19.5.15

Giochi da maschi, giochi da femmine ovvero L'impero colpisce ancora

Ieri la mia amica Valentina ha scritto un bel post sulle limitazioni date dai luoghi comuni nell'educare e far giocare i bambini maschi. Condivido la sua opinione e prendo spunto per un'ulteriore riflessione, partendo dal fatto che io invece ho due bimbe.

Rimanere immuni da Hello Kitty, Principessa Sofia e Frozen e' stata una battaglia che ha richiesto tante tattiche, compreso il premonitoraggio dei giochi in regalo da altri, lo studio di proposte alternative (Alice nel Paese delle Meraviglie, gli Aristogatti e la Pimpa per dirne solo tre) cosi' come alcune concessioni ( La Dottoressa Pelouche, la Peppa e l'odiosissima (per me) Dora sempre per dirne tre)
Uno dei risvolti positivi del bilinguismo nella nostra famiglia e' che rende obsoleto il televisore: siccome le bimbe guardano solo cartoni e film animati in italiano o polacco, li vedono solo in streaming o in dvd e cosi' 1) li scelgo io 2) non sono esposte a tutte le pubblicita' che le renderebbero coscienti dell'enormita' di roba di cui potrebbero incapricciarsi.
So che prima o poi il giochino si rompera', che trovandosi con altri bambini scopriranno piu' oggetti e piu' nomi di quelli che faccio filtrare io, ma il mio scopo non e' impedirgli di giocare con le Barbie per sempre, semplicemente ritardare e diluire, per evitare l'appiattimento di gioco nel momento in cui sono cosi' aperte e ricettive nei confronti di tutto. Gia' una volta mangiavano qualsiasi cosa e dopo l'inizio dell'asilo a veder gli altri bambini che fanno i difficili su questo e su quello, han preso un po' quel giro li'. 
Mi spiacerebbe che la smettessero di gioire nel conciarsi come guerrieri maori con le tempere da dito perche' una principessa non si comporta cosi'. 
Poi ti ritrovi a 36 anni che il tempo per dipingerti da guerriera maori non ce l'hai piu' davvero.
Non sono una talebana da giochi solo educativi di legno e incolori, semplicemente cerco di mettere una diga per diminuire la pressione del merchandising sull'educazione e sulla creativita' delle bimbe. Perche' il problema di Hello Kitty o di Frozen, non sono per me Hello Kitty e Elsa, come personaggi di per se', ma lo stuolo immane di roba hellokittata e frozenizzata che ne consegue. 
L'unico tipo di gioco al quale sono assolutamente contraria sono le armi giocattolo che sembrano vere: le mie figlie dovranno accontentarsi solo di  pistole ad acqua e delle spade da jedi, se le vorranno. Non perche' le spade da jedi non ammazzino, ma fanno parte di un contesto fantascientifico che le rende piu' simili all'uncino di Capitan uncino. Be', secondo me. Sono una mamma, non una pedagoga.

Anche io ho avuto i codini lunghi lunghi, ho messo le mollettine di Little Twin Stars, ho giocato con le barbie e i minipony, avuto la maglieria magica e il giralamoda, ho fatto il nastro di Hilary con la bacchetta per pulire il flauto e il nastro di raso lungo lungo, ho fatto innumerevoli braccialetti e giocato coi truccosetti e alle principesse (anche se nei tanto commerciali anni 80, in realta' andavano di piu' le ragazzine con i super poteri e la bacchetta magica, le spadaccine e le pallavoliste, per non parlare delle ladre e delle cantanti rock).
Ho letto decine di volte Piccole Donne, Piccole Donne Crescono, I Ragazzi di Jo e Piccoli Uomini: Tom Sawyer e Tre Uomini in Barca proprio non mi piacevano.
Ma ho giocato anche con tutto il resto: le micromachines, i Robot,  i Lego, i Puffi, il calciobalilla, Hotel, Monopoli. Sognavo di avere un C1P8 vero e di diventare archeologa come Indiana Jones.
Mi sono sbucciata le ginocchia  in cortile nonostante non amassi gli sports.
Ho giocato infinite ore con pennelli e pongo, creta e matite. Coi chiodini. 
A memory. 
A disegnare e ritagliare nuove carte di  memory. 
A nomi citta' colori frutta fiori. 
A paradiso e inferno  e altre decine di origami.
Ho anche imparato a scuola a far la maglia bassa, la maglia alta, l'uncinetto e i pom pom. 
E il traforo, con il mio babbo
Ho giocato sia con gli exogini che coi paciocchini. Pure con la pallina maxa, che se la dimenticavi appiccata da qualche parte di notte si squagliava e potevi solo buttarla via.

Si discute sempre piu' spesso dei genitori di bambine  radical che scelgono la via dell'educazione gender neutral, tipo chiamar la figlia James e tenerle i capelli corti a 1 cm, o di quelli che all'opposto si lanciano nella  princirosafatizzazione di tutta la loro vita. Dei genitori di maschi che sopportano e supportano  il flusso domestico di videogiochi di guerra con l'idea che un vero uomo e' fatto cosi' e di altri che invece si ritrovano nei panni di sfidanti progressisti solo perche' lasciano i propri masculi giocare in pace con la minicucina e i pennelli.
Ma io sono fiduciosa che la maggioranza degli esseri umani prosegue in una sana via di mezzo e quelli che oggi si fan vanto di tirare su i figli estremamente gender neutral da un lato o estremamente gender oriented dall'altro, non sono di piu' di quelli che una volta tiravano su le figlie  con "tu sei femmina, fatti bella e non serve che studi" e i figli con " tu sei maschio, impara a dar le botte e non serve che studi". 
Anzi sono molti di meno.
Oggi che miracolosamente  Beirut e' sotto controllo, ho fotografato le stanze delle bimbe e ad alcuni dei loro giochi. 
Giochi da piccoli esseri umani che appartengono al Primo Mondo. 
Immagino che quando i bambini per giocare hanno solo i sassi e i legnetti, a nessuno verrebbe in mente di disquisire se sono sassi e legnetti da maschi o da femmine.
 






10 comments:

  1. Condivido il tuo pensiero! La libertà di essere se stessi e di esprimere le proprie fantasia e creatività si imparano giocando fin da piccoli. Abbracci speciali a B&A <3
    E.

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  2. Bello Vale questo post è condivido tutto! La libertà di lasciarli esprimere è fondamentale.
    Anch'io sono abbastanza contraria a giochi, gadget e vestiti con supereroe o cars e quest'anno sto lottando più che mai perché la TV italiana passa troppa pubblicità.

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  3. Io sono stata fortunata perchè essendo equamente suddivisi in famiglia tra maschi e femmine giocavamo tutti con tutto e anche con niente, guardavamo tutti i cartoni, soprattutto quelli dei robot, e quelli sportivi, (poi Holly e Benji piaceva a tutti, Hilary solo alle femmine) e nessuno dei genitori si è mai posto il problema se fosse inadeguato che noi femminucce avessimo abbigliamento maschile la maggior parte del tempo, che io odiavo le gonne che mi impedivano i movimenti e usavo solo tute...alla fine, credo, siamo cresciuti abbastanza sani, ognuno di noi col suo carattere più o meno forte, ognuno ben conscio della sua identità sessuale, però senza il limite la donna cucina e basta e l'uomo porta in casa lo stipendio e basta...ognuno fa quello che vuole e può o deve fare

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  4. Condivido tutto di ciò che scrivi, soprattutto la parte finale secondo al quale, se interpreto bene, ci si fanno molti problemi perchè si può farseli.
    Con i miei figli seguo il principio che è stato usato con me: possono giocare con tutto, anzi con più cose giocano meglio è. Per questo, forse, abbiamo avuto ferri da stiro e cucine, spade e maschere jedi, aspirapolvere e mostri di ogni razza e qualità e tonnellate di mattoncini, tutto secondo le loro richieste ed i loro desideri.
    Richieste e desideri filtrati (a volte anche in modo non proprio zen) dalle nostre scelte di genitori.
    Certo l'uso della televisone come schermo su cui giravano e girano soprattutto film e cartoni già scelti e, quindi, pochi messaggi pubblicitari ha aiutato, ma credo che con l'aumentare della vita sociale dei bimbi sia da un lato più difficile tenerli fuori da certi meccanismi (che non passano più direttamente dal mondo adulto ma da bambino a bambino), dall'altro meno necessario.
    In questo momento comunque, da noi, conta di più avere scelto scuole in cui non si possono portare giochi da casa e si indossa il contestatissimo grembiule.
    Sotto ognuno ci mette ciò che vuole

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    1. centrato su tutta la linea!

      anche dove vanno le mie (che fosse il pubblico in polonia e il waldorf prima e ora il montessori qui) chiedono di non portare i bimbi vestiti con personaggi e di non portare giochi da casa,...purtroppo in nessuno di questi si usa il grembiule o l uniforme, che tantissimo risolve non solo a livello di praticita' per la mamma ma anche in questo frangente, ma mi auguro che alle elementari vadano dove si usa...io ovviament eodiavo a morte il mio grembiule da piccola, ma ora mi rendo conto ci ha evitato di perderci a otto anni dietro a inutili paragoni e risparmiare le nostre energie per attivita' ben piu' interessanti :-)

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  5. Sono con te. E sono più fortunata perchè ho un maschio e una femmina e quindi mi trovo il maschio con le mollettine in testa e la femmina che gioca a fare "pistolet" con i lego, oppure con la femmina che vestita da principessa gioca con le Barbie e il maschio che urla scalmanato distruggendo metà casa. Tanti libri, tanti puzzle, giochi manuali con la pioggia, fuori in giardino con il sole e minicucina tutta arredata da Babbo Natale per entrambi. Fanno tutto soli, io cerco solo di bloccare l'inarrestabile afflusso di giocattoli inutili, soprattutto se rumorosi e plasticosi, ma con i parenti lontani è tutto più semplice.
    Comunque seppur senza guardare la tv, la grande è tornata a casa dall'asilo dicendo che lei era la Reine de neige! Argh e non ho/abbiamo nemmeno ancora guardato il film!!!

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  6. eh, avete visto? la maggioranza di noi qui siamo normali e io sono ottimista che lo sia la maggioranza degli attuali e futuri genitori! sti dibattiti mediatici sul gender si basano sul fatto che i genitori rinco fanno piu' notizia!

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  7. Sai che i miei furboni (o io fessissimissima) mi hanno fatto credere non so fino a che età che il negozio di giocattoli dove ci compravano cose x Natale era aperto e visibile all'occhio umano solo 1 settimana all'anno? E che toccava andare, guardare, selezionare qualcosa, ma poi non era detto che l'avresti ricebuta, perché magari un bimbo più buono di te l'aveva scelto. Così io scegli evo cose non TROPPO belle, secondo un mio infantile calcolo delle probabilità! E fortunatamente vengo da una famiglia molto creativa, non ricca, con tv limitata e giochi 'utili', sta storia delle robe da maschio e femmina non è che mi importassero molto, anche se io da piccola credevo di essere maschio. L'importante è non trasformare i bimbi in piccoli consumisti, poi che giochino con barbie o macchinette, ma chissene!

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  8. condivido totalmente! in molti mi chiedono se è vero che in Svezia, patria del gender neutral, abbiano abolito il rosa. No, non l'hanno abolito, le principesse spopolano anche qui e non sono affatto tanti i talebani del gender neutral (quelli che usano un pronome neutro inventanto apposta, hen), però si vede che i giochi dei bambini sono più bilanciati e vedi la cucina ikea a casa dei maschietti come delle bambine, idem per trenini e macchinine. Insomma, come è sano che sia, secondo me. Su una cosa mi impunterò con tutta me stessa: niente lego friends per la mia bimba, che l'idea che alle bambine servano costruzioni semplificate mi fa ribollire!

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  9. condivido totalmente! in molti mi chiedono se è vero che in Svezia, patria del gender neutral, abbiano abolito il rosa. No, non l'hanno abolito, le principesse spopolano anche qui e non sono affatto tanti i talebani del gender neutral (quelli che usano un pronome neutro inventanto apposta, hen), però si vede che i giochi dei bambini sono più bilanciati e vedi la cucina ikea a casa dei maschietti come delle bambine, idem per trenini e macchinine. Insomma, come è sano che sia, secondo me. Su una cosa mi impunterò con tutta me stessa: niente lego friends per la mia bimba, che l'idea che alle bambine servano costruzioni semplificate mi fa ribollire!

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Si elemosinano commenti da chi ha un briciolo di tempo in piu'

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