17.3.14

La dolce (av)vita da expat: ricapitolando in attesa del primo anniversario da Varsaviese

L'anno scorso di questi tempi la nostra casa piena dei ricordi stava per diventare un ricordo di casa piena dei ricordi: un'enormita' di scatoloni ed oggetti ci avrebbero seguito, lasciandola vuota nel reale e lontana lontana, ma vicina e piena nella memoria in noi.
Provavo la naturale emozione nel lasciare un luogo nel quale ho vissuto molti momenti solitari senza amiche, senza marito, con i miei lontano,  costantemente ammortizzati o con i viaggi (in Italia dai miei e dalle amiche, in Europa, negli Stati Uniti e la breve ma intensissima esperienza di un mese a Pechino) o con gli ospiti  1, 2 ,  ma anche momenti di gioia irripetibili come l'inizio della vita matrimionale e la nascita delle bambine (Bea e Ali )
Nonostante cio' l'emozione di partire era ancora piu' grande: sapevo che dal punto di vista pratico la mia vita  sarebbe diventata piu' semplice: la Viatrix avrebbe potuto cominciare l'asilo in una delle sue lingue, io avrei potuto approfittare di tanti servizi che mi avrebbero risparmiato i mitici km a piedi spingendo e portando figlie come la madre pioniera della prateria, sotto vento neve pioggia sole perche' non c'erano mai taxi se pioveva, per approvigionarmi di latte, acqua e qualsiasi altra cosa quando il Senator era via perche' non c'era la consegna a domicilio, per andare all'ospedale a farmi dare un farmaco perche' le farmacie chiudevano al Sabato alle due di pomeriggio e cosi' via....avremmo potuto permetterci una signora per pulire una volta la settimana questa nuova casa ancora mai vista se non su internet e google earth  e avremmo potuto avere una babysitter per poter, che emozione anche solo pensarlo, andare al cinema!..ma aldila' di questi lussi pratici,  cio' che mi rendeva fiduciosa e allegra era il punto di vista umano: a Varsavia conoscevo gia' un bel po' di persone: tanti conoscenti e alcune amiche, il che significava che a differenza di Bruxelles e di Ambilly, questa volta non partivo a zero.
Desideravo tanto tornare a vivere in una citta' vera e propria, e Varsavia e' ricca come non mai in questo speciale momento storico ed economico polacco, di vibrazioni positive, di iniziative, di proposte, che si aggiungono alle infinite strade, parchi, piazze, luoghi che ne fanno una citta' grande quanto vivibile. Non conoscevo benissimo la citta', ma ne conoscevo gia' il potenziale,
Ero sicura che mi sarei trovata bene, quanto bene certo non lo sapevo, ma questa volta oltre che speranzosa come ad ogni espatrio,  ero anche sfacciatamente ottimista.
Dopo quasi cinque anni di avvitamenti su me stessa per reggere il mio mondo di affetti e pensieri, mi sarei potuta  finalmente concedere un po' di avvitamenti per me stessa? La Dolce av-vita era finalmente in arrivo?
Si trattava solo di ultimare il trasloco (1, 2, 3) e arrivare la' a Varsavia, e nel giro di poco l'avrei scoperto.


1 comment:

  1. in attesa del bilancio del tuo primo anno...positivo?

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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