7.11.14

Lutto da espatrio e Resilienza emotiva

La proposta inizio' a prendere forma qualche tempo fa, ma come sanno coloro che di mestiere fanno le expat spouses, quando ci sono di mezzo nuove offerte lavorative, la prima regola del Fight club e' che non si parla del Fight club, ne' con le persone che si possono incontrare di persona nello stesso luogo, per evitare che per sbaglio le parole arrivino nel giro del lavoro corrente, ne' con le persone care per non farle sperare o preoccupare inutilmente se poi non va in porto nulla, ne' sulla propria bacheca di fb per evitare entrambi i problemi di cui sopra. Una si ritrova un cuore gonfio cosi' di emozione e non puo' confidarsi con le persone piu' geograficamente o emozionalmente vicine, che sarebbero proprio quelle maggiormente in grado di capire il loro stato d'animo, che si tratti di trepidazione o di dispiacere.

Ieri e' stato reso pubblico il prossimo destino del Senator: non leggero' mai piu' le notizie d'economia allo stesso modo, ora che so sulla mia pelle cosa c'e' nella vita reale dietro ad un annuncio di una nuova carica lavorativa.

Andare via da qui per me significa perdere una dimensione che mi ha reso felice ogni giorno da quando sono arrivata. Qui, dopo gli anni di Bruxelles, Pavia e Ginevra in cui viaggiavo costantemente per compensare la mancanza di amicizie, di stimoli intellettuali, di impegni professionali,  sono tornata a essere felice pienamente, non ho dovuto esercitare virtuosismi da mezzopienismo. Avessi avuto pure i miei genitori vicino, sarebbe stato tutto perfetto, ma gia' cosi' e' stato un periodo della mia vita incredibilmente piacevole, interessante, ricco, ogni giorno.
Vecchie amiche e nuove amiche. E con tutte ci capiamo al volo, sempre.
Tempo per conoscere, per scoprire, per divertirmi.
Un ambiente urbano accogliente e stimolante per le mie bambine.
Tanti servizi per alleggerire le mie fatiche quotidiane.
Spazi di tempo sola con il Senator.

Ho ritrovato la mia identita': ora sono piu' grande,sono sposata, sono madre, finalmente pero' la mia vita qui corriponde all'evoluzione della vita che amavo, dieci anni prima quando ho lasciato Torino subito dopo la laurea.

Nel momento in cui si e' affacciata la possibilita' di un cambiamento lavorativo che avrebbe significato perdere questo mio nuovo mondo,  ho scoperto su me stessa come esista un sentimento, Expat Grief, lutto da espatrio, che a leggerlo sembra un'esagerazione, ma a viverlo non e' per nulla semplice.

E non e' solo perdere il mio mondo attuale, la mia dimensione all'interno di questo mondo.
E' anche sapere che questo mondo andra' avanti senza di me, nei  giorni in cui non saro' piu' qui. La citta' continuera' a crescere, i figli delle mie amiche continueranno a crescere, le mie amiche continueranno a vivere la loro vita, e io non saro' qui a condividere tutto questo e nulla, nemmeno le vacanze, nemmeno tornare a vivere qui tra qualche tempo, potra' ridarmi questo imminente futuro che non vivro' qui.
Nulla puo' ridare alle mie bimbe tutti i giorni che non hanno visto i nonni in questi quattro anni, anche se grande gioia e' stata nei giorni in cui li hanno visti.
Nulla puo' ridare a me e al Senator tutti i giorni in cui in nove anni che stiamo insieme, siamo stati distanti. Nulla puo' ridarmi tutti i giorni che non ho passato con le amiche che ho tra Torino e Milano dai tempi del liceo e dell'universita', con la mia amica conosciuta quando lavoravo alla Giuffre', con la mia amica conosciuta gli ultimi sette mesi a Ginevra.
Sono gia' cosi' tanti i giorni che accetto di non vivere con le persone che amo o a cui voglio bene, che accettare di perdere anche la mia vita varsaviese, anche solo per un tempo che forse tra cinquant'anni sembrera' stato un battito di ciglia, mi costa una fatica cosi' grande da non esserci ancora riuscita del tutto.

Il lutto e' la risposta complessa dell'essere umano al senso di perdita verso una persona o una cosa con la quale esiste un legame di affetto. Nell'elaborare questo sentimento, mi sono ritrovata nel classico schema di emozioni suddivise  da Kubler Ross in Negazione, Rabbia, Negoziazione, Depressione, Accettazione.

Non mi ha aiutato l'impossibilita' di parlarne immediatamente con tutte le persone con le quali avrei voluto parlarne, privandomi cosi' della possibilita' di piangere dal vivo con alcune persone che sapevo avrebbero potuto rincuorarmi  e darmi un' abbraccio vero.

Non mi aiuta il peso della responsabilita' verso le bambine e i nonni di imporre loro una distanza maggiore, colmabile con voli aerei come faremo, ma di fatto psicologicamente dura. Anche sette ore di fuso orario allargano la distanza dell'oceano.
Non ho mai creduto che fare gli expat sia un regalo alle mie figlie: avrebbero viaggiato comunque, se non da piccole, da studentesse,  avrebbero potuto imparato le lingue studiandole in ogni caso, come ho fatto io che ho imparato l'inglese fluente prima di aver mai messo piede in un paese anglosassone, sarebbero state felici di poter dare un abbraccio e giocare coi nonni ogni volta che lo desiderano. Parlo per me: noi  ci muoviamo per lavoro, per avere occasioni professionali migliori sia per contenuto che per remunerazione e conseguentemente avere un tenore di vita migliore. E' la nostra scelta di adulti, che ha conseguenze sia positive sia negative sulle bambine, non mi illudo che da grandi ricorderanno solo con gioia la loro infanzia, ci sta che ricordino con dispiacere l'aver cambiato tante volte scuole e amici, non aver visto nonni zii e zie, di sangue e acquisiti, quanto avrebbero voluto.
Infine, e' difficile elaborare il mio dolore senza turbare l'equilibrio di coppia, perche' ovviamente da questo nuovo lavoro ne beneficeremo entrambi in possibilita' ed esperienze, ma di fatto e' il suo lavoro, per il quale mi tocca abbandonare il mio mondo.


In questo mare di emozioni, un giorno la mia piu' cara delle nuove amiche, mentre stavo coi piedi affondati nella sabbia del playground  mi ha scritto: Vale io e te saremo sempre expat, siamo fatte per questa vita, non potremmo e non vorremmo fare altro. 

Ho ripensato a questa frase molte volte nelle settimane successive.
Ognuno paga il prezzo della sua passione: l'attore che si presenta a ogni provino e potra' sfondare o essere cassato. L'artista che si pone coi colori davanti alla tela e un giorno esce il capolavoro e l'altro una pennellata sbagliata ed esce una crosta.
Io ricomincio ogni volta da un posto diverso, portando dietro me stessa, un po' di bagaglio e il cuore pieno di persone che amo. E non ho sempre la garanzia che andra' bene, anzi so gia' che a volte e' andata bene e a volte e' andata male, come l'attore ai provini e il pittore nel suo studio. E' doloroso quando va male, ma non volevo fare una vita sempre nello stesso posto, ferma li' a far sempre la stessa cosa.

Pensavo che ormai a forza di ricominciare ci avevo fatto il callo e non avrei piu' provato difficolta' a staccarmi dal passato e a lanciarmi nel nuovo: fu durissima lasciare Torino per Pavia, non mi costo' alcuna fatica lasciare Pavia per Bruxelles, ne' Bruxelles per tornare a lavorare a Milano e stare dai miei a Pavia, ne' lasciare l'Italia definitivamente per Ginevra, ne' Ginevra per Varsavia.
Non avevo calcolato che avrei potuto trovare un posto cosi' speciale da diventare per me la mia nuova casa. E partire da casa, e' sempre lo spostamento piu' duro di tutti: sono di nuovo alla casella  d'inizio.

Per riempire i buchi delle parole che avrebbero potuto avere per me le amiche alle quali non potevo raccontare nulla, ho cercato su Internet, proprio come in passato ho cercato consigli per viaggiare con i bambini o per tradurre correttamente una sentenza dell'Unione da originale a lingua pivot.
E cosi' che ho trovato il filo che collega le esperienze di tante altre expat spouses che sperimentano il senso di perdita: l'emotional resilience.
E cercando una traduzione italiana, ho trovato conforto in questa di Pietro Trabucchi:

Il termine "resilienza" in origine proveniva dalla metallurgia: indica, nella tecnologia metallurgica, la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate. Per un metallo la resilienza rappresenta il contrario della fragilità. Così anche in campo psicologico: la persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile. Etimologicamente “resilienza” viene fatta derivare dal latino "resalio", iterativo di "salio". Qualcuno propone un collegamento suggestivo tra il significato originario di "resalio", che connotava anche il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare, e l’attuale utilizzo in campo psicologico: entrambi i termini indicano l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.
La mia personale definizione del termine è la seguente: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo "persistere" indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a "leggere" gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.

In queste settimane in cui non ho scritto, ho messo tutte le mie energie nello sfruttare al massimo il tempo che ho ancora qui a Varsavia, nel cercare di accettare questo prossimo passo e sto facendo del mio meglio per diventare anche io una resilient expat, possibilmente prima di salire sull'aereo il prossimo primo dicembre con un marito, due bambine, due bagagli a mano, un passeggino, un monopattino e nove valigie di stiva.
Sull'argomento:
http://adaptingabroad.com/news/life-abroad/expat-emotional-resilience
http://www.theemotionallyresilientexpat.com/
http://expatriateconnection.com/warning-as-an-expatriate-you-may-suffer-from-this-condition/
http://en.wikipedia.org/wiki/K%C3%BCbler-Ross_model

102 comments:

  1. che bello questo post vale. ti abbraccio.

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  2. Sai le frasi di circostanza, scontatissime, tipo "potrei averlo scritto io"? Ecco.

    Attraverso la stessa identica fase, con le stesse omissioni (ci sarà un motivo se non scrivo da così tanti mesi), le stesse emozioni contrastanti e gli stessi dubbi.
    Continuo a ripetermi che la felicità non è un luogo fisso, ma è dove noi la cerchiamo. Un indirizzo geografico che cambia spesso. Speriamo di trovarla anche a destinazione.

    In bocca al lupo! ;-)

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    1. a volte e' peggio l'attesa prima che cominci la musica, che quando si deve ballare

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    2. Quanto hai ragione, soprattutto quando non sai dove andrai a finire...;-)

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  3. Che dire Vale... di posti ne hai vissuti parecchi, di benvenuti ne hai ricevuti tanti e di saluti ne hai dati troppi... è sempre difficile lasciare un posto che si ama, soprattutto quando questo posto, che casa non era, casa è diventato. é vero, il mondo andrà avanti lo stesso, tu a Houston e gli altri dove li avrai lasciati, ma prima o poi you will catch up with it. Pensa a questa avventura a Houston come a un'altra esperienza da mettere nel tuo bagaglio della vita!

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  4. certo che oggi non potevamo scrivere un post più diverso!!! Io non voglio sminuire...ma non so perchè ho la sensazione che sarà bello e sarà davvero un battito di ciglia, che però vi permetterà quel passetto avanti che da adulti cercavate. Perchè Vale la vita è fatta di tante cose...e io sono una fiera sostenitrice che ogni occasione diventa opportunità e tu lo sai cosa mi aspetto dal tuo espatrio in terra americana!!!!

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  5. Cavolo mi son venuti giù i lacrimoni, per te, perchè ti ho vista davvero felice a Varsavia e so che presto tornerai ad esserlo lì, e in USA avrai solo l'opportunità di metterti alla prova ancora una volta in un paese dalle mille contraddizioni ma anche dalle mille opportunità, e sì sarai lontana, ma le ore di fuso ad ovest si combinano non male con l'Italia, io ho già provato e funziona! Poi avere un'amica in Texas mi stimola a pensare ad uno dei prossimi viaggi in giro a trovare gente, perciò so che non ti è molto d'aiuto, ma non temere, io verrò a trovarti!
    Seppure nel mio piccolo solo all'interno dell'Italia, anche io ho cambiato ben 5 posti in 5 anni e so di cosa parli, ad un certo punto trovi la quadratura del cerchio, finalmente ti senti di nuovo a casa e di certo non vorresti andare via...ma la vita è troppo imprevedibile per negarci prima un'opportunità che non sappiamo cosa potrà portare...e io sono sicura che a voi regalerà cose e persone bellissime, avrete solo più posti da chiamare casa e più persone a cui spedire gli auguri di Natale con la foto di famiglia! Un grande abbraccio Vale, per me rimani un esempio sotto tutti i punti di vista!

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    1. esatto, non e' questione di spostarsi all'estero o in italia, e' questione di spostarsi altrove dopo che finalmente s'e' quadrato il cerchio, E' vero, faremo la foto di famiglia pochi giorni l'arrivo per spedirla in tempo per Natale!!

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  6. A parte la questione del controllo (che a volte puo' risultare limitante secondo me), credo che essere resilienti per natura o diventarlo per esercizio sia una grande cosa.
    Io ne ho preso coscienza sempre di piu' con gli anni e le esperienze...del resto non potrebbe essere altrimenti.
    E sono fiduciosa per te e per questa nuova avventura perche' hai una grande energia e una profonda consapevolezza di te.

    Ok dimetto gli abiti del guru e ti dico che sara' un piacere leggerti da...ovunque andrete!
    Un abbraccio forte Vale... spero che sia un mese di ottimismo.
    Elle

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    1. grazie Elle, le tue sono parole preziose

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  7. Ma non avevo capito che la partenza sarebbe stata cosi' vicina!
    Capisco la sofferenza di lasciare un posto nel quale si vive bene, nel quale ci si sente a casa (per quello che per noi expat puo' significare), pero', per qualche ragione, sono convinta che negli USA starai benissimo. Gli affetti mancheranno, ovvio, ma secondo me la vita americana ti travolgera', o almeno te lo auguro.
    Ti abbraccio,
    Mel.

    PS. bellissimo l'estratto sulla resilienza!

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    1. io sono un po' scettica perche' gli aspetti fighi della vita americana a Varsavia ci sono praticamente tutti, hanno importato i modelli migliori nel loro rinnovamento..

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    2. pero' grazie per l'abbraccio e sentiamoci in privato se vuoi, quando avro' il numero americano possiamo scambiarcelo per whatsapp o telegram

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  8. Mi hai un po' commosso...io non lo so qual è la mia casa, so che lasciare la Spagna è stato uno strazio e so che non sarà lo stesso per la Francia, che mi ha dato tanto, ma che non sento mia fino in fondo.
    So però che mio marito continua a mandare cv in giro e io attendo impaziente la prossima destinazione. Sono triste, però. Se mai dovessero accettare uno dei cv a Varsavia mi sembrerà di aver perso un'amica sapendo che non ti troverò là. Sono contorta e un po' melensa, ma prendimi così.
    E poi...lo so, te l'avranno detto tutti...ma gli USA?? Per me sono un sogno!

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    1. nel caso ti passo il pacchetto pronto delle mie amiche qui! anche loro un sacco di bambini!

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  9. Urca che post... Non ho dubbi che te la caverai benissimo anche a Houston. Forza e coraggio Vale!!

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    1. ahhaha urca avrei potuto scriverlo io :-D grazie Ale

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  10. Non penso di avere mai commentato il tuo blog, ma lo leggo constantemente e con ammirazione. Rivedo me in molte esperienze e mi rivedo in questa durissima e meravigliosa arte della resilienza. Ti auguro il meglio, perché il "meglio" lo porti con te su quell'aereo insieme a marito, figlie, bagagli e monopattino :-)

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    1. grazie Licia per aver preso il tempo di commentare e di scrivermi questo bell'augurio.

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  11. Partire é sempre un lutto, e quando nel 2011 ho lasciato questo posto per tornare in Italia, che sarebbe stata la mia vera casa, l'ho vissuto cosí male che non me ne facevo una ragione, anche lavorando, anche costruendo qualcosa, ma non avevo data di scadenza e quello mi sfiniva di nostalgia. Tu hai una data, mi sembra, quindi prendilo come un'avventura, un'esperienza, sai che Varsavia é li per te sempre, e poi hai una casa dove tornare, giusto? Non la perdi, solo la lasci per un periodo, vivi il nuovo espatrio come un viaggio lungo che vi arricchirá. E poi il tempo passa in fretta, ed ora l'ansia da preparativi e partenza é tremenda ma presto passerá. Buona fortuna, son sicura che andrá tutto bene :)

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    1. Una data non c'e', solo una casa che ci aspettera' e un gentlemen agreement tra me e il Senator. Si, non c'e' altro modo che viverla come una sorta di erasmus family :-D

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  12. Mi è cascata la mascella. Nooo, ho urlato dentro di me. Perché ci hai fatto innamorare di Varsavia e della Polonia. Una nazione in crescita e positiva, al contrario del resto d'Europa, non specifico meglio per non farmi del male. Non sei sposata con un polacco varsavaiese: sei sposata con la Polonia intera, per questo ti fa male lasciarla. Un abbraccio fortissimo.

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    1. Sono felice di avervi fatto innamorare di Varsavia o, specie per coloro che non avendo nessun contatto con la storia e la cultura polacca e magari avevano un'immagine di paese triste pieno di gente triste. Effettivamente almeno una letterina col sigillo di ceralacca dal Comune come onore al merito, potrebbero anche donarmela :-D

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  13. Ehi come ti capisco, sono anch'io nelle tue "braghe"!!!
    Il mio compagno ha accettato (lui dice che abbiamo accettato!) un lavoro all'estero ed eccoci alle prese col nostro trasloco internazionale. Millemila cose da preparare...ma sai già di cosa sto parlando!
    Dove andate questa volta? Noi in U.K. nel Bedfordshire per la precisione.

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  14. Bellissimo post, Vale. Anche io, lo sai gia', la penso un po' come Mimma, e sono sicura che sara' un arricchimento. Anche se passerai un anno col naso tappato. Non vedo l'ora che arrivi da questo lato d'Oceano!!

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    1. mi sono immaginata subito con la voce nasale di Eros ahahhaha

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  15. Vale bellissimo post! Capisco la tristezza di lasciare Varsavia ma li hai una casa alla quale prima o poi tornerai..quindi in un tuo futuro lei c'è ancora. Anche io penso che ti ambienterai velocemente e sarà una bellissima esperienza.. Non vedo l'ora di leggerne nel tuo blog!! Per ora un abbraccio stritoloso!!! :*

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  16. Bellissimo post Vale, ma non e' un addio, solo un arrivederci...anche se magari indefinito...e questo rende tutto unn po' meno doloroso!

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  17. stupendo post, Vale, in cui mi ritrovo, in cui c'è tutto i tuo mondo e tutti gli ottovolanti emotivi di questi mesi difficili. In cui però c'è anche la tua forza, la tua positività e il tuo carattere...tu insomma, speciale come sei. E così speciale che trarrai il meglio anche da questa nuova avventura, nonostante le tante difficoltà. Un abbraccio grandissimo, Vale

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    1. grazie amica. E' stato bello dopo tutti questi anni incontrarti di persona e pensare che siamo proprio cosi', entrambe per davvero

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  18. Beh, il lato positivo e' che Houston e' una citta' bella grande, quindi niente dinamiche da paesello franco-svizzero, che e' gia' molto. Per il resto capisco perfettamente le riserve e questo post davvero avrei potuto scriverlo io, sostituendo Varsavia con Londra.

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    1. mi ricordo quando ti eri appena trasferita...ovvio che uno non puo' disperarsi troppo in [pubblico perche' rimaniamo persone fortunate, non siamo certo le mamme che arrivano coi barconi a Lampedusa, pero' si parla spesso del lasciare casa e della difficolta' di integrarsi quando si espatria e troppo poco di cosa succede dopo che ci si e' integrati bene e si deve ricominciare ancora una volta, che forse e' la differenza tra emigrare, che succede solo una volta e espatriare, che e' un continuo..

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  19. ciao io no sono una mamma expat anche se avrei tanto voluto esserlo e abito nel posto in cui non avrei voluto abitare, ma tant'è, sono resiliente lo stesso. vivo la vita come se fosse un viaggio e soffro la stanzialità come se fosse una ferita. secondo me starete bene negli Stati Uniti e ti faccio tutti gli in bocca al lupo possibili!!!! ciao!!!

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    1. ciao Clara, si che poi io parlo di espatrio perche' sono confini extraitaliani, ma sono sicurissima, anche per esperienza personale, che cambiare luogo anche in italia puo' avere le stesse dinamiche, grazie per il commento! w le resilienti!

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  20. potrebbe esserti un pochino di aiuto sapere che io e le mie mini-me non vediamo l'ora di conoscervi finalmente dal vivo? :)

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    1. :-) io invece ho una mini me e una mini Senator !

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    2. ah beh, se parliamo di mini-me in termini genetici, allora io perdo 0-2 con marito perché le babies sono due mini-lui
      but anyway, looking forward to seeing you! :-)

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  21. Anche io Vale la penso un po' come Mimma, credo che ogni nuovo paese ci regali nuove avventure, esperienze di vita, ricordi. Insomma, ci arricchisce! Come ben sai anche io sto vivendo la tua stessa situazione in questo momento della mia vita e credimi che vorrei tanto che la mia prossima destinazione fosse dall'altra parte dell'oceano piuttosto che la ristretta e difficile Saudi!!!!
    In bocca al lupo e vedrai che andrà benissimo, sei forte!

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    1. si mi rendo conto che Houston non e' Ryhad e tanti altri posti ben piu' duri...ma il difficile per me non e' andare Houston, ma lasciare Wawa. Se m'avessero spedito a Instanbul o Rovaniemi o Shannon o Porto (tanto per andare agli estremi d'Europa) penso che, tranne che il problema distanza nonni-bimbe, avrei vissuto quasi ugualmente male tutto il resto :-S

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  22. Ciao Valentina, stavo cominciando a preoccuparmi per la tua assenza nel blog....e ritorni con questo post bellissimo, carico, coinvolgente e commovente!
    Non ho mai provato queste tue emozioni nei miei trasferimenti perche' forse non sono mai arrivata a sentirmi "di un luogo" come ti senti tu ora di Varsavia.
    Sono convinta, come lo sono tutte le tue lettrici, le tue amiche virtuali, che te la caverai benissimo. Forse e' davvero il momento di transito quello piu' difficile. Prendilo come un periodo, sono fasi, l'importante credo sia partire con il piede giusto, carica, perche' ci sara' quella fase dove tutti si appoggeranno su di te (le tue figlie in particolare!) e li' il peso si fara' sentire e tu dovrai essere pronta! ti faccio i miei piu' sinceri in bocca al lupo per questa nuova avventura!

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  23. .. ti aspettiamo da questo lato dell'oceano...
    e siamo curiosi di leggere attraverso i tuoi occhi la vita americana!

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  24. "E' anche sapere che questo mondo andra' avanti senza di me, nei giorni in cui non saro' piu' qui. La citta' continuera' a crescere, i figli delle mie amiche continueranno a crescere, le mie amiche continueranno a vivere la loro vita, e io non saro' qui a condividere tutto questo e nulla, nemmeno le vacanze, nemmeno tornare a vivere qui tra qualche tempo, potra' ridarmi questo imminente futuro che non vivro' qui"...in queste parole ho trovato tutta la tua malinconia, mi hai commosso perchè leggendo mi sono immedesimata (anche se ovviamente non posso capire davvero quanto grande sia per voi questo cambiamento). Che dire...sei davvero coraggiosa, è davvero una cosa molto diversa da prima...è innegabile che la distanza fisica questa volta sia difficilmente colmabile, spero per voi che la vostra permanenza negli States sia piacevole, ma che potrai presto tornare a Varsavia che è la città di cui hai parlato con più amore e passione da quando ho scoperto il tuo blog. Un grossissimo in bocca al lupo, sono curiosa di leggere i tuoi racconti a stelle e strisce!!! PS: deformazione professionale...appena ho letto resilienza da brava tecnica commerciale ho pensato alle "mie" valvole e mi è sembrato curioso che conoscessi questo termine

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    1. identificare i motivi della mia malinconia e' stato particolarmente tosto e riuscire a metterli a fuoco e poi scriverli mi sta aiutando ad affrontarli meglio. Grazie Chiara, sei sempre molto carina con me e sono felice di aver fatto in tempo a incontrarti dal vero!

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  25. che post meraviglioso, mi ha molto colpito, soprattutto la parte sulle bimbe...beh credo sara' difficile, io non sono mai stata la campionessa del bicchiere mezzo pieno, pero' alla fine l'importante e' che il gruppo sia sereno, il posto dove si vive certo conta, ma relativamente, quindi ne verra'fuori una buona esperienza! E ad ogni modo la vostra casa a Varsavia resta, se a Houston "avete un problema" nulla impedisce il rientro...come si dice, comunque vada sara'un successo! Un abbraccio
    Federica da Singapore -che non ha mai avuto un account google

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    1. grazie Fede, anche io amo i tuoi post!

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  26. Capisco il tuo dolore, but you know I'm waiting for you!!

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    1. col workshop di guerrilla couponing, mi raccomando, sono gasatissima!

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  27. Lo sai che nessuno più di me può capirti, una cosa è certa: succede solo una volta di trovare la propria vera dimensione e felicità all'estero e nessun altro posto per quanto figo sarà all'altezza. Se poi quel posto è in America tanto peggio che il confronto non può proprio reggerlo, però guarda il lato positivo potrai tornare e dire con cognizione di causa che gli Stati Uniti sono proprio un posto sopravvalutato senza sentirti dire che hai solo pregiudizi :) Scherzo, sono sicura che nonostante tutto l'esperienza pur nelle cose inaccettabili ti darà tanto come lo sta dando a me e poi con quelle meravigliose bimbe che ti ritrovi sarai sempre felice ovunque. E finalmente avremo solo due ore di scarto di fuso! In bocca a lupo amica mia!

    Aver (niente non mi fa commentare col login di wordpress)

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    1. non vedo l'ora di averti nuovamente per casa :-)

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  28. Neanche io avevo capito che la partenza era così vicina vicinissima ... e capisco la tua 'pena' a lasciare una città che ogni giorno di più ti ha accolta e fatta sentire a casa. Poi in realtà noi abbiamo il vantaggio di essere meglio dei metalli, perché mi sa che la loro resilienza resta invariata, la nostra aumenta ... però poi ci sono quei momenti ... Proprio oggi io lo vivo al contrario, un nostro caro amico se ne va, all'altro lato del mondo ... e senti quel qualcosa dentro che da crack, una crepa ... c'abbiamo il cuore terremotato.

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  29. Ti auguro un futuro pieno di soprese, di nuove amicizie e che tu possa trovare un posto in cui dopo poco tu ti possa sentire a casa...Tu, sta per tutti voi.

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    1. grazie per aver commentato e per l'augurio!

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  30. Non riesco nemmeno a immaginare cosa voglia dire affrontare l'ennesimo spostamento. Auguro il meglio a te e alla tua famiglia!

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    1. grazie Robin, un abbraccio anche a te!

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  31. Seguo spesso e con profonda ammirazione ( e a volte anche con un pò di sana invidia) il tuo blog ma non avevo mai commentato. Oggi questo tuo post mi ha lasciata senza fiato, io che sono tutto il contrario di quello che sei tu ti auguro ogni bene in questa nuova avventura che sono sicura saprai affrontare al meglio perchè la casa la TUA casa viene via con te . Io sono rimasta qui in Italia a fare l'avvocato sottopagato in uno studio a poca distanza da casa dopo avere preso la lode, lavorato per la Giuffrè ( su RIDL e su GC) e avere rinunciato alla mia carriera per seguire mio marito che la sua carriera l'ha fatta qui a poca distanza da casa,sono quanto di più lontano da un expat ci possa essere ma per quanto possa valere ti abbraccio forte...........e continuerò a seguirti..........Good Luck e come diceva la nonna ricordati : chiusa una porta si apre un portone..............

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    1. cara Esther grazie per aver deciso di commentare, mi fa piacere sapere chi sei e quante cose abbiamo in comune, perche' certe scelte e le conseguenti fatiche prescindono dallo spostarsi in un luogo sconosciuto estero o italico. quando sono passata da Torino a Pavia ho sofferto molto piu' che da Pavia a Bruxelles e da Pavia a Ginevra. A Pavia ero praticamente un fantasma, e non avevo manco il bene di dire che stavo facendo una esperienza expat, era una esperienza di emme e basta :-D

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  32. Che dire? Potrei dirti che anche là troverai cose che ti renderanno felice, perché ti sposti con la tua bella famiglia. E questo è senz'altro vero. Però prima di tutto ti dico che ti capisco profondamente, e se fossi nei tuoi panni mi sentirei esattamente come te. Un po' poco come incoraggiamento, ma a me l'ottimismo americano mi scivola addosso che manco il teflon ;-) Se un giorno ti stufi di tutti questi che lo trovano fico, vieni pure a trovarmi nella solare California. (Sempre che io non riesca a scappar via prima!)

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    1. di pareschi ce n'e' una come lei non c'e' nessuna :-)
      grazie

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  33. Ma noo! E io avevo capito che...
    Tu mi avevi detto "quella cosa" e così pensavo fosse una tua amica a partire!
    Invece la faccenda è più complicata..mmh.


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    1. ho pianto mezzora sul tuo post quel giorno

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  34. Oh Vale, quante emozioni. Le tue parole non nascondono niente ed io non ho grandi parole di conforto. Sono convinta che andrà tutto bene, che sarà bello, ma ti capisco. Esistono tanti tipi di lutto, senza morte alcuna.
    Però, da che mondo è mondo, l'America è una grande meta... Ed egoisticamente, saperti da questa parte mi piace come idea!! Ti abbraccio con tanto affetto.

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    1. grazie bimba, ricambio l'abbraccio e chissa' che non venga a scoprire l'estate brasiliana !

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    2. Magari!! Sarebbe bellissimo poter passare del tempo insieme. Se decidessi, io sarò felicissima di ospitarti.

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  35. Varsavia mi sembrava proprio il tuo posto speciale.
    Per come siete fatti, finirete con il ricreare il vostro posto ovunque andrete.
    Sono sicura. :)

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    1. Finora avevo sempre ricreato, ma perche' eravamo solo noi due di partenza in ogni caso...adesso e' un mondo intero. Si fara', i ll deal with it, non ho dubbi, ma per digerire e' stata lunga

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  36. Ripensandoci dopo il primo impatto, anche se era una notizia non inattesa, mi è venuta in mente la mia esperienza personale, di Monaco, dove ho vissuto i miei anni perfetti. Tutto dopo poteva sembrare "diverso" ma non all'altezza. Poi l'esperienza ha dimostrato che si, tutto è stato "diverso", ma non meno bello, curioso, interessante, seppure con alti e bassi (molti più alti che bassi, va detto). E questo post mi ha fatto riflettere meglio sul perchè. Perchè non è tanto il luogo a far la differenza (seppure il luogo abbia molta rilevanza), ma le persone e il loro carattere. E ho detto tutto <3 Non sarà mica facile, chi lo nega, i primi tempi si sentirà tanta nostalgia ma poi la prospettiva di un nuovo futuro, cose interessanti e i cambiamenti personali (età, esperienza, mentalità) alimenteranno il bagaglio d'esperienze arricchendolo. Però, tu hai una radice speciale con Wawa, finchè c'è quel legame non sarai mai veramente lontana perchè avrai sempre un posto sicuro dove tornare <3
    Abbracci a tutti voi.
    E.

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    1. Lo so lo so...pero' la differenza tra le partenze precedenti e questa e' assolutamente palese, dentro ogni cellula di me

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  37. Ho letto tutto il post ma non tutti commenti. Insomma "mi piego ma non mi spezzo" ;-) Beh sai che ti dico? Che ti troverai benissimo anche a Houston, che troverai lati negativi e positivi, come ci sono ovunque, ma che troverai la maniera di ridurre il negativo, in quale modo. La cosa dura è l' attesa della partenza, il preparativo ed i primi tempi nel nuovo posto. Poi andrà alla grande! In bocca al lupo!

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    1. grazie :-D Ormai quando ti leggo mi immagino le bimbe che vanno a fare il bagno ai cavalli di sottofondo! sicuramente l'attesa logora piu' della partita!

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  38. Mi dispiace tantissimo. Secondo me non c'è solo l'amore per Varsavia, ma anche l'età. Più avanti si va, più pesa farsi rivoluzionare la vita, oltretutto per esigenze non proprie. Ne so qualcosa io che mi sono appena trasferita in Norvegia… Almeno ho un mio contratto di ricerca dal 2011, unico fattore (essendo fatta come sono fatta io) che mi permette di mantenere la salute mentale, anche se detesto lavorare a distanza con tutto quello che implica, sia in termini di contenuto del lavoro, che di atteggiamento delle persone. Se mi sposto da qui, sarà solo per tornare a stare dai miei. Complimenti per la forza d'animo, la sincerità, l'equilibrio e l'onestà che dimostri. Io per una volta amo la mia pigrizia, che sola mi trattiene dal fare irruzione con un fucile a canne mozze nelle case degli ex datori di mio marito. Come dicono gli olandesi, sterkte. A presto Sofia

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  39. ecco, tu lo sai quanto io ti capisca! Ora io so che tu puoi capire la sofferenza che ho provato due anni fa lasciando un posto dove stavo proprio bene. Purtroppo per me questo grief (mica tanto metaforico) si è intrecciato ad un lutto "reale" e difficilissimo. E ai primi mesi del mio piccolo. Ora che ne sto uscendo mi rendo conto quanto esplosiva (implosiva, in realtà) questa congiunzione astrale sia stata per me. Sono un po' amara verso coloro che mi circondavano e per sottintesi dicevano "la smetti di fare la lagna?". Io credo di essere stata molto forte, e brava viste le circostanze.
    Scusa lo sfogo, questo tuo post mi ha rimescolato un po' di sentimenti.
    Immagino la sofferenza che hai provato mentre non potevi condividere. Lo sai che è stato chiaro e sconvolgente quanto VArsavia ti abbia fatto bene? Capisco in profondo la tua tristezza e ti auguro di mantenere la forza e allegria che mostri sempre.

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    1. grazie Squa, so che ogni parola viene dal profondo

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  40. questo post è arrivato cosí inaspettato e mi ha colpito molto! moltissime sensazioni le posso praticamente toccare. Credo sia importante che tu riesca a scrivere e riconoscere tutti questi sentimenti. è come mettere su un tavolo uno a uno i propri pensieri e poi cercare di dargli un senso ed un nome. Io sono convintissima che questa scelta sia stata pesata e valutata a lungo e soprattutto nei minimi dettagli. Per questo sono convinta che le cose andranno benissimo. Nella storia di una famiglia succedono molte cose e le priorità cambiano in ogni momento. voi avete visto che è il momento per fare un salto e seguire i vostri sogni. D'altra parte se non sono i genitori a fare questo chi insegna ai figli a farlo? Poi ci sarà un momento in cui l'esigenza di un posto che si chiami casa vicino a persone che SONO famiglia sarà la priorità. E sono certa che sarete perfettamente in grado di riconoscere quel momento e prendere le decisioni di conseguenza. Bè, almeno condivideremo il fuso :) ti abbraccio!

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    1. Maggie tu non lo sai ma stai per diventare la mia prossima guru!

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    2. ma va smettila che da te ho solo da imparare ;)

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  41. È un post davvero commovente e intenso, grazie per aver condiviso con noi queste tue riflessioni.
    E in bocca al lupo per la vostra nuova avventura

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  42. Penso ci si possa fermare, chi ''impone'' la scelta del salario migliore ad ogni costo?!? Valutare con attenzione...pro e contro.

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    1. sai quanti mesi di pro e contro :-)? questo post arriva che ormai il dado e tratto.
      Ho usato il termine remunerazione in senso ampio: ci sono occasioni lavorative che aldila' del valore economico offrono un contenuto d'interesse, di sviluppo personale, di prospettiva per il futuro migliore, nessuno le impone all'altro, semplicemente non ha senso rinunciare ai sogni del Senator quando gli arrivano all'uscio di casa dopo una decina di anni che si fai un mazzo enorme per realizzarli.

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  43. Ci sono rimasta di stucco, anche se qualcosa avevo captato del tutto intuitivamente, leggendoti tra le righe. Ho troppe cose da dirti che non ho potuto dirti di persona: ti scrivo via mail.
    Le sensazioni che descrivi nel post le conosco bene, ma cerca di guardare avanti. E' la vita! E hai comunque occasioni che non sono "per tutti".
    A proposito... la resilienza che citi è utilizzata anche in Pedagogia speciale (per gli special needs). Ma mi sento di dire che a Wawa ho dovuto mettere in pratica la resilienza ;) non per Wawa in sé, sia chiaro!
    Come ha detto Marica: "siamo curiosi di leggere attraverso i tuoi occhi la vita americana!"
    In bocca al lupo di cuore!

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    1. ci sentiamo poi in privato, un abbraccio grande grande

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  44. Ho letto tutto d'un fiato il tuo post e quello di tua mamma e mi sono commossa... Sono sicura che vi adatterete benissimo alla nuova vita, che sarà un'esperienza bellissima, della quale farai partecipe anche noi con i tuoi spiritosissimi post, e che il tempo in fin dei conti vola, e sarà già il momento di rientrare a casa... ma comprendo benissimo la vostra tristezza. In bocca al lupo per tutto, a te e alla tua splendida famiglia, un abbraccio, Maddalena.

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  45. E' difficile per me scriverti qualcosa di sensato quindi, per adesso, mi limito a farvi tutti i miei in bocca al lupo ed augurarvi un periodo di meravigliose scoperte e stupende conferme.
    Varsavia ti aspetta

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    1. Di' ndo'ndiamo ;)
      Dà un grosso abbraccio a tua mamma anche per me.
      Lei si, un po' la capisco

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  46. Cara Valentina, mi pare strano scriverti un commento qua dopo tanti anni che ci conosciamo, ma mi sembra oramai l’unico modo per comunicare con te. Io mi ricordo una Valentina che aveva dei sogni e degli ideali, ma se leggo quello che hai scritto qua, trovo una persona che sa benissimo quello che sta infliggendo alle sue figlie e ai suoi genitori, e lo fa solo per soldi e per benessere materiale. E lo trova pure giusto. Questa non è la persona che conosco e mi chiedo cosa ti sia successo. Mi piacerebbe parlartene e spero avrai voglia di farlo ma anche questo, con te è oramai impossibile perchè non ascolti più nessuno. Tu parli parli parli e ti lamenti di come ti trattano le tue amicizie, ma in realtà sei tu che non ascolti. Mai. Non ci sei per nessuno ed esisti solo tu, tuo marito e il vostro denaro. Non so dove sia finita la Valentina che conoscevo. Scusa se non mi firmo, ma spero capirai chi sono e magari mi vorrai parlare.

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    1. certo, mi pare normalissimo che una persona scriva anonima, molli giudizi pesantissimi adducendo di conoscere me, nonche' la sostanza delle mie finanze familiari, senza lasciare nessun nome, nessuna email, dicendo di essere mia amica e io con la palla di cristallo dovrei pure indovinare chi e'. Peraltro io non mi lamento di come mi trattano le mie amicizie, ho persone fantastiche intorno a me, mi dispiaccio di aver perso un po' di contatto con alcune persone ma come succede a chiunque nella vita, expat e non. Complimenti, il troll con la vena da psicologo specializzato in dietrologia mancava.

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  47. Ti leggo da pochissimo... avevo intenzione di contattarti perché sto per trasferirmi a Varsavia con marito e due figli...
    Mi spiace non incontrarti... in bocca al lupo per tutto. Paola

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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