31.3.14

Pepepepepe: Un anno da Varsaviese!

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E cosi questo weekend di sole, cielo azzurro e gemme che diventano foglioline, abbiamo festeggiato il nostro primo anno qui.
In questa citta' dove sono arrivata carica di entusiasmo e che ha ricambiato con tante opportunita' le mie speranze, offrendomi praticamente ogni giorno luoghi, esperienze, persone.Per la prima volta dopo aver lasciato Torino quasi dieci anni fa, vivo nuovamente in un posto che posso chiamare la mia citta'.
In questa casa che, per una serie di mirabolanti avventure, da appartamento trovato in affitto su internet e' diventata la prima casa nostra per davvero, dando una nuova direzione al nostro futuro: ovunque andremo d'ora in poi, ci sara' non solo una casa, ma questa casa in cui tornare.
Un anno in cui sono stata soprattutto felice.


Ecco l'occasione per linkarvi i miei siti preferiti dove scoprire informazioni sulla storia, sui luoghi da visitare, sugli eventi, e su quello che succede a Varsavia: 

Varsavia nei miei post

Oggi e' un giorno fortunato (24.03.2014) EXPAT LIFE VARSAVIA
La Marzanna (22.03.2014) EXPAT LIFE VARSAVIA
Id like to thank my community (14.02.2014) EXPAT LIFE VARSAVIA
Falsi amici (20.01.2014) EXPAT LIFE, VARSAVIA
La BARburka (19.12.2013) EXPAT LIFE, VARSAVIA
Novita' in Pancia (10.12.2013) EXPAT LIFE, VARSAVIA
Lezioni di vita Varsaviesi - Il Pranzo e' servito (24.11.2013) EXPAT LIFE VARSAVIA
La scoperta della Polonia (21.10.2013) VARSAVIA, EXPAT LIFE
Autumn in Warszawa (19.10.2013) VARSAVIA
G-Astronomia (16.10.2013) ITALIANA ALL'ESTERO
La Nanny Chic (8.10.2013)
Hubert (7.10.2013)
Lezioni di vita varsaviesi 4 - La babcia moherowa (25.09.2013) EXPAT LIFE VARSAVIA
Passe' (10.09.2013) EXPAT LIFE VARSAVIA
Chi ha paura dello Zurek? (7.08.2013)  ITALIANA ALL'ESTERO
l'Estate sta finendo (6.08.2013) EXPAT LIFE
Il Goronzo (31.072013) 
L'ora W (1.08.2013) VARSAVIA
Origliando (29.07.2013) ITALIANA ALL'ESTERO
Asini che volano! (5.07.2013) VARSAVIA
A meta' tra Chicago e Beijing - I giardini pensili di Varsavia (4.07.2013) VARSAVIA
C'e' sempre una prima volta (2.07.2013) ITALIANA ALL'ESTERO
Un giro in giro per Varsavia - Indicazioni turistiche (21.06.2013) VARSAVIA
weekend a Las Varsavias (18.06.2013) VARSAVIA
Spigolature Varsaviesi nuova serie (13.06.2013) EXPAT LIFE
Gotham City (12.06.2013) EXPAT LIFE
Varsavia,a meta' tra Chicago e Beijing - I concerti di Chopin (08.06.2013) VARSAVIA
Guida ai parchi per bambini nel centro di Varsavia (30.05.2013) VARSAVIA
La stazione di Katowice (23.05.2013) EXPAT LIFE
Slesia dal finestrino (22.05.2013) EXPAT LIFE
Sup-post (La Polonia e l'aglio) (13.05.2013) EXPAT LIFE
Varsavia 1935, 1945, 1955...2005 & ora (11.05.2013) VARSAVIA
I suoceri di Erasmus (8.05.2013) ITALIANA ALL'ESTERO
Noio volevam buvoir (2.05.2013) ITALIANA ALL'ESTERO
Italiani expat a Varsavia nel 1791 (29.04.2013) ITALIANA ALL'ESTERO
Le Picnic (26.04.2013)EXPAT LIFE
Due mele o poco piu' (25.04.2013)EXPAT LIFE
Dieci lezioni di polacco dopo (24.04.2013)EXPAT LIFE
Riscaldamento finito!(23.04.2013) EXPAT LIFE
Kindergarden sucks - tutto il mondo e' paese (18.04.2013) EXPAT LIFE
Primi giorni e lezioni di vita Varsaviesi III (12.03.2013) EXPAT LIFE
Primi giorni e lezioni di vita Varsaviesi II (12.03.2013) EXPAT LIFE
Primi giorni e lezioni di vita Varsaviesi I (11.03.2013) EXPAT LIFE

La Polonia nei miei post prima di venirci a vivere :-)


Sto lat Sto lat (12.06.2012) EXPAT LIFE
Bianco, Rosso e  .... Varsavia (11.06.2012) EXPAT WIFE
Il cestino di Pasqua (9.04.2012) ITALIANA ALL'ESTERO
Solo a Varsavia (28.03.2012) EXPAT LIFE
Fa molto Varsavia (22.03.2012) EXPAT LIFE
Spigolature Varsaviesi (21.03.2012) EXPAT LIFE
Prime impressioni da biexpat (20.02.2012) EXPAT LIFE
Arrivi e partenze - prove di ubiquita' (06.02.2012) EXPAT LIFE
Burp! Post postnatalizio (Guest post su Bilinguepergioco) EXPAT LIFE
Lo stendino di Varsavia (Guest Post su Bilinguepergioco) EXPAT LIFE
La cena comunista (19.10.2011) EXPAT LIFE



26.3.14

10 consigli per tenere viva la tua carriera mentre vivi in giro - Kirsty dixit

12 comments:
Kirsty Rice per me e' una sorella maggiore virtuale. Kirsty e' una expat che ha vissuto in Indonesia (prima figlia), in Malesia (seconda figlia), in Libia (ma il terzo figlio l'ha partorito a Malta), in Canada (quarto figlio), in Texas e ora vive a Doha: il suo blog si intitola con un'immagine facilmente comprensibile per chi e' expat: 4kids, 20 suitcases and a Beagle. Ho incontrato un suo post nelle ore piu' buie, figurate e temporali, mentre allattavo allo sfinimento la  unomesenne Viatrix e  il Senator era in viaggio di lavoro nel Dubai (cioe' via per quello che e' il nostro weekend, dopo tutta la settimana lavorativa secondo il calendario cristiano). Da allora non e' mai passata piu' di una settimana senza che le sue parole divertenti, commoventi, sagge, non mi siano state di volta in volta di conforto, di solidarieta', di ispirazione.
Ora, a voler scegliere tra i suoi post quelli che secondo me meriterebbero di esser tradotti e considerato il suo ritmo di un post al giorno 6 giorni la settimana, praticamente dovrei fare la sua interprete ufficiale dall'Italiano a cottimo, pero' ho pensato che il post di oggi, aldila' dei gusti e della sensibilita' di ognuno, ha un'utilita' obiettiva per tutte le donne expat: 10 tips to keeping your career alive while on the move
Ringrazio Kirsty che mi ha australianamente detto di far pure con questa mia traduzione al volo e mi auguro che non solo questi consigli possano esservi utili, ma che abbiate voglia di aggiungerne altri dalle vostre esperienze, perche' se non ci si aiuta tra noi ragazze, chi ci dovrebbe aiutare?

Quando ero incinta di 8 settimane con la prima piccola viaggiatrice, ho iniziato a pianificare il mio permesso di maternita'. Ho pensato che 8-12 settimane via dall'uficio sarebbero state sufficienti. Con le rate del mutuo all'orizzonte e un junior account manager che si occupava della mia lista di clienti, non volevo restare lontano dal mio ufficio troppo a lungo. Quando ho fatto la mia prima visita a un nido poche settimane dopo, ho provato il mio primo guizzo di incertezza. Forse incentivato da tutte quelle donne che mi avevano chiesto con un po' di preoccupazione "8-12 settimane,sei sicura?".
Quando G. arrivo' a casa con l'offerta di lavoro per l'Indonesia, sembro' una perfetta via di uscita. Un anno di maternita', il suo aumento di stipendio a coprire la mancanza del mio, e un esperienza senza costi d'affitto in Asia, con il tempo per gustarmi il mio nuovo piccino. Dicemmo si,  e pochi mesi dopo mi sono spostata da una vita come Kirsty Major Account Manager a una come Kirsty Stay at Home Mother in un paese straniero. Non avevo idea in quel momento che ci sarebbe stato un altro trasloco all'orizzonte in 18 mesi. Mi sono trovata, come molte donne expat, a cercare di far quadrare la ricerca di una carriera mobile. Aveva senso rispondere all'annuncio se ci saremmo trasferiti di nuovo?Quando avremmo avuto il prossimo bambino? Avrei dovuto aspettare finche' eravamo sicuri? Mi preoccupava come avrei potuto mantenere le mie qualita' professionali aggiornate e non diventare irrilevante nel mio campo, ma soprattutto mi preoccupava l'idea di rimanere bloccata. Diventare completamente dipendente da mio marito.  Voglio dire, queste son le storie su cui racconti e film sono scritti. Una donna incontra un uomo, lei si innamora di lui, lei lo segue in giro per il mondo, lei fa i bambini, lei supporta la sua carriera per anni finche' scopre che lui si fa la tizia dell'ufficio che e' la sua versione ventisei anni piu' giovane. Lei rimane senza lavoro con i figli a non sapere come tirarsi fuori dall'inferno.
Ho completa fede in mio marito,  ma non necessariamente dipende da un tradimento il ritrovarsi in una situazione del cavolo con le spalle al muro e scelte di carriera limitate. Oggi vorrei condividere con voi alcuni consigli. I miei consigli sia come ex addetta alle risorse umane, sia come donna che molte volte ha dovuto fare qualcosa da zero in seguito a spostamenti internazionali.


10 consigli per tenere te stessa, la tua carriera e il tuo profilo professionale vivi

1. Modella il tuo cv in base a dove ti trovi. 
E' altamente possibile che il settore in cui lavoravi precedentemente non esista dove vivi adesso. Modifica il tuo cv in relazione a lavori che potenzino le tue prospettive di carriera.
Una mia amica che laorava nello Sviluppo Economico all'interno del Governo trovo' che non c'era assolutamente questo tipo di ruolo dove era andata a vivere: managers in Business Development nel settore privato erano invece ben richiest. Controlla che cosa e' domandato, quali ruoli dominano il mercato, forse hai bisogno di usare un linguaggio diverso nel tuo titolo lavorativo per spiegare la descrizione della tua esperienza.

2. Buttati sui libri – Impara
Se non puoi lavorare, sia per via dei figli o per il posto in cui vivi, puoi sempre studiare. Considera anche gli studi on line e guarda quali argomenti ti piacciono. Prendi l'occasione per migliorare la tua carriera con un MBA o quella di spostarti verso un ruolo diverso. Se hai sempre avuto un interesse segreto per il Graphic Design o i Print Media, questo e' il momento di vedere se fa per te.

3. Volontariato
Se non puoi avere un visto con permesso di lavoro, pensa al volontariato. Un buon modo per sentirti bene con te stessa e mantenere il tuo cv attivo con ulteriori abilita'. Il volontariato e' un ottimo sistema non solo per incontrare gente fuori dal tuo circolo ma anche per capire quali sono le reali situazioni in una citta'.

4. Mantieni in corso le iscrizioni a ordini, albi, associazioni.
Ho molte amiche che ogni anno viaggiano per sostenere corsi o esami in modo da mantenere le proprie qualifiche in corso di validita'. Che tu sia una logopedista, un;infermiera o una commercialista, devi mantenere le tue credenziali aggiornate. Mantieni le tue iscrizioni e qualifiche in corso di validita'. Prenditi sul serio, e' troppo facile pensare che siccome non hai utilizzato quelle tue capacita' per un paio d'anni, sono irrilevanti. Non lo sono, non lasciarle perdere.

5. Impara il linguaggio locale
Approfitta del tempo per imparare la lingua: " ho passato due anni a viaggiare al seguito di mio marito" al posto di "ho passato due ani studiando arabo e cultura mediorientale" sono due conversazioni molto diverse durante un colloquio di lavoro. So che il tempo e' pochissimo quando hai un bebe' che gattona e un bimbetto da recuperare all'asilo, ma potresti considerare un insegnate che venga a casa.

6. Risparmia 
Metti da parte un po' di soldi ogni mese,in un conto non collegato al mutuo o al conto comune, non deve essere di nascosto dal tuo compagno, ma metti da parte dei soldi per te stessa: traforma i soldi che spenderesti in  un caffe' o in un oggetto in saldo, in soldi per il tuo prossimo corso o idea lavoratvia. Ho smesso di passare da Sturbucks e ora ho 100 riyals in piu' nel portafoglio alla fine della settimana. Sono 400 al mese, cioe'circa 5000  riyals l'anno da spendere su qualsiasi cosa voglio. Ho un'idea di un business on line e se voglio provare a farla partire, indovina dove trovo i fondi?

7. Referenze lungo il tuo cammino
Fai di tutto per raccogliere le referenze delle persone per cui hai lavorato. Se ti hanno chiesto di disegnare il logo per le tshirts della scuola, chiedi la referenza. Se hai fatto la newsletter per l'associazione di calcio, chiedi la referenza.Se eri la tesoriera dell'associazione del ballo Australia - Nuova Zelanda, chiedi la referenza. E gia' che ci sei, chiedi una referenza da inquilina per ogni posto dove hai vissuto: potresti aver bisogno di affittare quando torni a casa e se sei stata fuori dalla nazione per anni senza un lavoro, dovrai dimostrare di essere una persona affidabile e di parola.
8.Non aspettare
Uno dei miei maggiori rimpianti durante i miei viaggi e' stato il numero di volte in cui non ci ho provato perche' "probabilmente andremo tra qualche altra parte tra 12 mesi". Quando finalmente ho imparato la lezione e mi sono lanciato in un nuovo lavoro, e' durata 4 anni: sono rimasta piu' a lungo di tutti i neolaureati che nel frattempo sono passati ad opportunita' piu' grandi e piu' belle.Non ti tirare indietro.

9. Rimani in contatto con i tuoi datori precedenti
Mantieni i contatti con il tuo vecchio capo. Networking e' la chiave per trovare un nuovo lavoro, fai in modo che il tuo vecchio capo ricordi quanto brava eri in modo che se qualcuno lo chiama per avere una referenza su di te nei prossimi due anni la sua risposta non sia "Chi?"

10. Crea qualcosa per te stessa
Parlane a ruota libera con le tue amiche, discuti idee con il tuo compagno, fai ricerche on line. Continua a cercare quella cosa, quella alla quale tieni davvero. Ho visto la mia vicina qui in Qatar provare diverse idee, alcune hanno funzionato, altre no. Due anni fa ha messo insieme un libro che e' ora probabilmente il regalo souvenir piu' venduto. La tua idea potrebbe sembrare matta a tutti tranne che a te. Fai una prova. Qual'e' la cosa peggiore che potrebbe succedere? Buttati!

(liberamente tradotto da http://kirstyriceonline.com/2014/03/10-tips-to-keeping-your-career-alive-while-on-the-move.html, tutti i diritti di copyright sono riservati all'autrice Kirsty Rice)

24.3.14

Oggi e' un giorno fortunato

19 comments:
A volte le sciagure che capitano nel mondo sembrano lontanissime.
A volte no.
Prima epidemia di Ebola mai registrata, nel paese da dove il Senator e' tornato giovedi' notte.
Ieri c'era da scoprire e stabilire tutta la procedura  di evacuazione per le persone che lavorano li' fisse per l'azienda.  La mattina e' cominciata troppo presto per via degli incubi della Viatrix, e per stanchezza mi sono lasciata andare al timore. La paura che il mio mondo possa crollare, che anzi, stia per crollare. Proprio ora che sono cosi' felice, che sto cosi' bene dove sono, che stiamo bene noi due e abbiamo le bimbe.
In realta' le possibilita' di contagio sono infinitesimali: la mia ansia e' solo data da un infinitesimo di paura su tanto sonno arretrato.
Mentre spingevo il passeggino confusa e agitata per le strade del quartiere sovrastato da un mite grigio di pioggerella, non ho potuto che osservare come la bruttezza architettonica residua dimostri ancora tutto il flagello di morte, guerra, poverta', che ha devastato a ripetizione per due secoli questa citta'. Eppure anche se il mondo qui e' davvero crollato, portandosi dietro tante anime quanti mattoni, un nuovo mondo e' rinato grazie alle anime sopravvissute e a quelle nate dopo: insieme mettono su i mattoni per creare nuovi luoghi per nuove vite.
Varsavia puo' essere un monumento alla tragedia umana, puo' essere un monumento all'ottimismo umano: dipende solo da come la si guarda.
Mentre ritornavo verso casa ho incrociato un uomo di una certa eta' vestito in modo modesto  che prendeva cose da un bidone e le caricava in un sacco che aveva in spalla. Avevo ancora sul tettuccio del passeggino un quarto della pizza da asporto presa qualche centinaio di metri prima.
Nel mio polacco stentato ho offerto un sorriso e un grammaticamente misero:  
Buongiorno Signore, vorrebbe per favore?
Lui ha visto il trancio di pizza, ha sorriso e mi ha detto
Grazie, oggi e' il suo giorno fortunato
Grazie, arrivederci
E' vero, oggi e' uno dei miei moltissimi giorni fortunati, perche' la paura e' un esercizio di lusso, quello che conta davvero sono i mattoni: se sono caduti, ci sono rovine da ricostruire, se non sono caduti, va tutto bene.

22.3.14

La Marzanna e l'Equinozio di Primavera

13 comments:
Il primo giorno di questa primavera varsaviese si e' svolto sotto l'egida di un sole enorme: il cielo azzurrissimo  si stagliava sopra gli ettari del verde cittadino pronto a sbocciare,sopra il bianco dei palazzi pre guerra gia' rinnovati, e sopra il cenere di quelli che attendono ancora il loro turno, sopra i condomini grigi squadrati e sopra i grattacieli di vetro che segnano il tempo del cambiamento.
Soprattutto,questo bellissimo sole illuminava i visi delle persone che avevano un'aria piu' leggera, un passo meno svelto, una guida meno frettolosa. E' stato un venerdi' che sembrava vacanza nazionale.
In questa giornata tutti gli adulti hanno ripensato con tenerezza a quando erano bambini e in questo giorno celebravano la tradizione della Marzanna: nel mentre, i bambini di ora hanno ripetuto il rito.
La Marzanna  e' la rappresentazione dell'Inverno nella tradizione slava, del periodo agricolo in cui dalla terra non cresce nulla e del tempo dell'anno in cui le ore di buio prevalgono su quelle i luce: il nome si presta a varie interpretazioni etimologiche che comunque tendono allo stesso significato complessivo: Mare nel senso di spirito cattivo (derivazione germanica, cosi' ho finalmente capito perche' incubo in inglese si dice nightmare), Mors nel senso di morte (derivazione latina). Insomma, non troverete una ragazza con questo nome dalla Repubblica Ceca alla Lituania. 
Il fantoccio che rappresenta la Marzanna e' portato in processione alla fonte d'acqua, incendiato e poi affogato.
Le radici del rito in questa regione d'Europa sono antiche quanto gli insediamenti medievali, la Chiesa ha cercato di cristianizzare la tradizione collegandola alla Quaresima e sostituendo la Marzanna con Giuda, ma la Marzanna e' sempre rimasta radicata nella vita delle collettivita' che ne traevano un'occasione di festa per la fine di un periodo difficile dal punto di vista del nutrimento, della salute da aver spesso purtroppo conseguenze mortali sulla sopravvivenza e l'augurio di una buona stagione di luce e di calore che avrebbe reso la Natura nuovamente amica e la vita delle persone  piu' facile.
Attualmente la processione si tiene solo nei villaggi, ma ovunque  nelle scuole e negli asili polacchi i bambini costruiscono dei grandi fantocci che rappresentano la cattiva signora dell'inverno  e nel primo giorno di Primavera celebrano l'addio al freddo e la rinascita della Natura, incendiandola o dove possibile gettandola nei fiumi.


Ieri la Viatrix ha partecipato alla sua prima Marzanna e quando e' tornata ci ha annunciato: Ecco fatto, ora e' primavera!

ps, l'asilo ha chiesto di mandare i bimbi a scuola vestiti con qualcosa di verde, per l'occasione. Quando ho accompagnato la bimba il colpo d'occhio della classe dava la vastezza del concetto di verde: dal militare al verde san patrizio, dal verde lime di mia figlia al verde menta, dal verde bandiera al verde petrolio, non c'era un bambino su 25 uguale all'altro: ognuno di loro era chiaramente una pianta diversa :-)

QUESTO POST E' DEDICATO A KASIA G.

20.3.14

Si maman se casse, on peut pas la reparer

6 comments:
Mamma vieni qui! mammaaaaa mammaaaaa! 
Cosa c'e'?
Mamma aiutooooooooooooooooooo! Vieni qui!
Interrotto quello che stavo facendo o terminato velocemente se importante, accorro per sentirmi finalmente chiedere cosa serviva: novantanove volte su cento, cose che sa fare benissimo da sola da un pezzo.

Mammaaaaaaa segue crisi isterica con pianto da asino sventrato vivo inconsolabile
Il dramma che si sta consumando e' di solito della portata di una goccia di acqua che e' caduta sulla manica della maglietta e la sventurata non intende abbassare il volume ne' calmarsi finche' non sara' cambiata di indumenti asciutti dalla testa ai piedi. Quello che mi fa impressione e' che prima se succedeva si spogliava e si rivestiva da se'.

Insomma, questa frigna ormai e' una solfa che si ripete da un mesetto, l'ho imputata ai vizi del periodo ospedaliero, quando essendo piena di cavi e di tubi doveva per forza chiedere qualsiasi cosa e non farla da se'. Dal momento in cui siamo tornate a casa ho ripreso la mia normale rotta, ovvero lasciare che faccia da se', intervenendo solo su richiesta: il problema e' che tale richiesta che una volta era sporadica, perche' la Viatrix ci ha sempre tenuto a provarci da se' a far tutto e non e' tipa che si arrendeva al primo colpo, adesso arriva continuamente. Non solo, mi sono sentita dire cose tipo: ora scendi e lo raccogli, dopo che aveva deliberatamente buttato puffi giu' dal tavolo e poi chiesto ai nonni di prenderli. Insomma cose che non appartengono al modo di fare di mia figlia.

Il punto e' che io in questi meravigliosi tre anni e mezzo di scarne serate tranquille e moltissime notti brevi e piene di risvegli, sono diventata perennemente stanca ma anche molto allenata ad alzarmi spesso e dormire poco.
Invece alla frigna, archiviato il periodo terrible two di auto affermazione, non sono abituata.

Ho sempre pensato che una giusta rappresentazione del reale fosse mostrare alle mie bambine il mio amore illimitato per loro ma anche i miei limiti di pazienza e di forza fisica. Negli anni ho visto che quando sono cotta, mi sento meglio ad ammettere a loro che  ho male alla schiena, che ho bisogno di dormire per ritrovare le energie per giocare, che ho i nervi tesi perche' il tato e' via da tanti giorni e io mi occupo di loro continuamente percio' faccio del mio meglio ma anche loro devono rendersi conto che certi capricci non portano a niente e stancano loro e me, piuttosto che tenere duro  fino a che un giorno do di fuori, cadendo nel paradosso del genitore che urla al figlio P I A N T A L A D I G R I D A R E ! ! !

Oggi mi sono ritrovata a spiegare a mia figlia che siccome gia' non le piace dormire e questo significa che mi occupo di lei per tante ore fino alla sera tardi, vorrei che mi chiamasse per far le cose quando davvero non le riescono, che non piangesse cosi' disperatamente per piccoli problemi risolvibili come una goccia sulla manica
Lei ha tre anni e mezzo e non mi aspetto che davvero capisca a fondo o che lo ricordi la prossima volta.
Pero' almeno ci ho provato e ho capito cosa davvero intendesse la mia vicina francese quando anni fa, mentre io ancora non ero madre, la sentii dire a sua figlia di quattro anni che frignava per salirle in collo anziche' star sulla pedana : se la mamma si rompe , non si puo' riparare

( detto tra noi oggi mi verrebbe di andarla a prendere alle 3.59 aziche' alle 3, giusto per darmi 59 minuti di tregua in piu')


18.3.14

Incredibile!

12 comments:
Osservando le piccole Ice sisters crescere, mi accorgo quotidianamente dei loro firsts:
oggi ha detto per la prima volta acqua,
oggi ha detto per la prima volta razzo a propulsione,
oggi ha scoperto come mettersi le dita nel naso,
oggi ha imparato a chiudersi i bottoni,
oggi ha disegnato per la prima volta un pupazzo con gli occhi e la bocca,
oggi ha cucinato per la prima volta un kiwi in padella (mi appello al Quinto Emendamento)
etc.
Da poco la Viatrix ha imparato a dire E' incredibile! E lo ripete estatica per ogni cosa che fa o che ci vede fare


Crescendo gli studenti si annunciano al bar dell'uni che oggi per la prima volta ho parcheggiato l'auto in un pezzetto di asfalto chiuso tra 4 bidoni, i commensali alle cene di lavoro che si raccontano della prima volta che ho mangiato le locuste con l'aceto balsamico, i brokers alla convention annuale che si dicono come

17.3.14

La dolce (av)vita da expat: ricapitolando in attesa del primo anniversario da Varsaviese

1 comment:
L'anno scorso di questi tempi la nostra casa piena dei ricordi stava per diventare un ricordo di casa piena dei ricordi: un'enormita' di scatoloni ed oggetti ci avrebbero seguito, lasciandola vuota nel reale e lontana lontana, ma vicina e piena nella memoria in noi.
Provavo la naturale emozione nel lasciare un luogo nel quale ho vissuto molti momenti solitari senza amiche, senza marito, con i miei lontano,  costantemente ammortizzati o con i viaggi (in Italia dai miei e dalle amiche, in Europa, negli Stati Uniti e la breve ma intensissima esperienza di un mese a Pechino) o con gli ospiti  1, 2 ,  ma anche momenti di gioia irripetibili come l'inizio della vita matrimionale e la nascita delle bambine (Bea e Ali )
Nonostante cio' l'emozione di partire era ancora piu' grande: sapevo che dal punto di vista pratico la mia vita  sarebbe diventata piu' semplice: la Viatrix avrebbe potuto cominciare l'asilo in una delle sue lingue, io avrei potuto approfittare di tanti servizi che mi avrebbero risparmiato i mitici km a piedi spingendo e portando figlie come la madre pioniera della prateria, sotto vento neve pioggia sole perche' non c'erano mai taxi se pioveva, per approvigionarmi di latte, acqua e qualsiasi altra cosa quando il Senator era via perche' non c'era la consegna a domicilio, per andare all'ospedale a farmi dare un farmaco perche' le farmacie chiudevano al Sabato alle due di pomeriggio e cosi' via....avremmo potuto permetterci una signora per pulire una volta la settimana questa nuova casa ancora mai vista se non su internet e google earth  e avremmo potuto avere una babysitter per poter, che emozione anche solo pensarlo, andare al cinema!..ma aldila' di questi lussi pratici,  cio' che mi rendeva fiduciosa e allegra era il punto di vista umano: a Varsavia conoscevo gia' un bel po' di persone: tanti conoscenti e alcune amiche, il che significava che a differenza di Bruxelles e di Ambilly, questa volta non partivo a zero.
Desideravo tanto tornare a vivere in una citta' vera e propria, e Varsavia e' ricca come non mai in questo speciale momento storico ed economico polacco, di vibrazioni positive, di iniziative, di proposte, che si aggiungono alle infinite strade, parchi, piazze, luoghi che ne fanno una citta' grande quanto vivibile. Non conoscevo benissimo la citta', ma ne conoscevo gia' il potenziale,
Ero sicura che mi sarei trovata bene, quanto bene certo non lo sapevo, ma questa volta oltre che speranzosa come ad ogni espatrio,  ero anche sfacciatamente ottimista.
Dopo quasi cinque anni di avvitamenti su me stessa per reggere il mio mondo di affetti e pensieri, mi sarei potuta  finalmente concedere un po' di avvitamenti per me stessa? La Dolce av-vita era finalmente in arrivo?
Si trattava solo di ultimare il trasloco (1, 2, 3) e arrivare la' a Varsavia, e nel giro di poco l'avrei scoperto.


14.3.14

qui

7 comments:
qui sono giorni speciali: un presente intenso del quale sfruttiamo ogni goccia,
per recuperare un passato recente che non e' stato troppo gentile di eventi e troppo generoso di tempo,
per gioire di quello che abbiamo costruito, del nostro mondo e di quello che ci circonda,
per pensare al futuro che sta per arrivare e cercare di mettere in fila idee per mano a progetti,
per arrivare ai nuovi sogni che vorremmo realizzare.

Buon weekend a tutti quelli che passano di qui

12.3.14

Tiger Mom

15 comments:
Il sole ha inondato le stanze alle cinque e cinquantasette, annuncio inequivocabile della primavera nordeuropea, una stagione  che prende a morsi la notte per consegnarci ad una nuova estate di giornate lunghissime.
Lei si e' alzata emozionata. E anche l'altra lei, quella che non fa nemmeno un metro e ha piu' energia di un turboreattore nucleare: e' rientrata correndo e salutando tutti e tutto, perche' come nella Pimpa, anche nel suo mondo gli oggetti hanno un nome e la bocca gli occhi e il naso.
Buongiorno maestra!
Buongiorno Armadietto!
Buongiorno Zainetto!
Di colpo sei settimane di fatica, di preoccupazione, di paura, sembrano svaniti. Rimane solo quella piccola cicatrice a ricordarlo, mentre lei sprizza gioia e vita come se invece nulla fosse mai stato.
Torna a casa dall'altra piccola: occuparsi di lei, della casa, delle valigie da sfare..e prepararsi.
Che oggi e' il primo giorno di sole, il primo giorno del rientro all'asilo e anche il primo giorno dopo un lungo pezzo che ha un appuntamento a pranzo, nel mezzo della settimana.
La piccola mangia diligentemente il suo piatto di pasta, strategicamente congegnato in modo che si addormenti nel passeggino nel tempo da casa al ristorantino.
E lei decide di usare quei cinque minuti non per piegare l'ennesima asciugatrice, ma per truccarsi, che non lo fa da una vita di truccarsi di giorno, almeno da tanto tempo quanto dall'ultima volta che ha avuto un appuntamento a pranzo durante la settimana con l'uomo di cui e' innamorata anziche' un'altra mamma.
Mezzogiorno, e' l'ora.
Jeans e felpa, ma carina. Giubbotto sportivo ma sciarpetta e berretto rosa sbarazzini. Mette dietro gli occhiali da sole nuovi gli occhi accesi di verde e di bianco.
Scende dall'autobus e spingendo la bimba gia' addormentata, quasi corre a passo di una musica che sente solo lei,  risalendo il grande marciapiede, col vento e il sole nei capelli.
Entra nel posto, lui si alza e le viene subito incontro.
Si baciano.
Come sei bella!
Lei toglie gli occhiali.
Ma...ma tu stai bene senza niente, cos'e' questo trucco cosi'...forte?
Fine della musica.
Beh..per cambiare, c'e' il sole, e' primavera.
Ma tu stai bene come sei.
Ma io sono come sono, anche quella volta ogni centosessantanni che ho finalmente tempo di truccarmi!
Pero' non ci vediamo mai a pranzo in settimana , potevi risparmiartelo di truccarti con una roba cosi' forte che non ti riconosco!
Semmai lo dico io che non ci vediamo mai a pranzo in settimana e potevi risparmiartelo e stare zitto, se non ti piaceva!
Okay, mandiamo tutto a rotoli?
Scoppiano a ridere.
15 minuti dopo.
Hai ragione, devo solo farci l'occhio, pero' ricordati che per me sei bellissima anche senza aggiungere niente
Grazie.
Un'ora di tempo rubata al mondo che invece continua a camminare, lavorare e produrre, sembra lunghissima e dolcissima.
Lei riprende i manubri del passeggino dove la piccola sta per svegliarsi e si salutano, lui torna al lavoro, lei  a prendere l'altra bimba all'asilo.
Ciao mamma!
Ciao tesoro!
Mamma, che cos'e' agli occhi? Sei mamma tigre!!!!!!!!


11.3.14

Oscarazzi

11 comments:

Una delle piu' complesse faccende esistenziali nella mia vita e' accettare che a certe persone che non se lo meritano succedano cose brutte, mentre ad altre che invece non se lo meriterebbero, va sempre tutto bene.
Il rospo mi e' reso ancora  piu' indigesto credendo nell'esistenza di Dio, comunque esso sia chiamato dalle varie religioni.
Perche' mio padre lavora onestamente da decine e decine di anni e centinaia di migliaia di kilometri e non puo' mai star tranquillo tra riforme e riformine che alzano le tasse e abbassano le pensioni, e poi gente come Putin invece divide ed impera con le mani sporche del sangue altrui mentre si fa un panino al caviale?
Perche' questa morsa della crisi, delle tasse a spirale, della corruzione, dei privilegi, della mafia, stritola un Paese che perfino cosi' rimane ancora bello? In queste due settimane dai miei ho osservato il cielo azzurro illuminare la bellezza di palazzi e cascine, di vigneti e campi del riso. Illuminare la desolazione delle serrande chiuse. Abbattersi su visi tristi, contriti, invidiosi, arrabbiati, maleducati, rassegnati, disperati e su margherite dritte come fusi verso il sole. Che una donna bellissima anche quando sta morendo rimane una donna bellissima, ma davvero non si puo' far nulla per curarla? Guardo i visi colmi d'amore dei miei genitori e mi domando perche' questo amore non puo' riposarsi un attimo, non essere sempre insidiato dalle preoccupazioni.
Due settimane dopo torno nella mia amatissima Varsavia con la solita e ormai granitica certezza: l' Italia e' oggettivamente il paese piu' bello del mondo. La bellezza naturale, la bellezza creata dall'uomo in ogni forma di espressione: nel cucinare, nel lavorare, nel parlare, nello scrivere, persino nello zappare: avete visto come sono belli i nostri campi e distese di uliveti e di vigne dal finestrino dell'aereo?
Dovuque andiamo ce la portiamo dentro la bellezza del nostro paese e chiunque ci incontra identifica il nostro essere italiani con l'espressione del Bello in noi che offriamo.
Mio suocero ai tempi del comunismo ottenne un visto da studente per andare a fare una vacanzina in

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