioni di abitanti dove nessun asilo, ne' pubblico ne' privato, accetta bambini della classe 3 anni non spannolinati.

Vediamo quand'e' che ci sbatteranno fuori
Vediamo se il giorno prima di tanti saluti,  la bambina non e' spannolinata, finalmente lei sara' pronta, per quello che dovrebbe essere un passo vissuto in modo sereno e invece a causa di questo requisito imposto per andare all'asilo, e' stato lo snervo degli ultimi tre mesi, e proprio quando sembrava ci fosse riuscita, due settimane in vacanza senza bagni puliti a disposizione  e siam punto e a capo.
Io, che guardando gli altri bambini, li imiti, conoscendo mia figlia ci credo poco, anzi niente.
L'unica speranza d'imitazione sarebbe un episodio di Peppa ad hoc sul tema.

Che peraltro le piace l'asilo, anche oggi all'uscita mi ha detto che ci vuole tornare. Non fosse per sta menata della pipi'.

Ah, ovviamente oltre al pannolino, anche il ciuccio e' vietato o tollerato in rarissimi illuminati privati e carissimi asili. Col ciuccio pero' e' andata che per decisione sua da un paio di mesi lo usa di giorno solo se deve gestire emozioni grosse, quindi ce la facciamo ad andare all'asilo in incognito, mollando l'illegale bene al sicuro a casa.


Come fanno ad essere tutti spannolinati a comando in tempo per l'asilo non lo so.
Polish do it better (la pipi').

1.9.13

Certe notti

4 comments:
Ieri sera si e' addormentata alle 9.30
E io per tre ore ci ho provato ad andare a dormire, a scrivere al pc che magari poi mi addormento, a leggere un giornale che magari poi mi addormento, a spegnere tutto  e infilarmi sotto le coperte che magari poi mi addormento.
Tre ore dopo si e' svegliata per chiedere il latte, gliel'ho portato,  poi ci ho ripensato: l'ho presa in braccio e me la sono portata nel mio letto, lei e il latte e l'orsacchiotto.
E finalmente mi sono addormentata pure io.
Pochi minuti dopo mi e' arrivato un sms del Senator da un luogo sperduto dell'Africa,si augurava che dormissi.
L'ho letto stamattina, al risveglio.

Culo da expat

17 comments:
In uno dei miei giorni piu' neri da espatriata , scrissi questo sfogo sulla mia solitudine nel paesello francosvizzero: quando il Senator era via per lavoro ero attaccata a skype e facebook per non diventare sorda di silenzio. Poi facevo le abbuffate di amici e amiche ospiti che per quanto faticoso non smettero' mai di ringraziare, perche' per noi che eravamo isolati li', la loro compagnia era ancora piu' preziosa di quanto per loro fosse la nostra. Oppure triangolando budget e forze e impegni, mi mettevo sull'ennesima serie di treni e partivo alla volta della mia famiglia e delle mie amiche. Tornavo sfinita ma felice, carica abbastanza di parole e spunti per affrontare un altro po' di giorni sola soletta.

Quando e' nata la Viatrix ero impegnata dal diventare sua mamma 24/7 ma il senso di isolamento e' diventato piu' grande. Adesso lo posso dire con tranquillita' perche' non ci soffro piu', ma in quelle prime ore piene di dolori fisici, paracetamolo e grandi emozioni,ci sono rimasta male che gli amici del Senator dalla Polonia si siano fatti 1600-1900 km per venire a festeggiare il suo esser diventato papa' (sia la prima che la seconda volta), mentre a festeggiare il mio esser diventata mamma c'erano i miei e mio marito ma nessuna delle mie amiche, pur abitando a 250 km da Torino e 350 da Milano. Per carita', ho ricevuto mille pacchetti prima e dopo la nascita della Viatrix e tantissime chiamate e messaggi.
Tutte loro quando ho ripreso a viaggiare mi hanno ospitato nei miei giri pazzi per venirle a trovare, adattandosi ai miei orari di treno, di visita etc.
Pero' in certi momenti ci vorrebbe un abbraccio dal vero, e' la natura umana e anche la piu' consumata delle expat con un cuore ricoperto di calli puo' avere un sano desiderio di palloncini in ospedale e pacchetti scartati di persona e risposte date con gli occhi. Certo, l'ho scelto io di fare la expat, di non partorire dietro l'angolo, e razionalmente ne avrei dovuto accettare le conseguenze. Ma anche solo per il numero di ormoni impazziti che circolavano nel mio corpo tra gravidanza, montata lattea e tutto il resto, la razionalita' faceva tanta fatica a non andare a farsi benedire: nelle settimane successive avrei voluto per un piccolo attimo una spalla non virtuale su cui piangere, che non fosse sempre quella di mia mamma. Ero la prima di tutte le mie amiche storiche ad avere figli, annaspavo nei mille dubbi, potevo fortunatamente confrontarmi con due neomamme diventate amiche grazie ai meandri della Rete, ma mi dispiaceva non condividere con nessuna delle mie amiche con cui ho attraversato anni di avventure quei momenti iniziali cosi' difficili. Non e' che lo abbiano fatto apposta, ma ognuna di loro aveva problemi a prender giorni liberi, impegni di lavoro o personali, problemi di salute, problemi di soldi: tutte cose concrete, comprensibili e accettabili....e io non sono riuscita a far capire loro quanto davvero avessi seriamente bisogno del loro supporto anche solo per 24 ore, in quel periodo.
Probabilmente ognuna avra' pensato in buona fede io non posso ma ci andra' qualcun'altra dalla Vale

Ho imparato ad accettare che, come tutti, anche le persone a cui voglio piu' bene hanno il loro flusso di priorita' e non devo aver pretese che questo flusso cambi per me. Se succede, ne sono felice, se no, non devo lasciare che questo mini il mio senso di amicizia. Sono molto fortunata ad avere tante amiche in gamba che hanno resistito alle intemperie spazio temporali, e mantenere questi rapporti e' stato fondamentale nella mia vita all'estero, percio' alla fine la razionalita' ha vinto sugli ormoni. Quella volta che e' venuta Elena, mi sono sentita felice di quella visita come se tutte le mie dieci migliori amiche si fossero presentate al binario della Stazione di Ginevra con una maglietta con scritto: tieni duro, non farai la mucca per sempre!

Come sempre succede, giusto prima di andarmene finalmente via, ho scoperto nella moglie del capo di mio marito una donna molto colta e alla mano, la moglie di un collega di mio marito e' venuta a stare vicino a noi, ho trovato una nuova  amica italiana espatriata, ho ritrovato un'amica torinese di mio marito appena trasferitasi . Da zero in quattro anni a quattro in meno di uno, roba da girar la testa.

Siamo arrivati qui a Varsavia cinque mesi fa e non sono ancora mai rientrata a trovare i miei genitori e le mie amiche: i miei sono venuti a giugno e non mi era mai capitato di stare via tanto a lungo: il nuovo lavoro del Senator era in fase di carburazione e non conoscendo le sue trasferte era difficile immaginare quando prendere i miei biglietti, perche' cerco di spostarmi quando lui non c'e' in modo che le bambine (e io medesima) non perdano ulteriori giorni col tato.

Tra undici giorni saliro' con le pargole, un passeggino, un bagaglio a mano e due valigie di stiva (una vuota da riempire di cibo e vestiti), sull'aereo che mi riportera' dai miei, passando andata e ritorno dalla (futura) madrina di Meraviglia.
Ho tanta nostalgia per i miei e per le mie amiche che ormai sono disseminate principalmente tra Torino e Milano.
Mi piacerebbe cosi' tanto vederle piu' spesso, piu' a lungo, senza sottrarre tempo al vedere i miei.
Mi piacerebbe cosi' tanto che venissero qui a scoprire questa citta', magari quando ritorna la bella stagione.

Pero' da quando sono qui non soffro piu' di solitudine.

Qui non sono piu' una tizia da sola con due figlie, che scambia qualche bonjour sulla via ma se se la divora un pastore alsaziano, come diceva Bridget, non se ne accorge nessuno. Ho piu' di quattro numeri in rubrica da chiamare per vedermi con qualcuno. Esco di casa ed incontro persone che mi conoscono come Valentina, non che io conosco perche' me ne ha parlato il Senator ma per loro sono solo la moglie di.
Paradossalmente la' parlavo la lingua e condividevo largamente la mentalita' del luogo, ma ero invisibile. Qui parlo la lingua locale con la fluenza di un bambino di due anni, sono parecchio insolita per gli usi e costumi autoctoni, eppure non solo ho un giro, ma non e' nemmeno un giro interamente ereditato dal Senator, perche' qui ho delle amiche mie e delle conoscenze fatte da me.

Oggi sono uscita di casa per un caffe' con un'amica conosciuta undici anni fa a Strasburgo, piu' tardi passeggiando ho incontrato per caso altre due coppie di amici del Senator dai tempi  dell'universita' e siam rimasti di vederci domani, poi nel pomeriggio ho chiaccherato con i miei magnifici vicini di casa, la sera sono uscita per andare a fare una commissione e ho beccato alla fermata dell'autobus una cugina del Senator con cui  abbiam deciso di vederci giovedi', prima di rientrare in casa ho scambiato due parole sotto il portone con una ragazza che ha un bimbo piccolo e vive nel mio stabile, ci siamo scritti i rispettivi numeri. Nel frattempo mi sono accordata per un pranzo martedi' con la mia insegnante di polacco e da ieri anche mia cognata, come gia' mio cognato, vive a Varsavia: e' passata al volo e le ho prestato il piumone,  che cosi' non congela da qui alla prima andata all'Ikea per arredare casa.
Insomma, una densita' tale di contatti umani nel paesello francosvizzero nemmeno col binocolo rovesciato.

Otto anni fa quando arrivai  per la prima volta in una Varsavia estiva polverosa di lavori in corso e grigia di blocks sovietici fatiscenti, non avrei mai potuto immaginare quanto sarebbe cambiata nel giro di poco e che vivendoci avrei pensato ogni giorno: che culo essere qui!



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