23.1.15

In via dei matti, numero zero. Ovvero, Natale a Houston.

 

Siccome siamo matti, ma fino ad un certo punto, abbiamo deciso di saltare l'offerta aziendale di rimanere per un mese in residence e cercar casa sul luogo insieme alla  relocator  cortesemente assegnataci, ma di darle qualche indicazione in modo da arrivare dall'aeroporto direttamente a quella che sarebbe diventata casa nostra, almeno per il primo anno di assignment: il mese prima di partire ci ha mandato quattro proposte e abbiamo scelto quella vicina ad un luogo dal nome promettente, che si sarebbe rivelato la mia salvezza trisettimanale: il Children Museum.
In teoria avevamo diritto all'appartamento ammobilitato, ma i nostri gusti sono evidentemente molto molto ma molto distanti dallo stile houstoniano corporate tipico, che si puo' riassumere in tre principi base:
1) Tinte unite, queste sconosciute. Ovvero perche' un solo colore se per lo stesso prezzo ne puoi avere 5 insieme, di cui uno deve essere sempre il marrone.
2) Il legno pesante intagliato e scuro e'  sinonimo di solidita', patria e prestigio. Non fatemi dire di cosa e' sinonimo il ferro lineare bianco.
3) La (eco)pelle nera va con tutto: il corpocowboy non potendo sedersi su una sella di (eco)pelle quando lavora, giustamente si riposa su divani, poltrone, sgabelli e sedie di (eco)pelle quando riposa.
Dopo aver visto le gallery del mobilio proposto ed immaginato le bimbe spalmare di yogurt il divano di (eco)pelle nera, noi andare a dormire nel catafalco di legno ogni sera e soprattutto far la doccia dietro tende marroneorebordo', abbiamo educatamente chiesto se si potevano avere mobili ikea chiari, semplici, adatti alle bambine.
La risposta e' stata sorry, i mobili ikea sono cheap e noi lavoriamo solo con magazzini di fornitura di veri mobili pesanti finto rococo'.
Percio' abbiamo chiesto che ci dessero l'appartamento vuoto, con dentro tre materassi, lenzuola e asciugamani, una tv sola anziche' due e l' attrezzatura della cucina.
They don't know how good they have it, me l'immagino.
Fu cosi' che arrivammo quindi dall'aeroporto alla nostra casa molto carina, senza quasi nulla dentro, e iniziammo ad industriarci nei weekends per creare il nostro nido: un rapido giro dei negozi di mobilio di prima e seconda mano ci ha dimostrato che l'ecopelle ci attendeva sempre  al varco, percio' dritti all'ikea,  ore e ore di pagine on line per recuperare delle sedie un po' meno pesanti di un trono intagliato e soprattutto la decisione di tenerci spartanamente semplici, perche' tanto di queste cose ci seguira' solo quello che abbiamo fatto venire con il container, finalmente giunto dopo estenuanti giorni di mammadovebarbapapa' : tutti i nostri quadri e una selezione di libri, musica e giocattoli.
Ci sono voluti quattro finesettimana per mettere insieme il necessario a vivere normalmente, ma nel frattempo abbiamo sperimentato ogni forma di utilizzo dei cartoni di amazon e dei sacchetti di carta del trader's joe.
Per Natale l'impresa imprevista e' stata decorare l'albero. Presi com'eravamo dal problema di trovare un tavolo che non sembrasse un plastico in legno di un Mausoleo, ci siamo ritrovati al diciannove dicembre a girare alla ricerca di palline di Natale, per scoprire che sorry, maam, sono rimaste solo palline da 15 dollari l'una, perche' le altre sono andate via tutte subito dopo Halloween
E cosi' siamo andati all'home depot, abbiamo preso le assi per fare un tavolo di sabato sera e il giorno dopo lo abbiamo battezzato non con la nostra prima cena seduti in venti giorni (le sedie sono arrivate dopo Natale, abbiamo usato per la Cena di Vigilia i tavolini lack presi per le stanze delle bimbe), bensi' come tavolo di lavoro: io a tagliare cartoncini e a far colorare alle bimbe Barbapapa', Peppa e George, la Pimpa e Rudolf la Renna, il Senator a produrre catene di striscette di carta da regalo da girare intorno all'albero, come faceva quando da piccolo c'era il comunismo e decorazioni non se ne trovavano troppe.
Babbo Natale e' riuscito ad organizzarsi per portare un solo regalo a testa alle bambine, che non sono sembrate assolutamente turbate dalla cosa,  mentre la mamma si sentiva un pochino in colpa per la parca regalia, considerato che l'anno scorso sotto l'albero c'erano cosi' tante cose da parte di nonni, zii e zie presenti che le bimbe a un certo punto smisero di aprirli. Noi non ci siamo scambiati nulla, avevamo deciso che per questo periodo la priorita' sono le spese per arredare e sistemare casa. Io pero' ho ricevuto in regalo delle cartoline, scritte con il cuore da persone che hanno capito quanto per me questa nuova avventura sia come mangiare un minestrone di sassi e dire che buono. 
Grazie amiche, grazie lettrici, grazie colleghe d'espatrio e di navigazione.
La cena non e' stata di 13 portate come si usa in Polonia, ma di due (pierogi, branzino alla siciliana) ed eravamo gia' pieni cosi'.
Solo noi due con le bambine, in un luogo che non e'  pieno di ricordi ne' di mobili come casa nostra, ci e' sembrato di essere di nuovo in quell'appartamento vuoto dove arrivammo a Bruxelles tre giorni prima di Capodanno, con solo un materasso, una padella, qualche piatto e stoviglia e andammo a comprare un tavolino basso e largo da caffe', al quale cenammo seduti in ginocchio la sera di San Silvestro  (e molte sere dopo ancora), prima che lui, sotto il vischio e nel mezzo della nostra prima casa insieme vuota, mi chiedesse di sposarlo. 
Nell'enorme fatica che e' per me vivere qui a Houston, ho ritrovato come un diamante finito in fondo al cassetto dei calzini per nasconderlo dai ladri, la prova provata che noi siamo sempre noi, che il nostro amore e' ancora lo stesso, che siamo fatti per stare insieme nella gioia e nel dolore, in ricchezza e in studentezza.
Verso le undici ci siamo messi in auto con le bimbe e siamo andati a cercare la Chiesa Polacca per partecipare alla Pasterka, la Messa di Mezzanotte. Tutta bianca e addobbata di centinaia di stelle di Natale Rosse, risonante dei Canti Natalizi tipici (i carols in Polonia sono una faccenda serissima) e di parole che non riesco a pronunciare ma il cui suono ormai mi e' familiare,  mi sono sentita accolta e protetta come in casa di amici, che poi e' quello a cui andare in Chiesa dovrebbe servire.
Tutti erano vestiti eleganti, solo noi sportivi e con le bambine addormentate nei passeggini.
Quando pochi giorni dopo il prete e' venuto a conoscerci e benedirci casa ci ha detto che quando ci aveva visto quella sera aveva pensato fossimo viaggiatori, che si erano fermati al volo per la Messa mentre stavo attraversando gli Usa.  Che in un certo senso e' proprio quello che siamo.








37 comments:

  1. Quanto amore che trasuda questo post. Mi fa sorridere come una bambina. L'ho detto ma it's worth repeating: sei un role model per me. Ti mando un abbraccio fortissimo!

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    1. mi fai arrossire....erano bellissime le parole del biglietto,grazie!

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  2. Commossa.... Bellissimo!!!! Struggente, ma trasuda amore e speranza

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  3. bellissimo questo natale. Alla fine c'era quel che contava. A me le case vuote stranamente non mettono tristezza, mi sembrano piene di possibilità e di speranza.

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    1. anche a me facevano questo effetto prima, ma ora che casa varsaviese e' proprio casa nostra, e' diverso

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  4. Vale che bello, hai iniziato a neurorazzi e finito sempre lì, alla padella. Buon Natale ;)

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    1. sai che mi spiace davvero non averla messa nel container, la padella, alla fine?

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  5. Ma P come si pone dinanzi al tuo malessere Houstoniano? Lo mascheri o lui ne è al corrente? :*

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    1. ma certo che sa tutto, viviamo insieme! per me e' molto importante che mi ascolti e che mi sostenga e cerchi soluzioni pratiche per aiutarmi (voli, vacanze etc) a sopportare questo p sa che non voglio farlo sentire in colpa, sto male per davvero come per davvero sono felice per lui, e sapeva che accettando questa proposta di lavoro sarebbe diventato per lui anche un lavoro occuparsi di sostenermi

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  6. Nonostante la tanta fatica rimane sempre il diamante del vostro amore a farvi andare avanti! Mi sono commossa!

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  7. Anch'io mi sono commossa. E' stato un Natale d'amore e questo alla fine è quello che conta. Sarà banale ma in fondo la vera casa siete comunque e sempre voi quattro ovunque voi siate. Ma c'è un tipo di solitudine interiore che distrugge nella quale .T le persone intorno acuiscono solo il vuoto..... non lo colmano.In questi casi si DEVE reagire, urla sfogati, strepita e soprattutto non solo qui ......ma anche e soprattutto con chi ti stà vicino.E nel leggerti mi è tornata in mente una frase di un libro letto tanto tempo fà che sono andata a riprendere : "Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti"(Italo Calvino).

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    1. Calvino e' il mio autore italiano preferito, grazie!

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  8. Coraggiosi, bravissimi, pieni di iniziativa...non è da tutti sul serio. Oh come mi fai venire voglia di abbracciarti quando ti sento così, sembra un'altra persona quella che scrive, rispetto al te polacca! Ma non tutti i mali vengono per nuocere e sapere che il vostro amore è ancora lì più bello e splendente di prima è una cosa non da poco!

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    1. purtroppo la parte migliore di me e' rimasta la', mi sa
      grazie amica

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  9. "...la prova provata che noi siamo sempre noi, che il nostro amore e' ancora lo stesso, che siamo fatti per stare insieme nella gioia e nel dolore, in ricchezza e in studentezza." Queste parole racchiudono tutto, credo non ci sia altro da aggiungere!

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    1. Dru quando penso alla prova che ti aspetta mi rendo conto che le mie sono cavolatine proprio...un abbraccio

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  10. Mi sono commossa anch'io! Ma e' vero, c'e' la vostra bella famiglia e quindi tutti i disagi si possono superare. Ho anche riso immaginando gli arredi che vi avevano proposto! E' bello il fatto che vogliate mantenere un 'low profile'..... e qui traspare tutta la vostra classe. Spero siano arrivati tutti i mobili nel frattempo! Un abbraccio, Maddalena.

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  11. C'era tutto ciò che avevate bisogno per un super Natale!!! Poi le decorazioni splendide.. <3
    Ps ma sotto il rametto te l'ha chiesto?!? Che dolcissimo! :*

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  12. un natale autentico senza tanti fronzoli direi... :-)

    cmq si il mobilio americano fa pena, infatti i pochi mobili che abbiamo vengono dall'italia, per il resto preferisco stare senza mobili (ikea ci salva, ma qui pure i colori mi sembrano piu' sbiaditi!)

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    1. pensa che io credevo che almeno in california fossero un po' meglio!

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  13. Forse un po' tutte le coppie e tutte le famiglie dovrebbero questo esperimento, di passare del tempo insieme senza cose, distrazioni ecc e vedere come ne escono. Poi la situazione migliorerà (anche se Houston non sarà mai Varsavia) ma voi siete passati attraverso questo tornado di emozioni fedeli a voi stessi. Abbraccioni!

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  14. Bello il vostro albero, bello il vostro Natale ricco di cio' che davvero conta, in una parola (vabbe' due) belli voi :)

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  15. Vedi, vedi che ce la fai!
    Ma senti, cosa mi dici delle onnipresenti lampade americane, quelle con la gigantesca base rotonda in ceramica e il cappellone in tinta, tutto enorme tranne l'interruttore microscopico e introvabile? Anche per quelle mi sa che l'unico rimedio è l'ikea!

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    1. qua niente lampadoni in casa ma ci sono rimasti i lampadari con pale ventilatore very anni ottanta :-D

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  16. In ricchezza e studentezza! Ti adoro !! Go Go vale

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    1. prossima vita, speech writer per la BCE

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  17. Eh be', vuoi mettere un diamante nel cassetto dei calzini?
    Soprattutto se è il cassetto del plastico di un mausoleo.

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  18. Bellissimo post Vale, quel misto di ironia e sentimento che adoro!
    Hai ragione, l'importante alla fine è che quell'amore ci sia sempre!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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