30.6.14

Faccio cose, vedo gente e leggo blogs, quando non combatto l'entropia domestica

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Uscita l'Italia, mi sono integrata nel destino nazionale polacco di appassionarsi ai Mondiali tifando per le altre squadre. I Conserva stanno con il Brasile, che via via assorbe i tifosi delle squadre gia' eliminate (Messico, Uruguay etc) e gli alternativi con il Costarica e la Colombia.
E' percio' con mia grande sorpresa che il Supereroe Varsaviese si e' schierato col Brasile.

26.6.14

Mammusia di Beiciu

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Beatrice.
Beatrycze?
Nie, Beatrice, do po wlosko.
A-ah, Beata?
Nie, Beatrice algo Bea.
Bea?
Bea
Ok.

Il 26 agosto scorso BEA fu  apposto sullo schienale della sua seggiolina e sul suo scomparto del guardaroba.
E noi pensavamo di esserci salvati da un universo di Beata che diventa Beatka, Klara che diventa Klarusia,

25.6.14

Meno cinque

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Fino ad una certa eta' il mese di giugno si aspetta perche' e' la fine della scuola

24.6.14

Startship

Ormai da qualche anno la parola start up fa parte del vocabolario comune

Con il termine startup si identifica la fase iniziale per l'avvio di una nuova impresa, cioè quel periodo nel quale un'organizzazione cerca di rendere profittevole un'idea attraverso processi ripetibili e scalabili.

Il piano di startup è un prospetto che evidenzia determinati costi tipici dei primi dodici mesi di attività, ovvero del periodo in cui si affrontano costi certi a fronte di ricavi incerti, nonché l'ammontare del capitale proprio che si intende investire nell'azienda.


Anziche' relationship, si dovrebbe dire startship: per far andare la barca della relazione (a voler tradurre

23.6.14

Post Ancora Giovani Day 2 and Day 3

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Day 2 ovvero non siamo andati al Day 2

Essendo ancora giovane, anziche' spararmi altre 6 ore di concertone, ho comprato i biglietti solo per Day 1 e Day 3, nel mezzo mi sono riposata un sacco correndo dietro tutto il giorno alle mie figlie, cambiandole innumeroveli volte, sfamandole e dissetandole, sedando risse, impartendo lezioni di buone maniere, botanica, giustizia e temperanza, religione, falegnameria e medicina, inventando riciclattoli d'appartamento e attivita' di cortile, mandando lavatrici e piegando asciugatrici, mentre il Senator Cubista era svenuto di sonno nel

18.6.14

Post- Ancora Giovani Day 1

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Venerdi' - Day 1
Gallina Rock
Come ti vesti?
Se trovo due cose pulite, e' gia' un successo
Mentre cucino la cena per le Ice inizio a pensare se non posso fare di meglio anche io. Da qualche parte una maglietta un po' decente dovrebbe ancora esserci.Nera.A memoria di quel guardaroba quasi tutto nero e carino senza essere tirato che una volta era il mio, prima degli espatri nelle terre del chettifregacome esci e

15.6.14

Aspettando il "Post - Ancora Giovani" Post

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venerdi' sera rientro all'una dal concertone prima parte
sabato sera crollo casalingo alle due post Uruguay - Costa Rica e  Italia - Inghilterra
se stasera reggo fino alle tre per David Guetta (concertone seconda parte, sappiate che i nostri compagni di avventura  vogliono tutti mollare il colpo, solo il Senator cubista non fa una piega e io al seguito non desisto per orgoglio), domani arrivera' il Post sul Post :-D,  intanto Wawa never sleeps


 

13.6.14

Ancora giovani

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Era fine aprile e passando  in autobus sotto i cartelloni pubblicitari grandi come intere facciate in Aleje Jerozolinskie (8 anni di frequentazioni polacche per imparare a dirlo senza intorcinarmi la lingua) dell'Orange Festival, ho letto ancora una volta: Kings of Leon, Lily Allen, Kasabian, Outkast etc etc

Che a me piace tantissimo andare ai concerti, saltare e cantare stonata come una matta per ore che tanto non mi sente nessuno.
E mi piace tutta quella parte prima, di quando si arriva allo Stadio o all'Arena e quell'odore di salamella grigliata che pervade l'aria, la vera eau du parfum del concerto

12.6.14

5 foods that im addicted

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Sulla scia di Vale in Texas e Baby in Ohio, anche io vuoto il frigo sacco sulle dipendenze gastronomiche che ho sviluppato vivendo troppo lontano dal Paese dello Stracchino: non posso esimermi dallo spazzolare ogni volta che me li trovo davanti

n.5 La kaszanka, ovvero una salsiccia composta da sangue di maiale, grano saraceno (chiamato qui kasza, il cereale piu' utilizzato nella cucina polacca, anche come pappa per i bimbi), un po' di cipolla e aromi, si mangia grigliata. Parente del blackpudding che pero' contiene avena, sono certa di averne mangiata una versione piemontese dop a Pinerolo della quale non ricordo il nome. Il punto e' che io ooodio la kasza, che mi sa di stoppa ed e' sempre generosamente servita in Polonia con tutti i piatti di carne di maiale e cinghiale tradizionali, e peraltro non vado in giro a far la vampira, quindi com'e' che il connubio emogranosaraceno invece mi piaccia e' un bel mistero. Misteriosamente e' anche l'unica salsiccia in cui i Polacchi si sono dimenticati di mettere l'aglio

9.6.14

L'effetto Varsavia

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Ieri tornavamo qui a Varsavia da Cracovia: mentre i finestrini del treno incorniciavano distese immense di verdi illuminati da un sole abbagliante, io stavo  scalza e sudata  dentro lo spazio giochi con un paio di altre mamme scalze e sudate e un gruppetto di nani dai 12 mesi ai 6 anni. La Viatrix era come al solito quella che rideva piu' forte, gridava piu' forte, giocava piu' forte, percio' io ero nel pieno esercizio delle mie funzioni di agente della buoncostume + guardia di massima sicurezza: fortunatamente sono arrivati due bambini spagnoli che saltavano e strillavano ancora piu' di lei  e cosi' per un pezzo di viaggio che a me e' parso lunghissimo e che probabilmente e' durato un quarto d'ora,  ho smesso di essere la mamma della scalmanata e ho potuto assorbirmi nei miei pensieri, mentre il papa' spagnolo sudava piu' di tutte noi insieme e la pelota rimbalzava tra il soffitto del treno ed il pavimento, come una sorta di metronomo pop del nostro viaggio.
L'estate di nove anni fa arrivai in Polonia con il Senator: una decina di giorni in cui visitammo tantissimi suoi

6.6.14

Alice nel Paese delle Meraviglie II parte

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Premessa
Leggendo le mie vicissitudini biancorosse ormai avrete capito che i polacchi per quanto sono festaioli dovrebbero confinare a ovest con la Spagna e a est con la Grecia: il Natale dura due giorni, anticipato dalle feste di Santa Barbara e San Nicola, il Carnevale scatta gia' all'Epifania, nella Quaresima ci infilano la pagana Marzanna per aver la scusa di festeggiare lo stesso e che soprattutto i frizzi e lazzi matrimonali durano di regola dalla pre-cena di pre-festa del venerdi' al barbecue finale di domenica sera, con in mezzo il matrimonio a cibo continuo e ballo sfrenato fino all'alba e la colazione degli avanzi.
Finora al barbecue post matrimonio non c'ero mai arrivata, sia per problemi di logistica che per effettivo raggiunto limite delle forze gastrodanzerecce: da questo battesimo pero' devo dire che ne esco distrutta quanto orgogliosa.

Come avrete notato per 23 giorni non ho aggiornato il mio blog. Mo' vi tocca un post lungo come questi 23 giorni, cosi' la prossima volta che vi viene in mente che vi manco, ci pensate due volte :-D

Mercoledi', ovvero Il diluvio universale.
Sono andata a ritirare in copisteria tutto il materiale preparato con l'aiuto on line di Silvia, un'amica grafica: pioveva talmente tanto che per salvare le preziose carte le ho infilate dentro un sacco nero dell immondizia e poi dentro una sacca da sport a sua volta infilata in un sacco nero e appesa alla mia spalla: nel mentre che mi organizzavo cosi' bene, ho dimenticato sia ombrello che cappello: se fossi andata a nuoto mi bagnavo meno e cosi' inzuppata e con quello strano fardello corrispondevo in modo inquietante all'identikit della piccola fiammiferaia terrorista.


Poiche' l'unione fa la forza, dopo cena ci siamo messe intorno al tavolo io, mia mamma e Tiziana, arrivata dall'Italia nel pomeriggio, e nonostante con la partecipazione delle Ice abbiamo prodotto 100 bomboniere +100 bottigliette di bolle di sapone personalizzate in 100 minuti. Nel frattempo ho controllato il meteo circa 450 volte, visto che in teoria avevamo organizzato per sabato una festa per 75 persone e 25 bambini all'aperto. Giovedi' sara' ancora orrendo, ma da venerdi' sole.

Giovedi', ovvero La consultazione febbrile di tutti  portali meteo del mondo.
Perche' non solo piove ancora e diluvia e io,  i miei e le bimbe, attraversiamo Varsavia con passeggino, ergo, monopattino e 4 hula hop, come se fosse la cosa piu' normale da fare, ma ci sono 9 gradi e il meteo dice che venerdi' sara' ancora orrendo, ma da sabato il sole.



Venerdi' ovvero Pre Baptism cockatil*
 E' brutto, freddo, anche se non piove. Ma il meteo dice che sabato ci sara' il sole.
A questo punto non mi resta che crederci e basta, intanto che stasera abbiamo amici in arrivo a casa.
Vado in posta a recuperare qualcosa che e' arrivato, sicuramente per Ali.
Ogni volta che in questi giorni e' arrivato un biglietto o un pacchetto, e' sempre stata una grande emozione: l'unica cosa che puo' rendere felice un cuore espatriato piu' di ricevere posta e' ricevere visite.
Eccolo, un pacchetto sottile.
Un album, mandato da Laura
La storia di come ti ho conosciuta, dalla A alla Z.

Foto recenti, foto dell'annuario del liceo, parole semplici e cosi' speciali.
Ho pianto per ogni singola pagina, dalla posta a casa, tranne per la T perche' ho immaginato subito cosa fosse e gia' ridevo.
***


L'ideona e' che siccome non tutti i nostri amici si conoscono tra loro, invitandoli la sera prima della festa, hanno modo di presentarsi e conoscersi un po' o ritrovarsi dalle nostre precedenti feste, cosi' da essere piu' compagnoni il giorno dopo.


Le mie due amiche volate qui dall'Italia mi hanno dato una mano a produrre il piccolo buffet, che in Italia non sarebbe bastato per 8 persone ma che qui per una quarantina e' andato benissimo: i polacchi nei giorni feriali  dal mattino in poi non fanno altro che magna', percio' quando arrivano alle 8 di sera sono finalmente quasi satolli. Ma soprattutto essendo italiane hanno portato in se' doni che manco i Re Magi: Laura un'inestimabile salame, e Tiziana  ha prodotto in diretta una torta alle fragole a cui non si poteva dire di no.
Sono passati da noi cosi' circa quaranta persone, meta' delle quali hanno collaborato a fiato o con le pompe a mano, a gonfiare tutti i palloncini blu e azzurri che mi erano rimasti da preparare: e' incredibile quanto poco basti a sfidare l'orgoglio maschile e assistere a baldi giovani paonazzi che soffiano senza tregua 10,20,30 palloncini per dimostrarsi veri uomini duri!
Premio Santa Pazienza al mio babbo che si e' assorbito la Viatrix su di giri per tutta la serata.

Sabato
Apro gli occhi e i filini bastardi ai lati delle tende oscuranti non tradiscono: c'e' il sole!!!
Tutto quello che serviva, visto che il resto era ampiamente sotto controllo.
Alle 9.30 arrivano inaspettati i miei suoceri, pare che l'avessero detto a mio marito che si e' dimenticato di dirmelo ma lui intanto e' uscito alle 9 per andare a prendere i nonni che non vedonoVarsavia da 40 anni e gli fa fare il giro turistico in auto.
Alle 10 arrivano i miei, ai quali volevo affidare le nipoti per procedere nell'operazione palloncini, ma a questo punto splitto: la Viatrix ai nonni polacchi che i miei e' una settimana che danno, Meraviglia a loro.
Alle 10.30 arrivano Olga, la nostra babysitter, la sua amica che babysittera' anche lei stasera i nani alla festa, il fidanzato di Olga e insieme a me e a Tiziana e Laura usciamo con tutti i palloncini in direzione centro sportivo per addobbare la terrazza della festa, praticamente un piccolo flashmob per il quartiere.

Alle 10. 45 mentre cammino con un hulahop al collo e una borsa di frisbee in una mano e due bacinelle di plastica nell'altra, seguita dai cinque persone che tengono nelle loro mani 150 palloncini, mi telefona la last minute madrina per chiedermi se ho la Veste e la Candela per il Battesimo
Ehm no, perche'? Al Battesimo di Bea l'ha data il prete
Ah, no in Polonia la devi comprare e portare tu
Ehm, si compra in chiesa?
No, ma non ti preoccupare sono nemmeno le 11, c'e' un sacco di tempo, me ne occupo io.

Che vuol dire, si, tutto sotto controllo, ma c'e' sempre qualcosa che ti sfugge.
Peraltro alla madrina avevo anche affidato il compito di trovarmi una fiorista e farle fare un cesto  stile "fiori di campo" da mettere sotto l'altare (qua non si usa sopra) nonche' portarlo alla chiesa all'ora x.
La delegazione dei palloncini arriva al centro sportivo e nel giro di nemmeno un'ora e' tutto sistemato, il sole scalda e la signora del ristorante emana una tranquillita' che promette bene.
Arrivo a casa, di colpo tutto il giro di parenti e amici delle ultime 24 ore e' sparito, siamo solo noi quattro.
Sistemo le bimbe con calma, Bea in abito di jeans chiaro semplice, Alice in bianco con golfino indaco.
Entrambe collant blu pesanti, perche' comunque la sera fara' di nuovo freddo.
Sono molto felici dei loro sandalini nuovi, io faccio finta di non ricordare nel mio cervello cosa si pensa in Italia dei nordeuropei che mettono i sandali con le calze.
Blu?Non le hanno bianche?, dice lui
Bianche dopo 3 minuti diventano zozze quanto si rotolano, cosi' non si vede niente, dice la mia voce mentre mi ascolto cosi' irrimediabilmente madre
Poi mi vesto io.
Fa troppo freddo per il mio vestito rosa monospalla, fresco di tintoria, quello per cui ho fatto la famigerata dieta dello yogurt per tornare a entrarci.
Amen, mi metto l'altro vestito di seta colorato colorato, per nulla vamposo, non e' l'ultima occasione per metterlo.
Arriva una coppia di nostri amici coi due bimbi, di 9 e 7 anni. Li ho incontrati l'estate di 9 anni fa, quando feci il mio primo viaggio qui in Polonia col Senator, stavamo insieme da tre mesi. La loro bimba aveva pochi mesi e oggi  suonera' il violino durante la Messa. Il papa' del Senator fara' le foto e suo cugino il video. Saremo solo tra noi, nessun estraneo.
Partiamo a piedi verso la Chiesa, raccogliendo altri parenti e amici al passaggio.
Arriviamo
Ed e' tutto chiuso.
Sbarrato.
Anima viva in giro, a parte noi, e i fiori portati dalla madrina gia' sul sagrato.
Arrivano amiche e amici , io saluto tutte e tutti perche' tanto non posso farci niente con la mia padronanza della lingua, questa volta e' tutto sulle spalle del Senator che suona campanelli e chiama telefoni.
Ah, ma siete gia' arrivati? Ma c'e' tanto tempo ancora, mancano venti minuti alle quattro!
Cosi' il Parroco arriva trafelato, insieme al Padre Adam, il nostro prete della Messa per gli expat spagnoli che lo accompagnera' nella celebrazione.
Ci troviamo nela cappella moderna, dove normalmente andiamo alla Messa spagnola: e' piccolina e luminosa e nel giro di pochi minuti e' tutta piena di noi. Quando mi giro e vedo tutti quei sorrisi, tutti quei bambini, e guardo la piccola Violinista, sento lo tsunami di lacrime arrivare.
Non sono piu' quella di una volta, mi commuovo sempre, tanto, tantissimo.
Alice dorme finche' non riceve l'acqua Santa. Dopodiche' ci vuole l'abbraccio della mamma per tenerla tranquilla e l'operazione di tenere in quattro (genitori e padrini) la Candela mentre io devo anche tenere lei, diventa uno sforzo congiunto doppio: io che tengo una mano sotto il suo sedere e l'altra mano la Candela, la Madrina che tiene con una mano la sua gamba e con l'altra la Candela, il Senator che tiene con una mano la candela e con l'altra la sua schiena su cui e' appoggiata la Veste. Finita l'operazione ci sediamo e io sento sulle mie ginocchia quel riconoscibile senso di calorino che precede il bagnato. Per fortuna avevo un soprabito blu di maglina e il vestito di seta colorato che asciugando in fretta rimescola nei colori l'alone.
La Messa si svolge in modo intimo e allegro, il Parroco dice diverse parti in Italiano a beneficio mio e dei miei: scopro cosi' che il Rito dell'Effeta fa parte solo della nostra liturgia, non di quella polacca. Sia il Parroco che Padre Adam sono contenti, non possono fare a meno prima della Benedizione di dire che da un bel po' di tempo non facevano un battesimo per un solo bimbo con cosi' tante persone.
E la fine gia' la conoscete.


Il centro sportivo dove abbiamo festa era a cinque minuti a piedi dalla Chiesa, cosi' ci siamo andati subito alle cinque: nel giro di pochi minuti siamo passati dall'atmosfera della Cappella a quella di una festa estiva, con bambini che corrono nel verde (recintato) tra altanele e scivoli, corde e frisbee, adulti che si rovesciano sul buffet (principalmente di insalate e e antipasti all'italiana), fiumi di rose' che si intonano ai campi da tennis di sfondo e la musica lounge suonata dal dj che si mescola alle chiacchere di tutti.
I momenti che ricordo con piu' piacere della festa sono questi.
Quando abbiamo traslocato tutti i grandi al campo giochi dov'erano gia' i piccoli, per fare le bolle giganti: poche cose affascinano tutti come le bolle di sapone, nella loro semplicita'.
Quando alle 8.30 nella luce del tramonto, il dj ha suonato il Piu' grande Spettacolo dopo il Big Ben e l'abbiamo ballata io e te, io e te, cantandola tutta a squarciagola e saltando come dei ragazzini, anche se io avevo in braccio Alice, ma se la mettevo giu' piangeva.
Quando calato il buio e meta' ospiti coi bambini dormienti sono andati via, ci siamo messi  a ballare senza tregua e a un certo punto sono andata  a prendere un bicchiere e per un attimo da fuori ho visto il Senator, suo fratello e sua moglie, suo cugino e speriamodiventisuamoglie, la Madrina e suo marito, Kristina e Marta, le loro e le mie  figliolette irrudicibili regine della notte, ballare tutte insieme Girls Just Wanna Have Fun e ho pensato quanto siamo fortunati, sotto queste stelle di Varsavia.

Finita cosi', a mezzanotte e dieci, rientrando a casa con le pupe finalmente cotte nei passeggini?
Nooooooooooooooooooooo

Domenica, post party!
Dopo aver ricevuto le visite di commiato dei nonni polacchi e dei nonni italiani e degli zii tedeschi (che in realta lui e' polacco e la speriamodiventisuamoglie e' sudafricana, ormai siamo una famiglia global)
Nel tempo che il Senator porta i miei in aeroporto, io consolo le bimbe della multipla dipartita e mi sistemo in assetto da stadio: proprio oggi, che e' l'ultima di campionato e la Legia Warszawa, che ha gia' matematicamente vinto lo scudetto, gioca in casa contro il Lech Poznan, acerrima nemica e seconda in classifica, il Senator ha ricevuto due biglietti da suoi amici per portarmi nel silver sector a fare questa esperienza.
Le istruzioni per l'uso sono che, qualora privi di sciarpe o felpe della squadra, si va allo stadio con maglietta o maglia bianca , rossa o verde, i tre colori della divisa e del simbolo. Io oltre alla maglietta bianca,  tiro fuori la bandiera dell'Italia, comprata durante i mondiali 2006, che cromaticamente e' perfetta, e me la giro intorno al collo. Abitando vicino allo stadio ci impieghiamo una quindicina di minuti a piedi, ci sono tantissimi poliziotti ma l'atmosfera del fiume di tifosi e' distesa e allegra.
Il famoso silver sector significa che dietro questa tribuna con i sedili comodi tipo poltrone, ci sono due stanzoni interni enormi dove c'e' musica dal vivo e, indovinate un po'? una valanga di roba da magna', suddivisa in cucina polacca, orientale e italiana, vino succhi e acqua  e dolci per tutti.
La mia tenuta e' azzeccata, le sciarpe della Legia sono delle stesse esatte tonalita', sono una perfetta infiltrata. Quando raggiungiamo i nostri amici gia' seduti mi accolgono con entusiasmo e anche i loro bambini sono contentissimi di incontrare una vera italiana della Juve, che e' una delle squadre con cui la Legia ha i patti di alleanza :-) Nelle tribune ci sono tanti bambini, al piano sopra il nostro c'e' poi proprio il family sector dove la densita' nanesca raggiunge il 50%.
La curva della Legia e' preparatissima con molte coreografie oggi, dato che e' il giorno della vittoria sicura: all'inizio ripeto gli slogan ad orecchio con risultati abbastanza imbarazzanti ( ci ho messo un attimo a capire che era idz idz legia mistrz e non idz idz megamix) ma dopo i 10 minuti precedenti l'inizio della partita mi sento pronta.
Comincia la partita e presto e' chiaro che lo spettacolo e' sugli spalti delle tifoserie: ventidue puffi tontoloni dietro ad una palla (e sono le due migliori squadre del campionato), ora capisco perche' i calciatori polacchi bravi giocano in Germania e questi non si qualificano quasi mai per le competizioni nazionali...eppure dalle tifoserie si capisce che il calcio e' molto sentito.
I nostri amici mi spiegano che c'e' stata solo una rissa nello stadio quest'anno, e noto che i poliziotti hanno il casco e lo scudo vicino ma non lo indossano se non a quindici minuti dal finale di partita e solo sotto la curva avversaria.
2 a zero per la Legia, assistiamo al classico palchetto con We are The Champions, coriandoli, bambini figli dei calciatori che vengono passati dalle madri ai medesimi attraverso le transenne, applausi e viva tutti, scappiamo che ci aspettano quasi sotto casa i nostri amici:nell'allegra follia della sera precedente, ho invitato gli ultimi ospiti a raggiungerci per cena l'indomani per finire gli avanzi del banchetto.
Da un rapido giro di telefonate poi erano tutti cotti, tranne una famiglia, quella del capodanno con la gara degli aeroplanini di carta, che  arriva da noi per seppellire gli avanzi e cantare sto lat sto lat a Tiziana, anche lei in partenza l'alba successiva.

E andiamo cosi' a dormire, distrutti e felici.
E' la prima volta che faccio tre giorni di festa interi, alla polacca.
Suona il telefono del Senator
Chi e' cosi' tardi?
Mia sorella
...
Allora?
Lui le ha chiesto di sposarla! L'estate prossima!
 Ah, ok, allora ho un anno di tempo per riprendermi. Buonanotte

tutte le foto sono state scattate da Tiziana, ci vorra' ancora un po' di tempo per avere le foto dei fotografi ufficiali :-)











5.6.14

Freedom Day!

3 comments:



Scusi, ci farebbe entrare nella piazza che i bimbi sono stanchi dopo piu' di un'ora di coda? 
Prego, signore, fate passare i bambini il sollecito poliziotto armato fino ai denti.
E fu cosi' che tre mamme italiane, attualmente espatriate a Varsavia, si ritrovarono insieme a tantissimi polacchi, ucraini, studenti in exchange e turisti, nella piazza sotto massima sicurezza per assistere al discorso del Presidente Obama nel giorno del venticinquesimo anniversario delle prime elezioni libere in Polonia, il Freedom day.



"(..)Twenty-five years ago today, we witnessed a scene that had once seemed impossible -- an election where, for the first time, the people of this nation had a choice.  The Communist regime thought an election would validate their rule or weaken the opposition.  Instead, Poles turned out in the millions.  And when the votes were counted, it was a landslide victory for freedom. (...)
The images of that year are seared in our memory.  Citizens filling the streets of Budapest and Bucharest.  Hungarians and Austrians cutting the barbed wire border.  Protestors joining hands across the Baltics.  Czechs and Slovaks in their Velvet Revolution.  East Berliners climbing atop that wall.  And we have seen the extraordinary progress since that time.  A united Germany.  Nations in Central and Eastern Europe standing tall as proud democracies.  A Europe that is more integrated, more prosperous and more secure.  We must never forget that the spark for so much of this revolutionary change, this blossoming of hope, was lit by you, the people of Poland.  (Applause.)
History was made here.  The victory of 1989 was not inevitable.  It was the culmination of centuries of Polish struggle, at times in this very square.  The generations of Poles who rose up and finally won independence.  The soldiers who resisted invasion, from the east and the west.  The Righteous Among the Nations -- among them Jan Karski -- who risked all to save the innocent from the Holocaust.  The heroes of the Warsaw Ghetto who refused to go without a fight.  The Free Poles at Normandy and the Poles of the Home Army who -- even as this city was reduced to rubble -- waged a heroic uprising.
We remember how, when an Iron Curtain descended, you never accepted your fate.  When a son of Poland ascended to the Chair of Saint Peter, he returned home, and here, in Warsaw, he inspired a nation with his words -- “there can be no just Europe without the independence of Poland.”  (Applause.)  And today we give thanks for the courage of the Catholic Church and the fearless spirit of Saint John Paul II.  (Applause.)
We also recall how you prevailed 25 years ago.  In the face of beatings and bullets, you never wavered from the moral force of nonviolence.  Through the darkness of martial law, Poles lit candles in their windows.  When the regime finally agreed to talk, you embraced dialogue.  When they held those elections -- even though not fully free -- you participated.  As one Solidarity leader said at the time, “We decided to accept what was possible.”  Poland reminds us that sometimes the smallest steps, however imperfect, can ultimately tear down walls, can ultimately transform the world.  (Applause.)
But of course, your victory that June day was only the beginning.  For democracy is more than just elections.  True democracy, real prosperity, lasting security -- these are neither simply given, nor imposed from the outside.  They must be earned and built from within.  And in that age-old contest of ideas -- between freedom and authoritarianism, between liberty and oppression, between solidarity and intolerance -- Poland’s progress shows the enduring strength of the ideals that we cherish as a free people.(...)
(...)This is the Poland we celebrate today.  The free and democratic Poland that your forebears and some who are here today dreamed of and fought for and, in some cases, died for.  The growing and secure Poland that you -- particularly the young people who are here today -- have enjoyed for your entire lives.
It’s a wonderful story, but the story of this nation reminds us that freedom is not guaranteed.  And history cautions us to never take progress for granted.(...)
(...)Finally, as free peoples, we join together, not simply to safeguard our own security but to advance the freedom of others. Today we affirm the principles for which we stand.
We stand together because we believe that people and nations have the right to determine their own destiny.  And that includes the people of Ukraine. (...)The Ukrainians of today are the heirs of Solidarity -- men and women like you who dared to challenge a bankrupt regime.  When your peaceful protests were met with an iron fist, Poles placed flowers in the shipyard gate.  Today, Ukrainians honor their fallen with flowers in Independence Square.We remember the Polish voter who rejoiced to “feel the taste of Poland again.”  Her voice echoes in the young protestor in the Maidan who savored what she called “a taste of real freedom.”  “I love my country,” she said, and we are standing up for “justice and freedom.”  And with gratitude for the strong support of the Polish people, she spoke for many Ukrainians when she said, “Thank you, Poland.  We hear you and we love you.”  (Applause.)    Today we can say the same.  Thank you, Poland -- thank you for your courage.  Thank you for reminding the world that no matter how brutal the crackdown, no matter how long the night, the yearning for liberty and dignity does not fade away.  It will never go away.  Thank you, Poland, for your iron will and for showing that, yes, ordinary citizens can grab the reins of history, and that freedom will prevail -- because, in the end, tanks and troops are no match for the force of our ideals. 
Thank you, Poland -- for your triumph -- not of arms, but of the human spirit, the truth that carries us forward. There is no change without risk, and no progress without sacrifice, and no freedom without solidarity.  (Applause.)

Poco prima, Eric Schmidt si vedeva a qualche centinaio di metri di distanza con il Primo Ministro Tusk per suggellare l'accordo che prevede la costruzione a Varsavia del terzo Google Campus al mondo e sugli schermi del motore di ricerca appariva:


Da settimane in giro per Varsavia cresceva il clima per questi 25 anni di Liberta': posters, allestimenti murales giganti, mostre fotografiche sulla storia di come il Partito Comunista e Solidarnosc condussero la campagna elettorale, sulle infrastrutture create in questi 25 anni, sulla musica e sull'arte di questi 25 anni, con spazi per coinvolgere i bambini, musica, tantissima musica per battere i piedi a tempo e muoversi con un sorriso.
E cosi' e' stato.
Dallo spettacolo della Fontana Multimediale, ai festoni bianchi e rossi per tutta la citta' alla cerimonia nella piazza del Castello, conclusa con una performance orchestrale di jazz briosa e piena di allegria che nulla ha a che vedere con le musiche tristi e cupe che si associano di solito a questa parte d'Europa. Perche' la Polonia oggi e' diventata come si augurava diventasse 25 anni questo manifesto elettorale:

"scegli la tua Polonia"


per chi avesse ancora voglia di leggere su cosa c'e' dietro questo Freedom Day
 

Il Presidente della Repubblica Polacca attuale si chiama Bronislaw Komorowski, (per gli amici suppongo Bronek) ha cominciato il suo mandato prima delle elezioni del 2010 che lo vedevano gia' favorito, poiche' essendo presidente del Senato subentro' al Presidente rimasto ucciso insieme a moltissimi intellettuali, attivisti e politici della Polonia moderna nella tragedia di Smolensk il 10 aprile 2010, che si va ad aggiungere a tutti gli altri anniversarsi sfortunati di questa nazione. Ricapitolando:
- il 3 maggio e' il Giorno della Costituzione, ma di fatto l'illuminato regno del Re Augusto venne spazzato via solo tre anni dopo la sua emanazione,nel 1795.
- l'11 novembre e' il Giorno dell'Indipendenza, riottenuta nel 1918 (dal 1795 appunto), ma duro' fino all'invasione dei nazi nel 1939.
- il 1 agosto e' il giorno dell'Ora W, inizio dell'eroica rivolta dei resistenti varsaviesi, che venne schiacciata del tutto 63 giorni dopo.
Insomma, niente 4 di Luglio di Barbecue e fuochi d'artificio, niente 14 Luglio di vini e camembert e baguettes, niente giubilei della Regina con Robbie e Gary a far cantare le folle.
Mai come oggi la Polonia e'  composta da persone dinamiche e ottimiste, che finalmente possono apprezzare come il frutto della loro tenacia morale e integrita' lavorativa stia cambiando inarrestabilmente in meglio il mondo in cui vivono. Passata la transizione, passata la crisi, passato il peggio, oggi si puo' vivere con gioia un momento che venticinque anni fa sembrava solo un sogno: una nazione libera, prospera, in crescita, impegnata nel lavoro di impresa, negli eventi culturali, nel recupero del passato quanto proiettata vero il futuro, ormai spalla a spalla con le altre nazioni europee in quasi tutti gli ambiti
E percio' il buon Bronek non solo s'e' tagliato i baffi, ha perso una dozzina di kg, si e' comprato delle cravatte piu' allegre e con il suo staff ce la sta mettendo tutta per coinvolgere la popolazione a celebrare anniversari positivi, senza se e senza ma:
- 12 Marzo e' diventato Nato Day, quest'anno ricorreva il 15^ anniversario dall'ingresso della Polonia nell'alleanza. Per i Paesi che storicamente hanno subito la longa manus della Russia, far parte della Nato e' stato il primo passo per sentirsi al sicuro
- il Primo Maggio e' diventato Giorno dell'Unione Europea (quest'anno ricorrendo i dieci anni dall'annessione)
- il 4 Giugno e' diventato ufficialmente Freedom Day, in coincidenza con l'anniversario delle prime elezioni libere in Polonia: dopo i mesi della tavola rotonda tra Partito comunista guidata dal Generale Jaruselski (che nel 1980 proclamo' la legge marziale) e Solidarnosc, guidata da Walesa, finalmente si svolsero le prime elezioni con 35% dei seggi a scelta libera. Solidarnosc vinse tutti i seggi a disposizione e due anni dopo si svolsero le elezioni con 100% dei seggi a scelta libera.
Questo  il testo di un discorso tenuto dal buon Bronek qualche settimana fa ( secondo me ha assunto il miglior speech writer del globo) per invitare la nazione a festeggiare questa ricorrenza ritrovandosi insieme, a creare eventi nella sfera pubblica e in quella privata.

An Appeal by the President of the Republic of Poland

Ladies and Gentlemen,

On 4 June 1989, we defeated communism. On 4 June 2014, it will be a quarter of a century since that memorable day. As early as today, let us start preparing for that festive, jubilee, citizens’ Freedom Day.

4 June 1989 represents a triumph of solidarity and courage over doubt and political isolation. 4 June 1989 marks the beginning of a successful, large-scale transformation of Poland’s political and economic system. 4 June 1989 is a return of hope for sovereignty for the countries of Central and Eastern Europe, the beginning of a journey towards European unity.

At that time, we were together. Civic and patriotic life in Poland did not cease despite censorship, repression and the Iron Curtain. The people of the Solidarity movement offered support to one another. Together they mourned the victims of the massacre at the Wujek coalmine. Together they walked behind the coffins of the Reverend Jerzy Popiełuszko and Grzegorz Przemyk. The demands submitted by Solidarity to the communist regime in August 1980 expressed the need to restore human dignity to work, the need that was felt by millions of Poles. On 4 June 1989, acting together, we put our trust in our desire for freedom.

The election on 4 June 1989, even though only partially democratic, was a truly free one: not rigged, not paid for with repression. The election results revealed the real balance of power in society. They brought about profound changes. What won was the solidarity of millions of Polish people demonstrated by their unanimous decision. What won was a sense of community. Therefore, let us be together next year as well. Let us organize this festive day together!

I invite the Poles all over the world and all our friends to celebrate Polish freedom together on 4 June 2014. As early as today, I encourage Poles to begin preparing for this event, so as to make it a large-scale, joint, civic celebration. Freedom knows no bounds. Our Freedom Day is a festive day for the whole free world as well.

I invite everybody to organise joint undertakings. I invite private individuals and institutions, public offices and non-governmental organisations, business circles, public institutions and self-government bodies. I invite those residing in rural areas, in small towns and in metropolises where Polish people live, including those lying across the ocean. I would like the world to have a chance to get to know us on that day as a nation of free people, appreciating their own freedom and supporting others on their not-so-easy road towards freedom.

I encourage those working in the field of culture, sportsmen, media people, scholars, businesspeople and clerical workers to get involved. I am hoping for joint initiatives with representatives of the Churches. I would like to see the role played by priests in supporting the opposition, in keeping up hope and in giving spiritual strength to the Polish people who were fighting for a free state to be acknowledged and appreciated. I invite both those who remember 4 June 1989, and those who were born at that time or later. I invite those who joined Solidarity’s Civic Committees to share their experience with others. I invite the artists of the great national stages, performing artists and off-the-mainstream artists: all those who pursue their artistic activities in freedom and thanks to freedom. I am asking those from the academia and those active in the field of culture to get involved. Freedom needs to be discussed anew and to have its meaning explained; the threats that freedom is facing today need to be reliably identified.

Let us join our efforts to build the most ambitious program for our Freedom Day celebrations. Let us fill this project of ours with the most attractive ideas together. Let us corroborate once again that there is no freedom without solidarity; that today as before, freedom requires solidarity among us.


Bronisław Komorowski

President of the Republic of Poland


3.6.14

Alice nel Paese delle Meraviglie - I parte

32 comments:
Quando ero piccola, venticinque anni fa, se mi avessero detto che il Paese delle Meraviglie sarebbe stato un giorno Varsavia, in Polonia, per me sarebbe stato solo un pochino meno incredibile che se mi avessero anche detto che sarei diventata la tua mamma.
Eppure, e' proprio cosi'.
Nell'unico giorno di sole estivo che il cielo concede in queste settimane sul posto che da piu' di un anno fa da sfondo alle nostre mirabolanti grandi e piccole avventure quotidiane, ci siamo trovate abbracciate io e te, circondate da tantissime persone che ci vogliono bene: tuo padre, tua sorella, i tuoi nonni italiani, i tuoi nonni polacchi e tutti gli zii e le zie, di sangue e acquisiti per cuore, tanti amici e amiche e anche i loro bambini.

Alla fine della cerimonia sei voluta scendere, due passetti per girarti con le spalle all'altare e con quel modo di osservare silenzioso che ti contraddistingue da quando sei nata, ci hai guardato tutti: hai visto il mondo che ti circonda da vicino e da lontano sorriderti, e battendo le mani hai gridato in un sorriso la tua parolina preferita:
BRAVOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Piccola bimba mia, nemmeno due anni e ti abbiamo gia' fatto spostare cosi' tanto tra paesi reali e affettivi; ti auguro di conservare per tutta la vita quegli occhi osservatori e quel sorriso di meraviglia con cui esplori le persone e i luoghi.
Celebrato nella nostra comunita' di affetti, il Battesimo ti ha fatto entrare ufficialmente nella comunita' cristiana, che rappresenta sia una forte radice del nostro pensiero, poiche' abbiamo scelto di credere in Dio, sia una forte componente  della nostra cultura europea.
Negli anni penserai, studierai, dubiterai e infine sceglierai consapevolmente se proseguire su queste radici, nel frattempo noi te le abbiamo offerte come un'ulteriore casa oltre alla nostra: un posto per condividere in festa i momenti importanti della tua vita, ma anche per rifugiarti a riflettere o cercare consolazione ogni volta che avrai paura o che ti sentirai isolata: puoi trovare Dio in ogni momento ed in ogni luogo, come puoi  trovare la tua famiglia, in ogni momenti ed in ogni luogo, vicini o distanti noi ci saremo sempre, il nostro amore per te e' incondizionato e senza confini.

***
preparativi

eh, lo so che volete sapere della prefesta, del festone e della dopofesta, di cosa ho fatto dei famosi millemila palloncini etc..e che volete pure vedere qualche foto magari. Pero' il riordino dell'entropia domestica chiama e soprattutto domani e' Freedom day, per cui gia' da oggi c'e' Obama e devo far commissioni in mezza citta' solo a piedi per motivi della Sua sicurezza: giovedi' troverete  la cronaca semiseria del tutto e la prossima settimana credo che troverete i dettagli pratici dell'allestimento fai da te come guest post di Valentina



2.6.14

Cucu'!

8 comments:

Considero il mio passato una ricchezza enorme, quasi quanto il  mio futuro.
Non val la pena di farla tanto lunga a raccontarvi, solo che per prendere nuovamente le dimensioni di quanto e' grande quel quasi, mi ci e' voluto di fare un passo indietro e osservare la visione dell'insieme da fuori.
Da oggi ricomincio a scrivere.
A prestissimo




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