9.1.14

punti di vista

Ormai non passa giorno che non spunti un nuovo italian expat blogger....la voglia di rimanere in contatto con le radici cosi' come osservare la nuova realta', la forza della nostalgia e la forza motivazioni dell'uscita dai confini nazionali, per lavoro, per amore, per studio.Abbiamo tutti qualche lato in comune.
Per qualsiasi ragione accada, e' bello che grazie alla tecnologia, a differenza dei migranti di solo tre decadi fa, noi possiamo sentire le nostre famiglie, i nostri amici via mail, via skype, via facetime, via cellulare..e possiamo anche trovarci fra di noi, espatriati nella stessa citta'  o in contentinenti lontani, e condividere e confrontarci nei dubbi, nelle esperienze, nelle difficolta' e nelle gioie della vita lontana che abbiamo scelto.
Oggi ho scoperto questo video.
Avvertenza: meglio vederlo due volte: prima ascoltando, poi leggendo.

PS. Io non sono stata presa a calci da nessuno, sono espatriata per amore, pero' certo che se non avessi conosciuto il Senator, se non dopo aver fatto la schiavetta legale, se non  alla prima bocciatura all'Esame Random da Avvocato, se non  al primo concorso accademico truccato, se non dopo aver scoperto i trighi nel mondo della ricerca universitaria,  in ogni caso avrei alla fine raggiunto il limite e cercato lavoro altrove.
E tutto quello che sento da chi e' rimasto non mi fa piu' credere che le cose sarebbero potute andare diversamente.
Mi auguro che tutti i culi di piombo (indipendentemente dalla loro eta', perche' non e' che chi e' vecchio e'  per forza uno di quelli che ci ha fregato, ci sono persone oneste di 70 anni come di 30 in questo nostro amato Belpaese, cosi' come truffatori di anime di 70 come di 30che sfruttano il sistema che hanno creato o che hanno ereditato) che nella politica, nella ricerca, nelle aziende, nella pubblica amministrazione, nei tribunali, nelle corporazioni e negli ordini professionali e nei sindacati,  in tutti questi anni hanno costruito sotto di loro piramidi feudali di gente sempre piu' qualificata e sempre piu' sfruttata in modo da aumentare i mattoni d'oro su cui si ergono a piedistallo, fossanche solo l'ultimo giorno della loro vita, cadano  e si facciano un po' male. E che una volta caduti, tutti i valvassini valvassori e valvassali siano ancora capaci di riconoscere la ritrovata liberta' e farne buon uso.

14 comments:

  1. Condivido i tuoi pensieri.
    Avevo visto questo video, di cui però non condivido affatto il tono e lo spirito. Sì, c'è l'amarezza di non poter (spesso) avere scelta, ma quanti sono davvero quelli che partono "costretti e con mala voglia"?
    Forse all'epoca dei miei partire era un po' così (i miei han vissuto a lungo in Germania negli anni '70-primi '80), soprattutto perché erano altri tempi, erano persone che non erano mai uscite dal paesiello e poi non c'erano le comunicazioni e i mezzi per spostarsi di oggi, ma per i tempi moderni mi pare un po' fuori luogo.
    Io tutta sta gente triste all'estero non la vedo affatto...e neanche leggo di gente che si strazia per le cose che sono elencate nel video.

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  2. io la penso come te ma so che per molti ragazzi piu giovani di noi per quanto sembri assurdo partire e' una scelta vissuta in malo modo.specie x quelli che sn cresciuti nel paesello e han lasciato gli amici della piazzetta di una vita. Secondo me I momenti di strazio da mozzarella capitano a tutti.solo che ad alcuni una volta ogni sei mesi, ad altri una volta ogni due giorni. Io per esempio sono m contenta d esser andata al paesello francovsvizzero anche se socialmente ero inesistente e di essere qui.ma al primo espatrio a bruxelles sara' stata tutta quella pioggia o io che ero ancora irrisolta in me, nn ero felice, stavo male e quando mi han offerto un lavoro carino e pagato decentemente a milano sono corsa! Dipende anche molto da che fase della vita si attraversa, quando si ha trovato la persona giusta,quando si sta bene con se stessi, lo strazio da mozzarella e' una crisi rara, certamente

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  3. Beh, ma io spero sempre che le cavolate - come la mozzarella - siano almeno simboli (a me per esempio manca la tv a casa dei miei. Della tv non me ne frega niente e non ne ho una da cinque anni, ma guardare le serie sceme ridendone insieme alla mia famiglia é una di quelle tradizioni semplici e per questo di valore...).
    Insomma, io mi auguro che sia cosi anche per gli altri, che non siano le cose ma le persone. Mi dico sempre, ma se ha avuto le palle di partire sará perché a certe scemenze non dá importanza, no?
    (E invece ni.)

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  4. neppure a me piace il tono del video. non mi ci riconosco e soprattutto mi pare ricada in questo gran calderone della retorica sull´espatrio che va tanto di moda. quello fatto in italia dai cori di "oh, ma qui va tutto male. voglio andarmene anche io, beavi voi che siete all´estero. mi dite come si fa perché io google non lo so usare"

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  5. Ahahhaha la formica,soprassiedo sui toni di alcune mails con richiesta di info che ricevo, tipo scusa mi cerchi un lavoro li' dove sei te? :-D

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  6. So che non dovrei scrivere, a maggior ragione perchè non vedo il link al video e non posso commentarne il contenuto, ma a me questa storia del povero giovane italiano costretto ad andarsene, ha un po' stufato.
    Ora banannami pure, ma francamente penso che nella vita ognuno sia chiamato a fare delle scelte, penso che sia difficile andare come restare, che non ci siano solo tesori un metro oltre il confine nè solo marciume putrescente un metro prima.
    Tutto questo "piangi e fotti" mi ha un po' stufata.
    Mi hanno stufato quelli che si lamentano e sono sempre qui, lavati, stirati, sfamati e pure i-phonnati con la pensione dei nonni magari, quelli che se ne sono andati e sputano a distanza continuamente, lamentandosi di questo e di quello mentre si dondolano a 40 sulle altalene dei giardinetti, tessendo lodi del civismo della loro nuova casa un attimo dopo averti detto che hanno superato un problema di overbooking inventandosi un bimbo in Italia che non hanno mai nemmeno pensato di concepire ( e non sono esempi a caso).
    In fondo, sai che c'è se ho voluto fare il lavoro che faccio e che volevo, ho dovuto studiare, farmi un bel mazzo, il tirocinio, l'esame(due volte) e poi trovare il coraggio di aprire una cosa mia, con il terrore di finire quei due soldi che avevo da parte, di fare danno e che non mi si filasse nessuno.
    Non mi ha regalato nulla nessuno e non avevo santi in paradiso! ma l'anno prossimo divento cassazionista. Certo, ricchi non siamo, certo sia io che. Io marito, se pubblichiamo qualcosa non lo facciamo sostenuti da nessun ateneo, ma per ora non ci hanno nemmeno " rovinato la carriera".
    In compenso ho avuto a che fare con dei praticanti che pensavano di avere diritto a chissà che è non sapevano compilare una raccomandata.
    Ecco, qui ci sono problemi grandissimi, e gente che si dà molto da fare, ma ce ne sono anche tanti che ci sguazzano e persino qualcuno che è davvero choosy, per dirla alla Fornero.

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  7. ciacco ma perche' dovrei bannarti?
    il post si chiama punti di vista proprio perche' questo argomento "expat" e' al momento un po' come il prezzemolo, tanti ne parlano, a ragione o meno, in toni esaltati dispregiativi etc...
    anche io, come ho scritto nel ps, ho il mio, che e' quello scritto nella mia pagina di profilo millenni orsono :-D, che non combacia con quello del video ma che ho voluto pubblicare perche' mi e' sembrata buona l'idea di rappresentare a voce e nei sottotitoli due correnti di sentimenti parallele e in senso opposto. ci sono dei momenti nella vita, all'estero come a casa, in cui si fanno delle scelte ma sotto rimane l'ansia d'aver fatto male, o altri sentimenti (rabbia, nostalgia, solitudine) e mi e' piaciuto questo modo tecnico di rappresentarlo.
    sostanzialmente siamo stufe delle stesse cose e concordo sui tuoi esempi.
    Ho enorme rispetto per cio' che hai fatto, anche io se fossi rimasta giu' dopo l'abilitazione (scritto 2 volte) avrei preso il rischio di aprire studio pur nn essendo figlia ne' parente di avvocati, e so che e' una scelta che richiede tantissima fiducia in se' stessi, piu' forte della paura di rischiare tutto finanziariamente.
    Come in tutti i frangenti, ci sono praticanti che hanno pretese assurde e praticanti che sono sottoposti ad orari assurdi, inchiodati a tradurre km di contratti dall'inglese o in inglese in cambio di un compenso che e' un decimo di cio' che per la traduzione viene fatturato al cliente (anche il mio non e' un esempio a caso). Io ho imparato molto di piu' a far pratica non pagata in provincia che a far pratica sottopagata a milano.

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  8. Io mi sono laureata in diritto privato internazionale e pagherei per farne di più (non lo dire in giro però), ma non ho mai voluto provare il salto della grande città dove avrei potuto provare ad entrare nel grande studio, perchè ciò che ho sempre voluto è fare una professione liberale ( e così si capisce quanto sono vecchia).
    Questo nella mia testa è sempre stato in grande contraddizione con il mestiere di "impiegatone" che è tipico dei grandi studi ovunque nel mondo e, in Italia, con le sue peculiarità, soprattutto legate al nodo compensi, poi per carità, capisco che la strada non è certo quella del professionista singolo nella sua stanzetta, ma se volevo lavorare in un'impresa organizzata da altri e senza autonomia, facevo altre scelte

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  9. Non ho visto il video, però ho esperienze di espatrio e di rientro, di pentimento e di nuovo entusiasmo, e poi nuovo scazzo in un continuo roll coaster senza fine.

    Forse non starò bene da nessuna parte, chissà.

    Certo che con quello che mi è successo reimpacchettare armi e bagagli alla mia età potrebbe dare nuova linfa, ma tutto quello che sento in questo momento è una grandissima, enorme, stanchezza.

    Ciao Vale, un abbraccio a tutti voi

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  10. Io sono una expat fuori dagli schemi, perchè non sono dovuta andare via, la nostra è stata una scelta fortemente voluta, solo che poi dovremo rientrare.
    Che dire? Generalizzare fa sempre male, però ecco a me l'italiano che si sente cacciato mi fa male, come quelli che stanno in Italia e non fanno niente per migliorare, che anche solo fare 10km in più per andare a lavoro gli pesa...perchè ecco poi alla fin fine gli italiani stanno sempre a lamentarsi comunque vada e questa è la nostra vera rovina!

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  11. Il video mi ha messo i brividi.
    Ora lo guardo nuovamente per leggerne i sottotitoli...

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  12. Ciacco analisi precisa, io sono passata a milano xche volevo fare piu comparato (mi ero laureata in anglo am.) E son finita a far l ingranaggio, per cui ho capito sul campo che se fossi rimasta la mia strada era quella della libera professionista. Probabilmente a milano rogoredo c e ancora lo stagno di lacrime che ci versavo ogni sera al ritorno.
    Ps se hai voglia di mandarmi una mail ti vorrei mettere in contatto con un amica di torino che anche lei ha fatto la tua stessa scelta, molto simpatica,molto tosta e con secondo pupo in arrivo

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  13. Scusa, vedo solo ora, la mail te la mando volentieri, ma dove?

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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