3.5.14

Primo Maggio ReLoaded in Polonia

Il Primo Maggio qui non e' piu' la Festa dei Lavoratori dal 1989, quando e' caduto il regime comunista: da allora e' rimasto giorno festivo nazionale, con la funzione di regalare ai Polacchi la Majowka, ovvero l'unico ponte annuale non coincidente con festivita' religiose e percio' festeggiabile con chi si vuole e dove si vuole.
Il 2 Maggio e' un giorno tecnicamente lavorativo ma denominato ufficialmente Giorno della Bandiera dal 2004: il 2 Maggio 1945 la Bandiera Polacca sventolo' sulla Colonna della Vittoria di Berlino ( Siegessäule), terminata l'omonima battaglia.
Mentre per la celebrazione del Primo Maggio come Festa dei Lavoratori il regime comunista imponeva l'esposizione capillare delle bandiere nazionali biancorosse, era severamente punito non ritirare le bandiere il giorno successivo, per evitare che sventolassero ancora il 3: infatti nella Repubblica Popolare di Polonia non era festa nazionale il 3 Maggio, l'anniversario della Costituzione Polacca, prima costituzione europea nel 1971, e naturalmente era vissuto come atto sovversivo la celebrazione di questa ricorrenza.
Il 3 Maggio ritorno' ad essere festa nazionale dal 1990,dopo la caduta del regime comunista e la costituzione della Repubblica di Polonia. Nel frattempo, dal 1892 in poi, i Polacchi furono sempre liberi di commemorare questo giorno nella piu' grande citta' polacca fuori dai confini della madrepatria: Chicago

http://chicagogeek.tumblr.com/post/49521742985/chicagos-polish-constitution-day-parade-is-the

Dal 2004, il Primo Maggio ha trovato un nuovo significato come festa nazionale, perfetto per celebrare lo spirito della Polonia contemporanea. La Polonia odierna e' uno stato che dopo aver ripreso la sua indipendenza ha fatto enormi progressi economicamente, grazie ai suoi cittadini che non hanno mai smesso di crederci e di lavorare,  che non teme piu' i forti vicini di casa che per anni ne hanno negato ed impedito l'indipendenza, e che finalmente siede allo stesso tavolo delle altre nazioni europee, avendo ripreso il proprio ruolo e titolo dopo essere stata protagonista per secoli della storia di questo continente, prima di essere dissolta.
Il Primo Maggio 2004 la Polonia e altri 9 stati (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Lituania, Lettonia, Estonia, Malta, Cipro) sono entrati a far parte dell'Unione Europea: da allora questo anniversario e' ricordato con uguale impegno di manifestazioni, parate ed eventi, da tutte le fazioni politiche, sia quelle di centro (attualmente al potere), che quelle di centrodestra (precedentemente in carica) che quelle di sinistra (a conferma di come la sinistra nei paesi che il comunismo l'hanno vissuto davvero abbia tutt'altra impostazione circa le priorita' del sistema economico: la liberta' di circolazione delle persone, dei capitali e dei servizi e' piu' importante da festeggiare dei diritti sindacali).


Durante questo ponte di festa Nazionale si aggiungono cosi' bandiere blu stellate alle altre che colorano in questi giorni le citta': le bandiere nazionali biancorosse,le bandiere biancogialle in ricordo del Papa Santo Subito, che oltre ad avere un ruolo di guida religiosa per i credenti e' stato per i Polacchi una guida politica enorme, aggregando nell'identita' nazionale e religiosa la forza della resistenza mentale e, quando necessario anche fisica,  dei cittadini al regime occupante, le bandiere bianche con la scritta rossa di  Solidarnosc.
Dagli edifici pubblici sventolano drappi enormi, gli autobus della municipalita' portano in giro piccole bandiere montate sul parabrezza. Quasi ogni palazzo residenziale, vecchio o nuovo, possiede dei portabandiera accanto alla porta principale d'ingresso, riempiti con i drappi ad ogni ricorrenza patriottica. Molti le espongono dalle finestre e dai balconi. Molti, semplicemente, vanno in giro vestiti di rosso e di bianco o di blu e di giallo.
Il parco Lazienki ha fatto da cornice agli eventi organizzati dallo Stato: il Presidente della Repubblica in carica e sua moglie, accompagnati dai due precedenti Presidenti di questi primi 25 anni di Repubblica hanno piantato la Quercia della Liberta'.
 
Il neoristrutturato padiglione Reale e tutti gli annessi nel parco erano aperti gratuitamente



Piu' bande hanno intrattenuto i presenti presso diverse zone del Parco con spettacoli ripetuti nell'arco della giornata, 

l'Ippodromo ha ospitato l'esibizione di gruppi a cavallo di rievocazione storica, 

presso un  tendone - sala da ballo, degli infaticabili ballerini hanno presentato una serie di danze tipiche di vari paesi europei (walzer, polka, danze irlandesi, sirtaki, minuetto etc), coinvolgendo tutti i presenti ed i loro bambini nelle medesime.
Una schiera di Ponczek Angels hanno offerto lungo tutta la giornata bibite e bomboloni alla marmellata (Ponczki) (pare ce ne fossero 10.000 di bomboloni omaggio, noi ce ne siamo accaparrati uno a testa, incluse le Ice)
Ponczki Angels
Meraviglia colta in flagrante con il suo bombolone

La brezza che attraversa la citta' porta in giro le note che provengono dai tanti concerti delle bande e dei complessi musicali, classici e moderni. Su tutte si ripete l'Inno alla Gioia, scelto nel 1972 dal Consiglio d'Europa e poi adottato nel 1985 dai Paesi Membri come Inno ufficiale. Fu eseguito il 29 maggio 1986 quando a Bruxelles fu issata per la prima volta la Bandiera Europea.


Nel 1985 io cominciavo la Prima Elementare: durante le ore di musica la Maestra Pierina, oltre che traumatizzarmi per sempre con l'idea che fossi stonata e non ci fossero speranze per me d'imparare a cantare, ci insegnava le canzoni degli Alpini, della Resistenza e l'Inno di Mameli e l'Inno alla Gioia che ci univa a tutti i bambini d'Europa. Mentre camminavo per il parco Lazienki e le bimbe giocavano col Senator a far cucu' dietro gli alberi, ascoltavo la banda e dentro di me affioravano frammenti di un testo che sapevo a memoria da tanto lo cantavamo spesso:  
"Gioia figlia della luce, dea dei carmi, deaaaa dei fiooooor, il tuo genio ci conduce per sentieri diiii splendoooor.."

Cercando le parole che mi mancano, scopro che la Pierina ne sapeva una piu' del diavolo: laddove il Consiglio Europeo aveva scelto l' inno in versione solo musicale perche' l'idea del testo in tedesco, quello scritto da Schiller, per quanto fosse un messaggio di fratellanza, poteva urtare, visto il ruolo svolto  nella storia d'Europa dalla Germania nella prima meta' del novecento, lei  per insegnarcelo ando' a recuperare il testo scritto dal compositore e librettista Arrigo Boito, (Boito, nel 1861, anno dell'Unita' d'Italia, scrisse il testo dell'Inno delle Nazioni  su richiesta di Giuseppe Verdi che l'avrebbe poi eeseguito all'Inaugurazione dell'Esposizione Universale di Londra del 1962: Boito aveva vent'anni e si era appena diplomato al conservatorio di Milano, mentre Verdi ne aveva quarantotto ed era ormai famosissimo)
 Non sono riuscita a scoprire quando, ma ad un certo punto l'Arrigo scrisse il testo dell'Inno alla Gioia secondo lui, senza discostarsi dal messaggio di gioia e di fratellanza di Schiller ma in modo piu' breve e quindi piu' facile da imparare per noi seienni del 1985.
La giornata di sole e' molto lunga, l'alba a questa latitudine arriva gia' per le cinque e il sole cala alle otto: la citta' e' mezza vuota perche' molti sono partiti per il ponte lungo, ma e' anche mezza piena di tutti coloro che son rimasti e sono usciti per godere di un giorno di estate anticipata, nel verde densissimo esploso da pochi giorni nei parchi cittadini, in un atmosfera leggera: un bombolone donato regala un sorriso a chiunque lo riceve, abbia 3, 30, 60, 90 anni.
loro 3
Osservo gli anziani camminare col bastone  e guardarsi intorno: loro sanno piu' di chiunque altro quanto e' stata lunga la strada che ha portato a questo giorno, a questa Polonia.
Ultimamente sento dire da diversi amici polacchi che si sta bene a Varsavia, perche' si lavora tanto ma ora, rispetto a dieci anni fa, molti stanno imparando anche l'arte della joie de vivre senza festa comandata o matrimioni: fermarsi un attimo e rilassarsi, quando e' il momento, a gustarsi quanto si ha realizzato ogni giorno.

Questa mi pare la vera festa dei lavoratori: fermarsi a contemplare i frutti del proprio lavoro, a contemplare i frutti che ci circondano del lavoro di tutti coloro che ci circondano, migliorando la nostra vita l'un l'altro, ciascuno secondo le proprie capacita'. Che e' quello che han sempre fatto e mi hanno insegnato a voler fare i miei genitori.
Vorrei dedicare questo post al mio Babbo, che e' tutta la vita che lavora, a volte con soddisfazione e a volte no, ma che ha creato, o permesso che fossero creati, ogni giorno piccoli e grandi momenti di gioia grazie al suo lavoro: quarantadueanni di vita matrimoniale, una moglie e una figlia e due nipotine felici, tantissimi ricordi di tempo insieme, di luoghi visitati, di buon mangiare, di buon bere, di case accoglienti, di bei libri letti, di bei quadri dipinti, di viaggi in auto per portarmi oggi in aeroporto e ieri a scuola, e cosi' via.

Ps, la mamma di Boito era polacca e lui veniva ogni tanto in vacanza da queste parti, chissa', magari proprio ai primi di Maggio. Piccolo il mondo, eh

17 comments:

  1. Pure io la cantavo in italiano con quel testo, quando ero in coro da piccina! :) tra l'altro mi hai incuriosita, sono andata a cercarmi il testo in tedesco che non conoscevo, e forse continua a piacermi di piu' la versione di Boito...

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    1. ciao Annika, intanto ti ringrazio per essere la prima e unica persona di tutte coloro che hanno letto finora questo lunghissimo e pesissimo post che ha avuto ancora voglia di commentarlo :-D
      anche io preferisco la versione di Boito, che per quello ho letto su di lui oggi, mi pare fosse un po' l'equivalente dei tempi suoi della giovin pop star, con intrallazzi vari tra gli Scapigliati e quella gatta morta della Duse che alla fine lo scarico' per D'Annunzio :-D

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    2. Non è affatto pesissimo, a me è piaciuto molto! :-)

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    3. Ahah, gli inciuci storici sono i migliori! Pettegolezzi guilt free :)

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  2. Ciao,
    io ho imparato a suonare l' inno alla gioia con il flauto a scuola in 4 elementare e me lo ricordo ancora. Sapevo scrivere le note sul pentagramma, ma quello nel frattempo l' ho scordato ....

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    1. oh si quanto hai ragione, il flauto! Anche io sicuramente avevo imparato a suonarlo anche se col piffero ero ancora piu' stonata che a cantare, pero' ancora ce la faccio a leggere il pentagramma, anche se non ricordo piu' bene la faccenda delle note piene (nere) e vuote (bianche)
      Ma i bimbi di ora lo imparano a suonare il flauto o suonano l Ipad? :-D

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  3. Pure io l'ho imparato con il flauto alle medie, non so il testo ma so cantarlo con le note!! :-)

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    1. potevamo andare tutte a Bravo Bravissimo :-D

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  4. ma sta maestra un genio..e bello che stiano imparando un pò l'arte di godersela....che belli loro tre..

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    1. io la temevo e la odiavo, ma sicuramente sapeva il fatto suo!

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  5. Ma povero Schiller! spezzo una lancia in suo favore mentre annego negli occhioni di Meraviglia! <3 <3 <3
    E.

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    1. quando arrivi? mi osno persa le date!

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  6. Che splendore la tua bambina! Proprio Meraviglia!
    Interessanti questi post sulla Polonia. Io la visitai poco dopo la caduta del muro e vi trovai una enorme voglia di fare, ricostruire, che evidentemente hanno avuto il loro effetto.
    Mila

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    1. Mila sarebbe bello se potessi tornare ora a vedere! grazie per i complimenti, sono stata davvero fortunata nella lotteria di assegnazione bambini :-D

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    2. ma quale lotteria!! tutto merito! con due genitori come voi (e lo scrivo senza piaggeria) non potevano che venir fuori bambine spettacolari sotto tutti gli aspetti! :)
      Ancora non ho riscontro dall'università sulle date e quindi ancora non ho prenotato e quindi non so ancora con esattezza... Spero di riuscire a venire
      abbracci a tutti voi!
      E.

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  7. Non vedo l'ora di perdermi nel verde del parco Lazienki e di conoscere finalmente le pupe belle! Questi post polacchi aumentano l'adrenalina per il viaggio ormai imminente in terra varsaviese! -23 giorni e sarò lì!
    Io e mio fratello suonavamo l'inno alla gioia imparato a scuola, io con la diamonica e lui col flauto, che ricordi...

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  8. Vale, bellissimo post, quante informazioni! Me lo ero dimenticato che l'Inno alla Gioia era stato scelto per l'Unione Europea. Veramente dovremmo investire di piu' su questo senso di appartenenza collettivo, non solo noi italiani, ma tutti gli europei, e forse anche l'UE dovrebbe spingere di piu' in questo senso. In fondo noi cittadini sappiamo solo che ci unisce la moneta, per il resto ogni nazione e' rimasta pressappoco a se'.

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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