14.2.14

I'd like to thank my community

Tra 8 anni sara' meta' della mia vita che inglese e italiano coabitano nella mia testa e producono pensieri ciascuno per conto proprio.

Per dire, in inglese non mi verrebbe mai da dire "in quattro e quattrotto", che quickly non ha la stessa portata di rapidita' con improvvisazione, foga e un po' di allegria, In italiano non userei mai la parola comunita' per esprimere quel sentimento che identifico come a sense of community.

Il gruppo e' un insieme di individui che condividono un interesse comune, la comunita' e' un insieme di persone che condividono la stessa relazione sociale perche' appartenenti ad un' area circoscritta (i vicini, i compaesani, i connazionali) e per estensione,  ad  un aerea virtuale circoscritta (le mie amiche, le mie amiche  mamme expat,le expat bloggers). Per cosi' tanti anni nella vita quotidiana all'estero ho potuto contare solo su me stessa, cercando nella mia community virtuale di persone, familiari, amiche, conoscenti, l'aiuto che potevano darmi: quello morale, affettivo,  intellettuale,teorico. Quando l'ultimo anno al paesello francosvizzero incontrai Lara ed Alessandra, mi sembro' un tale miracolo poter ricevere una mano anche fisica da persone amiche, da non riuscire mai a chiederla, erano sempre loro a pensare cosa potesse servirmi mentre il Senator era via e io ero sola con le bimbe.

Quando sono arrivata a Varsavia ho trovato per la prima volta da molti anni,  a sense of community sul
territorio, fatta da parenti giovani e amici ereditati dal Senator come da nuove amiche trovate da me, coppie di vicini nel palazzo dove abitiamo, le maestre e la direttrice dell'asilo. Mi sembra tuttora cosi' bello da non essere vero.

Nel momento del bisogno ho ricevuto come sempre aiuto  dalla mia community virtuale connessa pressoche' 24 ore su 24: tutto e' cominciato con la Viatrix che chiedeva aiuto perche' aveva male alla pancia e pochi minuti dopo per trovare confronto alla mia decisione di mandarla al prontosoccorso col padre, aprivo whatsapp e chiedevo se c'era qualcuno. Il bello e' che c'e' sempre qualcuno, per il semplice fatto che in quel momento in Wisconsin e in Georgia non erano le cinque del mattino e sfido chiunque a dire che la tecnologia non e' un dono per l'umanita', se la si usare in modo positivo.

Poche ore dopo abbiamo iniziato ad inventare la gestione delle due bimbe e tutta la logistica conseguente, di giorno in giorno: era cosi' tanto tempo che non potevo fare affidamento su cosi' tante persone, che  pur nella necessita' mi sentivo bloccata da uno stupido imbarazzo di chiedere, di obbligare, di essere inopportuna, anche se in realta' chiedendo 20 cose a dieci persone diverse significava accollarne solo un paio testa.
Al terzo giorno,  una mia carissima amica mi ha scritto: non voglio disturbati, fammi poi sapere quando  sarete piu' tranquilli che ci sentiamo. In quel momento ho pensato che dopo l'intera giornata in ospedale, dopo tutta la paura del drenaggio il giorno prima, avevo voglia di sentirla e non c'era ragione di aspettare un momento piu' tranquillo, perche' avevo bisogno di lei in quel momento.
Cosi' in un guizzo di toscanita' le ho risposto: chiamami quando vuoi, non mi disturbi, non sono piemontese.
E' squillato skype e mi ha fatto bene parlare con lei.
Poi sono andata a dormire  ripetendomi  non sono piemontese,  e non devo piu' farmi timori a chiedere a chi mi offre una mano.

Sono passati 15 giorni in cui ho chiesto tanto, ho ricevuto tanto.
Il postino ha portato alcuni pacchetti che hanno reso materiale l'affetto delle amiche della community on line: alcune preziose conferme di amicizia durevole negli anni, altre piacevoli sorprese.
Ora che la normalita' e' a sole 8 lavatrici di distanza, e' il momento di ringraziare.

Sto cucinando per chi ha cucinato per me.
Preparo sacchetti di tupparwares da rendere a cui aggiungo un biglietto e un piccolo pensiero.
Impilo libri prestati x intrattenere le bimbe e noi nelle notti ospedaliere e cerco altrettanti libri da prestare. Guardo i piccoli pensieri ricevuti  e penso a come restituire queste gentilezze.

E scrivo questo post per ringraziare tutti voi che tramite la tecnologia non mi avete mai fatto sentire sola e siete riusciti a darmi una spalla su cui piangere o una battuta per ridere, ogni volta che c'e' stato bisogno.
E siccome si sa, noi italiani c'abbiam tanti difetti ma quanto a volemosebbene non ci batte nessuno, concludo con  il vero inno dell'italian expat





20 comments:

  1. l'inno degli expat! edaje!!!!! grande! (sono enrica del gruppo fb) :)

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  2. ciaoooo! scusa ma al momento ho il blackberry in coma e ogni tanto compaio s fb quando le mie bimbe non usano youtube come generatore di peppa pig :-D

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  3. Ho trovato più amici veri, sinceri in 2 anni di vita expat che nei 43 anni precedenti! Una cosa solo non ho capito, perdonami, cosa significa "non sono piemontese"?

    Un abbraccione grande grande!

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  4. vuol dire solo questo che non sono piemontese, sono nata in toscana e nonostante 23 anni a mollo nella mentalita' sabauda di torino sicuramente hanno influenzato un po' il mio carattere, mi devo ricordare che il 'non mi oso', "scusa il disturbo", e la cortesia senza pero' mai rompere la barriera di riservatezza, non sono parte di me. torino e' una citta' stupenda e io sono felice di considerarla la mia citta', ma di amici a torino ne ho avuti pochi, soprattutto dall'universita' in poi ed erano fuorisede :-), e' una citta' dove prevalentemente le persone sono chiuse nei loro giri e nonostante consideri torino 3000 volte piu bella di milano,devo dire che a milano ho fatto amicizia molto molto molto piu' facilmente con piu' persone in un tempo molto piu' breve.
    cio' detto, i love my bogianen friends -D

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  5. Mitico l'innno degli expat!
    Sei fantastica Vale!!!!
    un abbraccio

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  6. te lo meriti tutto...grandioso l'inno! mi hai fatto morire

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  7. sono dell'idea che si vuole bene a chi si fa voler bene :-)

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  8. Mi sa che anche i friulani sono come i piemontesi... buon onomastico cara Vale, e che d'ora in poi ci siano solo momenti bellissimi. Bacioni, Maddalena.

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  9. E' proprio bello che tu sia riuscita a crearti un bel giro a Varsavia. Anch'io qui ho un bel gruppetto affiatato, ma per ora è limitato quasi solo alla comunità italiana. Le uniche due mamme straniere della scuola con cui avevo legato, fra pochi mesi se ne andranno, andandosi ad aggiungere alle altre persone sparse per il mondo che hanno diviso con me un pezzetto delle mie vite da expat. Bentornate a casa e spero presto anche alla vostra normalità. un abbraccio

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  10. Che bel post Valentina , mi sono commossa, temo che i bresciani siano come i piemontesi , sono contenta del tuo bel giro di amicizie li a Varsavia
    Un bacio veronica

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  11. Nooo dai i friulani sono un po' rustici, ma poi appena sfondi la porta sono un altro mondo...ma forse essendo friulana sono un po' di parte :)))

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  12. Sono felice che tu abbia una così bella e variegata community, perchè sapersela cavare da soli dà un certo senso di onnipotenza che aiuta nella vita, ma trovare mani tese ancora prima di essersi guardati attorno per vedere se c'è un appiglio, ci fa sentire amati, compresi, parte appunto di una comunità.
    E quindi....evviva Romeo era meno der Colosseo

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  13. penso che sia proprio come dice Marica!!
    menomale che tutto è passato!
    Non sono ancora riuscita a sentire l'inno, poi ripasso a sentirlo!

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  14. ragazze ma le friulane mi spuntano ovunque come funghi..cinque anni fa non ne conoscevo nemmeno una adesso mi pare che siano la minoranza dominante tra le mie amiche! (si panzab gonars pero' e' gonars uber alles)

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  15. Mi fa proprio piacere leggerti così!

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  16. E' un piacere leggere di tanta solidarietà e amicizia sincera. Forse si fa di necessità virtù, essendo expat?
    Solo un piccolo appunto: i torinesi sono una cosa, i piemontesi un'altra.
    Nel senso che ciò che racconti ho potuto riscontrarlo a Torino anche io ma ti assicuro che in provincia non sono affatto così, solo che siamo meno "espansivi" ed entusiasti, in apparenza...detto da una eporediese eh?
    Felice di sapere che la tua bimba e voi state finalmente bene!!

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  17. Tutto è bene quel che finisce bene :-)))

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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