10.3.15

Dalle braccia di mamma e babbo al cantare sotto la pioggia che non c'e' a Varsavia - Ritorno a Houston

38 comments:
You look great!
Il marito che mi ha raccolto distrutta da 24 ore in viaggio, dall'uscio di casa dei miei fino alle porte automatiche degli Arrivi dell'Aeroporto Internazionale di Houston (la recensione della saga aerea domani qui)
You look great!
Le maestre e le altre mamme dell'asilo, oggi.
You look great!
Il chiropratico che ha lottato per sistemare la mia schiena e il mio collo incriccati dal dispiacere e dalle ore di guida nell'inverno houstoniano.

Si, e' vero.
Sto bene visivamente.
Il Tony m'ha risistemato la chioma, la mamma e il babbo mi hanno nutrito solo di cose buone dal mondo, ho camminato all'aperto, ho investito in un po' di abiti di rinforzo, in qualche cremina furba e addirittura in qualche trucco.

Sto bene interiormente.
La sorella perpendicolare e la sorella verticale
Mi tengo abbracciata strettissima a questo stato di benessere riconquistato nei miei diciotto giorni europei, di cui quattro a Varsavia e gli altri a casa dei miei: ogni volta che compare una perturbazione (un capriccio delle bimbe, un capogiro di stanchezza, una regola amministrativa texana assurda), sorrido piu' forte, chiudo le orecchie lalallala e alzo il volume dell'autoradio se passa una canzone scema, ripenso ad uno dei nuovi bellissimi ricordi di questi giorni passati, rievoco il calore di dormire di nuovo con il Senator, che a differenza della Viatrix, con la quale condivido il letto quando siamo in trasferta, non si gira perpendicolare alle mie costole.



in attesa dell'imbarco a Orio
Sono tornata molto piu' felice di quando sono partita perche' e' stato bellissimo vivere di nuovo tra gli affetti di genitori e amiche, bere acqua che disseta, mangiare stracchino, camminare in ogni direzione per fare la piu' piccola delle commissioni, respirare amicizia e non dover spiegare a nessuno chi si e', perche' lo sanno gia', soprattutto rivedere le bimbe esplodere di gioia nel loro mondo, vendendole ritrovare tutte le abitudini e tutti i visi a loro cari, grandi e piccoli.

La cosa piu' importante pero', il motivo per cui sto bene, e' che sono tornata molto piu' felice di quando sono arrivata qui il primo dicembre. Perche' razionalmente mi dicevo di non aver paura, che non avrei perso quello che finalmente avevo raggiunto a Varsavia, quell'allinearsi della Terra con le Stelle che aveva finalmente reso la mia vita come la volevo, dopo anni di costruzione, distruzione, ricostruzione.
Pero' quando si ha cosi' tanto da perdere, di razionalita' ne avanza poca.
Tornare mi ha fatto abbracciare, toccare, vedere, guardare, tutte le persone, tutti i luoghi, tutte le cose che sono il mondo che ho perseverantemente cercato e forgiato per dieci anni prima di ottenerlo, finalmente.
Avevo cosi' tanta paura che questo mondo andasse avanti senza di me e mi dimenticasse, anche solo parzialmente, com'era gia' successo in precedenza con Torino.
E invece no.

Le sirenette sono approdate nel mondo dei nonni dopo aver attraversato l'oceano
Siamo arrivate nelle braccia del mio babbo  in piena notte e tutte le stelle da Malpensa a casa erano per noi.
Ho tenuto su il piumino per tutto il tempo in auto, perche' volevo arrivare a casa e dirlo a entrambi in contemporanea quel Diventerete ancora una volta nonni,  che da settimane trattenevo di fronte ad ogni chiamata su Skype, liberando finalmente questo pancione che mi sta trasformando nuovamente in Barbamamma.

Anche a Varsavia siamo arrivate in piena notte, accolte dalle migliaia di luci della citta'.
Temevo di commuovermi perfino a guardare i semafor, che cosi' tante volte ho aspettato per attraversare nelle mie passeggiate giornaliere, ma una volta che mi sono ritrovata li', era piu' forte la voglia di sorridere che quella di lasciarsi andare ancora alle lacrime. Ho pianto per cosi' tanti giorni di fila da quando sono arrivata a Houston che  e' finita l'acqua, e' tempo di ridere.
Arrivate a casa, abbiamo incontrato i vicini prima ancora di arrivare alla porta. Come se non fossimo mai partite, lo stesso caloroso scambio di chiacchere e cortesie di sempre.
E poi finalmente quel momento della verita', tanto atteso,  in cui avrei aperto la porta di casa e ascoltato cosa diceva il mio cuore che per dodici settimane non aveva avuto tregua.

Le pareti bianco crema, il parquet chiaro e caloroso. Vuota di tutti i nostri mobili, ma sempre pienissima di noi. Le bimbe avanzavano di stanza in stanza, prima stupite, poi preoccupate, infine rasserenate dall'inaspettato rinvenimento dell'ombrellino dimenticato nell'armadio, che invece ora sembrava fosse rimasto appositamente li' ad aspettarci.
Mamma, usciamo con l'autobus e poi a fare una passeggiata con l'ombrello in centro?
Bea, non piove!
Ma io non voglio fare una passeggiata con la pioggia, voglio fare una passeggiata con l'ombrello.
Mamma, compriamo un ombrello blu per me?  Anche io voglio passeggiata con l'ombrello.
Avete ragione.
Siamo corse all'autobus,siamo arrivate da Tiger, abbiamo trovato l'ombrellino blu e abbiamo fatto una trionfale passeggiata con gli ombrelli aperti in un piuttosto tiepido tardo pomeriggio d'inverno Varsaviese, confondendoci nel traffico umano sul larghissimo e liscissimo marciapiede di Nowy Swiat.

Abbiamo ritrovato parenti e amiche, i discorsi sono ripartiti da dove si erano interrotti, le risate sono state quelle di sempre. Il nostro posto qui e' rimasto vuoto, aspetta solo noi: questa volta e sempre, ogni volta che vorremo.
Adesso lo so e non ho piu' paura.
Houston, sarai sempe la parente brutta di sesto grado della mia Varsavia, ma io non ho piu' paura di aver perso per colpa tua la mia migliore amica. No, lei e' sempre la' per me. Come lo sono i miei gentori e la loro casa piena di colori e di calore, che rapprensenta il Paese delle Meraviglie per le mie bambine.



cose che solo chi frequenta la Polonia capisce :-D (e' il primo cartellone pubblicitario che ho visto uscendo dall'aeroporto e mi e' parso di ottimo auspicio)


 

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