31.12.13

Good night 2013, and good luck!

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Ho preso appunti mentali per raccontarvi del Natale Polacco, abbiate pazienza, vi tocchera' leggerne a tempo scaduto, un po' come le mie cartoline di auguri di buon anno che arriveranno in mezza Europa dopo la Befana, quest'anno e' andata cosi', un finale di corsa.
La Viatrix e Meraviglia hanno avuto il loro primo Natale All Stars: tutti i nonni e gli zii presenti, cosi' tanti pacchetti che non ce l'han fatta ad aprirli tutti: siamo stati fortunati, niente plasticoni o pelouches giganti, tutti regali adatti a loro. Ciononostante, i regali piu' amati sono stati  i due piu' semplici in assoluto: un'ombrellino per la grande e una torcia per la piccola. NB 1 continuare a esser felici delle piccole cose come fanno i bambini e NB2 ricordarsi di questa capacita' innata nei piccoli e sostenerla, anziche' rovesciare su di loro quintali di giochi precotti e giganti che otturano la creativita'.

E dopo aver passato le ultime 364 notti a mettere a nanna le mie figlie, stasera e' la volta di dire buonanotte al 2013, un anno molto signficativo per me: in questi giorni scadono le 40 settimane dal nostro trasferimento a Varsavia e dopo aver passato tutto questo tempo a studiare, a scoprire, a parlare di questa citta', sono arrivata alla conclusione di sentirla mia. O forse meglio, di sentirmi bene con me stessa, stando qui piuttosto che altrove. 
Dov'e' casa e' la questione che esplode in tutte le sue sfaccettature nei cuori expat  quando tornano a casa o non tornano a casa per le feste, e mi riprometto di scrivre del mio percorso intorno in tondo in mondo alla faccenda, nel frattempo segnalo sul tema tre post  sull'argomento molto diversi per stile ma tutti collegati dallo stesso filo
Cecilia e l'archeologia della cameretta che fu 
Aurora e la provincia
Natalia e' ritornata per ripartire

Non amo le applicazioni su facebook perche' cerco di limitare gli utilizzi dei miei dati, ma ho ceduto ad ArchivedBook, se qualcuno geek sapesse come salvare in file tutta la lista mi farebbe un regalo.
Cosi' stamattina, prima di lanciarmi a eseguire tutti i duties di quest'ultima giornata del 2013, ho preso il mio caffe' scrivendo questo post, letto quel che combinano le mie amiche su whatsapp, dato un'occhiata alla mia bacheca ma soprattutto dalla prima scorsa degli status dei primi due anni (ben pochi tra 2007 e 2008, e' nella solitudine francosvizzera del 2009 che fb e' diventata la mia finestra sul mondo) ho evinto che

- dal 10 luglio 2007 a oggi ho scritto 3975 volte il mio status su facebook
- il mio primo status e' stato quanto mai profetico: eating cheeses and wine by myself waiting for some good news on the internet. (Bruxelles). Evidentemente era sera, ero sola a Bruxelles mentre il Senator era chissa' dove e cercavo un po' di compagnia dalle amiche che ai tempi ci si sentiva solo via mail e via skype.
- almeno uno tra i verbi pack, leave e wait e' presente nella stramaggiornaza dei miei status in inglese.
- il mio primo status non in inglese ma in italiano e' del  9 Aprile 2008 e soffre della presenza di quell'is accanto al nome che rendeva tutto in terza persona:  e' ufficialmente una promessa sposa:  fino ad allora su fb avevo solo amici stranieri e quei pochi italiani come me non ci capivano niente e lo usavano poco.
- gli status in Italiano diventano la norma nell'autunno 2008, al ritorno dal mio viaggio di nozze in differita, visto che come recitano i miei status, tutta l'estate dopo il matrimonio valentina is fucking studying for the fucking Bar exam.

Non avro' tempo di leggere gli status successivi oggi, ma da quel che ho gia' visto ho avuto la conferma che il 2013 sicuramente e' stato un bell'anno, molto meglio del 2007!

Auguro a tutti voi che siete passati e passate di qui un buon nuovo inizio e vi ringrazio per tutta la compagnia, continuiamo a creare  e condividere good news on the internet!








17.12.13

La BARborka

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Nel resto d'Europa e' cominciata la settimana dei christmas party  ed in Italia quella delle "cene di Natale" (dell'azienda, dei coscritti, della classe, dell'ente, dei gruppi, dell'uni3..tutti a Natale cenano, mentre poi d'estate ci sono le pizzate prima delle vacanze)
Qua in Polonia impera ed imperversa la Barborka (che in polacco si pronuncia BAR Burqa) ovvero la festa di Santa Barbara (che in polacco si pronuncia BAR Bara): patrona dei minatori e per estensione di chi lavora con altri materiali fossili (petrolio, gas), di coloro che fondono i metalli, dei geologi, di chi armeggia con esplosivi, dei marinai e dei soldati, di chi in generale fa mestieri che rischiano di portare ad una morta improvvisa e violenta.
In Polonia e soprattutto in Slesia, dove il lavoro di minatore occupava tantissimi uomini in passato, la Barborka era un'occasione di festa per tutti i lavoratori ma anche per le loro famiglie: Messe con processioni e concerti per chiedere protezione alla Santa e balli e cene e bevute per festeggiare di esser vivi.

Questa tradizione e' talmente radicata che il 4 dicembre non solo i minatori, ma tutte le aziende e gli enti pubblici piu' o meno vagamente legati alla scoperta, alla lavorazione o alla vendita di risorse naturali (dalle catene di stazioni di benzina al ministero dell'Ambiente passando per il dipartimento di Geologia dell'universita', oltre naturalmente a tutti i produttori di gas e petrolio) organizzano, dopo l'opportuna Santa Messa,  enormi libagioni che prevedono dosi di vodka solo per veri minatori, quelli che non devono chiedere mai, se non alla Santa. Tutti coloro che sono invitati a una Barborka non rifiuterebbero per tutto l'oro del mondo, molti che non sono invitati cercando di imbucarsi.
Il gruppo aziendale dove lavora  il Senator ha festeggiato la Barborka in differita, e non dall'ora di cena in poi, ma dalle 4 di pomeriggio. Pensavo c'entrasse qualcosa il fatto che il Ceo dell'azienda che la organizzava e' una donna giovane e fosse pragmaticamente stufa di raccattare dopo ogni Barborka corpi maschili svenuti di vodka, in realta' il Senator sostiene che se tutti fanno la Barborka il 4, non si riesce a partecipare a piu' di una o due, invece facendole scaglionate ci sono piu' Barborke per tutti.
Alla stessa ora d'inizio della sua Barborka , io ho assistito la Viatrix e imbucato la Meraviglia alla festicciola dell'Albero all'asilo. I bambini prima hanno agghindato tutti insieme l'albero, poi hanno fatto un'attivita' artistica decorando ciascuno un alberino di polistirolo coperto di vinavil e innaffiato di porporine ed infine hanno assaltato il tavolino di dolciumi e mandarini.
Io ne sono uscita 60 minuti dopo distrutta, come neanche dopo una notte intera di Barborka e senza nemmeno aver toccato una goccia di alcool.
Stamattina la Viatrix  mi fa: anche oggi c'e' la festa dell'Albero all'asilo? 
No, tesoro, era solo ieri.
C'e' rimasta malissimo.
Coraggio bimba, ora ti tocca un solo pre christmas party  ma da grande potrai andare a tantissime  Barborke
E l'ho lasciata cosi', sulla soglia della classe che mormorava tra se' e se' Babbuca, Babburca, Barbuca....


16.12.13

dieci cose che un'expat fa, ma non lo dice

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1) uscire di casa col cappotto sulla tuta, l'apoteosi della comodita' invernale anti estetica.
2) andare in giro con le chiavi appese al collo, anti estetico solo meno del cappotto sulla tuta.
3) usare i sughi e le lasagne pronte per produrre l'ennesima cena ad amici stranieri che adorano qualsiasi cosa cucini perche' come la fai tu nemmeno il miglior ristorante italiano della citta'.
4) mangiare da mcdoland - kfc - panda express - dunkin donuts  molto piu' spesso che una volta all'anno quando proprio e' tutto chiuso e non c' altra chance e non pensare piu' che fa cosi' schifo.
5) mettere in asciugatrice il 90% del proprio bucato rinnegando con allegria il concetto italico dell"l'asciugatrice rovina i capi".
6) valutare seriamente le possibilita' di sopravvivenza biochimica dello stracchino sotto vuoto e fuori frigo spedito per posta internazionale.
7) diventare quella che lei stessa avrebbe definito una rompiballe esigente acida come un limone  nel pretendere servizio e cortesia.
8) provare a  fare le Gocciole in casa e avere una crisi di fiducia interiore perche' sono venute di merda mentre la fuori e' pieno di mamme food blogger che le sfornano alla perfezione anche  se accidenti a loro potrebbero uscire sotto casa a comprarle
9) avere delle giornate in cui non ha nessuna voglia di uscire a scoprire il mondo e nessun interesse per gli usi e i costumi che la circondano e non per questo sentirsi meno viaggiatrice e avventuriera.
10) ringraziare l'inventore di whatsapp per aver creato una nuova dimensione grazie alla quale non sentirti mai davvero sola, : non ringrazio voi  una per una perche' sapete chi siete.

12.12.13

The flatmates - season 2013 final episode

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Domani sera torna il Senator dall'ultimo viaggio di lavoro del 2013: in se' la sua presenza non cambia radicalmente le competenze e il mio orario di lavoro, pero' vuoi mettere quando ti vedi con un'amica di un altro giro e puoi finalmente  lamentarti delle tue coinquiline che per l'amor di Dio, son due bravissime ragazze, simpatiche eccetera, ma che quelle rare volte che cucinano lasciano un casino dietro che ti tocca pulire manco fossi loro madre e allora preferisci cucinare tu per tutti come al solito.
Ecco, sono al settimo pomeriggio da sola con le due sorelline e ormai la percentuale di me madre e' residuale rispetto a quella di head flatmate, la coinquila meno divertente del gruppo, quella che nei telefilm arriva sempre trafelatissima, spettinata e soprattutto per ultima mentre tutti ridono e lei non sa perche', quella che gli tocca controllare che tutti paghino le quote, rispettino i turni delle pulizie e della spazzatura, spengano la luce e stacchino la tv e i caricabatterie di cellulari e pc prima di uscire di casa: e' rispettata da tutti perche' si prende un lavoraccio che non piace a nessuno e da cui tutti traggono beneficio ma contemporaneamente e' anche un po' 'na palla per tutti. Ma chi si crede d'esser, nostra madre?
Un po' per principio e un po' per sopravvivenza, fin dall'inizio ho impostato l'educazione delle due Ice selezionado i miei No ed impegnandomi a far passare solo quei concetti che per me sono davvero basilari e importanti: sul resto, sorveglio senza interferire se non e' necessario.
Pero' mi accorgo che mano a mano che loro crescono e io invecchio, l'anarchia da tantotatoe'via si  espande sempre piu' veloce nelle quattro dimensioni (la quarta e' l' acustica) e la mia tolleranza di tutto questo si sta modificando: piu' il tato e' via,  piu' la mia pazienza materna decresce, quel modo di pensare "son piccole, glielo ripeto a oltranza,ma ancora non capiscono che non si sparge mezzo kg di farina per tutta la casa approfittando di quei tre secondi che sono andata a far pipi'"  mentre subentra una nuova forma di sopportazione da coinquilina " son piccole, glielo ripeto a oltranza, se ancora non capiscono che non si sparge mezzo kg di farina per tutta la casa approfittando di quei tre secondi che sono andata al cesso, almeno che imparino a usare scopa e paletta e puliscano dopo".
Mentre il concetto di piantarla di far casini appena mi giro non le scalfisce minimamente, invece l'idea di spazzare, pulire con lo scottex e lo spruzzino, mettere i giochi a posto, e' abbastanza cool. Certo non lo fanno per bene, poi mi tocca comunque ripassare, ma almeno il messaggio di responsabilita' civile dei danni arrecati e' passato.
Per una madre che spera che prima o poi le figlie capiscano che no vuol dire no per una valida ragione, non basta. Ma per una serena convivenza tra coinquiline puo' bastare che siano brave ragazze, simpaticissime eccetera e che cerchino di sistemare quando fanno casino, che ti lascino in pace quando e' il tuo turno di usare il computer in comune su cui loro hanno visto tutto il tempo che gli e' garbato i cartoni, che quando vuoi rilassarti un attimo facendo la doccia ti lascino da sola. E loro sono cosi'. Oddio, se ti lasciassero pure leggere sul divano quando non hanno voglia di dormire la sera, anziche' diventar isteriche, allora sarebbero praticamente le coinquiline ideali.
Magari succedera' nei nuovi episodi della stagione 2014

10.12.13

Novita' in pancia

21 comments:
(questo post e' dedicato alla mia amica sorellina Sara)
No, non quello che pensate.
Qualche tempo fa ho vuotato il sacco sull'impossibilita' di trovare qui in Polonia molti ingredienti, soprattutto nella stagione fredda, e di esser quindi a corto di vitamine, iodio nonche' di proteine animali non derivate dal cuoio. Con la discesa sullo zero delle temperature, vari pezzi di tutta la famiglia (pelle, denti, unghie, capelli etc) hanno iniziato a dar segnali di carenze che evidentemente i pastiglioni effervescenti multitutti non placano.
Me ne stavo dunque di fronte al banco della verdura ponderando che diavolo fossero quelle carote bianche quando ho visto passare Karolina, una ragazzacon cui a volte ho chiaccherato al campetto giochi dietro casa mia quest'estate, anche lei due bimbi piccini. Sai, ho iniziato a studiare una triennale di Scienze Alimentari. Ecco, benissimo, prendiamoci un caffe' e spiegami un attimo come sopravvivere all'inverno con le verdure di qui.
Lei e' anche stata expat per cui simpatizza con le mie nostalgie di stomaco anche se per prodotti diversi: io che mi danno perche' mi mancano le Gocciole a colazione, lei perche' a Parigi non si trovava un cetriolo sott'aceto davvero fatto come si deve. Ho fatto subito outing sul fatto che io cavolfiori e broccoli cotti si, cavolo rosso  e bianco crudi da qualche settimana pure anche, dopo aver ricevuto indicazioni positive in tal senso da Graziana e Valentina, ma tutto il resto dell'universo cavolo, cotto o sott'aceto o fermentato o in qualsiasi altra forma, NO. E non mi garba nemmeno la barbabietola e i sottaceti in generale. Ho mangiato la Giardiniera in quel di Pinerolo solo quando ero incinta
Lei non si e' persa d'animo e ha cominciato a raccontarmi.
E cosi' che da qualche giorno sono comparse nel mio frigo quelle che io chiamo carote bianche e in realta' sono le radici del Prezzemolo. Sono un po' piu' piccanti delle carote normali. Pero' le ho comprate per sbaglio, sto cercando delle altre simil carote bianche che in italiano rispondono all'antico nome di Pastinache. Pare che non solo faccia bene ma sia pure buonissima passata, fritta, cruda. Non faccio in tempo a scriverlo su facebook che scopro le amiche expat in mezzo mondo si nutrono di pastinache e solo io non ne sapevo niente:  la pastinaca e' salutare, buona e pure fashion!
Non solo: ho scoperto i nomi di altre cose che il mio occhio aveva captato sui banchi della verdura senza pero' codificare: un'altra forma di carota ma marrone, ovvero la scorzonera,








la rubataga che per mesi mi son chiesta chi si magna i bulbi dei tulipani, un altro coso rotondo che loro chiamano sedano e invece e' sedano rapa.
 Vorrei concludere il 2013 avendoli gia' provati tutti, soprattutto trovando qualche ricetta da inserire poi nella routine domestica. Sono tutti vagamenti diversi e tutti un po' cugini di rape e carote, ma un po' piu' piccanti. E soprattutto sono pieni di vitamine e sali minerali.

Ma le vie delle vitamine sono infinite. Tante volte in questi anni di gite polacche invernali ho bevuto nei bar il te' servito con limone, miele e fettine di zenzero, ma siccome lo zenzero intero non l'avevo presente, sempre assunto sotto forma di biscottini dell'ikea, solo vedendo scritto imbir sulla foto del medesimo mentre facevo la spesa on line, ho capito che di quello si  trattava. Ne ho ordinato mezzo chilo senza avere la piu' pallida idea del peso specifico e ora posso farmi te' con limone e zenzero fino al solstizio di primavera. In alternativa al  miele, la mia amica polacca di Bari mi ha suggerito di sostituirlo con sciroppo di lamponi o sciroppi di frutti di bosco in generale.
Si, perche' qua in Polonia d'estate siamo travolti dai frutti di bosco: dall'uva spina a tutti i tipi di mirtilli del mondo, passando per ribes, more e frutti che onestamente non avevo mai visto prima come la zurawina, (cramberries). Da tutto questa bonta',  in vista dell'inverno si producono anche marmellate, sciroppi, banali succhi e  piu' elaborati Kompot.
Ho preso l'unico sciroppo che avevo in casa, comprato per i pancakes, ed utilizzato finora pensando che fosse di ribes nero, ma grazie alla provvida traduzione della mia amica ho scoperto essere sambuco.
Il rimescolo del piccante dello zenzero con l'aspro del limone e il dolce dello sciroppo, diluiti nel robois tea, era buonissimo, assai meglio del pastiglione di supradyn.
Visto Love Actually, mancava solo una cosa per me da poter dire e' davvero Natale, adesso ne ho quasi mezzo kilo nel frigo!


9.12.13

post Legia - Lazio. Io che la Polizia la vedo in azione tutti i giorni

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Non mi sono espressa subito, ho aspettato che mi sbollisse.
Ho letto un sacco di articoli sulla stampa italiana, dove i toni si sono ingigantiti a tal punto che sembrava ci fossero stati 200 martiri italiani chiusi in un gulag sotto terra dalla polizia Varsaviese in seguito ad un rastrellamento basato su motivi razziali.
Per la cronaca vera, trattasi di 22 persone arrestate a fronte di 200 fermati di cui 120 trattenuti in custodia, nel corso di separate situazioni create da alcuni  tifosi della Lazio lungo ulica Marszalkowska.

Abito a 1500 metri dallo stadio dove gioca la Legia, la squadra principale di Varsavia (esiste anche il Polonia, che pero' ha budget e destino piu' sfigati) nonche' uno dei maggiori club nazionali.
Ogni volta che c'e' una partita me ne accorgo gia dal mattino perche' aumentano in modo esponenziale di ora in ora  la quantita' di agenti a piedi , di automobili e di camionette che pattugliano la zona. Vanno avanti e indietro lungo le vie, stazionano davanti ai negozi che vendono alcolici per controllare le facce e lo stato di sobrieta' di coloro che agghindati con il bianco rosso e verde della squadra, comprano birra e panini: non tutti hanno i biglietti per entrare allo stadio, molti bivaccano  nel verde fuori dallo stadio, pronti a seguire la partita con radio o tv portatili se non sugli schermi dei pochissimi bar di questa zona residenziale a cuscinetto tra il centro e lo stadio. Tutti questi agenti rimangno in zona anche dopo la partita, comunque sia andata. Non li ho mai visti intervenire per sedare risse: invece li ho visti intervenire quando certi supporter iniziavano a gridare troppo forte, cantando slogan o insultando supporter avversarsi. Li ho visti intervenire quando sull'onda del "divertimento"  hanno preso a calci un palo della luce tanto per giocare a chi sferrava la gamba piu' in alto. Li ho visti intervenire quando occupavano il marciapiede in modo tale che nessuno col passeggino potesse passare senza dover andare sulla strada dove passano le auto. Prevenire e' meglio che curare, e' il moto azetiano della polizia varsaviese: prima di dover sedare una rissa e' meglio intervenire sulle condizioni da cui puo' scaturire.
In tutte queste occasioni a cui ho assistito, i tifosi si sono rimessi in riga al primo richiamo, operato con ferma gentilezza.
Perche' al secondo ormai hanno imparato che l'agente ti prende per un braccio e ti fa salire sulla camionetta e dovrai pagar la multa oltre che passare qualche ora in commissariato e, cosa piu grave, non vedere la partita.
Nonostante questo, quando la Legia ha vinto il campionato a giugno scorso, un po' di ultras sono finiti dentro lo stesso, quelli il cui grado di alcool o droga aveva superato la coscienza dei limiti imposti dalla legge polacca per preservare il vivere civile. Cosi' come 300  ultras russi e polacchi sono finiti dentro durante euro 2012 quando ci sono stati degli scontri, mentre valanghe di altri tifosi di ogni nazione camminavano per le vie del centro allegri e festanti, senza che nessun poliziotto avesse nulla da dire.
Insomma, qua funziona cosi': il dispiegamento di forze dell'ordine prima delle partite e' enorme ma funziona bene come deterrente e negli anni la maggior parte della tifoseria e' stata rieducata,  i fermati sono sempre meno, gli arrestati pure.
Ora, non entro nel merito di quanto vero ci sia nei racconti di italiani che dicono di esser stati trattenuti 26 ore a pane ed acqua, quando su altri giornali dichiarazioni di altri italiani trattenuti dicono invece di esser stati trattati bene. D'altronde ho letto fonti giornalistiche italiane che parlavano di 200 arrestati mentre in realta' ci sono stati 200 fermati.
Fermati anche donne, bambini  e anziani.  Si, pero' in che frangente? Non e' forse piu' effettivo bloccare duecento persone in strada nel mezzo delle quali molte stanno facendo un casino pazzesco, urlando, lasciando rifiuti sui tetti delle auto e per terra , occupando tutto un marciapiede largo 4 metri e facendo un po' paura a quelli che vorrebbero solo passare di li' senza finire invischiati in un tafferuglio,e poi procedere a selezionare li' dentro chi sono quelli che stanno facendo danni, rilasciando gli altri, anziche' cercare di selezionare senza fermare nessuno, rischiando cosi' che la meta' di quelli che han qualcosa da perdere se la diano a gambe?
Anche io quel giorno, verso le 4 e mezzo di pomeriggio, passavo da via Marszalkoska con le mie pargole e parlavo loro italiano per rassicurarle perche' erano spaventate da tutto quel casino, ma nessun poliziotto mi ha fermato "perche' italiana": era ovvio che non avevo niente a che fare con quel gruppo li'. Ho visto tifosi  occupare il marciapiede in modo da rendere impossibile il passaggio degli altri pedoni.  Piu' avanti ho visto tifosi che anziche' utilizzare il gigantesco sottopassaggio con 4 ingressi enormi  che permette di attraversare le due strade a piu' alto scorrimento del centro, aveva attraversato,  senza strisce e senza semafori per i pedoni, nel mezzo delle due arterie occupando la rotonda centrale attorno a cui girano tram e auto, quattro corsie in ogni direzione.  Passavo di li' ma non ero li' nel miscuglio di famigliole venute a tifare Lazio con gente che aveva i guanti con le borchie o che  gridava sguaiata come oranghi, con le prime che accettano rassegnate le seconde perche' alla fine non fanno nulla di male e tutti allegramente insieme a bloccare il traffico e mettere a rischio la propria incolumita' e dar fastidio agli altri. Ero dove le persone perbene in grado di leggere le frecce e i simboli di sottopassaggio stanno, come diamine posso pretendere di insegnare come ci si comporta alle mie figlie se io stessa mi arrendo al fatto che comportarsi da orango sia normale? Donne,padri e bambini potevano andarsene allo stadio senza dividere il viaggio con quella gentaglia, non erano nella giungla che non si sa dove andare, potevano leggere i cartelli che indicano le scale,  potevano prendere l'autobus o il taxi che qui costa pochissimo e dire "Legia Stadium" non ci vuole un diploma in Lingue e Letterature Straniere.
Ho letto scherno in alcuni articoli sui capi di accusa: schiamazzo, occupazione del suolo pubblico, calci ai pali. E allora? perche' da noi comportarsi cosi' non e' nulla di grave e non si pagano multe, non significa che altrove debba essere uguale.
Mi e' tornata in mente una conversazione in treno con una poliziotta genovese, anni orsono. Lei mi raccontava distrutta di come erano pesanti le guardie allo Stadio, che stavi per ore sotto il sole o la pioggia in assetto anti sommossa davanti ai tifosi che ti sputavano, che ti insultavano, che ti lanciavano ghiaia, e tu non potevi fare niente perche' se rispondevi a tono succedeva il casino coi giornalisti e la polizia si fa in un attimo a chiamarla fascista, men che meno reagire fisicamente.
Qui invece funziona che se un gruppo di gente blocca una strada o una rotonda e quando arriva la polizia per farla sgomberare inizia a lanciare acqua dalle bottigliette, ghiaino e insultare, la polizia reagisce subito, non aspetta che vengano incendiate le aiuole. Qui funziona che se ti metti un passamontagna non e' perche' e' il tuo senso della moda, e[ perche hai in mente di combinare qualcosa e non vuoi esser riconosciuto.
Ho letto un articoletto scritto da Pia Locatelli  "ma Varsavia e' in Europa?" dove si citano i diritti umani e si paragona la Polonia ai Paesi del Terzo mondo.  E mi e' venuta l'orticaria. Certo, tra questi tifosi arrestati ce n'erano alcuni che avevano spranghe e un ascia, cosa del tutto normale da portarsi dietro quando si va allo stadio, e questi polacchi invece non capiscono niente,   non sanno cosa sia la liberta' di andare in giro con qualsiasi oggetto contundente. Ci vuole che l'Unione Europea intervenga perche' chiaramente noaltri vecchi stati membri si che sappiamo. Vorrei chiedere alla giornalista che ha scritto sta roba ( pealtro molto accurata "molti minorenni" - gli arrestati avevano in media vent'anni) se sa come funziona in Francia, se e' mai stata a Parigi a farsi un giro sugli Champs Elysees che c'e' un poliziotto ogni dieci metri e come si occupano dei tifosi li', o in Germania a vedere come li trattano coi guanti bianchi quelli che gli viene in mente di dare del cretino a un poliziotto e fregarsene delle regole del traffico. Insomma e' sempre colpa di qualcunaltro, in questo caso della polizia polacca, ed e' sempre responsabilita' di qualcunaltro fare in modo che non succeda piu', in questo caso la UE. Che i tifosi dovrebbero cominciare a comportarsi come persone normali, non sfiora nessuna penna.
Come gia' ho scritto all'inizio, non posso  opinare nulla su come la polizia abbia trattato o meni i connazionali arrestati, perche' non ho accesso diretto a questi fatti, anche se la mia esperienza e' che la polizia qui sia presa sul serio e rispettata anche perche' allenata ad avere modi estremamente garbati e a rispettare le procedure, a differenza della "milizia", le forze dell'ordine dei tempi del comunismo, corrotta e arrogante.
Sull'uso delle manette, si qua si usano. Funziona che se vai dietro le sbarre e ti considerano pericoloso perche' ti han trovato con una spranga o con un'ascia o perche' hai opposto resistenza quando ti han detto di salire sulla camionetta e ti han dovuto issare in due agenti, ti tengono le manette perche' hanno paura che ti metti a scazzottare attraverso le sbarre, ma per quel che ho visto, anche da noi se una persona e' considerata pericolosa rimane ammanettata finche' il primo giudice non ti esamina e decide se sei pericoloso.
Non posso dir nulla sulla vera o mancata comunicazione della polizia agli arrestati circa le carte che hanno firmato, d'altronde mi chiedo se da noi in Italia quando qualcuno che non parla la nostra lingua viene arrestato, se gli viene fornito un interprete seduta stante. Da quel che ricordo dei miei anni di pratica legale, no, l'interprete arriva con l'interrogatorio. Ci sarebbe da aggiungere che qui i poliziotti spiccicano tutti un po' di inglese, ma non tutti gli arrestati probabilmente fanno altrettanto.
Pero' posso dire la mia sulla reazione considerata cosi' estrema come il fermo e l'arresto per quelle azioni che secondo i tifosi coinvolti "non erano nulla di male".
A me piace il fatto che quando vado in giro per questa citta' con le mie due bambine, e sono gia fisicamente affaticata di mio con tutto quel peso e mi muovo a rilento, non devo aver timore di dover scendere dal marciapiede dove ci sono le auto per passare perche' e' bloccato da un gruppo di persone che se ne frega di farmi spazio, non devo aver paura che qualcuno lanci pietre che possano arrivare sul passeggino, non devo aver paura che qualcuno cerchi di borseggiarmi nel mentre che mi chiede l'elemosina, non devo avere paura che qualche tifoso sbronzo mi importuni, non devo avere quel piccolo disagio che ti viene se dormi a casa da sola con due bimbe piccole e tuo marito e' lontano miglia aeree e sotto senti un gruppo di maschi grandi e grossi che grida alterato di sera tardi, perche' sai che tempo zero arriva una pattuglia, non devo calmare due bimbe che si possono mettere a piangere di spavento perche' delle persone con quattro volte la loro eta' devono gridare e far casino, che loro considerano "solo cantare", per divertirsi con la grazia degli oranghi. A me piace che in questa citta' d'estate i bambini possano giocare dentro le fontane perche' nessuno si azzarda a pisciarci dentro, a buttare cocci e tappi di bottiglie. A me piace che in questa citta' quando beccano un padrone di cane che non raccoglie la cacca gli facciano una multa e culo cosi', perche' grazie a questo i bambini possono giocare nei prati dei parchi, sdraiarsi e correre. E siccome ci sono tante pattuglie, li beccano quasi sempre.
Da questa storia dei tifosi della Lazio, la Polonia se ne esce come un posto di fascisti  dove non puoi divertirti  che ti arrestano, la Bonino e Letta han strillato che e' stato inaccettabile, che i tempi dei procedimento a carico degli arrestati sono stati troppo lunghi (da noi invece, siamo famosissimi per l'agilita' e rapidita' dell'apparato giudiziario), un sacco di palta e' stata versata sull'Ambasciata Italiana di qui, dove il personale ha lavorato per coordinare rimpatrii, chiamare familiari, fornire assistenza etc, quando ci sarebbe da tenere presente che l'Ambasciatore  non puo' fare miracoli per un cretino che va in giro con un' ascia o altri che non sanno leggere i cartelli stradali o  comportarsi secondo le piu' ovvie regole del vivere civile.

L'11 novembre scorso alcune decine  di giovani polacchi appartenenti a gruppi ultra nazionalisti , accodati alle marce in programma per celebrare il giorno dell'Indipendenza, hanno attaccato due pattuglie di  forze dell'ordine e in nome di valori che loro rivendicano come patriottici hanno dato fuoco per l'ennesima volta alla scultura a forma di Arcobaleno che rappresenta piu' ancora che un simbolo gay, un simbolo di pace. Contemporaneamente hanno anche incendiato la guardiola dell'Ambasciata russa. 
La Polizia ha dovuto utilizzare pallottole di gomma, lacrimogeni e pepper spray per bloccare questa gente, cercando di evitare lo scontro fisico: 72 sono stati arrestati, 19 i feriti di cui 4 poliziotti,  Lo stesso ministero che ha definito "banditi" i tifosi laziali arrestati, ha dichiarato in questa occasione, riguardo ai polacchi arrestati che l'hooliganismo e' ingiustificabile.
Alcuni squatters che erano presenti nella piazza dell'Arcobaleno hanno accusato la polizia di non aver agito con sufficiente forza per evitare che i nazionalisti spaccassero vetri e aggredissero i presenti.
L'Arcobaleno di fiori, gia' bruciato per analoghe ragioni altre quattro volte, giace nuovamente come uno scheletro di metallo, ma dal giorno successivo a questo ennesimo rogo, privati cittadini hanno preso a portare fiori sulla struttura. Questa e' l'immagine che ho visto con i miei occhi tornando col taxi dall'aeroporto verso casa l'altra sera: un'opera d'arte bruciata da dei cretini pericolosi e dei fiori portati da gente perbene che non si arrende a che questi possano davvero fare quel che gli pare.
Intanto, quelli che han dato fuoco all'Arcobaleno se ne staranno in gattabuia per un pezzo a scontare, sperando che cio' li porti a riflettere sui limiti di cosa si fa e non si fa, e di certo non finiranno perdonati dai numi televisivi perche' poverini hanno avuto un'infanzia difficile.



7.12.13

Re- blog: Lettera al mio stalker di Gaia Conventi

4 comments:
Voglio anche io dare il mio piccolo contributo a far conoscere la storia di Gaia, stalkata sul suo blog (il losco figuro continua persino a rispondere ai commenti su questo post) e non presa sul serio dalle Forze dell'Ordine a cui si e' rivolta.
Vorrei solo aggiungere un dettaglio: nel caso si ritenga di essere vittime di stalking e la Questura o il Commissariato non accetti di redigere l'esposto, ricordate che il reato di stalking e' perseguibile a querela di parte, questo significa che potete "saltare"  l'opinione  di polizia e carabinieri sulla vostra situazione e rivolgervi direttamente ad un giudice che decidera' se ordinare l'indagine. Per sporgere querela potete farla redigere da un avvocato oppure scriverla anche da voi, basta cercare un formulario on line che indichi gli elementi necessari da riportare: dopodiche' vi bastera' portare la vostra querela alla Procura della Repubblica, ufficio che si trova presso la sezione penale del tribunale competente per il luogo in cui risiedete.

5.12.13

Avventata

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Di solito per me l'Avvento comincia in un giorno x di novembre in cui decido che e' giunto il momento di rivedere per l'ennesima volta Love Actually.
Quest'anno invece sono stata avventata, e' partito tutto mentre ero assente! Al mio ritorno dall'aeroporto  ho trovato una coroncina di  abete con quattro candele, di cui  una gia' accesa, gentile omaggio dei nonni polacchi.
Il giorno dopo all'asilo mi sono ritrovata di fronte ad una montagna di avvisi, e dopo lunga e penosa decifrazione sono arrivata alle seguenti conclusioni:
- venerdi' 6 i bambini festeggeranno San Nicola, le maestre provvederanno a dare un regalo ad ogni bambino, per cui si richiede un contributo di 10 zloty ai genitori.
Bello, mi piace l'idea di San Nicola. Invece la notte del 24 il Senator bambino riceveva i regali dagli Angeli (San Nicola non ripete). E la Viatrix e' presa benissimo dall'idea di Babbo Natale, gia' se lo aspettava il giorno del suo compleanno ad ottobre. Post it mentale - ricordarsi di decidere col Senator se possiamo avere San Nicola per il 6  e Babbo Natale per il 24.
- entro lunedi' 9 tutti i genitori sono invitati a portare un presepe fatto dai figli a casa, su base a4,  non saranno accettati i lavori fatti chiaramente non dai bambini ma dagli adulti (madri crafters avanzate, tie').  Bello. Dopo aver chiesto aiuto alle solite note, mi sono messa in contemplazione di rotoli di carta igienica, tappi di sughero e scampoletti di pannolenci, evocando lo spirito del Mucciaccia su di me.
Ho sentito la mia voce interrompere il creativo raccoglimento per gridare: Bea piantala di giocare con la pasta, lascia li' quei cannelloni...cannelloni? cannelloni! Gli faro' disegnare a pennarello sui cannelloni i vari personaggi e depositeremo il bambinello su un nido di tagliatelle. Insomma, e' l'unica bambina immigrata della scuola, un po' di sano italian pride a mezzo presepe di pasta ci sta.
- lunedi' 16 pomeriggio  tutti i genitori sono invitati a partecipare alla decorazione dell'albero di Natale
Ecco brave..glielo spiegate voi maestre che non ci si appende alle palline e non si tirano giu' gli abeti? Due anni fa la Viatrix ha tirato giu' 2 metri di albero e rotto 11 palle di vetro, poi siamo sempre andati dai suoceri che passano un cordino su lungo tutto il tronco e in cima lo legano ad un gancio conficcato nel soffitto. Ho sempre pensato che il giorno che tiri il gancio via cade tutta la casa, tipo come quando tiri quel pezzetto di stoffa nel mezzo dei lettini portatili.  Post it mentale - ricordarsi di decidere col Senator se possiamo ficcare un gancio nel soffitto nel nostro salotto in affitto.
- giovedi' 19 pomeriggio tutti i genitori sono invitati ad assistere alla recita di canti natalizi
Bello, ci andremo subito dopo aver prelevato i miei dall'aeroporto, per cui casca proprio a pennello, molto Love Actually.

A tutto questo va aggiunto che essendo questo un paese nordico, dove al momento alle 4 di pomeriggio e' gia' buio pesto, non fa in tempo ad andarsene San Nicola che arriva Santa Lucia, e non mi ricordo piu' chi dei due aveva l'asino a cui preparare il ciotolino di latte, sono passati troppi anni dalla lettura dei Quindici.

Basta cosi'? No: il Senator parte sabato e ritorna la settimana dopo, e quando arrivera' saremo gia' in mega ritardo per fare la foto di Natale che ci autoscattiamo ogni anno da stampare e mandare insieme ai biglietti d'auguri per posta a tutti i nostri amici sparsi nel mondo, per non parlare del fatto di trovare una settantina di biglietti carini e scriverli tutti, uno per uno, sentitamente. E saremo anche in mega ritardo sulla produzione dell'album annuale uno per figlia da stampare e regalare ad ogni coppia di genitori, piu' noi stessi e i suoi nonni.
E qua non ho amazon che consegna gratis, per cui non so nemmeno bene come fare ad espletare tutta la regalanza che l'anno scorso esaurii semplicemente in  una notte, cliccando furiosa armata di carta di credito.

Che poi in realta' io adoro il Natale, per cui potrei in questo momento farmi travolgere dall'ansia, e invece sapete che c'e'? Ho preso il melograno che non ho ancora mangiato e l'ho messo in mezzo alla corona di abete regalatami dai suoceri, poi sotto ci ho messo una tovaglina tonda di feltro rosso che ho recuperato in cantina quando sono scesa poco fa a prendere la scorta di carta igienica, cosi' posso dire a me stessa che e' tutto sottocontrollo per Natale, infatti ho perfino gia' personalizzato il centrotavola.


3.12.13

Show me how in Old Milano

8 comments:
Ancora scintillante di risate e incredibilmente riposata,  me ne sto a sorridere al computer sperando di riuscire a trovare le parole per scrivere quanto e' stato bello ma soprattutto buono per me stessa, questo weekend di fine novembre ed inizio dicembre, passato a Milano in compagnia con sei delle mie piu' care amiche, un ritrovo di seguito all'altro, senza che un minuto andasse sprecato di questa occasione di rivedersi e parlare di persona.
Milano, vista con gli occhi di chi ha tempo e non sta facendo fatica, sembra piu' bella, come sempre laboriosa ma rallegrata dal fine di questo fermento lavorativo: il Natale. L'alberone e' gia' davanti al Duomo, non ancora addobbato, in Galleria stanno mettendo le lucine,  i negozi propongono vetrine straboccanti della bellezza che ancora i nostri vessatissimi ed eroici artigiani creano, tutto cio' che guardo mi pare di gusto, ormai abituata alla moda estera, che se non e' piatta, allora e' orrenda...persino lo sciame di persone che va in ogni direzione gonfiando i marciapiedi appare una compagnia che scalda l'aria effetto bue asinello, anziche' una fiumana nemica da fendere spingendo un passeggino su cui siede enorme la Viatrix mentre arranco con Meraviglia sulla schiena.
In questi giorni ho ritrovato amiche che mi conoscono da periodi molto diversi della mia vita: da quando ero studentessa universitaria a Torino, da quando ero praticante squattrinata a Pavia, da quando ero in procinto di diventare mamma.
Ricordo benissimo quei primi incontri.
Una me di 20 anni, quasi sicuramente vestita di nero, coi pantaloni enormi e la maglietta stretta, le meches in testa e una qualche collanina di perline fatta da me, praticamente una spensierata quinta All Saints, sulla via che va dall'essere una studentessa qualunque al diventare una studentessa in gamba, davanti alla Biblioteca del Giuridico di Corso San Maurizio,  che ascolta una del primo anno appena segata di Istituzioni di Romano, simpatizza subito perche' fu quello anche il mio destino al primo giro di esami invernali e offre un allegro "Coraggio,  preparati Storia del Diritto e anche se ce l'hai in una settimana vedrai che lo passi e anche bene" (E cosi' fu, credo 30).
Una me di 23 anni, ormai totalmente bionda, vestita montanoalternativa, avantissimo con gli esami, fluente in inglese con un accento british che oggi non mi capirei,  lanciata a Strasburgo nella speranza di costruire un curriculum piu' solido e piu' lavorativamente valido, in un lunedi' di Pasquetta nella piazza deserta di fronte alla Stazione Ferroviaria, individua un gruppetto di altre italiane della stessa eta', presume che siano li' per lo stesso corso e decide di affidare tutti i suoi averi racchiusi in una valigia da 25 kg a quella ragazza che e' rimasta a guardia delle valigie " Scusa,  guarderesti  anche la valigia" mentre mi dileguo a cercare una mappa della citta'. Il giorno dopo ci saremmo trovate alla registrazione in universita' e avremmo scoperto di condividere il giorno del compleanno e da allora molto di piu'.
Una me di 25 anni che lavora in studio legale gratis ma ancora non molla i suoi sogni professionali e quel corso a Strasburgo iniziato due anni prima,  lo vuole finire. Attraverso i misteriori giri della provvidenza on line una ragazza italiana in Germania mi mette in contatto con lei a Milano " Scusa, ho saputo che cercate ancora una coinquilina e se andate su a Strasburgo in auto vorrei aggiungermi anche per dividere le spese di viaggio": ci troviamo presto al mattino del 3 aprile 2005 a Rogoredo: l'altra ragazza e' arrivata col treno da Roma, dopo aver raggiunto Termini a piedi la notte prima perche' e' morto Giovanni Paolo II e tutta Roma era bloccata da una fiumana di gente, tra i quali io ancora non sapevo che c'era un giovane studente polacco che studiava a Torino ed era andato per quei giorni a visitare la citta' Eterna. Quel giorno in macchina mi raccontarono la storia della loro vita e io della mia, poi io e lei rimanemmo sveglie fino alle due di notte con una bottiglia di bordeaux ad aspettare la coinquilina lituana che arrivava in autobus e nel frattempo confidarci come se ormai ci conoscessimo da sempre di quanto fossimo stufe del tempo perso in storie che non erano state quelle giuste.Due mesi e un giorno dopo sarei andata al primo appuntamento con il Senator.
Infine una me 30enne, felicemente sposata, felicemente abilitata alla professione di avvocato e appiccicata al computer a scrivere la tesi di dottorato, coi capelli sconvolti dall'espatrio, il guardaroba ormai decathlonizzato, sola soletta in un paesino francese al confine con la Svizzera, in un giorno dei primi di settembre, poco dopo aver preso la solenne decisione di non prendere piu' la pillola, apre il forum per donne piu' famoso d'Italia e butta il suo messaggio in bottiglia: " sto all'estero, per l'acido folico ci vuole la ricetta?".
Cinque mesi dopo io e lei ci saremmo ritrovate ad affrontare la gravidanza sfasate di due settimane: un'amicizia nata mentre io le scrivevo dal mio tavolo di cucina con la vista sul Montebianco e lei dalla sua scrivania dell'ufficio in un container sudafricano. ad un certo punto e' arrivata la Spagnola, esattamente panciuta come noi e milioni di email, sms e whatsapp  dopo, siamo tre bimamme.
Negli occhi di chi mi conosce e ha condiviso  in questi anni, i piccoli e grandi eventi della vita, posso rivedermi piu' facilmente e  scuotendo la polvere mi rendo conto che dentro sono anche e ancora la quinta spensierata AllSaints, la ragazza con la valigia enorme, la praticante squattrinata, la giovane donna che decide di diventare madre.
Rivedere tutte loro mi ha scaldato il cuore, mi ha fatto ridere, mi ha fatto scoprire nuove cose, mi ha fatto pensare idee nuove...e mi ha rimesso in connessione con me stessa, Valentina nuda e cruda, non madre, non moglie, non figlia.
Ogni tanto, ci vuole anche questo, per tenere la bussola e navigare meglio negli stagni come  negli oceani di ogni giorno

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Giro da Armani: mai piu' senza  il segnaposto costituito da cioccolatino quadrato recante la A e inscatolato singolarmente in forma di cubetto. 4 EURO per far finta di sedersi a tavola con Re Giorgio
Sappiate che esistono anche le minimeringhe ricoperte di cioccolato in Limited Edition. Non so se qualcuno le comprera' e terra' li' per metterle all'asta da Christie's tra 25 anni.

A little garlic never killed nobody. 
E io che ho sempre pensato che le candele di Joe Mal-one odorassero tutte uguale di Joe Mal-one, visto che sono tutte uguali bianche nel bicchiere trasparente. None, il solertissimo commesso di via Manzoni ve le fa annusare tutte, ripulendovi ogni volta il naso dall'odore precedente mettendovi il naso in un bicchiere di semi di caffe'. Trucco chicchissimo da ricordare per riprendersi dai viaggi sugli autobus varsaviesi d'inverno, quando l'aglio curativo impazza e impesta!

Uomo avvisato
Vorrei un centrifugato di frutta
No, non li facciamo
Allora un analcolico di frutta
No, non li facciamo
Un analcolico?
Una Pina Colada senz'alcool va bene?
Senza troppo ghiaccio
Non so se si puo'.
Caro camerierino signorNo, sappi che il giorno che vai a lavorare all'estero, al secondo No che dici al cliente, ti verra' chiesto di parlare col tuo manager e finisce che al tuo posto assumono uno che  sa risolvere questi problemi di caratura mondiale senza batter ciglio!

CSI Milano: esistono degli stivali anche in  rosa cipria di Marella bellissimi, col tacco che persino io potrei camminarci.  Quel vanesio di Murphy pero'  ha deciso di fare incetta di tutti i 40 disponibili!

Nonfaunapiega
Questo ti costa solo 59 euro, se pero' compri altro spendendo solo altri 41 euro poi comprare merce che ne vale ben 66. Io lo dico per te, eh









2.12.13

Sono stata nominata :-)

11 comments:
insieme ad altre 4 bloggers partite dalla Mole alla scoperta del mondo, ma soprattutto me ne sto stampata su una rivista di quelle che si sfogliano, in compagnia di Aurora e Simona, che per me e' davvero un'onore :-)

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