29.10.13

LAV-ORA PRO NOBIS

10 comments:
Era da un po' che lampeggiava strano
Era da un po' che i panni puzzavano strano e il bagno pure
Poi venerdi' sera ha smesso di scaricare, ripiena di schiuma acqua e vestiti nani com'era.
Causa ospiti, ho iniziato i tentativi di rianimazione domenica sera, scoprendo dov'era il filtro e trovandoci dentro 3 euro e 70 centesimi, mezzo franco e 1 groszy.
Niente, non era solo quello il problema.
Staccando il tubo dello scarico ha sputato fuori litri di acqua puzzolente e dopo aver riletto varie volte il manuale di istruzioni, confido che un sifone di plastica risolva.
Se neanche questo funzionera', ci rassegneremo a chiamare l'idraulico.
4 giorni senza lav-orare e 4 ospiti dopo, il cesto dei panni sporchi e' esendato sulla catena montuosa di lenzuola e asciugamani che lo circondavano, nel bagno puzzolente di acqua di scarico non ossigenata.

Nel frattempo devo far valigie per 2 nane e me: sono corsa da H&M per rimpinguare la loro attrezzatura magliecalzini, per quanto mi riguarda invece non ho un jeans uno che non sia sporco di lattesuolecioccolatoyogurt percio' sfilero' per le strade di Barcellona in tuta.
Ole'

28.10.13

La 27esima rompicogliora*

25 comments:
Ovvero due post in uno: la classifica delle 10 domande piu' rompicoglioni da quando faccio l'espatriata,e le risposte, che come un disco rotto ripeto inutilmente, perche' le rompicoglioni hanno la memoria corta.
Si, perche' tutte queste domande...al 99% me le fanno altre donne. SOBBISSIMO

10) Ma non guidi la macchina? Ma il Senator non vuole comprarti l'auto?
No, vado a piedi, in autobus, in taxi, in treno e in aereo. E mi basta. Non mi interessa usare l'auto sia per motivi economici (seconda assicurazione, benzina, parcheggi ) sia per praticita'  (esempi: l'operazione di smontare  e rimontare passeggini - bimbe - seggiolini e ritorno, occuparmi dei vomiti da maldauto, le urla di tiraggio capelli mamma voglio il latte mi e' caduto il ciuccio e contemporaneamente guidare, ritrovandomi nella possibilita' di dover fare un cid in lingua polacca non mi piace ). Preferisco abitare in centro e pagare di piu' di affitto ma andare a piedi dovunque mi pare. E se volessi l'auto la comprerei senza problemi, ne' miei ne' del Senator, perche' non e' il mio aguzzino a cui devo chiedere il permesso se voglio l'auto.)
9) Ma quindi stai sempre a casa sola con le bimbe?
No, esco sempre ma non ti chiamo per prenderci un caffe', perche' ogni volta che ci vediamo mi fai sempre queste stesse domande di merda.
8) Ma farete un terzo figlio?

25.10.13

Neurorazzi del Venerdi' - Le Cavallette

18 comments:
nuovo baretto quasi sotto casa
Il bilancio familiare di ottobre segna meno 500 euro devoluti a farmacie e medici.
Mi consolo pensando a quelli che oltretutto spendono mille euro al mese per mandare la prole ad infettarsi nel Montessori Multilingue Superfico di la' dal parco, mentre il nostro bell'asilo pubblico ci appesta aggratisse.
8 anni fa di questi tempi  quando al mattino andavo a Milano a lavorare, avevo paura di saltare in aria in Metro in un attentato terroristico. Adesso quando al mattino vado a portare la Viatrix all'asilo ho paura di ammalarmi di un nuovo virus o batterio.
E soprattutto temo le sciagure da Vecchio Testamento, tipo i Pidocchi.


Dopo un mese di Sinusite la bilancia diceva 50,8.
E vai di pane e nutella
Quando ho rivisto 53 e' arrivato il Cag8 e la bilancia diceva di nuovo 50,8
E vai di pane e nutella
Poi mi e' presa l'Otite (dai batteri della congiuntivite importata dalla Viatrix) e stamani  passo dalla bilancia che dice 55: evidentemente i jeans elasticizzati comprati un mese fa, da maledetti stretti che erano, ha deciso zitti zitti di lasciarsi andare.
Da ricordare: l'Otite non ha effetti dietetici, al contrario di Sinusite e Cag8.

In questa bellissima settimana di temperature miti e cielo azzurro e foglie d'oro, solo ieri mattina pioveva a catinelle. Sono arrivata al banco della reception zuppa, con la Meraviglia zuppa nell'ergo, la Viatrix zuppa nel passeggino e il passeggino zuppo. Ho tirato fuori il mio fogliettino zuppo con segnato l'appuntamento e mormorando le mie poche parole di polacco ho pensato di avercela fatta: un laringologo tra pochi minuti mi avrebbe imposto le mani e guarito il naso colante la gola bruciante le orecchie doloranti e quella sensazione di ascoltare il mondo da sotto l'acqua.
Mi scusi signora, ma il suo appuntamento e' domani.
Come domani?
Si, il 25.
Ma sul biglietto c'e' scritto 25, h9.50, Giovedi,
Si oggi e' il 24  e Giovedi' e' il cognome del Laringologo.

In questi infiniti smadonnamenti medici, questa settimana ho portato a casa tre risultati
- la farmacia dove hanno sempre tutto senza doverlo ordinare e dove tutti  parlano inglese, cosi' insieme al ricevere l'ennesimo sacchetto  di pillole e gocce prendo anche un placebo pat pat
- il pediatra cool. Mettere 5 volte al giorno una goccia per occhio in 4 occhi di nane, non e' un mestiere semplice. Specie se sei da sola e non in 4 lottatori di wrestling contro la creatura che si dimena con tutte le sue forze. Percio', che le gocce della medica telefonica prima e le gocce dell oftalmologo dopo non dessero risultati, a fronte dei miei sforzi fisici per somministrarle, mi innervosiva assai. Finalmente il Mammo, con il classico tempismo maschile, si e' ricordato del mio sossms e mi ha messo in contatto col dottor Miller.
Il Dottor Miller e' un pediatra d'ospedale che dopo le otto di sera riceve nel salotto di casa sua, dipinta di arancione e di giallo,  tra bottiglie di champagne, vini toscani d'annata, dvd di queer as folk e will e grace, adagiando le creature nane su un divano di design grigio perla dopo averle anestetizzate con il solo sguardo. 3 giorni di gocce milleresche dopo e sono guarite. Nel frattempo io ho scoperto tramite google e google  translate che il dottore nel suo tempo libero scrive libri a sfondo gay friendly  - poliziesco - antipedofilia e secondo la mini biografia sulla quarta di copertina, risiede a Varsavia e in Aereo. Insomma, chi si somiglia si piglia.
- il dottor Giovedi'  ha pensato bene di ammalarsi, cosi' oggi mi ha visitato un'altra dottoressa. Gran finale del destino: ella parla italiano quanto io polacco. Non molto entrambe, ma ci siamo trovate a meta' strada e mi sono segnata il suo nome e numero di telefono. Ora Murphy dovrebbe funzionare che se ho finalmente trovato un ORL di fiducia, non dovrei piu' averne bisogno finche' cambiamo nazione.

Come sempre, quando finalmente crollo, la situazione magicamente si risolve, senza che io faccia nulla di piu' o di diverso, da quanto gia' fatto prima. Lo chiamo il Paradosso della Maratona: fino al quarantunesimo km arrivo bene, sono gli ultimi 1000 metri che schiatto. Quando ho pensato di non saper piu' che fare per evitare  che la Viatrix assalisse senza motivo Meraviglia, come ha fatto in crescendo negli ultimi 4 mesi, loro si sono risintonizzate: Meraviglia ha preso ha camminare senza tenersi e di colpo hanno ripreso a giocare insieme, anzi per la prima volta succede che Meraviglia inventa un gioco e la Viatrix le va dietro.

In questa nuova dinamica Meraviglia, che finora le ha sempre prese,  ha ben pensato di tirare i capelli della Viatrix la quale se n'e' liberata dicendo: Alice non rompere le balle!  
Loro, grasse risate da parte di entrambe.
Io, mortificata e sbattuta di fronte allo specchio, perche' non ho la scusa "l'ha imparato all'asilo". Il Senator, ha pragmaticamente detto che e' molto meglio dica "non rompere le balle" che " vaffanculo". A momenti mi faceva i complimenti per averle insegnato ad esprimersi in modo solo blandamente volgare.

Si, il Senator in questo periodo e' a casa con noi. Nei giorni precedenti la pizza da colite  l'avrei spedito a vivere sul balcone perche' purtroppo ha la brutta abitudine di leggere i libri metodo stanislavski (lui che essendo un padre ha ancora tempo e modo di leggere, eh) e Steve Jobs era uno che camminava sempre sulla linea di confine tra l'essere un genio pragmatico e uno stronzo iperpignolo: poi ci sono stati una serie di eventi catartici nel giro di poche ore durante il weekend scorso. Il Senator ha cercato di tornare prima la sera nonostante il periodo lavorativo sia molto complesso e dedicarsi di piu' alle sue bimbe. A suon di doggy bags e take away di pizze e sushi e thai  e cinese per riposarti almeno quella mezzoretta anziche' cucinare, alla fine di queste giornate da mamma full time battericamente positiva, ho avuto a che fare piu' spesso del normale col divano: lui giocava, loro ridevano e io magnavo sdraiata come Giulio Cesare (e ingrassavo beata, nel silenzio dei jeans elasticizzati)

Stasera arrivano due nostri amici con due bimbi a trovarci per il weekend e per l'occasione il Senator ha finalmente trovato il tempo di chiamare un idraulico a sturare il secondo cesso di casa, inagibile dal giorno prima che lui partisse per il giro del mondo, il 26 Agosto. Il lavoro di staccarlo dal muro ed estrarre il reo coperchietto di plastica e' costato 75 euro, ma la soddisfazione di sentirlo raccontare all'idraulico come il wc si fosse tappato perche' era caduto il coperchietto e LUI anziche' raccoglierlo  ha tirato l'acqua ...priceless!

E' stata una settimana batteriologicamente faticosa ma felice, piena di bei momenti a quattro.
Prova ne e' che la pizza da  cena disperata del Dr Oetker e' ancora nel freezer intatta.
Buon weekend a tutti!!!


23.10.13

Addio Prof

9 comments:
Nei miei anni a Palazzo Nuovo ho avuto tanti professori e ancora piu' assistenti ,che i primi spesso non si presentavano alle lezioni e lasciavano ai secondi il mestiere di spiegarci quel che ci sarebbe servito sapere non per la professione, ma per passare l'esame.
La maggioranza dei professori erano solo nomi che corrispondevano a tomi di libri da studiare, figure antipatiche e nemiche da battere per uscire con un numero alto sul libretto. Il primo anno e mezzo dei miei studi passo' cosi', senza che davvero capissi se il diritto faceva per me,e soprattutto se io facessi per il diritto.
Mi ero iscritta sull'onda dell'entusiasmo per l'indirizzo transnazionale,presentato dal Prof Frignani ad una  conferenza per l'orientamento dei liceali di quinta.
Quel secondo semestre del secondo anno finalmente cominciavo questi benedetti corsi dell'indirizzo transnazionale e speravo con tutte le mie forze che finalmente avrei trovato conferma di aver fatto bene,che queste materie mi sarebbero piaciute tanto quanto mi avevano fatto schifo le precedenti,che questi non sarebbero stati esami da passare ma  materie da apprendere e tenere con me per il futuro, che questi professori non sarebbero stati dei personaggi di passaggio, principalmnete pomposi e antipatici, ma un pochino piu' umani,professionali ma anche cordiali.
Quel secondo semestre studiai sistemi giuridici comparati, diritto anglo americano,diritto musulmano, diritto privato dell'Unione Eurpea e prima dell'estate passai questi e gli esami rimasti indietro da prima. A luglio del primo anno avevo passato due esami, a luglio del secondo nove. Ero carica ed entusiasta, mi immergevo in dei tomi che non erano piu' un ammasso di carta pesante ma chiavi per comprendere le strutture giuridiche create dalle societa',dalle persone , forgiate dagli eventi storici, culturali, religiosi,filosofici.
Tra tutti questi corsi il piu' bello, il piu' importante,quello che potrei ripetere l'esame ora stesso ma anche solo raccontare tutto quello che il prof ci insegno', fu diritto anglo americano. Era il corso che attendevo con maggiore curiosita' e quando il prof entro' in classe il primo giorno,con voce autorevole e un gran sorriso, tutti e centocinquanta ci zittimmo e gli sorridemmo automaticamente. L'aria era cambiata, questo era il prof che avevo sempre sperato di incontrare. Non ho mancato una lezione,ricordo una me che guidava sotto la grandine di una primavera in cui grandino' quasi tutti i giorni, parcheggiare in Corso San Maurizio e arrivare fradicia a lezione e correre su al mio posto, sempre cinque minuti prima.
Lui era il prof all'americana,quello che dal secondo giorno ti riconosce e dal terzo sa il tuo nome di battesimo anche se ti da' del lei, quello che ci insegnava partendo non dal libro ma dai materiali: oggi vi racconto la storia di questo processo, c'era questo giudice Cardozo,che insieme al giudice Dening sono un po' gli attenti a quei due del nostro corso...ricordo i pomeriggi e le sere a pelarmi gli occhi sul vocabolario inglese-italiano perche' ancora non parlavo questa lingua ma dovevo tradurre quelle pagine di sentenze per seguire la lezione del giorno dopo.E lo facevamo tutti, di leggere la sentenza e poi il giorno dopo scoprire col prof cosa significava,cosa c'era dentro, quali erano le nozioni di diritto da ricavarne.
Poi lo incontravi per strada e ancora ti riconosceva, sempre,  a lezione come al bar, potevi fargli qualsiasi domanda e non ti avrebbe mai fatto sentire come se fosse una domanda banale o stupida, ti avrebbe risposto con chiarezza e precisione, e un sorriso.
Ogni tanto nel corso delle sue lezioni menzionava la santa pazienza di sua moglie e con quelle poche parole faceva intravedere di essere un uomo innamorato.
Noi avevamo vent'anni e delle storie di merda, percio' di quel tono e di quella luce negli occhi ce ne accorgevamo,e all'intervallo si diceva,vabbe' ma prima o  poi anche noi ne troveremo uno cosi', no?
Un giorno arrivo' a lezione con due occhiaie nere cosi'. A quei tempi io avevo vent'anni  e lui trentaquattro e quel giorno era davvero tanto stanco. Cosi' stanco che un ragazzo chiese, Prof,va tutto bene?
E lui sorrise e disse: si, pero' vedete mia figlia sta mettendo i denti e sono distrutto, se non vi dispiace posso fermarmi e domani recuperiamo l'ultima mezzora?
Una frase cosi' semplice,cosi' vera, cosi' reale,da restare per sempre nella mia memoria.
Ci fece sperimentare non solo l'ebbrezza di scrivere  papers,ricercare nel Corbin, tradurre sentenze,essere trattati con gentilezza e non come quella rottura che sono gli studenti per molti prof universitari. Il primo e unico esame open notes della mia vita. Non potevamo crederci quando ci disse di portarci pure appunti e traduzioni.
Reiterai il corso e anche se non fu piu' insegnato da lui,ebbi nuovamente fortuna: Anna un paio di anni dopo poi fu la mia vera supervisor della tesi, che il mio "teorico" professore il giorno della mia discussione nemmeno si presento',ufficialmente dall'altra parte del mondo per una conferenza, officiosamente dall'altra parte del mondo e basta. Anna invece venne giu' da Harvard e quando uscii dalla discussione, 45minuti, quando normalmente ne dura 10 a Palazzo Nuovo, lei mi disse:ora pensiamo al Dottorato,scrivi molto bene e sarebbe uno spreco se non facessi ricerca. Purtroppo i dottorati in Italia raramente aprono le porte che aprono i dottorati negli Stati Uniti, ma io ci provai lo stesso. Soprattutto mi fece bene che Anna credette nelle mie capacita' di giurista, nei giorni piu' bui delle lacrime da praticante in attesa del treno da Rogoredo,ho spesso pensato che se Anna pensava fossi capace, contava  piu' di tutto quello che mi aveva detto l'Avvocato durante la giornata.
Nel corso dgli anni , su e giu' nei miei viaggi tra Pavia e Torino col cambio a Milano o a Vercelli, ogni volta che incontrai il Prof che andava da Torino a Novara  o da Novara a Torino, mi bastava salutarlo e lui  in pochi secondi collegava sempre.Gli raccontavo degli esami,poi della pratica,del lavoro...gli chiedevo delle figlie e lui sorrideva sempre e diceva: eh, a parte le notti da denti,siamo molto felici.

Il 22 marzo2012 ero a Varsavia in una stanza di hotel, davanti al computer mentre la Viatrix rotolava intorno a me e il Senator si stava  preparando ad uscire  per un incontro di lavoro quando la mia amica Elena, anche lei giurisprudente torinese, mi scrisse su skype dell'accaduto. Ci rimasi cosi' di stucco da non poterci credere, perche' il prof era una persona cosi' a modo e buona che non mi pareva umanamente concepibile che qualcuno potesse avergli sparato. Lo dissi al Senator,che era stato anche  lui suo studente per  un seminario, e ne rimase sconvolto per le mie stesse ragioni. 

Alberto Musy e' mancato ieri notte,dopo 19 mesi di coma.Il 21 Marzo 2012 mentre rincasava dall'aver portato la bimba piu' piccola all'asilo, fu assalito da un uomo con addosso un casco che gli sparo' piu' volte. L'uomo era dentro il portone,si era fatto aprire citofonando a caso ai vicini e dicendo che era la posta.
Attualmente e' in  corso un processo con un solo indiziato,che parrebbe aver commesso l'omicidio per vendicarsi del fatto che il professore, anche avvocato,non avesse voluto aiutarlo o agevolarlo nel realizzare una qualche manfrina finanziaria
Lui o chiunque abbia commesso l'omicidio, ha portato via un marito ed un padre ad una donna e a quattro bambine di 13,11,9 e 3 anni che lo amavano tantissimo e in nessun modo e in nessuna maniera riesco ad accettare che una tale ingiustizia sia accaduta in mondo che dovrebbe essere da tempo civilizzato, in una Torino che non e' in Venezuela o in Somalia.



21.10.13

Post a trenino: la scoperta della Polonia

29 comments:
Dopo il post di Nonsis mai sugli stupori in terra a stelle e strisce e' arrivato quello di Erolucy. Mi attacco al trenino virtuale, cercando di ricordare quello che mi stupi' della Polonia in quel primo viaggio nel  lontano 2005 (Poznan - Gliwice - Cracovia - Varsavia - Wroclaw - Katowice in 12 giorni, eravamo giovani)

I negozi  aperti 24-7. Capii il fino ad allora inspiegabile sgomento del Senator di fronte al fatto che a Torino certi negozi son chiusi al lunedi' mattino, certi al giovedi' pomeriggio, molti dall'una alle tre e mezzo, tutti chiudono alle 7.30 e le domeniche aperte sono eventi speciali.

I ristoranti normali, non fast food, aperti in continuato. E capii lo sgomento del Senator che si chiedeva com'e' che un povero turista in Italia se finisce il giro delle bellezze da visitare alle tre di pomeriggio e' condannato a mangiar panini fino alle sette di sera.

I bancomat nei negozi e non solo nelle banche.

I divani nei negozi di libri e giornali e la gente che si siede e se li legge tutti senza nemmeno far finta di dare una rapida scorsa. Ma come, i padroni del negozio non si arrabbiano? E il Senator: no perche' tanto se non vendono il libro o il giornale, vendono il caffe' o la torta a chi se lo legge a sbafo. A ma il libraio puo' vendere il caffe' o la torta, non ha bisogno della licenza? E il Senator: una che?


I frigo con le bibite praticamente in qualsiasi negozio; tabaccheria, edicola, profumeria etc, che effettivamente quando fa caldo farebbero comodo pure da noi.

Il refil della bibita al fast food. A parte che il primo kfc della mia vita l'ho visto e provato in Polonia, sta cosa che uno prendeva il bicchiere e lo riempiva quanto voleva mi fece subito pensare: eh ma allora tutti prendono il bicchiere piccolo e lo riempiono 8 volte, no? E il Senator: ma tanto la soda costa niente, il profitto marginale e' comunque enorme.

Poter restituire entro 21 giorni qualsiasi cosa dopo averla comprata, senza spiegazione. Adesso su alcune cose addirittura si hanno 90 giorni di tempo.

Poter pagare con carta di credito o bancomat qualsiasi cosa, anche un chupa chups nella stragrandeenorme maggioranza di negozi, anche molto piccoli.

Poter fare il biglietto in treno aspettando il controllore al proprio posto e senza doverlo preavvisare e senza pagare alcuna multa.

Poter entrare in un negozio a chiedere dov'e' il negozio che vende le cose simili ma meno care nella zona, e nessuno che fa una piega ma anzi la commessa tira fuori google o le pagine gialle e si mette a scriverti indirizzo e numero di telefono.

L'assenza totale in tutti i ristoranti e bar del Coperto o del Servizio al tavolo, oggetto di odio da parte di tutti i turisti stranieri in italia e anche del mio, ormai. La mancia incentiva al servizio, il coperto e' un dazio.

Poter sedersi al ristorante  e ordinare solo un caffe'  o solo un antipasto, e nessuno fa una piega.

Poter fermare il taxi con la mano, come nei film e soprattutto non dover prendere il primo della fila ma quello che ti garba di piu', per tipo di auto e per prezzo (tariffa km esposta sul finestrino posteriore destro)

Tutte queste cose fecero si' che mi stupii di molte meno cose poi nel mio primo viaggio negli Stati Uniti e in altri paesi.
Tuttavia la cosa che piu' mi stupi' della mia prima volta in Polonia e fu proprio la prima cosa che scoprii dopo averne varcato il confine in auto in compagnia del Senator e di altri 3 passeggeri polacchi arrivati come noi all'aeroporto low cost  fuori Berlino, (dove ai tempi i polacchi coi furgoncini ti offrivano a prezzo d'affezione un passaggio a Stettino, la prima citta'con ferrovie dirette dopo il confine tedesco) lungo un tragitto dove non c'era nessuna stazione di servizio, e quando arrivammo alla stazione di Stettino e mi scappava ormai tantissimo la pipi' e vidi la scritta Toalety e freccia indicante un sottoscala, allora corsi' giu' per quelle tre rampe verso il centro della terra quasi facendomela addosso e quando arrivai in fondo vidi le due porte e su ognuna c'era uno di questi due simboli




wtf

percio' ligia al senso del pudore tornai su per le tre rampe  di scale in salita, ormai prossima all'esplosione, e chiesi al Senator: qual'e' il cesso delle donne??
E il Senator: che?
Cerchio o triangolo?
E lui mi guardo' come se fossi una demente che non sa leggere ma preso a pieta' me lo disse e io corsi giu' di nuovo verso il centro della terra e ce la feci davvero davvero per un microsecondo.
Sono passati otto anni e ancora adesso tutte le volte devo chiedergli Cerchio o Triangolo perche' non me lo ricordo mai, fortunatamente mano  a mano che si ristrutturano utilizzano i simboli omino donnina, dall'aeroporto a molti ristoranti,  ma negli uffici pubblici o nei bar e ristoranti vecchi e' ancora la prassi trovarli







19.10.13

RottaME

11 comments:
attenzione, foto normale, no photoshop no istagram no filtri
Quando la Viatrix torna a casa malata dall'asilo,  4 giorni dopo e' come nuova, a me ne servono altri 10 perche' sono cosi' tanto piu' vecchia di lei, ma e' una corsa contro il tempo perche' lei ogni due settimane si riammala e io non ho fatto in  tempo a ripigliarmi  che soccombo nuovamente alla nuova unzione. In tutto cio' Meraviglia subisce batteri e virus senza perdere il suo aplomb, benedetta creatura.

Su una spalla l'angioletto dice: tanto il primo anno di asilo e' cosi, vi rimpallerete virus e batteri tra figlie e madre per tutti e nove i mesi scolastici, se postponi sara' cosi' l'anno prossimo. Sull'altra il diavoletto dice: ma non ti sei ancora stufata di aver sempre male da qualche parte? Non volevi vivere in una grande citta' per godertela, anziche' restare (sanissima) a girare in tondo nel paesello? Non vorresti continuare a essere la mamma stanca ma piena di forze che va a zonzo, scopre la citta', trova ispirazioni e fa km spingendo una figlia e portando l'altra e con la terza mano scatta foto e legge nomi di vie, iscrizioni sui monumenti (in realta' fermi i passanti giovani per fartele tradurre), entra dentro gallerie, musei, negozi, mercati e quant'altro,  anziche' una mamma che fa casa asilo asilo casa stringendo i denti, che ha sostituito l 'efferalgan effervescente a qualsiasi altro drink?


Amore come stai?
Inchiodata sul cesso, per fortuna le bimbe sono andate a dormire
Io arrivero' tra un'ora, hai mangiato?
No, ma non ho fame per niente, mi sento lo stomaco di vetro
Ma qualcosa dovrai mangiare, devi recuperare le forze, sei sempre malata di questi tempi!

Un'ora dopo lo sposo innamorato rientro' a casa con una pizza ai peperoni freschi, sottolio, cipolla e salsiccia piccante. Ideale per la sposa dilaniata da crampi addominali, colite e cag8.

Poi la pizza se l'e' mangiata  il giorno dopo la Viatrix per colazione ed e' stato il suo ultimo lauto pasto prima di tornare dall'asilo con la congiuntivite super contangiosa ed infettiva, proprio nel primo quarto d'ora senza crampi e cag8.
Adesso loro si rotolano sul tappeto con le palpebre gonfie come quelle di un pugile, immutate nell'argento vivo e nell'appetito, mentre un mio occhio inizia a tendere al rosso, da ieri mattino un orecchio da segnali di avaria, da ieri notte una narice non risponde ai comandi e nel frattempo  il mio cervello e' martellato in alto dieto a destra da una emicrania per sopravvivere alla quale devo prendere ibuprofen come se fosse nutella.

Fuori e' sabato, la citta' e' baciata dal cielo azzurro e dall'oro autunnale, ci sono festival, concerti, mostre, come tutto il mese scorso mi sono scivolati via senza che io nemmeno potessi andare a buttare il pattume sottocasa senza esser sotto l'effetto del paracetamolo.

E quindi, vaffanculo batteri e virus, proviamo a uscire lo stesso, che se poi domani viene giu' il nevone non mi perdonero' mai di essermi arresa.




17.10.13

Autumn in Warszawa

19 comments:
La citta' verde di parchi d'estate e' esplosa d'oro ad ottobre.
Queste sono le foto della romantica passeggiatina tra le fresche frasche che ogni mattina percorro spingendo il convoglio Viatrix sulla pedana e Meraviglia nel passeggino.




Tra qualche settimana o qualche mese, non si sa ne' il giorno ne' l'ora, tutto questo sara' bianco come la neve, bagnato come la neve, ghiacciato come la neve, bello come la neve.
E io dovro' in qualche modo accompagnare la grande all'asilo comunque, portandomi dietro la piccola.
Percio' ho dedicato questo mese a farmi un master da autodidatta sulla dinamica degli slittini, navigando nei forum di mamme canadesi ed expat in scandinavia e ho imparato che la plastica e' piu' leggera ma affonda nella neve bagnata, che il metallo scivola bene ma e' piu' pesante del legno da spingere e che il legno e' il non plus ultra ma si asciuga meno rapidamente, e molto altro su maniglie, manici, pattini, schienali e cinghie, i cinque elementi fondamentali di ogni slittino.
In attesa di procedere all'acquisto di un nuovo mezzo nella mia ormai pregiata scuderia di sistemi di trasporto per nani (per essere una che non guida l'auto da secoli ho ben piu' di 4 ruote a disposizione), ho iniziato la settimana trovando quel che mancava al mio guardaroba invernale per trasformarmi nel perfetto cane da
slitta. Anzi no, mi mancano ancora i sonagli per fare jingle bells e coprire cosi' il mio affannoso pant!pant!

16.10.13

G-Astronomia: ovvero, basta uscire fuori un metro dall'Italia e il cibo e' anniluce differente

20 comments:
Non e' che uno non lo sappia, che quando lasci l'Italia, ti attacchi su una enorme quantita' di cose buone da mangiare e da bere, e ti ritrovi a sentire l'ovvia mancanza di stracchino e vino novello, ma anche quella meno ovvia della fecola di patate e del pane degli angeli, della salvia fresca e dello sciroppo di menta e cosi' via.
Lo sai, lo accetti intellettualmente, ma la tua pancia non plachera' mai la sua nostalgia.
Qui la bella stagione e' conclusa,  le persone che vendevano agli angoli delle strade more e uvaspina e lamponi ora vendono patate, funghi sottaceto e cetrioli sottoaceto, al mercato si trova frutta cosi' dura  da poter essere scolpita con le sgorbie piu' che masticata coi denti. Aspetto l'arrivo di arance e mandarini e nel frattempo tiro dritto di fronte a tutte quelle miriadi di varieta' di cavoli, che io il cavolo non lo mangio.
Naturalmente possiamo riempirci di acqua masticando pomodori olandesi ma se mi capita di vedere un mazzo di ravanelli me lo vado a conquistare correndo, di questi tempi.
Pare che prima della seconda guerra mondiale arrivasse tutti i giorni il pesce fresco dal Mar Nero e dall'Adriatico, attualmente per trovare qualcosa piu' del trittico salmone - trota - dorsz (la versione baltica dell'orata), si deve aver la fortuna di acchiappare un'orata che per sbaglio i francesi hanno spedito all' Auchan di qui. Ah, c'e' anche l'aggiunta nel surgelato dei filetti di Tilapia e Panga, ma io non mi fido.
Io non mangio tantissima carne ma tendevo alla varieta', soprattutto nei tagli e nelle preparazioni. Il Manzo italiano e' suddiviso in 26 tagli, quello francese in 33, quello polacco in 14. Considerando questo e le mie difficolta' di comunicazione, quando vado in macelleria vedo davanti a me un enorme pezzo di bestia e va completamente a fortuna che la parte che affettino per me sia carne da scaloppina o da spezzatino o da brasato o da arrosto ( in Italia le carni da scaloppina sono Noce e Magatello, che in Polonia insieme a Geretto, Rosa, Pesce, Fetta di Mezzo e Spinacino fanno tutti parte dell' Udziec, oppure sempre in Italia si fanno scaloppine dal Fesone di Spalla, che in Polonia insieme a Fusello, Cappello del Prete e Brione fan tutti parte del Łopatka)
Qui ulteriori manzocomparazioni nel resto del mondo.
E percio' ultimamente mi sogno le scaloppine la notte. I saltimbocca prosciutto e salvia.  Le scaloppine al marsala, al madera, al porto. La scaloppina alla valdostana. La scaloppina alla pizzaiola. La scaloppina qualsiasi.
Vitello non pervenuto.
Per quanto riguarda il formaggio, anche qui come ovunque nel mondo si consuma il dramma  dell'expat in crisi da mancanza di stracchino, a cui si aggiungequello di mancanza della ricotta.La mozzarella galbani arriva, la ricotta no. Ho ordinato la ricotta sul sito di tesco e oggi quando e' arrivata ho scoperto che e' creamy and milk with a hint of lemon for  delicious pasta sauce and cheesecakes.
wtf
Si saranno detti 'sti inglesi al pub: se esiste la crema di limoncello, why not limoncellare la ricotta. E poi mandiamola anche ai polacchi, che a loro il limoncello piace.
Il vino e' stracaro: per fortuna siamo ancora pieni in cantina delle scorte francoitaliche fatte pochi giorni prima del trasloco.
C'e' anche meno varieta' di paste secche e fresche (quante volte i cartoni di pasta hanno le scritte in greco o tedesco o francese,non si capisce mai per quale motivo siano arrivate qui e la volta dopo sullo stesso scaffale ne ritrovi altre, non le stesse), e come in tantissime altre nazioni, anche qui non esistono i biscotti come da noi, solo quelli tutto burro da te' o tutto cioccolato ...percio' quando finisco l'incubo da mancanza di stracchino e quello da mancanza di scaloppina, mi arriva quello da mancanza di tutto quello che e' mulinobiancomente concepibile.
E non riuscivo nemmeno a trovare i cubetti per far la carbonara.
Insomma, dopo sei mesi la mia fantasia in cucina e' terminata, con gli elementi che ho a disposizione posso produrre meta' del mio repertorio e con la fine della bella stagione anche di meno: tutta la famiglia e' condannata a mangiare sempre le stesse cose fino al disgelo.

Ciononostante, la mia pancia non si e' arresa e ha comunicato su ai piani alti , ma che diamine, prova ad andare alla lidl, che tutti i lidl del mondo hanno i cubetti per fare la carbonara, che come tutti sanno e' un piatto tipico tedesco (si prendono i cubetti di pancetta, la panna, l'aglio, si fa cuocere la pasta 20 minuti etc...)

E fu cosi' che al Lidl li vidi e li acchiappai con ferocia, non 1, ma 4 confezioni di cubetti.
E  trovai anche i biscotti frollini tarocchi made in italy, e i fruttoli tarocchi  x le bimbe, il grana padano dop,  il prosecco doc a un prezzo umano, i pelati made in salerno e pure i pains au chocolat scongelati e cotti da loro
Canticchiavo garrula tra me e me, spingendo davanti il carrellone gigante  e portandomi dietro appesa Meraviglia.
E persa ormai la testa di fronte a cotale quantita' di confezioni di vecchia conoscenza, esclamai un EEEEUUH CHE FIGO! di fronte al banco dei surgelati dove ammiccavano ripieni di surgelate calorie questi:
cose che 10 anni non avrei mai detto
Alla cassa mi sono accorta che la meta' dei clienti erano stranieri, perlopiu' tedeschi e francesi. Avevano anche loro preso i cubetti della carbonara.
Pagato, riposto tutto nel carrellone,  ho tirato giu' le  terza e quarta ruota e sono volata via al tram, nello stupore delle babcie col carrello biruota che non hanno avuto le forze di dirmi nulla, tanto erano evidentemente travolte dall'invidia per il mio mezzo!

Ps. sei expat quando ti arrendi e piazzi nel tuo freezer la pizza del dr. Oetker
cose che 10 anni fa non avrei mai detto



15.10.13

15 Ottobre 2013, 13esima giornata del lutto neonatale

3 comments:


L'anno scorso oggi ho dedicato un post alla giornata del lutto neonatale, oggi purtroppo ne scrive con ben piu' conoscenza e dolore di me una donna che stimo molto e che e' anche mamma di una piccola volata via troppo presto: qui trovate il suo post
Io sono qui che tento il riordino della cucina mentre le mie due figliole producono a doppia velocita' disordine tra risate grida pianti e di nuovo risate.
Sul davanzale ci sono due candeline accese che brillano, una per Lara e una per Alma.

Un abbraccio a tutti i genitori che non possono abbracciare i loro bambini.

E' (il giorno dopo) lo Shutdown, bellezza!

10 comments:

Non oso immaginare che arretrato avranno quelli che ritorneranno al lavoro dopo lo shutdown statunitense.

Qui e' successo solo che non ho lavorato un giorno (ieri)

e' la foto unione, non ho un lavandino cosi' post moderno


ps, se anche a te sembra che il casino si riproduca aldila' di qualunque legge fisica di questo mondo, leggi qui

9.10.13

Shhh Guarita

4 comments:
Non bisogna dirlo troppo forte che la sfiga e' sempre in agguato ma visto che vi siete sorbiti posts "pane e catarro" per cinque settimane tonde, era giusto che lo sapeste :-)
Da ieri continuo a farmi il mazzo come sempre ma non soffro e non colo e non tossisco piu'.
Grazie per tutti i pat pat e gli auguri!

Aeroporti Baby Friendly: Praga (PRG)

1 comment:
Avvertenze: sono passata da Praga nel dicembre 2012, percio' se avete updates vi invito ad aggiungerli nei commenti e ovviamente le vostre esperienze positive o negative sono altrettanto benvenute.

Vaclav Havel Airport - PRAGA (PRG) Qui le mappe dei terminals.

CHECK IN E CONTROLLI DI SICUREZZA: Non abbiamo fatto in tempo a metterci in coda al check in con le bimbe che gli assistenti di terra ci hanno subito direzionato verso il check in riservato alla business class. Ai controlli di sicurezza un'addetta ci ha fatto passare avanti e messo in coda ad un metal detector dove erano convogliate tutte le famiglie con prole piccola. Essendo col Senator non ho testato la buona volonta' nel sollevare i passeggini, ma l'atmosfera era amichevolmente professionale.
Non mi e' stato chiesto di assaggiare latte e omogenizzati. 
Noi avevamo dietro l'ovetto perche' l'autonoleggio aveva solo seggiolini sopra i 9 kg, al check in ci hanno detto di lasciarlo alla scaletta insieme al passeggino, ai controlli di sicurezza siccome non passava dentro il metal detector lo hanno semplicemente passato con il metal detector manuale. All'uscita dall'aereo abbiamo poi scoperto che il nostro ovetto ha viaggiato comodamente su una fila vuota di business class :-) Prima di questo viaggio andai in enorme sbattimento perche' mentre molte compagnie aeree non low cost indicano chiaramente la possibilita' di portare con se' gratuitamente un seggiolinoauto /ovetto alternativamente o congiuntamente al passeggino sul sito della checz airlines non si diceva nulla...non avendo un desk all'aeroporto di partenza, mandai una email per informarmi. Al ritorno trovai la risposta che mi informava che era possibile imbarcare l'ovetto per un sovrapprezzo di 85 euro (quanto avevamo pagato il volo per la Viatrix), mentre in realta' l'ovetto ha fatto Ginevra - Praga - Ginevra gratis.
Tutti i servizi per bambini sono accuratamente elencati qui
BAGNI: i fasciatoi sono presenti ed esternamente indicati in quasi tutti i bagni per donne e per uomini, inoltre esistono delle PARENTS ROOMS, dopo i controlli di sicurezza, con lo spazio per allattare e cambiare in comodita' i bambini. Ovviamente i bagni sono tutti ben tenuti e puliti ed e' possibile utilizzare con i passeggini i bagni riservati per i disabili.
AEREE GIOCO: prima dei controlli di sicurezza c'e' l'area gioco del negozio Bambule, situato nel palazzo che collega i due terminal. Dopo i controlli di sicurezza in entrambi i terminal ci sono due aree gioco grandi a sinistra e poi ulteriormente ai cancelli di imbarco: terminal 1 (ai cancelli di imbarco B3-B4, A6-A9, B7-B9 e  dietro nell'area PIER B a piano terra) , terminal 2 (dietro l'area PIER C)
RISTORANTI: oltre al solito mcdonald (terminal 1 prima dei controlli di sicurezza), ci sono menu bimbo disponibili da costa coffee (terminal 2 prima dei controlli di sicurezza) e Restaurant Praha (sia prima che dopo i controlli, terminal 1)
INTRATTENIMENTI: qui  un elenco di attivita' extra, come il Museo che contiene anche un biplano nel quale e' possibile sedersi, situato nell'ingresso del terminal 2 - Partenze, prima dei controlli, di fronte ad una terrazza panoramica per guardare gli aerei. Sempre nel terminal 2 c'e' un' AEREA RELAX, sicuramente piacevole se si ha da passare diverse ore se non la nottata in aeroporto, dotata di wifi.Infine sempre nel terminal 2 prima dei controlli di sicurezza c'e' un cinema ad ingresso libero che trasmette film in continuato dalle 10 del mattino alle 11 di sera, qui il programma. Per raggiungere il terminal 2 dal terminal 1 si passa attraverso un palazzo - corridoio.


8.10.13

La nanny chic

8 comments:
La nanny chic fa colazione in uno di quei bar galleria libreria dove alle dieci del mattino ci sono solo altre nannies chic o quelli che lavorano dal Mac al bar.
Sorseggia con infinita calma un cappuccino, facendo tin tin con le unghie perfette di manicure sulla porcellana e sfoglia Vogue o Wallpaper.
La piccola creatura affidatagli, poiche' non ha interesse ad avere la sua attenzione, non e' mica simpatica come la mamma, se la dorme tranquilla nel passeggino che sembrerebbe quasi per caso  parcheggiato a pochi centimetri dal suo tavolo, se non fosse che al manubrio c'e' appesa la sua must have bag della stagione, perfettamente intonata alle scarpe, lucide e col tacco appena rifatto. Anche il cappello e la sciarpa sono abbinate al cappotto che la avvolge come se fosse su misura ed invece ha avuto tempo di trovarlo in un outlet sfogliando certosinamente 40 standers di vestiti.
Quarantacinque minuti dopo la bimba da' segni di risveglio, percio' le piazza in bocca il biberon, paga ed esce a farle fare un giretto, che intanto da' un occhio a cosa c'e' nelle vetrine.

Lunedi al bar galleria libreria c'era questa nanny, con il basco azzurro in contrasto col cappotto blu cobalto, ma siccome la sciarpa era blu cobalto uguale, ci stava. Non aveva borse, si vede che non aveva ancora selezionato quella giusta per la stagione.
Non leggeva la rivista che aveva con se' perche' gliel'aveva rubata di mano la bambina nel passeggino, che pero' la sfogliava quieta, pur non dormendo, cosi' lei sorseggiava il suo cappuccino.
A guardarla bene mentre reggeva la tazzina,  le sue unghie erano rosicchiate.
E  a guardare bene sotto il tavolo, aveva i pantaloni della tuta viola che non c'entravano un tubo col cappotto blu cobalto, e le scarpe da ginnastica bianche, pure un pochino zozze
E soprattutto anziche' alzarsi e prendere un'altra rivista, parlava alla bambina che le teneva in ostaggio la sua.
Non era una vera nanny e non era nemmeno chic.
Era un bluff di una tizia che aveva cominciato il lunedi' con l'ascensore rotto portando su e giu' per tre piani di scale il passeggino con dentro la piccola per fare entra esci entra e riesci di cui una volta con anche la grande da accompagnare all'asilo e che si era rifugiata in quel bar di nannies chic e tizi che lavorano sul Mac al bar  per vedere l'effetto che fa.





7.10.13

Hubert

8 comments:
Lei lo scelse tra tanti altri suoi simili: dapprima fu battuto e  pagato, poi venne consegnato a lei che dal primo istante non fece che scuoterlo, lanciarlo, riprenderlo, ebbra della sola gioia dal possederlo, nemmeno interessata a consumarlo.
Poi lei inciampo', lui cadde e fini' sotto un auto.

La madre di lei decise che era troppo stanca e faceva troppo freddo e stavolta davvero non sapeva come prodursi nella manovra di sdraiarsi sotto l'auto parcheggiata per tentarne il recupero  senza perdere il controllo delle due figliolette

Percio' Hubert rimase li' sotto per sempre e la Viatrix pianse tantissimo, gridando HUBERT tra i piu' lancinati singhiozzi, finche' si ricordo' che le erano stati comprati anche i Tittac.

Bea3ce :-)

14 comments:
Stamattina mi sono alzata di botto, un po' rintontita' per la rapidita' dell'emersione ma senza quel solito maldimare da ma non ero andata a dormire cinque minuti fa?
La luce inondava il salotto tutto colorato dei venticinque ventidue palloncini* e dei festoni.
L'orologio del forno offriva le 9.
Le 9 e tu dormi ancora?
E' proprio una giornata diversa dal normale, penso ridacchiando.
Tup tup tup tup..ecco i tuoi passi, ti corro dietro per non perdermi la tua prima espressione.
Gli occhi ti brillano mentre abbracci tutto con lo sguardo ed esclami:
"Che carino, cos'e' questo?"
"E' il tuo compleanno!"
"Oh!Grazie mamma!"
Poi ci ha raggiunto il tato e gli sei saltata al collo, in tutta la tua robusta allegria.

Tre anni fa a quest'ora sia io che lui avevamo tanta paura dell'operazione, che qualcosa andasse storto, di diventare una di quelle storie tristissime che si leggono sui giornali. Nessuno dei due lo diceva all'altro, ci dicevamo a vicenda andra' tutto bene, eravamo bianchi come cenci con le lacrime sull'orlo dell'occhio.
Poi tutto e' andato bene, tu sei nata, io sono rimasta giu' in sala post operatoria, il tato ti ha vestito e si e' appiccicato all'incubatrice dove ti hanno messo per non farti rimpicciolire, che eri gia' cosi' piccina da aver paura a romperti nell'infilarti il pigiamino. Due ore dopo vi ho raggiunto ed e' cominciato per davvero questo viaggio di noi che ogni giorno diventiamo sempre di piu' genitori e tu che ogni giorno diventi sempre di piu' Beatrice.

Cara piccola grande viaggiatrice,
sei cosi' grande rispetto alla Beatrice che stava tutta sull'avambraccio di tuo padre quel 6 ottobre 2010, eppure ancora cosi' piccola quando ti rannicchi contro di me e sorridi con gli occhi chiusi, facendo finta di mormire.
Abbiamo passato piu' di mille giorni insieme, abbiamo macinato piu' di centomila km a piedi, in auto, in bus, in treno ed in aereo. Abbiamo condiviso lo stupore per ogni piccola e grande scoperta, abbiamo celebrato ogni piccola e grande conquista, tue o mie che fossero. Per quanto sia arrivata stracotta alla fine di molte giornate, sono felice di essere stata con te  per tutti questi momenti che ora sembrano una catena infinita, ma che so un giorno mi sembreranno arrivati e partiti in un baleno.
Io ed il Tato ti portiamo a zonzo per mostrarti piu' mondo che possiamo e ti raccontiamo di tutto quello che sappiamo, che vediamo, che pensiamo, per passarti il meglio di quello che siamo, perche' tu possa sentirti al sicuro con noi, perche' tu possa sentire di conoscerci bene e di poter contare su di noi, e che mentre crescerai diventando sempre di piu' te stessa, piu' grande e poi adulta, saprai che noi due siamo la casa sulla roccia, la radice che ci sara' sempre per te, fino a che esisteremo e quando non ci saremo piu' o saremo semplicemente distanti, ci potrai trovare dentro di te, nelle tue memorie di tutto questo meraviglioso tempo insieme che ci e' dato da vivere: tra qualche anno non ricorderai piu' questi giorni della tua prima infanzia, ma io e tuo padre li stiamo custodendo con cura per riconsegnarteli quando lo vorrai: ritroverai te piccola in migliaia di foto e di video, ma soprattutto nelle nostre parole e nella luce dei nostri occhi pieni d'amore.
In quest'ultimo anno ci hai aperto il tuo mondo di pensieri , di osservazioni e di sogni anche con le parole e con i colori, dopo averci allenato per due anni a capirti solo attraverso le tue espressioni, i tuoi pianti e gorgheggi ed i tuoi gesti.
Il tuo mondo e' davvero emozionante Beatrice, pieno d'amore verso cosi' tante persone che non hai vicino fisicamente ma alle quali non smetti mai di dedicare i tuoi sentimenti, pieno del tuo senso dell'umorismo per tutti i giochi di parole tra lingue e situazioni che ti vengono in mente, pieno di curiosita' per cio' che ti circonda, mai scontato. Noi vogliamo fare tutto quanto ci e' possibile per aiutarti ad espanderlo, coltivarlo, approfondirlo, nelle direzioni che desidererai e deciderai.
Da domani inizia un nuovo anno insieme: siamo pronti, prontissimi, e ti vogliamo tantissimo bene.
Auguri piccola, di una vita lunghissima e felicissima.

video


*mi sono dotata anche di una pompa gonfia palloncini col collo per i palloncini tondi, sia per evitare crisi asmatiche al Senator sia per emanciparmi e poter gonfiare tutte le volte che e' necessario, anche se lui e' a svariate miglia aeree di distanza.


2 compleanno
1 compleanno
La nascita di Beatrice

4.10.13

Neurorazzi del venerdi' - Settimana Antibiotica

18 comments:

Megera.
Non ce la facevo piu': il passeggino con dentro la bimba e tutti i sacchetti appesi mi sembra di colpo un macigno impossibile da spingere oltre. L'altra appesa sulle spalle mi scalciava nelle reni e tirava i capelli.
Ho pensato che sarei crollata e sarei rimasta li' per terra con le figlie e i pierogi, la nutella, il gorgonzola, i biscottini e tutto il resto crollato intorno a noi, per sempre, tipo installazione perpetua di arte contemporanea di Cattelan, ma non copia di noi in formalina, noi per davvero, nutella inclusa.  Invece non sono caduta io, e' caduto un tappo di biberon, e' rotolato per terra facendo tic e toc e proseguendo la sua corsa per qualche metro.
Un tizio piu' giovane di me si e' girato ad osservare il tappo lungo tutta la sua traettoria, come se fosse un meteorite, poi ha guardato me, sudata, starnutente, sinusitica, con una figlia sulle spalle, una figlia nel passeggino, i sacchetti appesi.
E niente.
Mi sono chinata e ho preso il tappo.
E lui ha continuato a guardare.
Either you help or don't stare at us!  e' uscito stridulo dalla mia bocca.
Lui ha sbuffato offeso e se n'e' andato.
E io gli ho augurato la sterilita'.

Domattina l'accompagni tu?
La verita' e' che nessuno dei due ha voglia di prendersi in faccia l'un grado sopra zero che c'e' alle otto del mattino sulla deliziosa stradina all'ombra tra gli alberi che da casa porta all'asilo.

Impara l'arte
Viatrix: Mamma, guarda e' la mia torta di compleanno!
Madame Gazzella; Signora, e' un bosco d'autunno!
Raccolgo emozionata il primo lavoretto d'asilo che la Viatrix mi porge raggiante di orgoglio: un pezzo di das dipinto di color marrone cacca di carne  di manzo nel quale sono conficcati stecchini di alberi marroni, il tutto appiccicato su una foglia di cartoncino cifrato BEA. Intorno i bambini corrono impazziti con le ditine e i visini sporchi del medesimo marrone, ebbri di gioia.
I lavoretti sono appoggiati sopra il davanzale sul termosifone per asciugare.
Tra qualche giorno ci porteremo a casa il nostro Piccolo Monumento a Chernobyl.

Il Franchising
Nella mia reiettudine attuale di expat insofferente, sofferente, raffreddata ed infreddolita mi sono fiondata da Marks and Spencer come se si trattasse di correre a casa della mia migliore amica del liceo in un giorno di freddo per farci il caffe' corretto alla veneta.
Ho squittito di gioia a leggere tonnellate di etichette in inglese, sentendomi proprio meglio, compresa e rassicurata dal fatto che anche a Varsavia posso comprare l'originale sidro del Somerset, i butter cookies a 34 tipi di semi e frutta secca differenti e perfino i bastoncini di pesce di M&S con la delicious lemon sauce. Solo perche' sapevo pronunciare e capire senza esitazione tutta la descrizione degli ingredienti. Solo perche' li' dentro non ero piu' una tizia impestata di sinusite che si esprime con la fluenza di un bambino di due anni e per spiegare qualsiasi cosa deve fare disegnini e contare sulla buona volonta' altrui: per il tempo di leggere tutte quelle etichette ero una Valentina sanissima, col naso di colorito normale, persino con i capelli di colpo freschi e leggeri,  in luoghi di Europa delle mie vite precedenti nei quali non avevo mai bisogno dell'aiuto di nessuno per farmi capire, nemmeno una volta al giorno.



Farcita di antibiotici e gocce e goccine, vi auguro un buon weekend: noi festeggeremo il terzo compleanno della Viatrix!

2.10.13

Ci vuole un fisico bestiale, per fare quello che ti pare

17 comments:
I. Gli home managers non dovrebbero mai ammalarsi.
Basta saltare poche ore di servizio e una serie di catastrofi naturali si abbatte su qualsiasi focolare domestico: esondazioni dal cesto dei panni sporchi, frane dagli armadi, scomparsa di tutti i cucchiaini, eco nel frigorifero etc etc.
II. I primary carers non dovrebbero mai ammalarsi.
E anche se si ammalano non possono fare a meno di provvedere a portare e prendere la prole all'asilo, andare e tornare dal dottore, andare e tornare dalla farmacia, occuparsi della prole all'essenziale di cio' che e' necessario per la loro sopravvivenza, igiene e nutrizione.
III. Gli exapt non dovrebbero mai ammalarsi.
A meno che non siano gia' - abbastanza fluenti nella lingua locale per poter telefonare a studi medici e segretarie, -  burocraticamente inseriti nel paese che li ospita, registrati, tesserati e a conoscenza del sistema assicurativo e/o mutua  - in grado di sapere a quali medici rivolgersi perche' raccomandati e testati.
Per mio grandissimo disculo sono al momento una home manager, primary carer ed expat ammalata
Non parlo abbastanza bene in polacco per avere una conversazione telefonica con nessuna segretaria di medico, ne' per poter andare da qualsiasi medico in ambulatorio mutualistico, mi tocca per forza scegliere i privati con sito internet il cui curriculum indica la conoscenza dell' inglese.
E' un mese che sto male: tutto e' cominciato con un grande raffreddore, poi la febbre maschile (37 gradi e sentirsi morire), poi la febbre femminile (40 gradi e stare sotto 3 piumoni con i brividi),  con fiumi di MostroCatarro incessanti e tosse da locomotiva vecchia e dei dolori lancinanti alternati di emicrania o di gengiva.
Il dentista (parlava un pochino di inglese e di italiano) che mi ha visitato tre settimane fa dopo aver verificato che i miei dolori al fondo della bocca non erano dovuti a nessuna infezione di denti o gengive mi ha proposto di cavarmi via l ultimo molare e farmi un ponte, cosi' non avrei piu' avuto male. Grazie, ci penso su qualche giorno e le faccio sapere.
Il ginecologo  ( parlava un po' di inglese) che una settimana fa mi ha letto i dati delle analisi (prima volta che vado da un ginecologo che mi visita a tavolino e si prende 75 euro per il disturbo di chiaccherare 15 minuti) mi ha sentito tossire e visto soffiare damigiane di catarro, ma non ha detto niente.
L'otorino laringoiatra che mi ha visitato due giorni fa mi ha riempito di gocce da infilare dovunque ma non mi ha dato nessun antibiotico.
Finalmente, ieri sera mi sono recata con tutta la prole dal medico generalista accreditato presso l'Ambasciata Francese, visto che e' l'unica con la quale posso comunicare al cento per cento: nei giorni scorsi non era a Varsavia perche' abita qui solo part time. La situazione da ieri mattino e' oltre i livelli di guardia: ho flash negli occhi, malissimo a tutta la parte sinistra della faccia che e' come immobile, tosse a sconquasso, naso irritatissimo. Sinusite, madame, di quella brutta. Antibiotico per me e anche per la piccola, per tutte e tre aerosol con mucolitici e decongestionanti a volonta'.
In teoria tra qualche giorno staro' meglio e tra due settimane saro' guarita.
Tra due settimane vuol dire un mese e mezzo dopo da quando ho cominciato a stare male.
Nel frattempo ho imparato tutto sul trigemino, oltre averne scoperto l'esistenza a mie spese.
Ecco, fossi stata in Italia o in Francia, dove mi sapevo muovere, era gia' tutto risolto da un pezzo.

Nel frattempo, keep calm and fuck off trigemino.



1.10.13

Le Tapparelle Maledette II

17 comments:
Quando scrissi questo post nel lontano febbraio scorso, temevo ma non immaginavo concretamente quante notti di sonno distrutte dall'arrivo impietoso della luce solare  sarebbero seguite, col nostro trasferimento a Varsavia.
Che qua non e' questione di avere un marito che non vuole abbassare le tapparelle, le tapparelle non ci sono.
In nessun appartamento, villino, camera di hotel.
Niente, la gente riesce a dormire con la luce che filtra gia' dalle tre del mattino in estate, e dalle cinque d'inverno. Noi abbiamo comprato le tendone spessissime oscuranti, ma i filini bastardi ai lati non mi danno tregua, ne' a me ne' alle bimbe: la Viatrix ha lasciato Ambilly che dormiva con la lucina perche' aveva paura del buio e si e' ritrovata ad implorarmi Mamma dammi il buio tutte le sante tre del mattino.
Questa cartina pubblicata con riguardo alla volonta' spagnola di ritornare all'orario geograficamente suo, mi

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...